Intervista a l’Ortica


Ringrazio Gianni Palmieri direttore de L’Ortica per l’intervista che mi ha richiesto. La foto è stata scattata al tempo della mia malattia. Sempre Toi vicino a me, mio inseparabile compagno anche nella avventura con il mio ufo tumore.

Copertina                Anonimo

Anonimo23

Lei è tra le poche donne che è riuscita ad emergere nel giornalismo sportivo e senza l’ausilio di vestiti succinti. Quale è stato il suo segreto professionale che l’ha portata anche a condurre trasmissioni televisive di grande ascolto sul calcio?

L’entusiasmo. La passione. L’ironia. La testardaggine. La consapevolezza del mio talento. La ribellione. Il senso di giustizia. Che mi hanno permesso di ottenere risultati impensabili per la mia epoca. Per una donna intendo. Parliamo degli anni 70, non dimentichiamolo.

Ha lavorato a Mediaset, in Rai, su La7 ed in importanti emittenti locali di tutta Italia. Condivide il pensiero di chi dice che il giornalismo televisivo rispetto a 15 anni fa, è precipitato nella ricerca sfrenata del gossip e del sensazionalismo ad ogni costo?

Concordo. Un livellamento che reputo degradante. Pochi contenuti da stimolo di riflessione e di crescita interiore. Poche verifiche alla fonte. Poca professionalità. Poche inchieste giornalistiche. Tanto cascame, improvvisazione e superficialità e tanto nulla, condito di urla, aggressività e volgarità.

Nel 2006 ha vinto la battaglia più importante della sua vita, sconfiggendo un male gravissimo. In quel momento è cambiata la sua esistenza?

Si. Sono diventata essenziale. Non riesco più ad indossare gioielli, né orologi, né orpelli. Ovvero a mostrami quella che non sono, a stressarsi per il tempo che passa. Perché poi in effetti, siamo noi a trapassare il tempo. Ho imparato a dare significato alla vita che è amore. Solo quello che dai resta. Quello che hai, muore con te. Mi sono dedicata da allora, alle