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Rosanna Marani

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Rosanna Marani

Rosanna Marani (Imola, 12 ottobre 1946) è una giornalista e conduttrice televisiva italiana.

Indice

Biografia

Si è affermata nel giornalismo alla Gazzetta dello Sport il 18 novembre del 1973, con un’intervista esclusiva a Gianni Rivera in silenzio stampa da 6 mesi. Ha collaborato con Il Giornale d’Italia e il Resto del Carlino sotto la guida di Gualtiero Vecchietti e di Italo Cucci. È stata la prima donna a diventare giornalista professionista sportiva nel 1976 ed è stata anche la prima giornalista a condurre una trasmissione sportiva in TV: per Telenorditalia, emittente lombarda, ha condotto infatti Bar Sport, un talk show dedicato al calcio, allo sport e ai protagonisti degli anni settanta.

Successivamente la sua carriera si è sviluppata interamente in televisione. Per Telemilano, la prima rete televisiva Fininvest, è stata inviata dei notiziari, di Buongiorno Italia, di Viva le donne, di Record, di Superflash e de Gli speciali. Per la Rai ha lavorato in: Giorni d’Europa, 7 Giorni al Parlamento (con Gianluca Di Schiena), È quasi goal, Il processo del lunedì, Tv7, TG3 Telesogni (con Claudio Ferretti). Tra le interviste realizzate, quella trasmessa dal Tg1 delle 13 a Rosa Bossi, la madre di Silvio Berlusconi, l’unica esistente e di cui la signora Marani possiede i diritti d’autore in esclusiva[1]

Durante un breve periodo a Telemontecarlo è stata inviata di Sport Show, del Tg e di Mondocalcio.

Negli anni novanta, Carlo Tumbarello la chiama ad Odeon Tv per la rubrica “I Cavoli a merenda” all’interno della trasmissione Forza Italia, condotta da un giovane Fabio Fazio. A Telelombardia, negli anni novanta, Rosanna Marani partecipa Novantesimo donna, condotto da Eliana Jotta, con una rubrica fissa in cui assegna voti di merito e demerito ai calciatori, bacchettando i comportamenti meno sportivi. Lavora a Telenova come inviata di Fax 13, e ad Antenna 3: è inviata di Marinasumagol, Non solo bici, Antenna tredici, Visti a San Siro, Speciali cronaca e politica, nella quale intervista i politici tifosi.

È stata sposata due volte: con Pierluigi Aprà (attore in La Cina è vicina di Marco Bellocchio), morto prematuramente a 37 anni, e con Vincenzo Celentano. Ha tre figli: Gabriele, regista, Andrea e Giulia.

Attualmente in pensione, molto attiva in rete, collabora con testate online, scrive poesie, editoriali e aforismi ed è impegnata nel volontariato, in battaglie sociali a tutela dei senza voce, dell’ambiente e degli animali, dopo avere lottato dal 2006 per debellare un tumore maligno. Dall’ottobre 2012, ricopre la carica di responsabile Comunicazione Web della Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente.

Musica e poesia

Nei primi anni settanta ha scritto i testi di alcune canzoni di Rita Pavone, Domenico Modugno.

Nell’aprile del 2013, con la lirica “Veglia”, Rosanna Marani si è aggiudicata la seconda edizione del Premio “Alda Merini” di Poesia[2]. Uscito nel 2013, il suo primo libro di liriche, P’ossessione, edito da Vincenzo Ursini Edizioni.

Onorificenze

Cavaliere dell'ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell’ordine al Merito della Repubblica Italiana
«Per il merito di avere aperto la strada alle donne ad una professione, quella del giornalismo sportivo, a loro preclusa prima del suo avvento.»— Roma, 2 giugno 1983
  • La sua foto compare nel Famedio de La Gazzetta dello sport, tra quelle dei fondatori, dei direttori, delle firme più prestigiose del quotidiano.
  • Ambrogino d’oro 2015

Bibliografia

  • Una donna in Campo, Edizioni Sansoni-Agielle, 1975
  • La testa nel pallone, Edizioni Mursia, 1978
  • L’anima del Palio, Edizioni NCS, 1993
  • Tesi di Laurea di Ilaria Macchi, Silvia Dalla Costa, Fanny Xhajanka, Giada Masieri, Chiara Colnaghi, Valeria Izzo, Tiziana Lucioli, Marta Fantoni, Laura Cherubini, Stefania Putzu
  • Atleta al femminile di Gian Maria Madella, Edizioni EditNova, 1979
  • Maledetti giornalisti di Gianni de Felice, Conti Editore, 1992
  • Voglio entrare negli spogliatoi di Francesca Devincenzi, Sassoscritto Editore, 2010
  • P’ossessione, Vincenzo Ursini Edizioni, 2013

Collegamenti esterni

Note

  1. ^ L’intervista fu inserita, senza l’autorizzazione della giornalista, in Silvio forever. Autobiografia non autorizzata di Silvio Berlusconi, un documentario di Roberto Faenza e Filippo Macelloni, scritto da Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella e distribuito dalla Lucky Red.
  2. ^ L’importante riconoscimento che gode del Patrocinio del Quirinale, è promosso e organizzato dall’Accademia dei Bronzi e da Ursini Edizioni di Vincenzo Ursini di Catanzaro.
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http://www.storiaradiotv.it/ROSANNA%20MARANI.htm

ROSANNA MARANI

Rosanna Marani nasce ad Imola il 12 ottobre 1946, grazie a Gino Sansoni, editore di FORZA MILAN! approda a LA GAZZETTA DELLO SPORT, l’esordio avviene il 18 novembre 1973 con un’intervista a Gianni Rivera, da sei mesi in silenzio stampa, titolo a nove colonne: RIVERA E LE DONNE. In Rai collabora a GIORNI D’EUROPA e 7 GIORNI AL PARLAMENTO con Gianluca Di Schiena, collabora inoltre con AMICA, GRAZIA, IL GUERIN SPORTIVO, TEMPO, AGENZIA ASCA, MOMENTO SERA, MADAM CLASS, occupandosi di sport, cronaca nera, politica, costume, spettacoli. La sua collaborazione con le tv private inizia a Telenorditalia, Rosanna è la prima donna a condurre un talk-show sportivo, BAR SPORT. Quindi collabora con il tg di TeleSanterno, nel corso della sua carriera ha collaborato con diverse emittenti locali: oltre alle già citate Telenorditalia e TeleSanterno ricordiamo: Canale 21 (NUMBER ONE, NUMBER TWO), Telelombardia (NOVANTESIMO DONNA condotto da Eliana Jotta), Antenna 3 Lombardia (MARINASUMAGOL, CABRIOFLIPPER, NON SOLO BICI, ANTENNA TREDICI, VISTI A SAN SIRO, SPECIALI CRONACA E POLITICA), Telenova (FAX 13). Si può quindi scrivere che Rosanna Marani, oltre ad essere stata la prima donna a condurre un talk-show sportivo, è stata fra le prime ad andare in onda su emittenti di diverse regioni.   Nel 1979 il passaggio a Telemilano58 antenata di Canale5.  Quindi una variegata collaborazione con la Fininvest: è inviata di BUONGIORNO ITALIA, delle news, di W LE DONNE, RECORD, SUPERFLASH e de GLI SPECIALE: “Mike Bongiorno e Ludovico Peregrini” sono stati i miei maestri severe ma importantissimi, mi hanno insegnato il ritmo e il taglio televisivo.”.   Un breve periodo a Telemontecarlo con Luigi Colombo, la vede inviata di Sport Show, del Tg e di Mondocalcio, trasmissione in cui rivela tutta la sua vena ironica. Prendendo spunto dalla cronaca sportiva, traveste i calciatori, li fa recitare come possono e spazia su tutti i temi d’attualità, dal gioco maschio (memorabile l’intervista a Gigi Radice travestito da marine che parla del gergo guerresco, gattonando sul prato di Trigoria e quella a Franco Scoglio paragonato a Socrate che beve la cicuta inviatagli da Gianluca Vialli: insomma, precorre i tempi anticipando le monellerie del trio della Gialappas). E’ Rosanna Marani ad intervistare per Tmc Diego Armando Maradona in silenzio stampa: “ricordo che rispose alla mie domande solo a gesti, il servizio fotografico fu acquistato da Gigi Vesigna, direttore di TV SORRISI E CANZONI”. Nel 1987 Rosanna Marani viene nominata Cavaliere della Repubblica dal presidente Francesco Cossiga “per avere indicato una strada professionale nuova alle donne”. Chiamata da Roberto Tumbarello a Odeon Tv per FORZA ITALIA e nella sua rubrica I CAVOLI A MERENDA, ne combina di cotte e di crude: traveste Walter Zenga da Batman, Gianluca Pagliuca da cavernicolo, i calciatori della Roma da gladiatori, prende a torte in faccia Marcello Lippi nella trasmissione condotta da un giovanissimo ma bravissimo Fabio Fazio. Così Rosanna ricorda FORZA ITALIA, programma cult nella storia delle tv private italiane: “Condotta da Walter Zenga, Fabio Fazio e Roberta Termali, prodotta dall’indimenticato Carlo Tumbarello, nel cast c’erano anche Vittorio Feltri, Nicola Forcignano (uno degli autori di MARINASUMAGOL) e Cristina Parodi che curava la rubrica LA RAGAZZA CON LA VALIGIA, erano i suoi primi passi in tv.

“Io curavo CAVOLI A MERENDA, tre minuti di follia settimanale in cui i calciatori travestiti (questa volta il budget era appropriato, la regia era buona e il montaggio ottimo) chi da gladiatore (quelli della Roma), chi da tenente dei Marine (Gigi Radice) etc., parlavano di calcio recitando come potevano. Il risultato era irresistibile, ricordo che Arrigo Sacchi, in canotta e in pantoloncini del pigiama, che si mise in testa la parrucca di Gullit…  Diego Armando Maradona si prestò gratuitamente vestito da Babbo Natale, fu il primo travestimento nella storia del calcio. Il calcio era cosa seria allora,prettamente maschile, ingessato, impenetrabile. Ci fu chi si scandalizzò per le mie dissacrazioni continue (ho partecipato al Meeting di Ischia con un mio documentario titolato proprio I miei Travestiti, in cui da Lippi a Vialli ci stanno proprio tutti a divertirsi sapendo di divertire), ha poi sorriso e decretato il successo dei ragazzacci della Gialappas. Il muro era sbrecciato.”

Rosanna Marani ha collaborato anche con IL GIORNALE D’ITALIA, IL RESTO DEL CARLINO (sotto la guida di Gualtiero Vecchietti e di Italo Cucci) con TG3 TELESOGNI con Claudio Ferretti ed ha collaborato con numerose emittenti radiofoniche fra le quali ricordiamo: NovaRadio,Radio Montercarlo, Radio Milano International e RaiStereoUno. Rosanna è diventata oggetto di studio per le aspiranti giornaliste sportive ed è stata soggetto di alcune tesi di laurea di Ilaria Macchia e Silvia Dalla Costa, allieve dell’Università Cattolica del Sacro Cuore del professor Giancarlo Padovan (nonchè direttore di TUTTOSPORT). Rosanna Marani ha scritto anche tre libri: UNA DONNA IN CAMPO, LA TESTA NEL PALLONE e L’UOMO DEL PALIO.  Rosanna ha pagato sulla sua pelle il fatto di essere una mosca bianca e la sola donna inviata sui campi di calcio a quell’epoca, ma essendo testarda, caparbia e appassionata del suo metiere, ha finito con il farsi accettare e rispettare dai colleghi maschi. Amare?  “Beh è chiedere troppo a chi ti porta via gli scoop da sotto gli occhi, come l’unica intervista esistente fino ad oggi, andata in onda sul Tg1 delle 13, alla mamma di Silvio Berlusconi, signora Rosa Bossi”.

Dal novembre 2007 Rosanna Marani è entrata nella gran famiglia di www.storiaradiotv.it per il nostro portale si occuperà naturalmente di sport.

Anonimo

Un ricordo spuntato all’improvviso, quando finalmente si mette ordine tra le proprie carte…antiche. La lacca, il disco, un 45 giri, me li rubarono  assieme all’automobile….

http://cverdier.blogspot.com/2007/09/rita-pavone-i-singoli-as-bs-1970-1971.html

La canzone che scrissi per il mio primo figlio Gabriele, cantata oltre che da Rita Pavone, anche da Domenico Modugno. Inizialmente era stata scritta per Mina, che rinunciò ad inciderla.

Rita Pavone – I Singoli A’s & B’s 1970-1971 Vol.4 – pensieri_p”33″

26 set 2007 … IV° raccolta di singoli di Rita Pavone con la quale si entra con decisione … E poi Come Un Tiranno di Marani e Piero Pintucci, un bellissimo brano … ma viene stoppata nella semifinale da una imprevedibile Rosanna Fratello …

Qui la versione intera

‘Come un tiranno Testo di Rosanna Marani Musica di Piero Pintucci’ by Rosanna Marani 1 on #SoundCloud
https://soundcloud.com/rosanna-marani-1/come-un-tiranno-testo-di-rosanna-marani-musica-di-piero-pintucci

15 Come Un Tiranno (Marani-Pintucci) (9-1971)

COME UN TIRANNO  Testo di Rosanna Marani Musica di Piero Pintucci

Io ti guardo…sei qui…stai sognando… di già

Quel mondo tuo

Il coraggio non ho di toccarti…così

Io penso a lui…

Perdonami…se piango sai…

Mi ha lasciato qui…

Ogni giorno… è…per te

Quando hai fame … son là

E ti servi di me….

Come un tiranno

I miei momenti……

Ti prendi ormai….

E

Ogni giorno è…cosi

Quando hai sete son là

Hai bisogno di me….

Con un sospiro…

Stanco la sera

Crolli giù…..

Io non dormo…ma tu…certo tu non lo sai

E credi che…

Tutto il mondo che c’è, sia la donna che hai

Accanto a te…

Un uomo può…andare via…

Una donna…no

Una donna…no

Ogni giorno di più…

Vorrei credere che…

Sono tutto per te…

Rimane vuoto…

Questo tuo mondo…

Senza di lui…

Eri un bambino

Ma… un ragazzo tu sei ormai

Ogni giorno di più fai il grande…e non…sai

Siamo solo…metà…

Dammi la mano …

Corriamo insieme…

Incontro a lui…

https://lortodirosanna.wordpress.com/2010/11/18/famedio-gazzetta-dello-sport-un-posto-per-me-ce/

Famedio Gazzetta dello Sport: un posto per me c’è

Beh, c’ho soddisfazione. Il mio compito professionale, svolto con passione e determinazione, merita la sufficienza che mi attribuisco, senza esitazione alcuna. Avanti, sotto a chi tocca!

NOTA: MAGARI PUO’ ESSERE UTILE PER IL MIO…COCCODRILLO

Articolo de La Padania a firma (occulta) di Stefania Piazzo, che ringrazio per il ritratto, con…cornice, che mi ha regalato!

PDF DA SCARICARE

http://futura.unito.it/blog/la-rivincita-delle-donne-il-caso-di-rosanna-prima-giornalista-sportiva-deuropa/

FUTURA

La rivincita delle donne. Il caso di Rosanna prima giornalista sportiva d’Europa

di vivianamonastero

mercoledì 7 marzo 2012

Prima giornalista sportiva d’Europa, Rosanna Marani, oggi sessantacinquenne, con determinazione e caparbietà è riuscita a farsi accettare in un mondo fino ad allora off limits per le donne: il calcio. In vista del giorno dedicato alle donne, l’8 marzo, è fondamentale raccogliere la testimonianza di una giornalista che ha fatto da apripista ad altre donne che come lei hanno voluto e vogliono intraprendere la strada del giornalismo.

Rosanna, lei è stata la prima giornalista sportiva d’Europa. Come mai ha deciso di intrapprendere questa strada?

Nel ’73 non c’era nessuna donna che parlava di calcio e la cosa a me non andava a genio. Allora ho deciso di entrare a gamba tesa nel tempio dell’uomo: il calcio. Ovvero, la Gazzetta dello Sport.

Qual è stato il suo percorso? E quanto è stato difficile?

Un amico di mio padre, Toni Romano, mi fece conoscere Gino Sansoni, l’editore di Diabolik. Lui un giorno mi invitò allo stadio a vedere Milan – Rapid Vienna e mi presentò Giorgio Mottana, che allora era il direttore della Gazzetta dello Sport. Gli disse: “Rosanna vorrebbe fare la giornalista sportiva”. Lui mi guardò come se fossi una povera demente, mi voltò le spalle e se ne andò via. Io lo raggiunsi, gli toccai la spalla e gli dissi ad alta voce: “Senta direttore, ma lei non mi dà neanche una possibilità? Cosa devo fare, sposarmi Rizzoli?”. Lui mi guardò, forse preoccupato che alzassi il tono della voce e mi disse: “Venga in redazione domani mattina alle 5”. Io ci andai e lui mi disse che non c’era niente da fare. E io incalzai: “Lei mi ha fatto venire qui. Adesso una possibilità la pretendo”. Guardò verso il cielo, me lo ricordo come fosse ieri, e mi disse: “Ci servirebbe un’intervista a Gianni Rivera”. L’ex campione era in silenzio stampa da sei mesi. Ero sola, contro il mondo. Ma alla fine vinsi io.

Ci racconta com’è andata?

Chiamavo Rivera in tutti i ritiri nei quali andava. Andai con la mia 500 ad Ancona, dove si giocava una partita a favore dei terremotati. Mi misi a intervistare Romeo Benetti. Quando vidi Rivera dissi: “Signor Romeo, mi presenterebbe Rivera, per cortesia?”. Lui mi portò verso Gianni Rivera, io mi presentai. Si sedette, non voleva essere scortese. Gli dissi: “Guardi signor Gianni Rivera, la mia carriera è nelle sue mani. Me la dà questa possibilità?”. Lui mi disse: “Sì”. Ecco, questo è il segreto che non ho mai raccontato a nessuno. Quando portai l’intervista al direttore lui non ci voleva credere. Mi disse: “L’articolo esce domani”. Mi hanno dato 9 colonne, con richiamo in prima pagina:“Intervista esclusiva a Gianni Rivera”.

E poi il giornale l’ha assunta?

No, il giornale mi ha usato per 8-9 mesi, mi ha mandato anche al Giro d’Italia. Poi mi ha scaricato. Mi sono rivolta all’avvocato Luca Boneschi e ho vinto la causa. Mi hanno offerto dei soldi per togliermi di torno ma io mi sono rivolta all’Ordine, che ha fatto una surrogatoria, dandomi la possibilità di svolgere l’esame di stato a Roma e sono diventata professionista. La Gazzetta è stata obbligata a riprendermi. Il giorno che tornai in redazione la giornalista Gabriella Parca scrisse un bellissimo pezzo sulla terza pagina del Giorno, intitolato: “Rosanna Marani ha vinto la sua battaglia. Per tutte le donne”. Ma la mia strada non è stata affatto facile. Sono stata ricoverata in ospedale per depressione, per rabbia, per quello che ai tempi chiamavano isterismo. Ho combattuto una battaglia da Golia contro i titani. Ce l’ho fatta piangendo, stringendo i denti, in assoluta solitudine.

E’ cambiato qualcosa rispetto al passato?

Qualcosa è cambiata. Ma prima di dichiararci libere ci vorrà del tempo.

Che consigli darebbe a una giovane giornalista che volesse intraprendere la stessa strada?

Studiare e leggere moltissimo, non aver nessun timore di essere se stesse. Ma soprattutto sapere di aver talento e grazie a questo riuscire a far partecipi gli altri di quello che si sente e che si vede.

Qual è, per lei, il significato dell’8 marzo?

Ci sono migliaia di donne tenute schiave e chi ha la libertà ha il dovere di lottare per loro. Perché prima di noi, donne italiane libere, ci sono state quelle che ci hanno rimesso la vita e a cui dobbiamo la libertà di oggi.

Alle donne, Rosanna Marani ha dedicato anche una poesia. Si intitola “La mia rondine”. Ecco il link: http://www.youtube.com/watch?v=eyojWges63U&feature=youtu.be

Settembre 2010

Villagge Festival Playtv

http://www.playtvitalia.it/sito-new/festival.html

In onda Playtv Playtv2

Marzo 2013

https://lortodirosanna.wordpress.com/2013/03/22/una-bella-sorpresa-il-passato-si-coniuga-al-presente-per-diventare-futuro/

Una bella sorpresa: il passato si coniuga al presente per diventare futuro

Con Marina Presello e Valentina Mariani
Con Marina Presello e Valentina Mariani

Ospite in Studio a SkySport24http://youtu.be/d5cwJsiO8G0

Aprile 2013

https://lortodirosanna.wordpress.com/2013/04/11/guerin-sportivo-colpi-di-tacco-le-100-lady-che-hanno-fatto-la-storia-del-calcio/

Guerin Sportivo : Colpi di tacco Le 100 lady che hanno fatto la storia del calcio

Ritaglio foto miaNumero 27 Io Ritagliohttps://lortodirosanna.wordpress.com/2013/04/15/ebbene-si-ho-vinto-primo-premio-assoluto-al-concorso-di-poesia-mille-voci-per-alda-merini/

Aprile 2013

Ebbene si! Ho vinto: Primo Premio Assoluto al concorso di poesia Mille voci per Alda Merini

http://www.infooggi.it/articolo/premio-alda-merini-vince-rosanna-marani/40622/

Premio Alda Merini: vince “Rosanna Marani”

15/04/2013,  a cura di Gianluca Teobaldo Responsabile Categoria: RedazioneIohttp://www.catanzaroinforma.it/pgn/newslettura.php?id=52851

ARTE E CULTURA / Premio Alda Merini, vince Rosanna MaraniLa nota giornalista sportiva si aggiudica la II edizione del concorsoLunedì 15 Aprile 2013Io

Con la lirica dal titolo “Veglia”, Rosanna Marani, di Milano, prima giornalista donna sportiva italiana, si è aggiudicata la seconda edizione del Premio “Alda Merini” di Poesia, promosso e organizzato dall’Accademia dei Bronzi e dalle Edizioni Ursini, con l’adesione della Camera di Commercio di Catanzaro.

https://lortodirosanna.wordpress.com/2013/04/15/marani-come-merini-alla-nostra-rosanna-il-premio-dedicato-ad-alda/

Veglia

MARANI COME MERINI ALLA NOSTRA ROSANNA IL PREMIO DEDICATO

L’altra settimana mi chiama Rosanna e mi dice: ho vinto, ma aspetta a scriverlo!Oggi l’hanno detto e lo possiamo dire.Insomma, quando un giornalista sa trasformare la notizia in poesia, non è una soddisfazione.E’ una liberazione! La mitica Marani, già tra i “padri nobili” della Gazzetta dello Sport, appesa al muro con Brera nei corridoi della Gazza, questa volta l’ha fatta grossa: si è presa la seconda edizione del premio “Alda Merini”, promosso e organizzato dall’Accademia dei Bronzi e dalle Edizioni Ursini, con l’adesione della Camera di Commercio di Catanzaro.Ha vinto con la lirica “Veglia”. Sveglia la ragazza lo è, da sempre.Per noi che la conosciamo e sappiamo assecondare le sue mattane geniali, le sue intuizioni e quell’essere giornalisti sopra le righe, forse non è neppure più uno stupore la sua bravura sincopata del linguaggio. Perché così sono le sue poesie.Sono un punto e a capo o più semplicemente un fluire senza metrica. Così.
Brera ha scritto di lei, Sky in questi giorni le ha chiesto i vhs delle sue trasmissioni quando su Telemontecarlo intervistava i calciatori travestendoli nei panni dei personaggi più strani. Lei è un pezzo di storia non ambigua, romagnola come lei, del saper scrivere.
Una sera a cena mi racconta: “Sai come ho fatto a intervistare Rivera quando ha avuto il figlio dalla Elisabetta Viviani? Era alla clinica Columbus con uno sbarramento che non ti dico. Mi sono travestita da donna incinta e sono entrata nello stanzino”. Rivera sull’uscio mi ha detto urlando: “Nooo, anche qui!!!”.
La Marani è l’unica ad aver intervistato Maradona in silenzio stampa, facendogli rispondere a gesti.
Non contenta, ha travestito i calciatori nei personaggi più strampalati per rompere la monotonia seriale delle interviste monotono (oggi si direbbe mononota), braccia conserte e gambe svaccate sulla sedia…
Di lei ha scritto Brera, di lei si scrive e si recita quel che ha dentro, perché il vulcano di pensieri inquieti e di certezze fumate con la sigaretta Rosanna è produttrice prolifica.Dal Resto del Carlino al Tempo, con Gualtiero Vecchietti e Italo Cucci.
“Sono stata la prima a entrare negli spogliatoi del calcio”, ti dice, ma senza essere una velina.E senza fare la valletta, ha condotto la prima trasmissione sul calcio guidata da una donna, Bar Sport.
Pioniera, anche nel saper rompere le scatole al sistema, imparando l’arte televisiva da Mike Bongiorno, dalla prima rete Telemilano che poi diventò Canale 5.Le ha passate tutte, poeticamente lottando come lotta una donna, che dalle donne vorrebbe essere fatta fuori ed essere fatta, e basta, dagli uomini.I suoi programmi… tanti… Buongiorno Italia, di Wiva le donne, Record, Superflash. Per la Rai Giorni d’Europa, 7 Giorni al Parlamento, È quasi goal, Il processo del lunedì, Tv7, TG3 Telesogni. Ma ci tiene tanto a Fred e Ginger, l’intervista a Giuseppe Incocciati, del Milan poi Atalanta… Napoli…: “Cantavamo e ballavamo insieme, un’intervista ballata e cantata”. La Marani, come i trovatori e i trovieri.
Ma elencarle tutto sembra di fare un dispetto alla poesia.
L’unica intervista mai realizzata alla mamma di Berlusconi, la signora Rosa, l’ha fatta lei.E quando uscì il docufilm della Lucky Red, “Silvio Forever”, ricordate… Rosanna si incendiò perdendo la pazienza… Per quei diritti ora ha aperto una vertenza grande come una casa…, con l’avvocato Ivano Fazio.Quando te la racconta, prenditi un giorno di ferie! Per leggere tutte le carte, s’intende!
Scrivere, dire, fare, baciare, lettera, sentimento… questo è il suo mestiere.E noi siamo felici di averla con noi dal primo giorno, nel nostro quotidiano online. “La mia seconda giovinezza”, mi dice.
“Stefy, ricordati però di citare Vincenzo Ursini. Il premio Merini che ha il patrocinio del Quirinale, è il solo a nome di Alda col patrocinio delle figlie”.Fatto, Marani. Occuparsi di poesia oggi è eroico.
“Ci vediamo a Roma, magari anche con la Carla”, dice. Sì, perché dalle mescolanze informatiche della Marani è uscita anche la conoscenza di una band, la Diapasong.Fanno un dvd con 12 sue poesie. Registrano a Roma.
La Carla che dice? Carla Rocchi, presidente nazionale dell’Enpa, con cui Ros e io condividiamo diverse gioie e dolori delle battaglie di civiltà per gli animali, “ha riso… – confessa la Ros – Sai che lei non è una tanto poetica!!!”.Ma no Ros, è ridere di bene, è che basti tu a filtrarci il mondo, a farci da Veglia.
“Lo sai che ti voglio bene?”, mi dice la Ros. “Siamo sorelle di lotta dai tempi mitici quando nessuno parlava di animali, ed è importante cara sorella, perché oggi con la Federazione delle associazioni, voluta dalla Michela Brambilla, oggi è tutto più semplice. Una cosa la dico: è dagli animali che ho imparato la poesia”.

Stefania Piazzo15 aprile  ©2013 Piazzolanotizia – Riproduzione Riservata

Rassegna Stampa Premio Concorso di Poesia Mille voci per Alda Merini

https://lortodirosanna.wordpress.com/2013/04/16/rassegna-stampa-premio-concorso-di-poesia-mille-voci-per-alda-merini  /

Calabria ora

http://www.ntacalabria.it/99572/catanzaro-il-premio-merini-di-poesia-a-rosanna-marani/

NTA' Calabria

http://catanzaro.weboggi.it/Eventi/10441-Premio-Alda-Merini%2C-vince-Rosanna-MaraniCatanzaro oggi

Catanzaro/Cultura: a Rosanna Marani premio poesia A. Merini

15 Aprile 2013 –

(ASCa) – Catanzaro, 15 apr – Con la lirica dal titolo ”Veglia”, Rosanna Marani, di Milano, prima giornalista donna sportiva italiana, si e’ aggiudicata la seconda edizione del Premio ”Alda Merini” di Poesia, promosso e organizzato dall’Accademia dei Bronzi e dalle Edizioni Ursini, con l’adesione della Camera di Commercio di Catanzaro.Gli altri cinque finalisti, considerati tutti ex-aequo, sono Michele Belsanti di Roma, con la lirica ”Non e’ eterno il dolore”; Maria Pompea Carrabba di Termoli, con ”Siede la Regina alla destra del Re”; Vanes Ferlini di Imola, con ”Tu sconosciuto: ad un donatore”; Maria Teresa Infante di San Severo (Foggia), con ”Voglio sentire” e Giovanni Pistoia di Corigliano Calabro, con ”Le parole che ascolto”. A tutti sara’ assegnata un’artistica targa di argento realizzata per l’occasione dal noto orafo crotonese Michele Affidato.

http://goodmorningumbria.wordpress.com/2013/04/15/a-rosanna-marani-il-premio-dedicato-ad-alda-merini/

A ROSANNA MARANI IL PREMIO DEDICATO AD ALDA MERINI

http://www.catanzaroinforma.it/pgn/newslettura.php?id=52851

Catanzaro informahttp://247.libero.it/lfocus/17631858/1/premio-alda-merini-vince-rosanna-marani/Libero 24x7

http://www.giornaledicalabria.net/index.php?section=news&idNotizia=35095

Primo piano

La giornalista Rosanna Marani vince il premio Alda Merini                          

16 aprile 2013 Con la lirica dal titolo “Veglia”, Rosanna Marani, di Milano, prima giornalista sportiva donna d’Italia, si è aggiudicata la seconda edizione del Premio “Alda Merini” di Poesia, promosso e organizzato dall’Accademia dei Bronzi e dalle Edizioni Ursini, con l’adesione della Camera di Commercio di Catanzaro. Gli altri cinque finalisti, considerati tutti ex-aequo, sono Michele Belsanti di Roma, con la lirica “Non è eterno il dolore”; Maria Pompea Carrabba di Termoli, con “Siede la Regina alla destra del Re”; Vanes Ferlini di Imola, con “Tu sconosciuto: ad un donatore”; Maria Teresa Infante di San Severo (Foggia), con “Voglio sentire” e Giovanni Pistoia di Corigliano Calabro, con “Le parole che ascolto”. A tutti sarà assegnata un’artistica targa di argento realizzata per l’occasione dal noto orafo crotonese Michele Affidato. Ricordiamo che nel corso della manifestazione programmata per sabato 20 aprile, alle ore 11, nella Sala delle Culture della Provincia di Catanzaro, saranno consegnate anche due medaglie del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: la prima, alla carriera, è stata assegnata al giornalista Vincenzo De Virgilio; la seconda all’artista Pasquale Macrì, autore dell’opera “Alda Merini, i giorni della gioia” utilizzata dall’Accademia dei Bronzi per illustrare la copertina dell’antologia “Mille voci per Alda” realizzato con le migliori liriche partecipanti al concorso. Due premi speciali, non a concorso, andranno invece al dottor Francesco Calabrò, ufficiale medico nelle missioni di pace, e a Maria Pia Furina, odontoiatra con la passione della poesia, per l’opera “Come le mie mani”. Oltre ai suddetti premi saranno assegnate targhe di merito a numerosi altri poeti provenienti da tutta Italia.

http://www.cn24.tv/news/66696/premio-alda-merini-vince-rosanna-marani.htmlCN24

http://www.strill.it/index.php?option=com_content&view=article&id=161787:catanzaro-a-rosanna-marani-il-premio-merini-di-poesia&catid=1:ultime&Itemid=291

Catanzaro: a Rosanna Marani il premio Merini di poesia 

Lunedì 15 Aprile 2013 15:29Con la lirica dal titolo “Veglia”, Rosanna Marani, di Milano, prima giornalista donna sportiva italiana, si è aggiudicata la seconda edizione del Premio “Alda Merini” di Poesia, promosso e organizzato dall’Accademia dei Bronzi e dalle Edizioni Ursini, con l’adesione della Camera di Commercio di Catanzaro.Gli altri cinque finalisti, considerati tutti ex-aequo, sono Michele Belsanti di Roma, con la lirica “Non è eterno il dolore”; Maria Pompea Carrabba di Termoli, con “Siede la Regina alla destra del Re”; Vanes Ferlini di Imola, con “Tu sconosciuto: ad un donatore”;  Maria Teresa Infante di San Severo (Foggia), con “Voglio sentire” e Giovanni Pistoia di Corigliano Calabro, con “Le parole che ascolto”.A tutti sarà assegnata un’artistica targa di argento realizzata per l’occasione dal noto orafo crotonese Michele Affidato.Ricordiamo che nel corso della manifestazione programmata per sabato 20 aprile, alle ore 11, nella Sala delle Culture della Provincia di Catanzaro, saranno consegnate anche due medaglie del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: la prima, alla carriera, è stata assegnata al giornalista Vincenzo De Virgilio; la seconda all’artista Pasquale Macrì, autore dell’opera “Alda Merini, i giorni della gioia” utilizzata dall’Accademia dei Bronzi per illustrare la copertina dell’antologia “Mille voci per Alda” realizzato con le migliori liriche partecipanti al concorso.Due premi speciali, non a concorso, andranno invece al dottor Francesco Calabrò, ufficiale medico nelle missioni di pace, e a Maria Pia Furina, odontoiatra con la passione della poesia, per l’opera “Come le mie mani”.Oltre ai suddetti premi saranno assegnate targhe di merito a numerosi altri poeti provenienti da tutta Italia.Le poesie premiate saranno lette da Adele Fulciniti che sarà accompagnata dal chitarrista Tony Samà. A fine manifestazione si esibiranno i fratelli Andrea e Alessio Bressi e il cantante Michele Tosi.“Il premio Merini – afferma Vincenzo Ursini – ha ottenuto un successo strepitoso. Abbiamo tante di quelle richieste da non poterne più accoglierne altre. Una manifestazione, insomma, che sarà ricordata non solo come la prima in Italia per numero di adesioni, ma anche perché siamo stati costretti a dire di no a centinaia di persone che intendevano essere presenti alla premiazione. Tutto questo senza aver avuto un solo euro da parte delle istituzioni”.

http://www.calabriaonline.com/articoli/catanzaro-premio-merini-con-veglia-si-aggiudica-la-seconda-edizione-rosanna-marani_21865.htm

Catanzaro: Premio Merini, con “Veglia” si aggiudica la seconda edizione Rosanna Marani

La premiazione si svolgerà sabato 20 Aprile nella Sala delle Culture della Provincia di Catanzaro

Catanzaro: Premio Merini, con Veglia si aggiudica la seconda edizione Rosanna Marani
 
15 / 04 / 2013

Con la lirica dal titolo “Veglia”, Rosanna Marani, di Milano, prima giornalista donna sportiva italiana, si è aggiudicata la seconda edizione del Premio “Alda Merini” di Poesia, promosso e organizzato dall’Accademia dei Bronzi e dalle Edizioni Ursini, con l’adesione della Camera di Commercio di Catanzaro.Gli altri cinque finalisti, considerati tutti ex-aequo, sono Michele Belsanti di Roma, con la lirica “Non è eterno il dolore”; Maria Pompea Carrabba di Termoli, con “Siede la Regina alla destra del Re”; Vanes Ferlini di Imola, con “Tu sconosciuto: ad un donatore”; Maria Teresa Infante di San Severo (Foggia), con “Voglio sentire” e Giovanni Pistoia di Corigliano Calabro, con “Le parole che ascolto”. A tutti sarà assegnata un’artistica targa di argento realizzata per l’occasione dal noto orafo crotonese Michele Affidato.Ricordiamo che nel corso della manifestazione programmata per sabato 20 Aprile, alle ore 11, nella Sala delle Culture della Provincia di Catanzaro, saranno consegnate anche due medaglie del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: la prima, alla carriera, è stata assegnata al giornalista Vincenzo De Virgilio; la seconda all’artista Pasquale Macrì, autore dell’opera “Alda Merini, i giorni della gioia” utilizzata dall’Accademia dei Bronzi per illustrare la copertina dell’antologia “Mille voci per Alda” realizzato con le migliori liriche partecipanti al concorso. Due premi speciali, non a concorso, andranno invece al dottor Francesco Calabrò, ufficiale medico nelle missioni di pace, e a Maria Pia Furina, odontoiatra con la passione della poesia, per l’opera “Come le mie mani”. Oltre ai suddetti premi saranno assegnate targhe di merito a numerosi altri poeti provenienti da tutta Italia.Le poesie premiate saranno lette da Adele Fulciniti che sarà accompagnata dal chitarrista Tony Samà. A fine manifestazione si esibiranno i fratelli Andrea e Alessio Bressi e il cantante Michele Tosi.“Il premio Merini – afferma Vincenzo Ursini – ha ottenuto un successo strepitoso. Abbiamo tante di quelle richieste da non poterne più accoglierne altre. Una manifestazione, insomma, che sarà ricordata non solo come la prima in Italia per numero di adesioni, ma anche perché siamo stati costretti a dire di no a centinaia di persone che intendevano essere presenti alla premiazione. Tutto questo senza aver avuto un solo euro da parte delle istituzioni”.

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La giornalista Rosanna Marani vince il Premio dedicato ad Alda Merini

15-04-2013

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La giornalista Rosanna Marani …

La giornalista Rosanna Marani vince il premio AldaMerini

Cultura e Spettacolo Giornaledicalabria 

15 Apr 2013 22:00Con la lirica dal titolo “Veglia”, Rosanna Marani, di Milano, prima giornalista sportiva donna d’Italia, si è aggiudicata la seconda edizione del Premio “Alda Merini” di Poesia, promosso e organizzato dall’Accademia dei Bronzi e dalle Edizioni Ursini, con l’adesione della Camera di Commercio di Catanzaro. Gli altri cinque finalisti, considerati tutti ex-aequo, sono Michele Belsanti di Roma, con la lirica “Non è eterno il dolore”; Maria Pompea Carrabba di Termoli, con “Siede la Regina alla destra del Re”; Vanes Ferlini di Imola, con “Tu sconosciuto: ad un donatore”; Maria Teresa Infante di San Severo (Foggia), con “Voglio sentire” e Giovanni Pistoia di Corigliano Calabro, con “Le parole che ascolto”. A tutti sarà assegnata un’artistica targa di argento realizzata per l’occasione dal noto orafo crotonese Michele Affidato. Ricordiamo che nel corso della ..

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Magazine Informazione regionale

A Rosanna Marani il premio dedicato ad Alda Merini

15 aprile 2013 da Goodmorningumbria

Il Quotidiano

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Calabria ora

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La Gazzetta dello Sport

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https://lortodirosanna.wordpress.com/2013/04/23/rassegna-stampa-premiazione-concorso-mille-voci-per-alda-merini/

Rassegna Stampa Premiazione Concorso Mille voci per Alda Merini 

NTA CALABRIA

http://www.ntacalabria.it/100335/premio-alda-merini-ursini-un-successo-senza-precedenti/

Premio Alda Merini, Ursini: “Un successo senza precedenti”

premio merini tavolo presidenza 300x203 Premio Alda Merini, Ursini: “Un successo senza precedenti”premio-merini-tavolo-presidenzaVincenzo Ursini, presidente dell’Accademia dei Bronzi, è più che soddisfatto. “Con il premio Alda Merini – ha detto – abbiamo superato ogni più rosea aspettativa”. Un successo davvero importante per l’associazione culturale catanzarese che da anni opera sul territorio con grande serietà e impegno.La Sala delle Culture della Provincia di Catanzaro non è bastata, infatti, ad accogliere tutti coloro che sabato scorso hanno partecipato alla manifestazione conclusiva della seconda edizione del premio internazionale di poesia dedicato alla poetessa dei Navigli, promosso e organizzato dall’Accademia dei Bronzi e dalle Edizioni Ursini, con l’adesione, come partner, della Camera di Commercio e quella prestigiosa del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano  che ha inviato la sua medaglia ufficiale.“E’ stato certamente un grande evento per Catanzaro – ha detto il presidente della giuria Titta Scalise – che meritava una migliore attenzione da parte delle Istituzioni”.Circa 200 posti a sedere tutti pieni ed altrettante persone in piedi hanno fatto da splendida cornice a questo importante appuntamento culturale.“Siamo in presenza di un successo senza precedenti, – ha sottolineato Vincenzo Ursini, presidente dell’Accademia dei Bronzi, – realizzato senza alcun finanziamento pubblico, tranne quello della Camera di Commercio. Ecco perché ringraziamo Paolo Abramo per aver creduto in questo nostro progetto, così come ringraziamo il maestro orafo Michele Affidato e il Gruppo Callipo, due prestigiose imprese calabresi che, unitamente al gruppo Culligan e al comune di Milano, hanno sostenuto la nostra iniziativa, sostituendosi alle istituzioni regionali dalle quali abbiamo avuto solo risposte negative”.“Insomma, il premio Alda Merini, primo in Italia, in sole due edizioni, per numero di adesioni, è stato realizzato dall’Accademia dei Bronzi, – aggiunge Ursini – senza accedere ad alcun contributo e senza chiedere un solo euro a nessuno, ma soltanto con il nostro finanziamento diretto e con l’adesione di qualche sponsor”.Aperta con la proiezione di una bellissima e commuovente sintesi videografica sul premio e sui premiati, realizzata da Massimo Rotundo, la manifestazione si è sviluppata in due momenti. La prima parte, infatti, è stata riservata alla consegna della medaglia del Presidente della Repubblica, da parte di Paolo Abramo, al giornalista Vincenzo De Virgilio, quale premio alla carriera e al pittore Pasquale Macrì, per l’opera “Alda Merini, i giorni della gioia” utilizzata dall’Accademia dei Bronzi per illustrare la copertina del volume “Mille voci per Alda” che contiene 636 liriche selezionate tra le 2.070 che erano pervenute alla segreteria del concorso. La seconda parte è stata invece dedicata alla consegna dei premi ai vincitori e ai segnalati della sezione poesia, che erano convenuti a Catanzaro da ogni parte d’Italia, partendo da due targhe di argento realizzate da Michele Affidato, che sono state consegnate al dottor Francesco Calabrò, ufficiale medico della Croce Rossa Italiana, e alla dottoressa Maria Pia Furina, “dentista per professione e scrittrice per passione”, quale migliore autrice partecipante aderente all’Accademia dei Bronzi.In precedenza, dopo i saluti del presidente della giuria, Titta Scalise, di Paolo Abramo e del maestro Michele AffidatoVincenzo Ursini ha ringraziato tutti coloro che, a vario titolo, avevano contribuito alla migliore riuscita del concorso. “Un concorso – ha detto Ursini – che ha fatto conoscere Catanzaro in tutta Italia, in senso certamente positivo”.I vari componenti della giuria (Nazzareno Bosco, Mario Donato Cosco, Antonio Benefico, Mauro Rechichi e Antonio Montuoro) hanno quindi consegnato i premi ai relativi vincitori.Dopo Grazia Calabrò e Antonella OrioloRamona AlbaneseMarianna NadileAngelina Russo e Manuela Starvaggi, premiati e segnatali nella sezione “arte”, hanno ritirato i premi destinati alla poesia inedita Rosanna Marani di Milano, prima classificata con la lirica dal titolo “Veglia”; Maria Pompea Carrabba di Termoli, per la lirica “Siede la Regina alla destra del Re”, Maria Teresa Infante di San Severo, per la lirica “Voglio sentire” e Giovanni Pistoia di Corigliano Scalo, per la lirica “Le parole che ascolto”. Premiati, ma assenti, Michele Belsanti di Roma e Vanes Ferlini di Imola.A fine manifestazione i fratelli Andrea e Alessio Bressi hanno proposto ai presenti alcune melodie popolari catanzaresi, mentre il cantante Michele Tosi, nei locali del Circolo Unione, ha intrattenuto gli ospiti provenienti dalle altre regioni.

CN24

http://www.cn24.tv/news/67060/concluso-il-premio-alda-merini.html

Concluso il Premio Alda Merini

Com’era nelle previsioni, la Sala delle Culture della Provincia di Catanzaro non è bastata ad accogliere tutti coloro che sabato scorso hanno partecipato alla manifestazione conclusiva della seconda edizione del premio internazionale di poesia Alda Merini, promosso e organizzato dall’Accademia dei Bronzi e dalle Edizioni Ursini, con l’adesione, come partner, della Camera di Commercio e quella prestigiosa del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha inviato la sua medaglia ufficiale. L’aria che si respirava era certamente quella di un grande evento: circa 200 posti a sedere tutti pieni con altrettante persone in piedi che hanno fatto da cornice a questo importante appuntamento culturale. “Siamo in presenza di un successo senza precedenti, – ha sottolineato nella sua introduzione Vincenzo Ursini, presidente dell’Accademia dei Bronzi, – realizzato senza alcun finanziamento pubblico, tranne quello della Camera di Commercio. Ecco perché ringraziamo Paolo Abramo per aver creduto in questo nostro progetto, così come ringraziamo il maestro orafo Michele Affidato e il Gruppo Callipo, due prestigiose imprese calabresi che, unitamente al gruppo Culligan e al comune di Milano, hanno sostenuto la nostra iniziativa, sostituendosi alle istituzioni regionali dalle quali abbiamo avuto solo risposte negative”.“Insomma, il premio Alda Merini, primo in Italia, in sole due edizioni, per numero di adesioni, è stato realizzato dall’Accademia dei Bronzi, – aggiunge Ursini – senza accedere ad alcun contributo e senza chiedere un solo euro a nessuno, ma soltanto con il nostro finanziamento diretto e con l’adesione di qualche sponsor. Eppure abbiamo attivato una serie di canali che hanno prodotto un concreto afflusso turistico. Ed è questo, crediamo, il più importante risultato, dopo quello letterario di cui siamo fieri e che tutti ora c’invidiano”. Aperta con la proiezione di una bellissima e commuovente sintesi videografica sul premio e sui premiati, realizzata da Massimo Rotundo, la manifestazione si è sviluppata in due momenti. La prima parte, infatti, è stata riservata alla consegna della medaglia del Presidente della Repubblica, da parte di Paolo Abramo, al giornalista Vincenzo De Virgilio, quale premio alla carriera e al pittore Pasquale Macrì, per l’opera “Alda Merini, i giorni della gioia” utilizzata dall’Accademia dei Bronzi per illustrare la copertina del volume “Mille voci per Alda” che contiene 636 liriche selezionate tra le 2.070 che erano pervenute alla segreteria del concorso. La seconda parte è stata invece dedicata alla consegna dei premi ai vincitori e ai segnalati della sezione poesia, che erano convenuti a Catanzaro da ogni parte d’Italia, partendo da due targhe di argento realizzate da Michele Affidato, che sono state consegnate al dottor Francesco Calabrò, ufficiale medico della Croce Rossa Italiana, e alla dottoressa Maria Pia Furina, “dentista per professione e scrittrice per passione”, quale migliore autrice partecipante aderente all’Accademia dei Bronzi. In precedenza, dopo i saluti del presidente della giuria, Titta Scalise, di Paolo Abramo e del maestro Michele Affidato, Vincenzo Ursini ha ringraziato tutti coloro che, a vario titolo, avevano contribuito alla migliore riuscita del concorso. “Un concorso – ha detto Ursini – che ha fatto conoscere Catanzaro in tutta Italia, in senso certamente positivo”.I vari componenti della giuria (Nazzareno Bosco, Mario Donato Cosco, Antonio Benefico, Mauro Rechichi e Antonio Montuoro) hanno quindi consegnato i premi riservati ai relativi vincitori. Dopo Grazia Calabrò, Antonella Oriolo, Ramona Albanese, Marianna Nadile, Angelina Russo e Manuela Starvaggi, premiati e segnatali nella sezione “arte”, hanno ritirato i premi destinati alla poesia inedita Rosanna Marani di Milano, prima classificata con la lirica dal titolo “Veglia”; Maria Pompea Carrabba di Termoli, per la lirica “Siede la Regina alla destra del Re”, Maria Teresa Infante di San Severo, per la lirica “Voglio sentire” e Giovanni Pistoia di Corigliano Scalo, per la lirica “Le parole che ascolto”. Premiati, ma assenti, Michele Belsanti di Roma e Vanes Ferlini di Imola. A Cristian Sotgiu, di Selargius (Cagliari) oltre alla segnalazione di merito della giuria, è stata assegnala la medaglia di argento delle edizioni Ursini. Le poesie sono state lette da Adele Fulciniti, accompagnata alla chitarra da Tony Samà. A fine manifestazione i fratelli Andrea e Alessio Bressi hanno proposto ai presenti alcune melodie popolari catanzaresi, mentre il cantante Michele Tosi, nei locali del Circolo Unione, ha intrattenuto gli ospiti provenienti dalle altre regioni.

 STRILLI.IT

http://www.strill.it/index.php?option=com_content&view=article&id=162491:catanzaro-michele-affidato-al-premio-alda-merini-&catid=1:ultime&Itemid=291

Catanzaro: Michele Affidato al Premio Alda Merini

“Sento il bisogno di ringraziare il Maestro orafo Michele Affidato per aver aderito al nostro premio, realizzando le targhe di argento che abbiamo assegnato ai vincitori. La sua adesione è stata determinante e ci ha consentito di portare a termine questa iniziativa, diventata in sole due edizioni la prima in Italia  per numero di adesioni”.
E’ quando ha detto Vincenzo Ursini, presidente dell’Accademia dei Bronzi di Catanzaro, nel corso della manifestazione di premiazione dei vincitori della seconda edizione del premio Alda Merini che si è tenuta nella Sala delle Culture della Provincia di Catanzaro, alla quale hanno partecipato poeti e giornalisti provenienti da tutta Italia.
L’aria che si respirava era certamente quella di un grande evento: circa 200 posti a sedere tutti pieni con altrettante persone in piedi che hanno fatto da cornice a questo importante appuntamento culturale.
“Siamo in presenza di un successo senza precedenti, – ha sottolineato nella sua introduzione Vincenzo Ursini, presidente dell’Accademia dei Bronzi, – realizzato senza alcun finanziamento pubblico, tranne quello della Camera di Commercio, partner dell’evento.
Michele Affidato, presente alla manifestazione, dopo aver ringraziato Ursini, ha consegnato personalmente le targhe ai vincitori.
Aperta con la proiezione di una bellissima e commuovente sintesi videografica sul premio e sui premiati, realizzata da Massimo Rotundo, la manifestazione si è sviluppata in due momenti. La prima parte, infatti, è stata riservata alla consegna della medaglia del Presidente della Repubblica, da parte di Paolo Abramo, al giornalista Vincenzo De Virgilio, quale premio alla carriera e al pittore Pasquale Macrì, per l’opera “Alda Merini, i giorni della gioia” utilizzata dall’Accademia dei Bronzi per illustrare la copertina del volume “Mille voci per Alda” che contiene 636 liriche selezionate tra le 2.070 che erano pervenute alla segreteria del concorso. La seconda parte è stata invece dedicata alla consegna dei premi ai vincitori e ai segnalati della sezione poesia. I premi speciali dell’Accademia dei Bronzi sono stati assegnati invece al dottor Francesco Calabrò, ufficiale medico della Croce Rossa Italiana, e alla dottoressa Maria Pia Furina, “dentista per professione e scrittrice per passione”, quale migliore autrice partecipante aderente al sodalizio catanzarese.
Dopo Grazia Calabrò e Antonella Oriolo segnalati nella sezione “arte”, hanno ritirato i premi destinati alla poesia inedita Rosanna Marani di Milano, prima classificata con la lirica dal titolo “Veglia”; Maria Pompea Carrabba di Termoli, per la lirica “Siede la Regina alla destra del Re”, Maria Teresa Infante di San Severo, per la lirica “Voglio sentire” e Giovanni Pistoia di Corigliano Scalo, per la lirica “Le parole che ascolto”. Premiati, ma assenti, Michele Belsanti di Roma e Vanes Ferlini di Imola.GAZZETTA DEL SUDGazzetta del SudASCAhttp://www.asca.it/artsemovies/interna-Spettacolo-Catanzaro_Cultura__Concluso_il_Premio_Alda_Merini-1270212-0-0.htmlCatanzaro/Cultura: Concluso il Premio Alda Merini

22 Aprile 2013 – 14:46

(ASCA) – Catanzaro 22 apr – Com’era nelle previsioni, la Sala delle Culture della Provincia di Catanzaro non e’ bastata ad accogliere tutti coloro che hanno partecipato alla manifestazione conclusiva della seconda edizione del premio internazionale di poesia Alda Merini, promosso e organizzato dall’Accademia dei Bronzi e dalle Edizioni Ursini, con l’adesione, come partner, della Camera di Commercio e quella prestigiosissima del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha inviato la sua medaglia ufficiale.

”Siamo in presenza di un successo senza precedenti, – ha sottolineato nella sua introduzione Vincenzo Ursini, presidente dell’Accademia dei Bronzi, – realizzato senza alcun finanziamento pubblico, tranne quello della Camera di Commercio, partner dell’evento.Paolo Abramo ha, quindi, consegnato la medaglia del Presidente della Repubblica, al giornalista Vincenzo De Virgilio, quale premio alla carriera e al pittore Pasquale Macri’, per l’opera ”Alda Merini, i giorni della gioia”.Due premi speciali sono stati poi assegnati al dottor Francesco Calabro’, ufficiale medico della Croce Rossa Italiana e alla dottoressa Maria Pia Furina quale migliore autrice partecipante aderente all’Accademia dei Bronzi.I premi destinati alla poesia inedita sono andati a Rosanna Marani di Milano, prima classificata con la lirica dal titolo ”Veglia”; Maria Pompea Carrabba di Termoli, per la lirica ”Siede la Regina alla destra del Re”, Maria Teresa Infante di San Severo, per la lirica ”Voglio sentire” e Giovanni Pistoia di Corigliano Scalo, per la lirica ”Le parole che ascolto”. Premiati, ma assenti, Michele Belsanti di Roma e Vanes Ferlini di Imola.

CATANZARO INFORMA

http://www.catanzaroinforma.it/pgn/newslettura.php?id=53089

ARTE E CULTURA / Premio Alda Merini: Un trionfo!

Ursini: “Un successo senza precedenti”

Lunedì 22 Aprile 2013 – 10:57

CatanzaroInforma.it: Premio Alda Merini: Un trionfo!

Com’era nelle previsioni, la Sala delle Culture della Provincia di Catanzaro non è bastata ad accogliere tutti coloro che sabato scorso hanno partecipato alla manifestazione conclusiva della seconda edizione del premio internazionale di poesia Alda Merini, promosso e organizzato dall’Accademia dei Bronzi e dalle Edizioni Ursini, con l’adesione, come partner, della Camera di Commercio e quella prestigiosa del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano  che ha inviato la sua medaglia ufficiale.L’aria che si respirava era certamente quella di un grande evento: circa 200 posti a sedere tutti pieni con altrettante persone in piedi che hanno fatto da cornice a questo importante appuntamento culturale.“Siamo in presenza di un successo senza precedenti, – ha sottolineato nella sua introduzione Vincenzo Ursini, presidente dell’Accademia dei Bronzi, – realizzato senza alcun finanziamento pubblico, tranne quello della Camera di Commercio. Ecco perché ringraziamo Paolo Abramo per aver creduto in questo nostro progetto, così come ringraziamo il maestro orafo Michele Affidato e il Gruppo Callipo, due prestigiose imprese calabresi che, unitamente al gruppo Culligan e al comune di Milano, hanno sostenuto la nostra iniziativa, sostituendosi alle istituzioni regionali dalle quali abbiamo avuto solo risposte negative”.“Insomma, il premio Alda Merini, primo in Italia, in sole due edizioni, per numero di adesioni, è stato realizzato dall’Accademia dei Bronzi, – aggiunge Ursini – senza accedere ad alcun contributo e senza chiedere un solo euro a nessuno, ma soltanto con il nostro finanziamento diretto e con l’adesione di qualche sponsor. Eppure abbiamo attivato una serie di canali che hanno prodotto un concreto afflusso turistico. Ed è questo, crediamo, il più importante risultato, dopo quello letterario di cui siamo fieri e che tutti ora c’invidiano”.Aperta con la proiezione di una bellissima e commuovente sintesi videografica sul premio e sui premiati, realizzata da Massimo Rotundo, la manifestazione si è sviluppata in due momenti. La prima parte, infatti, è stata riservata alla consegna della medaglia del Presidente della Repubblica, da parte di Paolo Abramo, al giornalista Vincenzo De Virgilio, quale premio alla carriera e al pittore Pasquale Macrì, per l’opera “Alda Merini, i giorni della gioia” utilizzata dall’Accademia dei Bronzi per illustrare la copertina del volume “Mille voci per Alda” che contiene 636 liriche selezionate tra le 2.070 che erano pervenute alla segreteria del concorso. La seconda parte è stata invece dedicata alla consegna dei premi ai vincitori e ai segnalati della sezione poesia, che erano convenuti a Catanzaro da ogni parte d’Italia, partendo da due targhe di argento realizzate da Michele Affidato, che sono state consegnate al dottor Francesco Calabrò, ufficiale medico della Croce Rossa Italiana, e alla dottoressa Maria Pia Furina, “dentista per professione e scrittrice per passione”, quale migliore autrice partecipante aderente all’Accademia dei Bronzi.In precedenza, dopo i saluti del presidente della giuria, Titta Scalise, di Paolo Abramo e del maestro Michele AffidatoVincenzo Ursini ha ringraziato tutti coloro che, a vario titolo, avevano contribuito alla migliore riuscita del concorso. “Un concorso – ha detto Ursini – che ha fatto conoscere Catanzaro in tutta Italia, in senso certamente positivo”.I vari componenti della giuria (Nazzareno Bosco, Mario Donato Cosco, Antonio Benefico, Mauro Rechichi e Antonio Montuoro) hanno quindi consegnato i premi riservati ai relativi vincitori.Dopo Grazia CalabròAntonella OrioloRamona AlbaneseMarianna NadileAngelina Russo e Manuela Starvaggi, premiati e segnatali nella sezione “arte”, hanno ritirato i premi destinati alla poesia inedita Rosanna Marani di Milano, prima classificata con la lirica dal titolo “Veglia”; Maria Pompea Carrabba di Termoli, per la lirica “Siede la Regina alla destra del Re”, Maria Teresa Infante di San Severo, per la lirica “Voglio sentire” e Giovanni Pistoia di Corigliano Scalo, per la lirica “Le parole che ascolto”. Premiati, ma assenti, Michele Belsanti di Roma e Vanes Ferlini di Imola.A Cristian Sotgiu, di Selargius (Cagliari) oltre alla segnalazione di merito della giuria, è stata assegnala la medaglia di argento delle edizioni Ursini.Le poesie sono state lette da Adele Fulciniti, accompagnata alla chitarra da Tony Samà. A fine manifestazione i fratelli Andrea e Alessio Bressi hanno proposto ai presenti alcune melodie popolari catanzaresi, mentre il cantante Michele Tosi, nei locali del Circolo Unione, ha intrattenuto gli ospiti provenienti dalle altre regioni.

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Con il Presidente della giuria, Titta Scalise
Con il Presidente della giuria, Titta Scalise

LA VOCE CRITICA

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Premio Alda Merini, vince Rosanna Marani

by aldolicata

catanzaro

Con la lirica dal titolo “Veglia”,Rosanna Marani, di Milano, prima giornalista donna sportiva italiana, si è aggiudicata la seconda edizione del Premio “Alda Merini” di Poesia, promosso e organizzato dall’Accademia dei Bronzi e dalle Edizioni Ursini, con l’adesione della Camera di Commercio di Catanzaro.Conosciamo meglio Rosanna Marani. Ha esordito nel giornalismo alla Gazzetta dello Sport il 18 novembre del 1973, con un’intervista esclusiva a Gianni Rivera in silenzio stampa da 6 mesi. Ha collaborato con Il Giornale d’Italia e il Resto del Carlino sotto la guida di Gualtiero Vecchietti e di Italo Cucci. È stata la prima donna a diventare giornalista professionista sportiva nel 1976ed è stata anche la prima giornalista a condurre una trasmissione sportiva in TV: a Telenorditalia, emittente lombarda, ha condotto infatti Bar Sport, un talk show dedicato al calcio, allo sport e ai protagonisti degli anni settanta. Successivamente la sua carriera si è sviluppata interamente in televisione. Per Telemilano, la prima rete televisivaFininvest, è stata inviata dei notiziari, di Buongiorno Italia, di Wiva le donne, di Record, di Superflash e de Gli speciali. Per la Rai ha lavorato in: Giorni d’Europa, 7 Giorni al Parlamento (con Gianluca Di Schiena), È quasi goal, Il processo del lunedì, Tv7, TG3 Telesogni (con Claudio Ferretti).rosanna

Tra le interviste realizzate, quella trasmessa dal Tg1 delle 13 a Rosa Bossi, la madre di Silvio Berlusconi, l’unica esistente e di cui la signora Marani possiede i diritti d’autore in esclusiva. Durante un breve periodo a Telemontecarlo è stata inviata di Sport Show, del Tg e di Mondocalcio. Negli anni novanta, Roberto Tumbarello la chiama ad Odeon Tv per la rubrica “I Cavoli a merenda” all’interno della trasmissione Forza Italia, condotta da un giovane Fabio Fazio. A Telelombardia, negli anni novanta, Rosanna Marani partecipa Novantesimo donna, condotto da Eliana Jotta, con una rubrica fissa in cui assegna voti di merito e demerito ai calciatori, bacchettando i comportamenti meno sportivi. Lavora a Telenova come inviata di Fax 13, e ad Antenna 3: è inviata di MarinasumagolNon solo biciAntenna trediciVisti a San SiroSpeciali cronaca e politica, nella quale intervista i politici tifosi. È stata sposata due volte: con Pierluigi Aprà, attore de La Cina è vicina di Marco Bellocchio, morto prematuramente a 37 anni, e con Vincenzo Celentano. Ha tre figli: Gabriele, regista, Andrea e Giulia. Attualmente in pensione, è impegnata nel volontariato, dopo avere lottato dal 2006 per debellare un tumore maligno. È tra le fondatrici di Chiliamacisegua, associazione non profit per la tutela degli animali,da cui si è dimessa, ad ottobre 2012, per approdare alla Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente, in qualità di Responsabile Comunicazione Web.Ha un notissimo blog in cui personalmente legge le sue poesie: L’orto di Rosanna.https://lortodirosanna.wordpress.com/.Alla mia carissima amica vanno i miei complimenti. Grande Rosanna .Gli altri cinque finalisti, considerati tutti ex-aequo, sono Michele Belsanti di Roma, con la lirica “Non è eterno il dolore”; Maria Pompea Carrabba di Termoli, con “Siede la Regina alla destra del Re”;Vanes Ferlini di Imola, con “Tu sconosciuto: ad un donatore”; Maria Teresa Infante di San Severo (Foggia), con “Voglio sentire” e Giovanni Pistoia di Corigliano Calabro, con “Le parole che ascolto”.A tutti sarà assegnata un’artistica targa di argento realizzata per l’occasione dal noto orafo crotonese Michele Affidato.
Ricordiamo che nel corso della manifestazione programmata per sabato 20 aprile, alle ore 11, nella Sala delle Culture della Provincia di Catanzaro, saranno consegnate anche due medaglie del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: la prima, alla carriera, è stata assegnata al giornalista Vincenzo De Virgilio; la seconda all’artista Pasquale Macrì, autore dell’opera “Alda Merini, i giorni della gioia” utilizzata dall’Accademia dei Bronzi per illustrare la copertina dell’antologia “Mille voci per Alda” realizzato con le migliori liriche partecipanti al concorso.
Due premi speciali, non a concorso, andranno invece al dottor Francesco Calabrò, ufficiale medico nelle missioni di pace, e a Maria Pia Furina, odontoiatra con la passione della poesia, per l’opera “Come le mie mani”.
Oltre ai suddetti premi saranno assegnate targhe di merito a numerosi altri poeti provenienti da tutta Italia.
Le poesie premiate saranno lette da Adele Fulciniti che sarà accompagnata dal chitarristaTony Samà. A fine manifestazione si esibiranno i fratelli Andrea e Alessio Bressi e il cantante Michele Tosi.
“Il premio Merini – afferma Vincenzo Ursini – ha ottenuto un successo strepitoso. Abbiamo tante di quelle richieste da non poterne più accoglierne altre. Una manifestazione, insomma, che sarà ricordata non solo come la prima in Italia per numero di adesioni, ma anche perché siamo stati costretti a dire di no a centinaia di persone che intendevano essere presenti alla premiazione. Tutto questo senza aver avuto un solo euro da parte delle istituzioni”.

http://alfredodecclesia.blogspot.it/2013/04/premio-alda-merini-vince-rosanna-marani.html

AltraInformazione

 Premio Alda Merini, vince Rosanna Marani

di 

Con la lirica dal titolo “Veglia”,Rosanna Marani, di Milano, prima giornalista donna sportiva italiana, si è aggiudicata la seconda edizione del Premio “Alda Merini” di Poesia, promosso e organizzato dall’Accademia dei Bronzi e dalle Edizioni Ursini, con l’adesione della Camera di Commercio di Catanzaro.Conosciamo meglio Rosanna Marani. Ha esordito nel giornalismo alla Gazzetta dello Sport il 18 novembre del 1973, con un’intervista esclusiva a Gianni Rivera in silenzio stampa da 6 mesi. Ha collaborato con Il Giornale d’Italia e il Resto del Carlino sotto la guida di Gualtiero Vecchietti e di Italo Cucci. È stata la prima donna a diventare giornalista professionista sportiva nel 1976ed è stata anche la prima giornalista a condurre una trasmissione sportiva in TV: a Telenorditalia, emittente lombarda, ha condotto infatti Bar Sport, un talk show dedicato al calcio, allo sport e ai protagonisti degli anni settanta. Successivamente la sua carriera si è sviluppata interamente in televisione. Per Telemilano, la prima rete televisivaFininvest, è stata inviata dei notiziari, di Buongiorno Italia, di Wiva le donne, di Record, di Superflash e de Gli speciali. Per la Rai ha lavorato in: Giorni d’Europa, 7 Giorni al Parlamento (con Gianluca Di Schiena), È quasi goal, Il processo del lunedì, Tv7, TG3 Telesogni (con Claudio Ferretti).

rosanna

Tra le interviste realizzate, quella trasmessa dal Tg1 delle 13 a Rosa Bossi, la madre di Silvio Berlusconi, l’unica esistente e di cui la signora Marani possiede i diritti d’autore in esclusiva. Durante un breve periodo a Telemontecarlo è stata inviata di Sport Show, del Tg e di Mondocalcio. Negli anni novanta, Roberto Tumbarello la chiama ad Odeon Tv per la rubrica “I Cavoli a merenda” all’interno della trasmissione Forza Italia, condotta da un giovane Fabio Fazio. A Telelombardia, negli anni novanta, Rosanna Marani partecipa Novantesimo donna, condotto da Eliana Jotta, con una rubrica fissa in cui assegna voti di merito e demerito ai calciatori, bacchettando i comportamenti meno sportivi. Lavora a Telenova come inviata di Fax 13, e ad Antenna 3: è inviata di Marinasumagol, Non solo bici, Antenna tredici, Visti a San Siro, Speciali cronaca e politica, nella quale intervista i politici tifosi. È stata sposata due volte: con Pierluigi Aprà, attore de La Cina è vicina di Marco Bellocchio, morto prematuramente a 37 anni, e con Vincenzo Celentano. Ha tre figli: Gabriele, regista, Andrea e Giulia. Attualmente in pensione, è impegnata nel volontariato, dopo avere lottato dal 2006 per debellare un tumore maligno. È tra le fondatrici di Chiliamacisegua, associazione non profit per la tutela degli animali,da cui si è dimessa, ad ottobre 2012, per approdare alla Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente, in qualità di Responsabile Comunicazione Web. Ha un notissimo  blog di cui personalmente leggo diverse poesie.https://lortodirosanna.wordpress.com/.Alla mia carissima amica vanno i miei complimenti. Grande Rosanna .Gli altri cinque finalisti, considerati tutti ex-aequo, sono Michele Belsanti di Roma, con la lirica “Non è eterno il dolore”; Maria Pompea Carrabba di Termoli, con “Siede la Regina alla destra del Re”;Vanes Ferlini di Imola, con “Tu sconosciuto: ad un donatore”; Maria Teresa Infante di San Severo (Foggia), con “Voglio sentire” e Giovanni Pistoia di Corigliano Calabro, con “Le parole che ascolto”.A tutti sarà assegnata un’artistica targa di argento realizzata per l’occasione dal noto orafo crotonese Michele Affidato.
Ricordiamo che nel corso della manifestazione programmata per sabato 20 aprile, alle ore 11, nella Sala delle Culture della Provincia di Catanzaro, saranno consegnate anche due medaglie del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: la prima, alla carriera, è stata assegnata al giornalista Vincenzo De Virgilio; la seconda all’artista Pasquale Macrì, autore dell’opera “Alda Merini, i giorni della gioia” utilizzata dall’Accademia dei Bronzi per illustrare la copertina dell’antologia “Mille voci per Alda” realizzato con le migliori liriche partecipanti al concorso.
Due premi speciali, non a concorso, andranno invece al dottor Francesco Calabrò, ufficiale medico nelle missioni di pace, e a Maria Pia Furina, odontoiatra con la passione della poesia, per l’opera “Come le mie mani”.
Oltre ai suddetti premi saranno assegnate targhe di merito a numerosi altri poeti provenienti da tutta Italia.
Le poesie premiate saranno lette da Adele Fulciniti che sarà accompagnata dal chitarristaTony Samà. A fine manifestazione si esibiranno i fratelli Andrea e Alessio Bressi e il cantante Michele Tosi.
“Il premio Merini – afferma Vincenzo Ursini – ha ottenuto un successo strepitoso. Abbiamo tante di quelle richieste da non poterne più accoglierne altre. Una manifestazione, insomma, che sarà ricordata non solo come la prima in Italia per numero di adesioni, ma anche perché siamo stati costretti a dire di no a centinaia di persone che intendevano essere presenti alla premiazione. Tutto questo senza aver avuto un solo euro da parte delle istituzioni”.

fonte  http://www.lavocecritica.com/premio-alda-merini-vince-rosanna-marani

07/11/2013

https://lortodirosanna.wordpress.com/2013/11/07/esclusiva-lo-tzunami-rosanna/

Grazie a Lorenza Di Prima. E’ l’intervista più bella e lusinghiera che mi abbiano fatto. La conserverò in un cammeo di ricordo. Prezioso gioiello che porterò sempre nel mio cuore.

http://www.calcionews24.com/lo-tzunami-rosanna-351965.html

CalcioNew2407/11/2013

Esclusiva: lo tzunami Rosanna

Una donna con i tacchetti a spillo

Esclusiva: lo tzunami Rosanna
© Calcio News 24

ESCUSIVA ROSANNA MARANI – Un giornalista molto esperto una volta mi disse: “Per essere un buon professionista bisogna evitare di esprimere concetti ovvi o scrivere nozioni che già tutti conoscano”.Eviterò dunque di trascrivere la biografia di Rosanna Marani e di dire che fu la prima giornalista a riuscire ad intervistare un Gianni Rivera in silenzio stampa da sei mesi, nel 1973. Non vi parlerò del fatto che fu la prima donna a lavorare per la Gazzetta dello Sport, la prima donna a diventare giornalista professionista sportiva in Italia e in Europa (nel 1976) e pure la prima giornalista a condurre una trasmissione sportiva in TV.

Eviterò anche di soffermarmi a raccontare come negli anni settanta abbia creato i testi di alcune canzoni di Domenico Modugno, tra gli altri,  e di come, grazie ad una sua idea  per dare sostegno ai bambini rimasti orfani nella tragedia del terremoto dell’Irpinia, siano nate le  “gare di solidarietà benefiche” che oggi vediamo tra le varie testate.Però non posso evitare di parlarvi del suo titolo di Cavaliere dell’ordine al Merito della Repubblica Italiana:  “ Per aver aperto la strada alle donne ad una professione, quella del giornalismo

sportivo, a loro preclusa prima del suo avvento

.

Mai titolo fu più azzeccato, pennellato sul corpo e sulla personalità di una grande professionista. Un titolo meritato per chi, come lei, ha giocato e vinto la guerra contro il pregiudizio e il maschilismo nell’ambiente del giornalismo sportivo.ROSANNA L’AVANGUARDISTA – Una battaglia tutt’altro che personale. Rosanna è stata una pioniera a cui tutto il mondo dell’informazione, non solo quella al femminile, deve molto.Franco Bruna la ritrasse come Giovanna D’Arco, racchiudendone l’essenza per il suo libro “Una donna in campo”. Una combattente la cui parola è lo scudo e la penna la lancia. 

Rosanna è ancora quella eroina e oggi ci apre la porta della sua casa, oltre che quella dei ricordi.  Con lei l’inseparabile amico, il cucciolo Toi. Parliamo di tutto: dell’amore (uno solo, quello grande della vita), dei figli (tre), dei nipotini (anche se: “Non sarò mai una nonna che prepara merende”), dell’albero Poldo a cui tutte le mattine augura il buongiorno dalla finestra della sua camera da letto, come un rito. Parliamo non ultimo della sua dedizione per il lavoro, della lotta quotidiana per i diritti degli animali. Parliamo anche di musica, poiché indovinare la colonna sonora giusta nella vita è tutto.

Ci racconta come è cominciata la sua carriera, tra un caffè e una sigaretta, e le ore ci sembrano minuti.TRA CAPARBIETA’ E PERSEVERANZA – Rosanna ci racconta, quasi come fosse una favola, quanti per lungo tempo hanno voluto vedere in lei solo la bella donna e non la professionista. Di come sia stata difficile da abbattere quella barriera fatta di sfiducia e presunzione – “Certo faceva male sentire i commenti dei colleghi, le allusioni continue al mio abbigliamento e al mio sesso, come se, solo per il fatto di nascere con un utero, si debba pagare un prezzo più alto. Ma non mi sono mai arresa ne mai mi arrenderò, perché se la vita è dura, io sono più duraHo imparato a dire le parolacce, a non vergognarmi e a non arrossire e poi, una volta metabolizzato, l’ho insegnato anche ai miei figli, insieme ad altre due cose che considero importantissime: la prima è la capacità di saper dire NOpoiché è molto più difficile da pronunciare a dispetto di qualunque Sì, ed in seguito ho insegnato a dire GRAZIE, la riconoscenza oggi forse non è più un valore, ma per me ancora lo èNella vita, non dobbiamo mai dimenticare chi ci ha aiutato e saper ringraziare è un grande dono”.Questa donna dall’immenso carisma e dalla grande tenacia, colpo dopo colpo è riuscita ad abbattere le resistenze e a guadagnare ben più di un lavoro. E’ riuscita a conquistare il rispetto dei colleghi e dei lettori. Quel rispetto nel corso degli anni non ha potuto che trasformarsi in stima, grazie anche ai numerosi successi ottenuti sul campo e, coloro che per lungo tempo hanno dimostrato diffidenza, si sono dovuti arrendere di fronte alla professionalità ed al talento, ingredienti che insieme all’istinto compongono l’anima palpitante del vero giornalismo. 

QUELLA VOLTA CHE… – Come possiamo non menzionare poi gli esilaranti video in cui calciatori e dirigenti calcistici travestiti rilasciavano pertinenti interviste calcistiche. Persino Maradona, lo scorso ottobre, alla conferenza stampa in occasione della presentazione dei suoi video autobiografici per la Gazzetta dello Sport, ha ricordato l’indimenticabile costume da Babbo Natale.

Il più simpatico? – continua Rosanna- è stato senza dubbio Boniperti, ma anche i tre Re Magi VialliMancini, Cerezo (Ndr. quel cortometraggio è persino stato menzionato al Festival Internazionale del Cinema Sportivo di Roma), memorabile è stata l’intervista al Patron dell’Inter Pellegrini vestito da Zorro, oppure Pagliuca in veste di uomo delle caverne.  Devo ammettere, che mi sono divertita sempre oltre ad aver fatto divertire. Erano tutti molto disponibili e riuscivano a non prendersi sul serio pur parlando seriamente. I miei sketch sono diventati dei veri tormentoni. Inconsapevolmente sono stata persino la fautrice di quello che sarebbe diventato  quasi un manifesto culturale per TrapattoniNon dire gatto finché non ce l’hai nel sacco era una mia frase ricorrente da bambina. Era uno scherzo nato durante un’intervista e che poi è stato interiorizzato da Giovanni. Negli anni sono riuscita ad arrivare ad intervistare tutti i più grandi. Persino molti politici si sono prestati alle mie interviste. Ricordo per esempio che Craxi nella sua formazione di 11 titolare ideale aveva messo la Thatcher come centravanti”

.

VIVERE EMOZIONI E PORTARE SCOMPIGLIO – Quando le chiediamo che consiglio darebbe a quanti desiderino seguire le sue orme Rosanna spiega che per fare questo lavoro occorre principalmente cuore e istinto, oltre alla capacità di rinnovarsi, senza aver paura di essere creativi ed il coraggio di “cantare fuori dal coro”.Rischiare, provare ogni nuova esperienza ed entusiasmarsi, sempre. Questo lo spirito ardente di Rosanna. Una vera donna, uno “tzsunami” (come lei stessa si definisce) di idee e creatività che, smessi i panni da giornalista sportiva, ha saputo vestirne molti altri con grandi successi e soddisfazioni, come quando ha conquistato la seconda edizione del Premio “Alda Merini”, oppure come quando aiuta il prossimo perchè, come ci dice,  “essere dalla parte degli ultimi per me è il più grande motivo di orgoglio”.

Siamo pronti a scommettere che Rosanna in futuro ci riserverà ancora molte sorprese perchè, come scrisse lei stessa in un articolo del 1975,  “La sua vita non è davvero soltanto un gol”.

by Lorenza Di Prima 

https://lortodirosanna.wordpress.com/2013/12/13/intervista-a-lortica/

Intervista a l’Ortica

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Ringrazio Gianni Palmieri direttore de L’Ortica per l’intervista che mi ha richiesto.

La foto è stata scattata al tempo della mia malattia. Sempre Toi vicino a me, mio inseparabile compagno anche nella avventura con il mio ufo tumore.

…………………………

Lei è tra le poche donne che è riuscita ad emergere nel giornalismo sportivo e senza l’ausilio di vestiti succinti. Quale è stato il suo segreto professionale che l’ha portata anche a condurre trasmissioni televisive di grande ascolto sul calcio?

L’entusiasmo. La passione. L’ironia. La testardaggine. La consapevolezza del mio talento. La ribellione. Il senso di giustizia. Che mi hanno permesso di ottenere risultati impensabili per la mia epoca. Per una donna intendo. Parliamo degli anni 70, non dimentichiamolo.

Ha lavorato a Mediaset, in Rai, su La7 ed in importanti emittenti locali di tutta Italia. Condivide il pensiero di chi dice che il giornalismo televisivo rispetto a 15 anni fa, è precipitato nella ricerca sfrenata del gossip e del sensazionalismo ad ogni costo?

Concordo. Un livellamento che reputo degradante. Pochi contenuti da stimolo di riflessione e di crescita interiore. Poche verifiche alla fonte. Poca professionalità. Poche inchieste giornalistiche. Tanto cascame, improvvisazione e superficialità e tanto nulla, condito di urla, aggressività e volgarità.

Nel 2006 ha vinto la battaglia più importante della sua vita, sconfiggendo un male gravissimo. In quel momento è cambiata la sua esistenza?

Si. Sono diventata essenziale. Non riesco più ad indossare gioielli, né orologi, né orpelli. Ovvero a mostrami quella che non sono, a stressarsi per il tempo che passa. Perché poi in effetti, siamo noi a trapassare il tempo. Ho imparato a dare significato alla vita che è amore. Solo quello che dai resta. Quello che hai, muore con te. Mi sono dedicata da allora, alle battaglie civili, alla tutela della vita in ogni sua manifestazione. Sono diventata vegetariana e lotto per ogni creatura che non ha la mia forza. Perché nella malattia, ho ritrovato, nel dolore della solitudine del malato, forza, coraggio e poesia.

Da anni è impegnata nella lotta per la difesa dei diritti degli animali e nella battaglia per la tutela dell’ambiente. Quando pensa che l’umanità si renderà conto di aver preso una strada senza ritorno se non si ripristinerà il rispetto della natura e la salvaguardia del suolo?

In dieci anni di lotta quotidiana, posso affermare che le feritoie delle anime delle persone che riesco a raggiungere con la comunicazione del rispetto, senza alcuna imposizione ovviamente che il percorso spirituale, è personale, si sono moltiplicate. Ed è molto gratificante annotare che molte di queste persone sono diventate vegetariane e che molti media oggi offrono spazio a questa lotta. Il mondo è la nostra casa. L’abbiamo in affitto e troppo spesso dimentichiamo di onorare la rata. Siamo vicini allo sfratto. La realtà è sotto gli occhi di tutti. L’uomo Ilva, l’uomo Rifiuti Tossici, l’uomo Discarica, l’uomo Frode Alimentare, l’uomo Avvelenatore, l’uomo Sterminatore, ha abusato della nostra fiducia e della generosità del Creato. Penso allora, che l’uomo deve ritornare e in fretta, ad essere umano, poiché del Creato, è rimasto molto poco da salvare.

Nell’aprile di quest’anno, con la lirica dal titolo “Veglia”, si è aggiudicata la seconda edizione del Premio “Alda Merini” di Poesia. Quando si è scoperta poetessa, era un sogno da bambina?

Ho scoperto la poesia in me, dopo tanta prosa, attraverso la malattia. Con l’aiuto della musica, quando ho trasformato il dolore in amore, quando ho slegato il mio ego dal mio io. Da bambina sognavo e volevo diventare giornalista. In questa mia… settima vita invece, voglio essere solo poeta.

Il nostro settimanale è diffuso sul litorale a nord di Roma, città che lei conosce a fondo. Quale pensa possa essere il ruolo della stampa locale in un mondo dell’informazione che viaggia a velocità sempre più sfrenata nel web e spesso trascura le piccole realtà?

La stampa locale è fondamentale per l’aggregazione, per la riscoperta del focolare, quello dentro casa e quello del vicino di casa. Avete un grande compito. Riportare, l’attenzione, dalla globalizzazione, che tanti danni ha fatto, alle cose spicciole. Ovvero alla solidarietà, al mutuo soccorso. All’empatia. Certo, la rete è una grande invenzione, ma non può sostituire il calore di un abbraccio in carne ed ossa. E la stampa locale, facendo conoscere la realtà locale,  spinge all’abbraccio.

Programmi futuri?

Un Cd di alcune mie poesie, lette da me e musicate da Maestri di musica che mi hanno voluto onorare con le loro note. Qualche spettacolo live in giro per l’Italia, per regalare emozioni a fin di bene. E tanta pace.

https://lortodirosanna.wordpress.com/2014/01/21/possessione-recensione-di-marina-salvadore-diva-proesia/

P’ossessione Recensione di Marina Salvadore Diva Proésia

Acciderbolina, Marina! Ma è uno spettacolo di recensione!! Grazie è persino poco!!

E se da domani non mi chiamano tutti, Diva Proésia, non rispondo, recalcitrante a scendere dall’Olimpo dove mi hai allocata!!!!

http://blog.libero.it/lavocedimegaride/12616971.html

Diva Proésia

Post n°1823 pubblicato il 20 Gennaio 2014 da vocedimegaride

di Marina Salvadore

Copertina

Pur amandola, la Poesia, ho sempre diffidato dei suoi tanti narcisi aedi e cantori, soprattutto contemporanei. Per i miei trascorsi di lavoro nel giornalismo e nello spettacolo, spesso mi sono trovata in situazioni al limite del grottesco, invischiata in kermésse di dubbio gusto, laddove attempatissime signore, abbigliate di veli ed a piedi scalzi, piroettavano leggiadre intorno al fuoco di improvvisati sabba pseudo-culturali o sui bordi delle piscine, alle feste nelle ville dei ricchi, in Versilia, declamando come forsennate versi orrendamente copiati a D’Annunzio, a Garcia Lorca ed altri osannati dall’intellighentia media.

Il mio maestro è stato un poeta semplice, ruspante, Romano Battaglia; un uomo forte come la quercia e fragile d’animo come la poesia che sapeva cogliere d’intorno, da ogni cosa delicata: da un filo d’erba cresciuto sull’uscio della sua casa di Pietrasanta, al crostino di pane intinto nell’olio di frantoio, per intenderci…

Immaginate, ora, nelle loro performances, tutte queste indiavolate “poetesse” da week-end, esasperare al massimo i loro gorgheggi, le loro drammatiche invettive nell’improvvisata, casereccia teatralità e disperata gestualità, per colpire, attrarre, sedurre intellettualmente quel brav’uomo di Battaglia! Dalla Versilia, alla Lombardia, all’Emilia, numerosissime erano queste congreghe di assatanate che ci ospitavano; molti di questi personaggi li ritroverete immortalati in alcune cronache versiliesi o nelle celebri “Lettere al Direttore”, pubblicate da Romano Battaglia nel corso della sua cospicua produzione letteraria..

Durante una “Versiliana” – credo dell’87 – nel suo celebre “Caffè” letterario, al quale collaborai per due edizioni, ricordo che si tenne anche la finale del locale Premio Carducci, con la proclamazione dei vincitori e – stracca di poeti e poetesse di cui sopra – feci l’impossibile per avere sul palco l’ultimo in graduatoria tra gli ultimi poeti valutati dalla illustre commissione di esperti, con grande stupore di questi ultimi alla mia “originale” richiesta.

Lo feci, sinceramente, per alleggerire un po’quel clima pesante, ridondante di disgrazie, dolori, dramma, depressione, psicopatie in versi baciati e mordicchiati, declamate per l’intero pomeriggio e sera di un’estate terribilmente torrida!

A parte la cinquecentesca Vittoria Colonna che ebbe l’ardire di firmarsi, laddove poetesse, pittrici ed altre artiste dell’epoca dovevano celarsi dietro un falso profilo maschile, il salto per arrivare alla contemporanea Alda Merini, a parte rarissime eccezioni, è classicamente un volo lungo secoli sul deserto al femminile, sull’assenza delle donne nelle arti; prerogativa dei maschi, come il sacerdozio, il governo, il lavoro, il sesso, lo sport e persino la scienza. Rarissime sono, infatti, le donne che sono riuscite ad emergere e ad avere successo; per contro, ne troviamo migliaia, in diverse epoche, bruciate sui roghi e ciò ch’era d’impronta femminile – accade ancora oggi – doveva essere obliato o censurato o svilito, com’è accaduto alla bella e saggia sirena Partenope, patrona della mia magnifica città e apportatrice di civiltà e cultura, sostituita dal bècero Pulcinella che, pure, ai suoi esordi non era il rozzo villano ignorante che, oggi, è ben strumentale all’abietta situazione in cui “conviene” tenere Napoli.

Chiedetelo ad Ottorino Gurgo che così si è sfogato nel suo meraviglioso “Ammazziamo Pulcinella”! Dunque, io amo Parthenia, Ligeia e Leucosia, le tre sirene cantate da Licofrone, il poeta… e aspetto da sempre di poter udire la voce e la saggezza della mia “santa trinità”di genere… mitocondriale.

In quest’attesa, piena di fastidiosi input e confusi arzigogoli barocchi prodotti da gente per lo più disturbata mentalmente e priva del minimo sindacale di “cultura”… o, di consapevolezza, l’eco lontana di Diva Proésia, altra regina di un altro mare; quello, virtuale mi ha “accesa” di rinnovata speranza.

Proésia canta e scrive solo quel che pensa e vive, senza inganno, senza odiose rime sibilline, senza inutili orpelli lessicali, senza esasperate nozioni di metafisica, senza autocompiacimento.

Aaah! Diva Proésia è libertà, è nobiltà, è bellezza!

La sua lunga, preziosa collana è fatta di perle di saggezza, di emozioni, di carnalità, di spiritualità, di vita; perle che ondeggiano sul suo petto che si leva e si abbassa al ritmo delle maree, al pulsare delle stelle. Alla Vita!

 Che grande sorpresa scoprire che Diva Proésia è Rosanna Marani, una giornalista ed autrice che da lungo tempo seguo con interesse, da dietro lo schermo di un p.c. – come attraverso l’oblò di un sommergibile – per il suo dinamismo mentale, le sue performances, le sue passioni. La sua genuinità e schietta femminilità.

Continuerò a chiamarla Diva Proésia, collocandola sull’altare votivo a Partenope, sorto sull’ara sacrificale di mille alle altre donne di tutti i secoli, cui hanno strappato la lingua e tagliato le mani.

Per la prima volta, dopo anni, avrò il piacere di acquistare il libro di una poetessa, “P’ossessione” e… leggerlo, giuro!

Come la mia sirena Partenope, anche Rosanna è fatta di melodia, di armonia: ho ascoltato le sue “proésie”, declamate da lei e un brivido m’ha colto; superbi i contenuti ma la voce, la sua voce, è lo strumento ideale per diffonderle all’anima di chi ascolta.

Proporrei un recital in tutti i teatri del Paese e – perché, no? – metterei in musica i suoi testi, dal momento che il mondo della musica è un po’ carente di autori e di buone opere, zeppo di nenie, di marcette e di barbose suppliche rap.

Ad un tratto, nell’ascoltare il brano “Seduzione”, ho chiuso gli occhi e mi è parso di udire l’immensa Mariangela Melato. Struggente suggestione!

La mia “proésia” preferita? “Amore anoressico Amore obeso” , mi ha ricordato gli “umori” di “Afrodita” di Isabel Allende, un best-seller di bella memoria. Ascoltatela, la voce di Diva Proésia, pensando a Partenope, su quella diavoleria ch’è l’audiovox in rete, che contiene ben 52  stupende opere della nostra singolare autrice…

In questo piatto, vischioso, ridicolo ed insulso limbo ch’è diventata la nostra cultura contemporanea, il libro “P’ossessione”di Rosanna Marani è un bellissimo dono da dedicare a coloro cui volete trasmettere, come un omaggio speciale, un degno segno di stima.

Se fosse ancora tra noi, lo regalerei a Romano Battaglia!

Copertina e acquisto

https://lortodirosanna.wordpress.com/2014/04/23/in-esclusiva-per-golditaccoaspillo-rosanna-marani/

In esclusiva per GolDiTaccoASpillo, Rosanna Marani:

Grazie  a Giusy Genovese che oggi mi ha intervistato … e mi ha fatto ricordare … quel bel (mio) tempo che è stato…

Dire … che fu … me lo fa sembrare troppo distante… quel bel (mio) tempo!

Certo … riuscire a segnare un goal di tacco a spillo …. è una soddisfazione molto più che … immensa … a patto di non bucare … il pallone!

Ecco la nostra chiacchierata:

http://www.golditacco.com/2014/04/in-esclusiva-per-golditaccoaspillo.html

Testata

mercoledì 23 aprile 2014

In esclusiva per GolDiTaccoASpillo, Rosanna Marani: “Rimpiango il calcio di una volta. Oggi stiamo assistendo alla spersonalizzazione dell’atleta. Il mio futuro? La poesia”

 

In esclusiva sulle pagine GolDiTaccoASpillo la giornalista sportiva, conduttrice e oggi anche poetessa Rosanna Marani. Per le nuovissime generazioni ricordiamo che è stata la prima donna europea a diventare giornalista professionista sportiva, nonché la prima giornalista a condurre una trasmissione televisiva su un argomento fino a quel momento considerato “solo roba da maschi”Rosanna Marani è inoltre ricordata e stimata per la sua intervista a Gianni Rivera in silenzio stampa da 6 mesi e per detenere i diritti in esclusiva dell’unica intervista esistente alla mamma di Silvio Berlusconi, la signora Rosa Bossi.

Possiamo tranquillamente affermare che Rosanna Marani è stata la prima donna che incurante dei pettegolezzi, dei malumori e delle invidie di un ambiente ancora oggi maschilista ha voluto segnare il suo golditaccoaspillo, vincendo la partita. E a noi – aspiranti giornaliste sportive – ha aperto un mondo in cui, nonostante tutto, vogliamo navigare con tutte le nostre forze.

Una donna che decide di volersi occupare di calcio in un particolare contesto socio-culturale, basti solo pensare che in quegli anni era stata appena approvata la legge sul divorzio…

Sono nata ribelle, la mia prima parola è stata “no”, mai amate le ingiustizie e non accetto le imposizioni. All’epoca non era permesso alla donna scrivere di calcio? Bene, io volevo farlo. Mi sentivo dire come fai a parlare di calcio se non hai mai fatto il portiere o il centravanti? Allora un giornalista di nuoto doveva essere un campione di nuoto e un fantino doveva essere un cavallo? Sentivo costantemente delle cose assurde! Mi è capitato comunque di giocare 3 partite e ho anche mandato fuori campo un avversario. In casa si respirava aria di calcio mia madre ne era una patita, una mattina le dissi vado alla Gazzetta dello Sport, sai eravamo abituati a essere un po’ bizzarri. All’epoca lavoravo al Resto del Carlino a Bologna dove Italo Cucci mi aveva concesso di parlare di sport attraverso una rubrica. Un amico -Toni Romano – mi ha portato da Sansoni il direttore di Forza Milan e anche il marito dell’editrice di Diabolik (Angela Giussani, ndr), mi guarda e mi dice non conosco nessuno che parli di ricamo; io ribatto sono qui perché voglio parlare di calcio. Da lì è nato tutto. Una bella sfida ma sono sempre stata una donna tenace. 

 

Ancora oggi desta curiosità la scelta di una donna di volersi occupare di calcio. Ci sono stati dei momenti di sconforto e cosa l’ha spinta ad andare avanti 

 Ho una costanza e una perseveranza di acciaio; se mi metto in testa una cosa che  desidero fortemente e la ritengo alla mia portata adatta alle mie qualità – perché bisogna essere sempre consapevole del proprio talento e dei propri limiti – non c’è niente che mi ferma. Aggiro l’ostacolo poi se non riesco faccio qualche passo indietro, rifletto e continuo a seguire il mio istinto. Dopo il primo momento di entusiasmo è chiaro che mi si vedeva solo come una bella ragazza, quando oltre all’apparenza è venuto fuori il mio talento è iniziata a palesarsi anche l’invidia del maschio. Un uomo non accetta una donna al suo pari. Se è dipendente o se è raccomandata gli sta bene perché c’è  sempre il suo zampino, se vai da sola, rimani in solitudine; tutto ha un costo e un prezzo, dipende da quanto sei disposto a pagare. 

È cambiato il calcio ma anche il modo di occuparsi di calcio. Possiamo dire “che si stava meglio quando si stava peggio”? 

Assolutamente si.  Il calcio era veramente solo un gioco, il calciatore aveva il filtro dell’agente poi dell’ufficio stampa; non potevi fare domande di approfondimento, dovevi accontentarti di quello che ti veniva dato e detto. Oggi il calciatore è diventato un prodotto industriale, questo succede quando girano troppi soldi e non c’è più la buona fede. Si è arrivato alla spersonalizzazione dell’individuo in questo caso dell’atleta.

Il calcio poi è diventato sempre più spettacolo. E il gossip ha preso il sopravvento. Smania di protagonismo anche fuori dal campo?

La nostra società ha nascosto e perso dei valori, come la lealtà e la consapevolezza di quello che  conta davvero nella vita. Non si può pretendere che un ragazzo che già a 20 anni diventa milionario abbia il senso di sé. Certo oggi  sono almeno diplomati, dovrebbero avere gli strumenti adatti per muoversi. Ci sono calciatori che non sono finiti sul lastrico anche se non sono mai apparsi in televisione o in questa marea di giornali che vanno a sindacare nella vita più intima. Il gossip oggi ha preso il sopravvento perché la gente non ha più senso del valore della profondità della vita; se poi ci metti la crisi e dai alla gente un grande fratello o robe che non ti fanno pensare ecco che il dado è tratto. Ormai un calciatore è considerato un divo, ha più visibilità di un attore. 

Calciatori di cui ha un particolare ricordo e chi stima fra le nuove leve

Potrei citarti Rivera che sta scrivendo la sua autobiografia e vuole inserire l’articolo che ha battezzato la mia carriera insieme a quelli di altri giornalisti che hanno parlato di lui. Preferisco ricordare lui e i calciatori della sua epoca. Persone e non solo macchinette. Quelli di oggi non li conosco, mi arrivano degli eco molto lontani su qualche personaggio un po’ bizzarro. 

 Chi è Rosanna Marani oggi 

Una grande soddisfazione è stata quella di essere inserita nel Famedio della Gazzetta dello Sport, segno che ho cambiato il costume italiano. Spero di aver lasciato tracce di me positive. Oggi mi dedico al volontariato, ai diritti degli animali, delle donne e dei bambini. Lavoro come volontaria e sono responsabile della comunicazione web  della  Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente. Mi sto dedicando poi alla poesia, nel 2013 è uscito il mio primo libro di poesie P’Ossessione dopo aver vinto lo scorso anno il premio Alda Merini. Sono molto contenta di aver trovato in me questa vena poetica e ho intenzione di continuare a coltivarla. Una parte del ricavato lo destino agli animali. 

Giusy Genovese

https://lortodirosanna.wordpress.com/2014/05/09/gazzetta-dello-sport-serena-gentile-la-tenace-proesia-della-pioniera-marani/

Gazzetta 9 maggio 2014

Grazie Serena Gentile.

Grazie Gazzetta dello Sport.

Grazie Andrea Monti, direttore.

E’ confortante non essere dimenticati.

E’ salutare sentirsi ancora parte … della famiglia.

Della rosea che ha scritto l’andare della mia vita, capitoli interi, fino a diventare il titolo della mia vita stessa.

Buona lettura

IL LIBRO: LA PRIMA GIORNALISTA DONNA DELLA GAZZETTA HA SCRITTO “P’OSSESSIONE” UNA RACCOLTA DI POESIE E DI VITA

Gazzetta dello Sport Serena Gentile: La tenace “proèsia” della pioniera Marani

Il libro della Marani lo leggi tutto d’un fiato, trasportata dall’emozione figlia della sua poesia e dai suoi vaffanculo, poetici anche quelli.

C’è tutta lei in questo libro, l’anima sottile, il carattere tenace e l’irresistibile ironia.

«Autobiograficissimo – dice lei – sono io, nuda».

Rosanna Marani è una giornalista, la prima della Gazzetta dello Sport.

La sua foto di pioniera nominata Cavaliere della Repubblica per avere aperto una strada  fino al suo avvento, preclusa alle donne, sorride soddisfatta, nel nostro Famedio.

P’ossessione è il suo primo libro di poesie (edito da Vincenzo Ursini Edizioni, prefazione di Gian Paolo Serino), ti possiede, è bello davvero.

Negli anni ’70 una donna che capisce il pallone è una rarità impudente,  in via Solferino, la Marani è una scassamarani, ma è capace di “scrivere di poesia, anche quando parla di calcio”: lo dice nel libro Gianni de Felice, già condirettore della Gazza, e questo sgombra il campo dal fantasma del campanilismo di genere o almeno pareggia i conti.

« Sono sempre stata impestata di rabbia, di banzai, e probabilmente sì, anche di poesia», aggiunge lei, premio Alda Merini con Veglia.

C’è l’amore nei suoi versi, ci sono i figli, e «l’agone dello sport, competizione non supremazia”.

Parole, una dietro l’altra, per dare peso forma e sostanza a ciascuna di esse.

«Si suicidano, devono venir fuori. E nel mio Blog, L’orto di Rosanna, (https://lortodirosanna.wordpress.com),  muoiono svenandosi … dolcemente».

Una, accapo e poi un‘altra e accapo ancora in rima baciata e non, con straordinaria musicalità.

Proèsia la chiama Stefania Piazzo. “Per me è un gioco normale.” fa lei.

C’è la guerra con il suo “ufo tumore” e quella con l’abuso sessuale subito a soli 4 anni. « I miei genitori non me ne hanno mai parlato, sperando che non ricordassi. E invece solo disvelando gli orrori, puoi farcela a vivere”.

Da qui il coraggio di scendere in campo oggi, e di raccontare che ce la si può fare, per l’Associazione Prometeo di Massimiliano Frassi e le vittime della pedofilia.

Ah, Rosanna, che forza.

«Quella violenza ha segnato il corso della mia vita, ma penso al suo lato positivo: senza quell’esperienza ingiusta da cui è scaturita quella rabbia, forse non sarei mai entrata in Gazzetta, nel tempio dell’uomo, che ho sfidato e vinto. Ho riscattato il mio nome, che sentivo addosso infangato, sporco, trasformandolo in una firma».

Ho vinto/e ho pagato/oh se ho pagato/ recita “Su quella lapide una bianca rosa” dove sviscera l’orrore, chiede scusa ai mariti e fa pace con le donne.

Non sono Madonna/non sono puttana urla più avanti, ne “La mia rondine” e parla per tutte, massacrate dal pregiudizio.

« Sarà il nostro senso del ridicolo a farci avere dei limiti».

Com’è moderna la Marani.

« Siamo qui a discutere ancora di quote rosa, ma quando mai. Occorrono più mamme libere di liberare le figlie”.

E più scassamarani…

 Novembre 2014

Ah, che belle scoperte.. trovo cazzeggiando in rete.. Volevo rileggere se possibile la rubrica che avevo sul Guerin Sportivo titolata e voluta da Italo Cucci, Io li spoglio subito, roba dei miei anni ruggenti, ma nisba. Però ho letto che….
E’ estremamente confortante, credetemi, non essere dimenticati quando si è sul viale che rosseggia di tramonto… Grazie Matteo Marani… il mio figliolo adottivo!!!!!!!
Giovanni Messere
…… a proposito Matteo ma la signora Rosanna Marani è tua parente? Ovviamente ottimo lavoro come sempre.

Matteo Marani
Caro Giovanni,
……. Quanto a Rosanna, siamo solo omonimi, anche se da tanti anni chiedono a lei se sono suo figlio e a me se lei è mia madre. No. Ma ci scherziamo sopra. È stata davvero grande, prima giornalista sportiva in Italia. Tutte le donne che oggi si occupano di pallone le devono moltissimo, credimi.
http://blog.guerinsportivo.it/blog/2013/…/05/gs-maggio-2013/

Ps Sul Guerin Sportivo ho curato anche questa rubrica: La Malalingua

Questo articolo è nel  nr. 32 del 1975 “Dicono che Buticchi…!

La Malalingua Guerin Sportivo

 

https://lortodirosanna.wordpress.com/2014/12/19/possessione-recensione-di-ottavio-rossani/

Dire che sono felice, è poco. E la felicità si esprime con ammutolimento. Come il dolore.

Mi godo questa fortissima emozione tale ad una scheggia elettrica di pace, non prima di avere ringraziato Ottavio Rossani per il suo dire, il viatico per questa mia nuova vita.

La rinascita.

P'ossessione Corriere Della Sera

P’ossessione Recensione di Ottavio Rossani

http://poesia.corriere.it/2014/12/18/il-recupero-dellinnocenza-nei-versilitanie-di-rosanna-marani-in-possessione-esordio-positivo/

CORRIERE DELLA SERA BLOG

TestataPoesia di Ottavio Rossani

Il recupero dell’innocenza nei versi/litanie di Rosanna Marani in “P’ossessione”. Esordio positivo

18 DICEMBRE 2014 | di ottavio rossani          Rinascita

                                                              

Un esordio in poesia che sorprende, inaspettato e provocante. Rosanna Marani, 68 anni che non nasconde, per fortuna, al contrario di come fanno abitualmente le donne sulla via del tramonto, ha vinto con la raccolta P’ossessione (Ursini, 2013, pagg. 186, euro 20) il premio “Alda Merini” dello scorso anno, organizzato dall’editore Ursini di Catanzaro, che poi lo ha pubblicato.

La singolarità del caso è che si tratta della prima raccolta di poesie di una donna, giornalista e scrittrice, assurta negli anni a una grande notorietà, nella carta stampata e in televisione, come la prima donna che ha voluto fare la giornalista sportiva.

E ha cominciato pubblicando un’intervista/scoop sulla Gazzetta dello Sport, vincendo la sfida che gli aveva lanciato l’allora direttore, chiedendole di andare a intervistare Gianni Rivera, il campione bandiera del Milan, che da sei mesi non parlava con i giornalisti. Il direttore con quella proposta impossibile pensava di sbolognare l’invadente aspirante professionista.

Ma aveva fatto male i calcoli, non conoscendo l’irresistibile ariete femminile impersonato da Rosanna Marani, che dopo qualche giorno è tornata nella sede del quotidiano, è entrata nella stanza del direttore e le ha consegnato il “pezzo” già pronto per la stampa.

Non fu subito assunta, ma da quel giorno il successo come prima giornalista sportiva fu travolgente. Gli scoop continuarono.

La novità del suo linguaggio per descrivere le imprese sportive riusciva ad attirare sempre più consensi. Insomma, in quel lontano 1973 è nata una stella del giornalismo sportivo. Dopo di lei, che ha rotto gli argini, il fiume delle giornaliste sportive ha invaso l’Italia e l’Europa.

Ma basta con il florilegio per il suo passato. Gli anni sono trascorsi. La notorietà grazie alla televisione è stata grande.

Ma come fatalmente accade per tutti, anche lei è andata in pensione. E da quel giorno la sua vita è cambiata. Paladina degli animali, combattente contro la vivisezione, vegetariana ostinata, sorridente anche se sofferente, entusiasta anche se dubbiosa, pur non dimenticando il dolore per le sopraffazioni subite, ha reagito scrivendo poesie.

E con candore, ma ben consapevole della nuova sfida, dichiara nel suo preambolo al volume: “Mi chiedono cosa sia la mia poesia: la mia poesia è la cicatrizzazione delle mie ferite”. E conclude, dopo avere denunciato il suo “destino di vittima”, che “non esiste ubriacatura, anche di successo, anche di vittoria sul male, che ti rammendi ciò che un mostro ti ha rubato: l’innocenza. Ecco, con la poesia io sono riuscita a sentirmi innocente”.

Non parlerei comunque di lei, se si trattasse solo di questo. Ho letto però questo suo libro, P’ossessione, dal titolo urticante, che mi insospettiva e mi induceva a non dargli troppa attenzione, soprattutto per il sottotitolo fuorviante “Proèsia”, che Marani ha apposto su sollecitazione di chi ha stilato una presentazione che vorrebbe dire “questa poesia non è poesia”, ma una specie di prosa, e ha coniato l’ibrido “proèsia” per autogiustificarsi della mancanza del coraggio di stroncare il “manufatto”, e alla fine sono rimasto colpito dall’originalità del verso, del contenuto e della forma inusuale di esprimerlo. Posso anche sbagliare, ma credo che Marani abbia vinto un’altra battaglia nella sua vita.

Il libro ha una particolare ispirazione, che nasce dalla necessità di metabolizzare, dopo tanti anni di tormentoso tentativo di dimenticare senza alcun risultato, eventi che l’hanno traumatizzata fin da bambina, di ovattare quel dolore inestirpabile generato da violenze e sopraffazioni.

Ma non per questo ho scoperto una buona poesia, sia nella fattura sia nei temi affrontati. Mi ha colpito il fatto che manca totalmente il progetto, che non ci sono scadenze. Qui c’è un torrente che a seconda dei momenti, delle giornate, rischia di esondare o di prosciugarsi. Invece, da quando il fluido è sgorgato, continua sempre a declinare verso il mare del conforto, dell’autocomprensione (ma non dell’autocommiserazione).

E si sente la frescura dell’invenzione di una lingua tutta sua, che si snoda in una forma di oralità, secondo un ritmo che ricorda le cantilene di lontane filastrocche. Le poesie sembrano lo spiccicare di una bambina o di una ragazza, e invece parlano di amori, di ossessioni oniriche e reali, ma anche assurdamente di possesso dei corpi o addirittura dell’anima.

E si intuisce che questo tipo di possesso viene scritto/parlato per esorcizzarlo dalla sua parte nefasta.

Le poesie sono troppo lunghe per poterne pubblicare diverse a riprova delle sollecitazioni che sanno trasmettere.

Vanno lette nel libro. Qui ne propongo un paio. In esse risaltano con chiarezza il ritmo fabulatorio e martellante, la drammaticità del dettato, il desiderio di oltrepassare il limite della sofferenza.

La lingua è simile a quella orale delle orazioni, delle preghiere, delle invocazioni, delle invettive. I versi procedono sempre con una maiuscola e senza punteggiatura.

Ma in modo sincopato e discontinuo, coinvolgente nel continuo battere ossessivo. E anche provocatorio.

Ho scelto per primo questo testo, che è in pratica il più corto del libro.

Metà mela

Sibilo nel nocciolo

Larva di torsolo

Metà mela

Nicchia vuota

Culla abbandonata

Io Cantilena nel picciolo

Rubino di buccia

Metà mela

Morso pieno

Incavo abitato

Tu Canto nella polpa

Frutto di amore

Mela a metà

Seme fecondo

Pomo rotondo Noi

La poesia di Marani procede su scalini ascendenti nell’ambito del suo mondo personale. Si tratta di scavi nell’interiorità, che spaziano dalla memoria al presente, dal risentimento esistenziale all’esaltazione amorosa, proponendo temi soggettivi, ma che attraggono perché sono dentro la testa e i cuori di tutti: dolore, amore, incontri, gridi, destino, fatalità, reazione coraggiosa alle avversità, desideri, speranza, lotta al male.

Nelle parole, che Marani giostra con abilità, lei ha trovato (e trova) sicurezza e, diciamo pure, salvezza. Riconquistare la propria innocenza, come lei sottolinea, non è una cosa da nulla.

È una rinascita alla vita. La poesia, se è vera poesia, non dovrebbe ottenere sempre – tra gli altri – questo effetto di ricostruzione dell’identità, dell’autoriconoscimento?

Ottavio Rossani

Per chiudere, leggiamo il testo seguente, che nella forma cambia, cioè i versi si allungano, si aprono in alberi con rami estesi, ma con gli stessi caratteri: ritmo, ossessività, chiarezza linguistica, in una continua “ciclicità emotiva”, come sottolinea Fulvio Castellani nell’introduzione.

Ahimè

Io sono troppezza e tantezza

Ahimè

Ma non per me

Per l’altro che appena lo intuisce

Mi patisce

Eppure non mordo

La vita non la metto in gabbia

Come fa il cacciatore se non l’uccide … col tordo

La esalto

Con me vivere sarebbe al cielo ogni secondo un salto

Ogni giorno di ogni fantasia nuova mi impratichisco

Di sale di pepe di peperoncino di zucchero la vita la condisco

Evidentemente sono compagna faticosa

Forse l’uomo preferisce la mammola alla rosa

Allora resto sola

Senza alcuno la notte che mi consola

Senza alcuno che mi rivolga carezza e cura

L’ho provato il rapporto uomodonna

Insomma

Con me non dura

Sai credo sia perché capacità non ho

Di dosarmi di celarmi un po’

Solo un po’

Spavento lo so

O bianco o nero

O tutto o zero

Cambiare me stessa non lo posso davvero fare

La summa totale

Di me so dare

Senza col contagocce alcuna dose bilanciare

Generosa io sono

E proprio per questo lo ammetto

La verità è a mio dispetto

Te lo dico

Seppur ad ammetterlo fatico

Io me stessa

Non perdono

Maledizione

Anche se vi pongo attenzione

Che mi è inutile tentare di porre rimedio ai miei difetti

Nel mio carattere sono innescati

Connaturati

Giacché

Ahimè

Sono oramai perfetti

Rosanna Marani

Da P’ossessione (Ursini, 2013, pagg. 186, euro 20)

Copertina P'ossessione

Nota:  Alle persone gentili che mi hanno chiesto dove prenotare P’ossessione e acquistarlo … rispondo che possono rivolgersi al mio editore … Vincenzo Ursini. Grazie.

http://www.ursiniedizioni.it/

Ursini Edizioni

Via Sicilia, 26/A – 88060 Santa Maria di Catanzaro.

tel +39.0961.782928

fax+39.0961.782980

e-mail: ursiniedizioni@libero.it

https://lortodirosanna.wordpress.com/2015/03/24/il-senso-della-vita-per-rosanna-marani/

Grazie  a Marco Costanzo che mi ha offerto uno spunto di riflessione sulla vita e sul suo senso, ovvero sul suo significato.

http://sensodellavita.com/2015/03/24/il-senso-della-vita-per-rosanna-marani/

Il senso della vita per Rosanna Marani

Rosanna Marani

Pubblichiamo una breve intervista fatta a Rosanna Marani, invitando tutti i nostri lettori ad iscriversi al suo blog l’orto di Rosanna

di Marco Costanzo

SDV: Chi è Rosanna Marani?

RM: Sono nata a Imola in ottobre, il 12 nel 1946. La Romagna, la mia terra mi ha insegnato la introspezione. Calarsi dentro come un secchio fa nel pozzo. Per portare acqua pulita al bicchiere. Chiedersi cosa sia la vita, è iniziare a calare quel secchio. Darle un senso è bere acqua pulita. E la carrucola è il pensiero che fatica a tirare in superficie il secchio.

SDV: Qual è oggi, secondo lei, il senso della vita.

RM: Cercare il proprio io, slegarlo dall’ego, trovare la propria verità e difenderla. E regalarla agli altri.

SDV: Quali sono le letture o esperienze che più hanno influenzato la sua visione del mondo

RM: Tutti i libri che narrano la persecuzione verso gli ebrei. Ho scoperto il male. Ho scoperto l’uomo. Ho deciso che l’avrei combattuto. L’ho fatto, a modo mio. Ribellandomi alle ingiustizie prima e dedicandomi alla poesia, oltre che alla battaglie di civiltà, ora.

SDV: Qual è la sua poesia del cuore

RM: E’ una poesia di Ungaretti…

Le tue mani si fanno come un soffio

D’inviolabili lontananze

Inafferrabili come le idee,

E l’equivoco della luna

E il dondolio, dolcissimi,

Se vuoi posarmele sugli occhi,

Toccano l’anima.

Giuseppe Ungaretti

SDV: Quale libro secondo lei dovrebbe essere sicuramente letto da ogni persona della terra

RM: L’amore ai tempi del colera. El amor en los tiempos del cólera di Gabriel García Márquez

SDV: Cosa si sente di consigliare ai lettori di sensodellavita.com

RM: Di scovare la bellezza ovunque si trovi. Poiché dalla bellezza nasce la bontà. Dalla bontà nasce l’etica. Dall’etica nasce l’amore.

Lasciate un commento se pensate che l’esperienza di Rosanna vi abbia arricchito o visitate la sua pagina in wikipedia

http://it.wikipedia.org/wiki/Rosanna_Marani

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https://lortodirosanna.wordpress.com/2015/04/20/festival-internazionale-del-giornalismo-a-perugia-scrivere-di-sport-non-e-solo-roba-da-uomini-intervista-a-rosanna-marani/

Grazie a tutti, per la splendida occasione regalatami e la emozionante accoglienza ricevuta.

http://www.ijflive.it/scrivere-di-sport-non-e-solo-roba-da-uomini/

Festival Internazionale del giornalismo a Perugia. Intervista a Rosanna Marani

Scrivere di sport? Non è solo roba da uomini

di Marco Frongia

Durante l'intervista

Novembre 1973. Una ragazza di 27 anni riesce a farsi accompagnare nella camera d’albergo di un famoso calciatore italiano. Vorrebbe intervistarlo, ma lui è in silenzio stampa da sei mesi. Lei gli spiega la situazione, sperando che accetti. La tensione la porta alle lacrime: “In questo momento, ha in mano la mia carriera”, gli rivela.

Pochi giorni prima, infatti, il direttore della Gazzetta dello sport l’ha sfidata: se gli avesse portato un’intervista di quel campione, l’avrebbe assunta. Rendendola, di fatto, la prima donna a occuparsi di giornalismo sportivo in Italia.

Quel famoso giocatore la guarda. Valuta. Poi, decide: “Apra il taccuino, iniziamo l’intervista”.

Comincia così la carriera di Rosanna Marani, la pioniera delle donne nel giornalismo sportivo.

Quel campione, forse l’avrete intuito, era Gianni Rivera.

Sono passati più di quarant’anni da allora, eppure la declinazione femminile del giornalismo sportivo non conosce ancora una vera consacrazione. A frenarla è soprattutto lo scetticismo dei colleghi maschi, ma pesano anche casi di approcci non proprio felici tra le donne e la cronaca sportiva. Episodi di ignoranza sul campo, spesso commessi da giornaliste avvenenti ma non troppo preparate. Secondo Nicoletta Grifoni, voce storica di Tutto il calcio minuto per minuto, sono scivoloni che “fanno tornare indietro” la credibilità femminile in questo campo.

Rosanna Marani e Nicoletta Grifoni, insieme a Elisa Calcamuggi e Simona Rolandi, hanno parlato proprio di questo nel panel di oggi al Teatro della Sapienza, dal titolo: “Giornalismo sportivo: singolare femminile?”, moderato da Giorgio Matteoli.

Una chiacchierata ricca di aneddoti e riflessioni, in cui non è mancata una nota di speranza: “Dopo diciotto anni di lavoro – racconta Simona Rolandi – ringrazio ogni giorno di non sentirmi dire più di tornare a fare la calzetta. Ma c’è ancora tanto da lottare. Per emergere servono professionalità e umiltà”.

Solo così si riuscirà a uscire dai pregiudizi e dalle facili ironie: “Mi hanno chiesto spesso se ho avuto delle love story con qualche calciatore”, ricorda, un po’ infastidita, Rosanna Marani. “Ma ho sempre risposto che non sono abituata a portarmi il lavoro a casa”.

 

https://lortodirosanna.wordpress.com/2015/04/22/valentina-cristiani-a-tu-per-tu-con-rosanna-marani/

Grazie, Valentina Cristiani.

http://www.1000cuorirossoblu.it/rubriche/interviste/10856-a-tu-per-tu-con-rosanna-marani-21-apr.html

A tu per tu con Rosanna Marani

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Rosanna Marani giornalista   

“Credo che si riceva quel che si offre. Educazione, gentilezza, professionalità, senso del proprio ruolo, consapevolezza del proprio talento, determinazione nella autoaffermazione, umiltà e fermezza nel rintuzzare sgarbi, polemiche, invidie e meschinità. Perché sono le parole che diventano fatti a … parlare di noi, e se noi siamo veri e restiamo noi stessi, siamo ascoltati con attenzione”.

Semplicemente lei, semplicemente Rosanna Marani. Imolese, classe 1946, la prima donna a lavorare per la Gazzetta dello Sport (grazie ad un’intervista esclusiva a Gianni Rivera in silenzio stampa da 6 mesi, ndr), la prima donna a diventare giornalista professionista sportiva in Italia e in Europa (nel 1976), la prima giornalista a condurre una trasmissione sportiva in TV.

Cavaliere dell’ordine al Merito della Repubblica Italiana per aver aperto la strada alle donne ad una professione, quella del giornalismo sportivo, a loro preclusa prima del tuo avvento (2 giugno 1983). Qual è il segreto per divenire un/a buon/a giornalista?

“Sono grata alla società che ha riconosciuto il mio valore, attribuendomi tale onorificenza, che mi onora e mi appaga. Non esiste segreto, ma una caparbia volontà di proseguire a realizzare il proprio sogno nonostante i nonostante”.

Rosanna Marani gazzetta dello sport

Le caratteristiche che non devono mancare?

“Le caratteristiche positive da coltivare, sono sensibilità, curiosità e ovviamente talento. Capacità di interrogarsi per interrogare. Passione, entusiasmo, coraggio e una salute di ferro. Le caratteristiche negative da tenere a freno, sono protagonismo, vanità, ambizione, arroganza”.

Sei appena stata al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia, relatrice sul tema del giornalismo sportivo donna-uomo. Cosa è emerso? Quali sono stati i passi in avanti fatti nel corso degli anni?

“E’ emerso che i passi da fare sono ancora migliaia. E che fino a quando non cadranno i pregiudizi sulla donna, ancora oggi la si vede sul lavoro con sospetto, la battaglia sarà una guerra”.

Rosanna Marani imolese e giornalista

Quando hai deciso di intraprendere questa professione?

La decisione a 10 anni che avrei intrapreso la carriera di giornalista. Progettai dunque la mia vita professionale, allora.  Mi conferirono un premio, dedicato al poeta Luigi Orsini, a Imola, per un tema che la mia maestra di quinta elementare  Vera Poggiali, provvide ad inviare al concorso e che si meritò il primo posto”.

Quando ti sei resa conto di “avercela fatta”?

Non ho avuto mai la sensazione di “avercela fatta”, ma ho sempre creduto di “dovercela fare”.

Persone che “scrivono bene” e persone che “ci mettono vita”. Qual è la differenza? E come si arriva al salto di qualità?

“Scrivere bene, è  solo descrivere, sapendo di sintassi e di grammatica. Dici .. ci mettono la vita. Ecco, ti rispondi da sola.  Per arrivare al cuore del lettore si deve intingere la penna nel proprio cuore. Sentire la vita, metterci la vita, non descriverla e basta”.

Rosanna Marani Gazzetta

Il rapporto con le colleghe com’è stato, nel corso degli anni?

“Il rapporto con le mie colleghe è stato di reciproco rispetto”.

Il più bel complimento ricevuto? 

“Sei una donna da prendere come esempio, rivoltomi da donne che invece hanno insegnato a me la gioia di essere donna”.

Cosa ti è mancato o, magari, ti manca tuttora?

“Non mi è mancato nulla, poiché ho scelto sempre di scegliere ciò che avrei potuto e dovuto scegliere in quel momento preciso della mia vita, tra famiglia, affetti e carriera e renderli compatibili tra loro. Ricordo che ho messo al mondo tre figli, Gabriele, Andrea e Giulia, certamente più importanti della mia professione”.

Hai superato, nel 2006, un tumore maligno. Parlaci della “forza delle donne” che riesce a far loro superare tutto.

“Le donne che amo visceralmente, sono creature speciali. Hanno la capacità di trasformare il dolore in amore e l’amore in forza. Creano la vita, creano l’immortalità”.

Tre aggettivi che parlano di te…

“Curiosa, ribelle, indomabile”.

Se ti dovessi descrivere con un brano musicale?

“Nuda di Don Backy, cantata da Mina”.

… e con una poesia?

“Una mia, Il vino più rosso” https://lortodirosanna.wordpress.com/2012/01/21/il-vino-piu-rosso/

Rosanna Marani

P’Ossessione la tua ultima fatica letteraria, un libro di poesie. Qual è la sua peculiarità?

“E’… la proésia, ovvero come scrivono nella presentazione i miei padrini e madrine, il mio stile, poesia prosaica, prosa poetica”.

Dalle emozioni letterarie a quelle sportive. Sei mai stata allo stadio Dall’Ara per qualche evento sportivo? Raccontaci le tue emozioni…

“Si, ci sono stata. L’emozione? Essere a.. casa, sentirsi .. a casa. Tornare a.. casa”.

Cosa ti piace e cosa invece non apprezzi del calcio moderno?

“Non mi piace più, non è un gioco oggi, è business”.

Quali saranno i tuoi prossimi impegni?

“Cara, ho solo un impegno, vivere, prendendo appuntamento con la gioia. Per celebrarla come le si conviene. E ne sono certa, avrò il mio bel da fare e da ricordare”.

https://lortodirosanna.wordpress.com/2015/06/11/giornalettismoho-69-anni-una-lunga-carriera-da-precaria-e-la-rai-mi-ha-convocato-per-il-concorso-la-storia-di-rosanna-marani/

«Ho 69 anni, una lunga carriera da precaria e la Rai mi ha convocato per il concorso»: la storia di Rosanna Marani

11/06/2015 – di

Prima giornalista sportiva italiana, sei contratti  a tempo determinato senza mai essere assunta. Ha compilato la domanda per prendere in giro chi ha preso in giro lei: «È la solita stessa Rai, un bacino della politica. Ma ai ragazzi dico, andateci e fatevi valere»

«Ho 69 anni, una lunga carriera da precaria e la Rai mi ha convocato per il concorso»: la storia di Rosanna Marani

LEGGI ANCHE Quel pasticciaccio brutto del concorsone Rai

Concorso Rai

Rosanna, anche tu tra i 4982 ammessi al concorsone.

So bene che la vita è un contratto a tempo determinato che viene rinnovato ogni compleanno ma sono ugualmente rimasta a bocca aperta. La storia è assurda. Ho 69 anni e ho compilato la domanda per l’ammissione al concorso per prendere in giro la Rai dopo che lei ha preso in giro me, mi hanno sfruttato e poi dimenticato: ho avuto 6 contratti a tempo determinato nonostante il regolamento interno prevedeva l’assunzione dopo tre. Ero a 23 anni di contributi, me ne mancavano due: la redazione di Milano, allora direttore era Antonio Di Bella, mi rassicurarono. Allora ho letto di questo bando e mi sono iscritta senza per questo cercare una vendetta: come curriculum ho messo la mia pagina Wikipedia.

L’avranno letta?

Non credo proprio.

Il controllo dei titoli è uno dei tanti problemi del concorsone. Sul gruppo Facebook in cui sono riuniti i candidati c’è chi segnala di esser stato chiamato pur essendo giornalista pubblicista (è aperto solo ai professionisti)

Proprio lì ho trovato una delle tante ragazze che hanno fatto la tesi di laurea su di me. Si è creata una solidarietà spontanea con tutti

Anche il luogo in cui si svolgerà ha fatto parecchio discutere

Sono d’accordo con voi quando dite che c’è gente che viene dalle isole. Perché Bastia Umbra e non Roma, Firenze, Milano o Bologna? Una cittadina di 22.000 abitanti per 5000 affamati precari: dietro ci sono senza dubbio degli interessi. C’è qualcosa che non funziona, tiratelo fuori.

La Rai che hai conosciuto ieri è la stessa Rai di oggi?

È la solita stessa Rai: è un bacino d’utenza della politica. E degli amici. Mi chiedo: chi ha filtrato le domande cosa ha in testa? Come hanno selezionato i 5000? Mi piacerebbe saperlo. La Rai era così allora ed è così adesso: io non avevo santi in Paradiso, quello che ho avuto me lo sono conquistato con le unghie e con i denti. Non le ho fatto causa solo perché ho avuto un tumore (definitivamente e fortunatamente sconfitto dopo 7 anni, ndr); poi è arrivata la pensione e sono stata costretta ad accontentarmi di quello che ho maturato come precaria. La Rai mi ha depredato. Nonostante questo sono ripartita e lavoro anche adesso che sono in pensione, mi sono reinventata: scrivo poesie, ho il mio blog (lortodirosanna.wordpress.com), mi occupo di ambiente e animali.

La tua è una storia di precarietà antelitteram: quasi tutti quelli della tua generazione hanno fatto la gavetta, sono diventati professionisti e hanno avuto un contratto stabile

E’ così. Vieni usato, spremuto e buttato via. Se non hai un santo in paradiso non conti nulla. Per me non c’è stato verso, sei una pedina di scambio. Puoi essere talentuoso e superare tutte le prove: io vado orgogliosa dei titoloni a 9 colonne sulla Gazzetta dello Sport, delle mie interviste e dei miei travestimenti, come quella di Maradona da Babbo Natale. Ma mi sono dovuta inventare brava, in quanto donna sola in un mondo di uomini.

lortodirosanna.wordpress.com

Tu potresti essere tranquillamente in commissione…

In effetti è così. Anche ora che sono in pensione raggiungo tantissime persone tramite il mio blog e i miei profili social. Con tutto il mio patrimonio sono chiamata a sostenere l’esame da precaria

Cosa ti senti di suggerire ai candidati al concorsone?

Il treno passa sempre una volta sola. Il gol quando lo fai non te ne accorgi: è il boato della folla che ti dice che hai fatto gol. I no sbattuti in faccia devono essere presi come giavellotti da tirare avanti e far scattare la ribellione. Io dico fatelo, andateci, se si abbandona il campo si è sconfitti in partenza

Tu ci sarai?

Mi ripresenterei solo per vedere la faccia che farebbe Ferruccio De Bortoli (presidente della commissione, ndr) che conosco personalmente.

Novembre 2015

https://lortodirosanna.wordpress.com/2015/11/18/alla-nostra-collaboratrice-rosanna-marani-lambrogino-doro-2015/

Buongiorno mondo! Sono stupefatta, emozionata, e immensamente felice per la stima e l’affetto che mi sta piovendo addosso. Ringrazio tutti tutti tutti per la sorpresa di risvegliarmi oggi… ancora viva nel ricordo di molti.

Non posso non dire grazie anche al mio direttore Stefania Piazzo, che mi è d’esempio in questa meravigliosa sfumatura del tramonto della mia vita.

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Alla nostra collaboratrice Rosanna Marani l’Ambrogino d’oro 2015!

17 Nov 2015 · 1 Commento

rosanna-marani

di STEFANIA PIAZZO – “Ehi, direttore, sono ambroginata”. Rosanna mi ha informata così, su whasapp, dell’Ambrogino d’oro per “civica benemerenza”.

Che significa civica e che vuol dire benemerenza. Beh, in anni così bui e pesti come questi, essere civili e civici è per pochi. Una virtù civica, ad esempio, è essere onesti, essere attaccati al proprio territorio, essere sempre tesi verso il bene. Fare bene, lavorare bene. Tanto che gli altri se ne accorgano perché l’intelligenza lascia il segno. Attenti però, perché fare bene, lavorare bene non  vuol dire vivere bene.

Rosanna è una benemerita di Milano, ha esaltato Milano, la sua milanesità, lo ha fatto in nome di Ambrogio, quel vescovo che neanche più i milanesi, e i loro arcivescovoni, spesso, riconoscono più, lui e la sua solidarietà prudente. E va beh…

Rosanna, ha sempre lavorato bene, meglio degli altri, la sua carriera giornalistica è sempre stata marcata dal genio e dall’umanità che manca a tanti e troppi giornalisti, più che giornalisti, delle macchine fotocopiatrici. E Rosanna non ne avrà a male se lo scrivo, ma non può dire di avere avuto una vita facile. Tutta lustrini. Tutta porte aperte. Proprio l’opposto, quello che spesso tocca ai geni e ai talenti come lei, bersaglio degli ignoranti “del tutto è dovuto” e di altre categorie tronfie di uomini, e donne, fatti di pezza e di poche cose, soprattutto l’acqua che tiene insieme i corpi. Nati senza sinapsi.

Ora, a 69 anni, Rosanna Marani raccoglie i frutti, dopo che la sua pianta è stata scrollata da tutto e di più dai rapaci voraci parassiti. Una categoria che abita  inconsapevolmente o meno per protervia e arroganza, quella di chi ha tutto o sa di non avere troppo in zucca, il nostro quotidiano, dai nostri vicini di viaggio a chi ci taglia la strada. Si chiama negazione della dignità.

Se la città, se la sua Milano, lei che è di Imola, vede più virtù civiche in una giornalista che in un politico in pensione, in un carrierista da parlamento, in un culo di pietra del potere, una ragione ci sarà. Carta e penna possono fare tanto di più di chi legifera, male e per se stesso. Carta e penna sono rimasti l’unico e ultimo baluardo di libertà, purché siano in mano ai professionisti che sanno moltiplicare i talenti della civicità (vedi sopra: onestà, arguzia, intelligenza, capacità di visione, istinto, fiuto e abbondante generosità nel lavoro). Altrimenti, tutti sarebbero capaci di scrivere. Ed è quello che purtroppo accade: dare lezione. Non glielo hanno riconosciuto, in vita (quella della carriera, s’intende), gli editori, gli uomini e le mezze tacchette che vivono in facebook. Glielo riconosce oggi Milano, un milione e mezzo di persone.

Banzai!

leggi anche:

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IL GIORNO

http://www.ilgiorno.it/milano/ambrogino-oro-1.1552544

Ambrogino d’Oro, al Teatro Dal Verme i 37 premiati

La campagna del Giorno a favore dei due capitreno aggrediti a colpi di machete ha avuto successo: Carlo Di Napoli e Riccardo Magagnin hanno ritirato la loro medaglia d’oro

Ambrogini d’Oro ai ferrovieri Carlo Di Napoli e Riccardo Magagnin

Milano, 7 dicembre 2015 – E’ arrivato il giorno degli Ambrogini d’Oro. Oggi alle 10.30 ha preso il via la cerimonia di consegna delle 37 Civiche benemerenze edizione 2015. Si tratta del massimo riconoscimento cittadino assegnato dal Comune. A consegnare le due medaglie d’oro alla memoria, le 15 medaglie d’oro e i 20 attestati, non a caso, erano presenti l sindaco Giuliano Pisapia, che prima ha rivolto il tradizionale discorso alla città, e il presidente del Consiglio comunale Basilio Rizzo.

È stato per l’étoile del teatro alla Scala, Roberto Bolle, l’applauso più lungo alla cerimonia di consegna degli Ambrogini d’oro. Il ballerino ha ricevuto la medaglia d’oro per il suo ruolo di artista, ma anche perché ha sensibilizzato il mondo al dramma dei bambini e vittime della guerra. “È un bentornato più che un benvenuto – ha detto il primo cittadino – forse mi piace pensare che Marangoni aveva nostalgia per la nostra città e siamo felici di fare un nuovo pezzo di strada insieme a lui”. Lungo applauso e standing ovation per i due ferrovieri dipendenti di Trenord, Carlo Di Napoli e Riccardo Magagnin, che l’11 giugno scorso hanno subito l’aggressione dei giovani appartenenti alla gang ecuadoregna Ms13. Gli Ambrogini 2015 rendono omaggio anche agli uomini e ai giovani che hanno lavorato per il successo di Expo. Il Consiglio comunale ha assegnato la medaglia d’oro al capo cantiere dell’esposizione, il quasi ottantenne Romano Bignozzi (protagonista dei cantieri più rilevanti nella recente storia ingegneristica italiana, compreso quello della M1 milanese). Un attestato invece è andato ai volontari di Expo 2015, a ritiralo è arrivata una rappresentanza di cinque ragazzi su oltre diecimila che hanno dedicato tempo ed energie a Expo in sei mesi. Milano ha anche reso omaggio a una delle voci storiche della musica italiana, che ha vissuto in città per un periodo di tempo, Mina. A ritirare il premio lo storico collaboratore dell’artista, Mauro Balletti. A ricevere le medaglie d’oro anche due donne impegnate in progetti nelle carceri milanesi. Maddalena Capalbi poetessa e coordinatrice del laboratorio di scrittura creativa nel carcere di Bollate e Silvia Polleri, presidente di ‘Abc – La sapienza di tavola’, cooperativa di catering del carcere di Bollate.

In occasione della consegna delle Civiche benemerenze,In occasione della consegna delle Civiche benemerenze, il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, ha riservato una parte del suo discorso ai temi della lotta al terrorismo e della sicurezza: “Milano è una città che vince il terrore e sconfigge il terrorismo, ripudia la guerra e la cultura della morte. Lo è stata nel corso della Resistenza, della lotta all’eversione, e lo è oggi contro ogni fondamentalismo. Come Parigi, Milano ama la vita. Ed ha già risposto con una gioiosa riaffermazione di vita ad ogni paura”.  “Senza cedere di un millimetro su legalità e sicurezza, anzi rafforzando gli antidoti – ha detto dal palco del Teatro Dal Verme – ha allargato ancora di più il suo cuore a chi vive tra noi in pace”. ” Milano – ha aggiunto – continua ad aprirsi al mondo, a cercare soluzioni nuove, a mettere in rete le sue migliori realtà per vincere le sfide crescenti di un mondo complesso ma sempre meraviglioso”. “Per tutto questo, Milano vi dice grazie. E per tutto questo, io con grande commozione, vi dico grazie” ha detto concludendo il suo discorso che, con la decisione di non ricandidarsi e salvo ripensamenti che sembrano impossibili, è l’ultimo da sindaco della città.

TUTTI I PREMIATI – Le medaglie d’oro alla Memoria sono state consegnate alle famiglie di Dino Abbascià, imprenditore dell’ortofrutta, scomparso dopo una lunga malattia, e di Italo Siena, compianto medico originario di Scilla, località marittima in provincia di Reggio Calabria. Per quanto riguarda le medaglie d’oro, sono stati premiati il ballerino Roberto Bolle, étoile del Teatro alla Scala di Milano e ambasciatore dell’arte italiana nel mondo; la cantante Mina, artista straordinaria (per lei ha ritirato il premio Mauro Balletti, suo storico collaboratore), Alessandro Giuliano, dirigente della squadra mobile della polizia di Stato di Milano, che ha inferto un duro colpo alle gang sudamericane; l’avvocato Annamaria Bernardini De Pace, da sempre impegnata per una maggiore estensione dei diritti civili legati alla coppia; Romano Bignozzi, capocantiere del sito Expo 2015; Giacomo Bulleri, chef e gestore di ristoranti a Milano dal 1958; Maddalena Capalbi, poetessa e coordinatrice del laboratorio di scrittura creativa del carcere di Bollate; Giancarlo Comi, presidente della Società Italiana di Neurologia e direttore del dipartimento di Neurologia del San Raffaele; Domenico De Lillo, ciclista e campione d’Europa nel 1968; Carlo Di Napoli e Riccardo Magagnin, i due ferrovieri che a giugno hanno subito l’aggressione della gang ecuadoriana MS13; Massimo Fini, tra i più insigni intellettuali italiani della contemporaneità; Giorgio Lambertenghi Deliliers, ematologo di altissimo livello internazionale; Silvia Polleri, che dal 2004 si occupa del mondo carcerario; Don Giuliano Savina, sacerdote e protagonista del progetto Caritas del refettorio ambrosiano; Claudia Sorlini, presidente del comitato scientifico di Expo 2015.

Sul palco insieme ai miei cari, nel momento cruciale

Hanno inoltre ricevuto gli attestati di civica benemerenza l’Agpd Onlus, Associazione genitori e persone con sindrome di down, che ha svolto un lavoro incessante di sensibilizzazione sulla malattia; Aivis, Associazione italiana vittime e infortuni della strada, fondata a Milano nel 2005 con l’obiettivo di migliorare le leggi e stimolare interventi normativi a tutela delle vittime; l’ambulatorio di Prevenzione e cura delle malattie metaboliche dell’osso dell’ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano, che in 25 anni di attività si è affermata come punto di riferimento per i cittadini; l’associazione Alfabeti Onlus, che festeggia quest’anno 20 anni di attività; l’associazione Make a Wish, che da oltre dieci anni si dedica ai piccoli ricoverati in ospedale; l’associazione provinciale di Milano Monza e Brianza Cna, che in 50 anni di storia ha sempre sostenuto l’imprenditoria artigiana; l’associazione Santa Marta per l’Accoglienza e il cerimoniale, costituita nel 2001: i volontari dedicano il loro tempo ad attività di carattere culturale e sociale; il commissariato della polizia di Stato di Quarto Oggiaro, punto di riferimento per la città; la cooperativa Sociale Comin, attiva da 40 anni, che aiuta i minori in difficoltà; la cooperativa Sociale Comunità del Giambellino, nata con l’intento di aiutare i cittadini più fragili e sostenere le famiglie; la cooperativa Sociale Diapason Onlus, che ha come obiettivo l’accompagnamento alla crescita dei giovani; la fondazione Culturale Ambrosianeum, attiva dal 1946 con iniziative culturali; il camparino in Galleria, che ha rappresentato al mondo il fascino della galleria, fondato nel 1915; Marani Rosanna, prima donna a diventare una giornalista professionista sportiva e Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica italiana; il Milano Film Festival, rassegna del cinema indipendente fondata nel 1995; il Niguarda Transplant Center, centro che è realtà di eccellenza nazionale e internazionale nel campo dei trapianti; il ristorante Il Baretto, nato nel 1962, meta privilegiata di artisti e professionisti; la rivista Musica Jazz, creata nel 1945 da Gian Carlo Testoni; il Teatro del Buratto, che ha 40 anni di vita ed è punto di riferimento per generazioni di bambini; e, infine, gli oltre diecimila volontari di Expo Milano 2015, che hanno animato il grande evento, fornendo servizi di qualità.

 

https://lortodirosanna.wordpress.com/2015/12/17/dalla-gazzetta-dello-sport-a-twitter-il-giornalismo-secondo-rosanna-marani/

Grazie a Ilaria Mauri.

Dalla Gazzetta dello Sport a Twitter: il giornalismo secondo Rosanna Marani

Ilaria Mauri14/12/2015

Rosanna-Marani-oggi

Rosanna Marani è la prima donna a varcare la soglia della Gazzetta dello Sport negli anni ’70 con in mano un’intervista esclusiva a Gianni Rivera. Il comune di Milano le ha assegnato l’Ambrogino d’Oro 2015 alla Civica Benemerenza. La sua carriera da giornalista è esemplare: prima giornalista a condurre una trasmissione sportiva in Bar Sport, per anni ha lavorato per la Rai, il Giornale d’Italia, il Resto del Carlino e Telemilano. È Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Ora è in pensione ma questo non le ha impedito di vincere il premio “Alda Merini” nel 2014 con la raccolta di poesie P’Ossessione.

Questo Ambrogino arriva a coronamento di una carriera costellata di “prime volte”: che effetto le ha fatto questa notizia?

R: Quando l’ho saputo ero molto emozionata anche perché sinceramente non me lo aspettavo, non do mai nulla per scontato. Nella mia vita ho avuti molti “colpi al cuore” in senso buono: la Gazzetta dello Sport, il Cavalierato della Repubblica. L’anno scorso ho ricevuto anche un premio di poesia per il mio libro. È bello rendersi conto di aver lasciato un segno con la propria vita. Questo Ambrogino mi arriva da pensionata e ciò mi rende ancora più felice: bisogna sfatare questo mito della vecchiaia come periodo di nulla-facenza e dimenticanza.

Fin da subito lei ha dato prova di sapersi fare ascoltare: oggi che c’è questo sovraccarico di comunicazione, come può un giornalista far sentire la sua voce?

R: Con la bravura e la costanza. Ci vuole talento per fare questo mestiere, ma soprattutto entusiasmo.Un bravo giornalista se riesce a mantenere la determinazione con cui ha intrapreso la sua strada riuscirà sempre a farsi notare. Informarsi per informare gli altri, solo così non si esaurirà mai l’eco della voce di un bravo giornalista.

Ha iniziato questo mestiere sulla carta stampata, poi è passata alla televisione ed ora è approdata sul web e sui social. Come è cambiato secondo lei il mestiere del giornalista in questi anni?

R: Un bravo giornalista deve avere molta fiducia in sé stesso ma deve anche essere consapevole dei propri limiti. Mai farsi scoraggiare dalle novità, mai chiudersi nel proprio guscio di abitudini. Il web è una grande sfida per il giornalismo: da una parte permette di arrivare al cuore di migliaia di persone, dall’altra però è anche una grossa minaccia all’informazione. La rete, e i social in particolare, sono – si passi il termine- ‘il regno degli imbecilli’. La gente oggi scrive senza avere più il senso di responsabilità della parola: va bene la libertà d’espressione, ma concedere indistintamente la possibilità di scrittura online è come mettere un fucile tra le mani di un bambino.

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Nota

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magzine è un progetto della Scuola di giornalismo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Intervista alla giornalista Rosanna Marani

Di Daniele Tomat

Rosanna Marani la donna che fece parlare Rivera Rosanna Marani la donna che fece parlare Rivera 2

 

www.magliarossonera.it/img_forzamilan/_rosannamarani.pdf

Rosanna Marani nasce ad Imola il 12 ottobre 1946. Grazie a Gino Sansoni, … Si può quindi scrivere che Rosanna Marani, oltre ad essere stata la prima donna a …

http://www.magliarossonera.it/protagonisti/Gioc-Rivera.html

Il primo articolo di Rosanna Marani sulla rosea La Gazzetta dello Sport  RIVERA, E LE DONNE?

Maglia rossonera mio articolo Rivera

Novembre 2016

in-onda

Jan & Vetto On Air il “Veni Vidi Dixie”
Www.dixielandradio.it
Grazie ragazzi! Bellissima serata.
Nella foto con Fabio Vettorato e Gianluca Piacentino.
#radio #intervista #ricordi #bellissimaserata #grazie #inonda
#primagiornalistasportiva #fabiovettorato #gianlucapiacentino #dixilandradio
#rosannamarani  #onair #VeniVidiDixie

Maria Teresa Infante: Intersvista a Rosanna Marani

Grazie Maria Teresa, mi sono divertita assai a risponderti!

Maria Teresa Infante

Continuano le InterSviste, l’altra maniera di conoscere amici. Questa volta è la giornalista Rosanna Marani che si è prestata con grande simpatia e disponibilità alle mie domande atipiche. La conoscerete in una maniera diversa in tutta la sua trasparenza.

LE INTER-SVISTE di Maria Teresa Infante Su L’Oceano nell’Anima

   
Rosanna Marani.  Uragano senza età

Ci conoscemmo circa 5 anni fa quando vinse il Premio Alda Merini e io fui seconda a ruota (grrr) e poi, complice la stima reciproca (spero!) la nostra conoscenza è continuata. Poche chiacchierate, quanto basta – grazie all’amicizia sul social Facebook – ma mirate, tipiche della gente che punta all’essenziale, una caratteristica che ci accomuna. Fui attratta subito dai suoi modi sicuri, diretti, di una che sa come muoversi e cosa dire, mai impacciata, sempre a suo agio eppure disponibile, forte della sua, sempre sagace ironia. Nel tempo rafforzammo la conoscenza reciproca grazie al comune impegno nel sensibilizzare contro la violenza di genere in cui scoprii anche la sua parte combattiva e adirata. Ci scambiammo pareri, ci confrontammo e il mio rapporto con lei fu motivo di crescita personale.
Rosanna è un personaggio pubblico, con una carriera giornalistica di tutto rispetto e tante le sue soddisfazioni in campo lavorativo ma l’InterSvista svela sempre il non detto, cerca di sbirciare dietro le quinte.

Maria Teresa – Rosanna Marani, una donna senza età, in cui convive la curiosità adolescenziale, l’energia della giovinezza, e la maturità dell’esperienza. In quali di questi ruoli ti riconosci essenzialmente? In pratica, chi è oggi Rosanna?
Senza età! In effetti Maria Teresa, davvero non potrei essere più precisa sulla mia età settantenne, cambia di minuto in minuto e non voglio barare. A parte gli scherzi, mi considero una donna che ama il suo tramonto. (Non vedo come potrei non farlo: o mangi questa minestra o…!) Una donna che si porta dentro la curiosità, il sale della vita, l’energia, il motore della vita, la maturità, il lusso della vita.

M.T. – Cara la mia donna/amica senza età, è di pochi giorni fa un post condiviso sui social in cui indossi abiti appartenuti alla tua prima giovinezza. Sei consapevole di inimicarti il 99,9% delle donne (me compresa) che in quegli abiti non ci infilerebbero più neanche il dito della mano destra? (per non parlare di tutto il resto!)
Si, ne sono consapevole e un poco orgogliosa. La mia vanità non sarà mai anziana come la mia anagrafe suggerisce. Dici che mi inimico donne? Beh, devo la mia linea ad una cura dimagrante, che non posso suggerire ma che per me, anche se è stata tremenda, ha funzionato: un tumore maligno che mi ha torturato la lingua e reso acre il sapore del gusto, privandomi della gioia connessa al cibo. In qualche modo, (no?), devo trovare il lato positivo degli accadimenti! È nel mio carattere e questo è il lato positivo che amo, taglia 42, dopo essere uscita da quel viaggio scontro incontro con il dolore. E ora me la godo, la vanità, a piroettare con gli abiti di… secoli fa.

M.T. – Conoscendoti, sapevo bene che non era pura vanità ma piuttosto fierezza e voglia di dire che ce l’hai fatta, che sei qui, più energica, in forma e grintosa che mai.  Era il 2006 quando hai attraversato questo momento difficile e ne sei uscita vincitrice. Solo due parole, per i nostri lettori, e il tuo consiglio per aggrapparsi alla voglia di vivere.
– La voglia di vivere, quando ti fanno credere che stai per morire, è un toccasana. Mi spiego, quando ti comunicano l’esito degli esami a cui ti sottoponi, sulle prime resti inchiodata e prepari il tuo trapasso, metti ordine nelle tue scartoffie, redigi il testamento. Insomma, pieghi la testa in segno di resa e di accettazione del fato. Poi, poi, poi, ti arrabbi come una tigre arrabbiata di brutto e scendi nell’agone, pronta a sfidare, corpo a corpo, quella signora. Vuoi vendere cara la pelle. Vuoi, se è arrivato il tuo cruciale e fatale momento, almeno morire viva.

M.T.–  Nasce da qui la tua condizione vegana o è una scelta di natura etica?
Sono vegetariana con tendenza vegana da 25 anni. Nasce, la mia scelta etica, dal desiderio di tornare alla mia condizione animale. L’uomo è, infatti, un animale e solo se ascolta il suo istinto può riscoprire la bellezza primitiva che ha in dono dalla nascita. Ed è meraviglioso sapere che al massimo, per nutrirmi, uccido un pomodoro, ma non uccido né mangio sentimenti di creature senzienti.  Sai, la frase che mi è rimasta impressa e che ha rivoluzionato il mio menù quale è? Questa: “un animale morto per strada dicesi carogna, un animale morto nel piatto, dicesi cibo”. Non mangio carogne. E a detta dei medici, visto che ho ingurgitato veleni per guarire, il mio corpo è stato aiutato dalla mia scelta nutrizionista, ovvero si è dovuto disintossicare solo dalla chemio e non dalle porcherie con cui rimpinzano gli animali cosiddetti da reddito. Mangio “cosa”, ma non mangio “chi”.

M.T – Sai che i poeti e i vegani sono le categorie più odiate? (J), se ci aggiungi i vestitini taglia 42 sei fritta! Svelaci il tuo peggior difetto così facciamo l’en plein. (I pregi non fanno curiosità!)
Sono, in privato, da me con me, collerica, rabbiosa, impaziente, in continuo stato di inquietudine per via dell’impotenza che non mi permette di onorare il senso di giustizia che sento dentro. Sai che mi dedico alle battaglie sociali, e quando mi imbatto nelle ingiustizie, vorrei, vorrei, vorrei… ma non ho più l’età per volere fare quello che vorrei. Difendo le vittime con la parola e con la divulgazione in rete di ogni malefatta compiuta nei loro confronti. Ma non mi soddisfa appieno, perché mi prudono le mani e non le lascio agire, ovvero per farmi capire, ti confesso che ho reazioni da maschiaccio, ed essendo contro la violenza ma avvertendo la violenza dentro di me, mi trovo, sempre da me con me, molto a disagio.

M.T.– Una serata libera: shopping con l’amica, a spasso con Erri De Luca (ti ho vista!) o a cena (con dopocena) con il tuo uomo?
Senza dubbio con Erri De Luca. Per il mio uomo, che non ho, avrei altri mille momenti da contemplare e fargli contemplare. L’amica, se è amica, ci sarà sempre!
– Come sarà contenta l’amica! Non prendertela con me!

M.T.– Cena romantica, tu ordini insalata con semi di kia, semi di lino, semi di zucca, semi d’ogni natura, quinoa e pomodorini e lui ordina l’intero giardino zoologico alla cacciatora. Ce la fai a rimanere seduta?
Si, ma con una faccia parlante. Molto parlante. Non ho l’abitudine di essere talebana e di imporre le mie scelte. Ognuno ha la sua coscienza. O incoscienza. In ogni caso, Maria Teresa, mi informerei prima di accettare l’invito, sulle abitudini dell’eventuale commensale in vena di romanticismo!

M.T. – Dopocena romantico: suite con cuscini damascati, secchiello con ghiaccio e champagne (ma quanto mai!), baby doll e 10 gocce di profumo (esageriamo!), oppure due cuori e una capanna, magari in riva al mare, dove non ti avvedi delle zanzare e della doccia che gocciola di notte?
Suite cinque stelle, antizanzare, aria condizionata, panorama mozzafiato. Mare, d’estate. Camino acceso e neve sul picco delle montagne d’inverno. E penombra per via di quel baby doll!!!!!Direi Taormina e Cortina d’Ampezzo come cornice.
– Incontentabile! Ma me gusta il baby doll!

M.T.–  E l’uomo a letto? Pigiama di seta, slip/e/o canotta oppure nudo. E tu?
Pigiama di seta per lui, il suo fruscio è…estasiante. Camicia di seta per me, ça va sans dire.
Pigiama di seta…emmm (dimmi che qualcuno lo ha indossato!)

M.T. –  Ed allora parliamo di eros, dicci tutto, tutto tutto (ma brevemente). Svestiti, denudati (tira via quel baby doll) ammaliaci: la tua nuova creatura, la nuova raccolta poetica “Po(s)sesso”.  Un titolo provocatorio per una donna mentalmente emancipata come te.
Pos(s)sesso nasce dopo P’ossessione, l’ultimo mio libro pubblicato tre anni fa. È successo che ho incontrato in rete Ferdinando de Martino, (L’Infernale Edizioni), un giovane editore tosto, grintoso, creativo e on the rock, ha a malapena 30 anni, che si è innamorato della mia poesia erotica. E così è nato il progetto Pos(s)sesso, una trilogia che percorre la femminilità di una donna dalla sua scoperta, essere femmina, ai suoi passi sul terreno della sensualità, fino al raggiungimento della consapevolezza della sua sessualità. Tu hai scritto una prefazione, che ho “stragradito”. Hai letto dunque, ogni metafora partorita dalla mia immaginazione per descrivere il desiderio che si immola nell’amplesso. Il sottotitolo del primo volume è: La differenza tra la sensualità e il sexy. Il sottotitolo del secondo volume è: Fare all’amore, non fare l’amore. Il sottotitolo del terzo volume è: Il sublime. Vorrei che il cofanetto della trilogia fosse venduto con una giarrettiera rossa.
Per me è stato sinceramente un piacere e un onore – è una silloge che consiglio ai lettori– ma non credere di cavartela così, aspetto con gioia il libro con dedica!

M.T.– Si gode maggiormente di un amplesso mentale, del suo contorsionismo razionale fatto di attacchi, stoccate e affondi mentali o di quello fisico, del corpo a corpo, del confronto all’arma bianca? La verità! Ricordati che ti stai denudando per i nostri lettori (solo così li teniamo fermi qui).
Non ho dubbio alcuno. Entrambi quando si parla di passione e non di esibizione tecnica di libidine, insomma quando si fa all’amore e non ci si tuffa in una sveltina, devono esistere per unire le essenze nell’amore madre (ne esiste uno solo), nell’amore di appartenenza. Sono convinta che ricreiamo amando, lo stato di beatitudine che noi abbiamo provato dentro al ventre di nostra madre. E che l’amore sia la ricerca indefessa di riannodare con l’amato, il cordone ombelicale, spezzato alla nostra nascita. E che il mugolio dell’orgasmo sia simile al vagito di dolore che abbiamo emesso appena venuti al mondo. Come dire che dolore e piacere hanno la stessa sonorità.

M.T.–Nasci giornalista e un affondo l’hai ottenuto nel 1973 strappando un’intervista esclusiva a Gianni Rivera per la Gazzetta dello Sport, in silenzio stampa da sei mesi. A distanza di anni ci sveli come l’hai convinto ad uscire dal silenzio stampa di 6 mesi? Un aneddoto, un qualcosa di non svelato?
Faccia tosta. Fifa blu. Ecco, circumnavigai Rivera con l’approdo a Romeo Benetti. Una intervista ad Ancona per La Gazzetta dello Sport, che manco sapeva chi fossi, (ancora!). Il fatto è che il direttore, Giorgio Mottana, per togliermi dalla sua vista, io insistevo che mi mettesse alla prova e lui nicchiava e voleva mandarmi a Grazia, a Sogno, insomma a giornali donneschi, se ne uscì con: “Allora mi porti una intervista a Gianni Rivera”. Te l’ho detto qualche riga sopra, la sfida per me è come il nettare per gli dei. Romeo Benetti accettò l’intervista e chiesi a lui di presentarmi Gianni Rivera. Questa è cronaca, l’aneddoto invece è altro. Chiesi l’intervista a Gianni, piangendo! Sì, lacrime calde, gli dissi che ero vedova, a 28 anni (era vero) con un figlio piccolo da mantenere e che sarei entrata a La Gazzetta solo se mi avesse concesso l’intervista. Così fu. Eterna riconoscenza al mito Rivera.
–Quanto piacciono le lacrime sincere delle donne. Ora mi piace ancor più Rivera, che peraltro ai suoi tempi non era niente male… come calciatore intendo
J

M.T.–Tra i tanti riconoscimenti alla carriera spicca l’Onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, ricevuta da Francesco Cossiga nell’83.
Me ne deriva una Marani ligia al lavoro, al dovere (una secchiona insomma) opposta alla Marani ribelle, provocatrice e provocante. La donna e la femmina a confronto. Chi vince?
Nessuna delle due. Sono sempre, loro, in lotta per la supremazia. A volte prevale la donna, a volte prevale la femmina. Ma ti dirò che è la mia parte maschile che le tiene a bada, quelle due sconsiderate!
– Tre Marani in una 42!

M.T.– Nella tua vita davvero tante soddisfazioni, compresa una meravigliosa famiglia; cicatrici poche ma profonde. Molto.
Hai perdonato o il perdono non è di questa terra?
No, non perdono gli altri. Semmai, condono.  Entro nella fase della dimenticanza, della cancellazione, dell’indifferenza mistica. Preferisco perdonare me stessa.

M.T.–Giura di aver detto la verità, tutta la verità… e togli le mani dalle tasche, non incrociare le dita!
Sì, che dico la verità. Almeno la verità di ora, che potrebbe non essere stata la verità di ieri e men che meno potrebbe essere la verità di domani.
– Vero. Avevo dimenticato che eri nuda! Fila a vestirti che alla nostra età temiamo i colpi di freddo e la maglia della salute non ci piace indossarla. Baby doll for ever!
Grazie Ros!
Grazie a te. Ps Una interSvista così mai mi era capitata. Davvero una meraviglia!

See more at: http://www.oceanonellanima.it/blog.php?art=50

 

20 risposte a Info sparse di me, della mia vita. Rassegna Stampa

  1. Roberto Reguzzoni ha detto:

    Tanti auguri di buon compleanno,
    anche se non ci si vede da tempo alcune date devono essere onorate.

    un abbraccio
    Roberto

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  2. Donato Labate ha detto:

    Cara Rosanna,
    ho letto con interesse la sua nota alla notizia della scoperta della tomba della coppia che si teneva per mano. La notizia ha fatto il giro del mondo colpendo la sensibilità di moltissimi lettori.

    http://www.archeobo.arti.beniculturali.it/comunicati_stampa/modena_lovers.htm

    che come lei non condividono il commento acido della sua collega Aspesi

    http://gazzettadimodena.gelocal.it/cronaca/2011/10/14/news/ecco-gli-amanti-di-1500-anni-fa-sepolti-mano-nella-mano-1.1594372

    mi fa piacere come archeologo che ha diretto gli scavi aggiungere un mio commento:

    l’archeologia riserva spesso delle sorprese. Più raramente una scoperta può fornire sentimenti di umana tenerezza, come la scoperta di questa coppia che s’è tenuta per mano per molti secoli finché un crudele archeologo li ha separati per dar ragione a Natalia Aspesi: “non esiste l’amore eterno”. Naturalmente la penso diversamente l’amore di una vita intera può esistere e con semplicità e complicità si può alimentarlo giorno dopo giorno fino alla fine dell’esistenza.
    con stima
    Donato Labate

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  3. cinefobie ha detto:

    Complimenti per lo splendido curriculum ! 🙂

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  4. Noemi Confortini ha detto:

    santo cielo
    non immaginavo di avere una amica, permettimi il termine, così importante e acculturata.
    Complimenti per tutto Rosanna!

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  5. Carolina ha detto:

    Senza parole… ho ragione a dire che sei troppo grande!

    Carolina

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  6. Elda Lanza ha detto:

    chapeau bas, madame!

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  7. Ivan Art ha detto:

    Complimenti !!

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  8. tiziana ha detto:

    ..anche io sn rimasta così…quando ho letto chi sei e che cosa hai fatto..sapessi quanta ammirazione ho per le donne come te, io sn una di quelle che già di partenza è solidale con il genere femminile ma quando individuo una donna come te cerco di imparare il più possibile…come dire impara l’arte e mettila da parte…e tu cara mia ne hai proprio da vendere!!!

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    • Rosanna Marani ha detto:

      Sei troppo gentile….la mia non è arte… è rabbia per le ingiustizie…Da sempre.. porto dentro la ribellione all’arroganza… al no… …. al non si può ….detto in virtù di non si sa quale vangelo…Non volevano le giornaloste donne nel calcio? Beh, mi sono detta.. mi sfidate.. uomini parrucconi.. mo adesso vedete…. chi sono le donne e che cosa sanno fare…. Ce l’ho fatta…. pagando molto.. rientra nel gioco il prezzo da pagare.. Ma ce l’ho fatta.. e da sola…col mio talento… con la mia grinta….. e…con qualche grazie detto col cuore….a pochissime anime pulite e belle che mi hanno soccorsa…

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  9. anonymous ha detto:

    grazie di vero cuore per tutto quello che fai per i nostri amici a 4 zampe ….e di esistere

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  10. rossana carnovali ha detto:

    Ciao cara Rosanna, con grande gioia ti faccio i miei complimenti per tutto quello che hai fatto e stai facendo. Sei una splendida donna, una grande professionista e una compagna di lavoro davvero unica………Mi sono decisa a scriverti dopo tanti anni perchè ho saputo del tuo amore per gli animali cosa che accomuna. Noi ci siamo conosciute tanti anni fa ad A3lombardia, iniseme abbiamo fatto anche qualche partecipazione al programma Cabrioflipper. Mi farebbe tanto piacere rivederti o semplicemente poter avere tue notizie. Io sono Rossana, se ti può aiutare a ricordare ero la collaboratrice di Renzo Villa nel famoso programma Bingooo e poi di tantissime altre trasmissioni. Un grande abbraccio e grande bacio Rossana

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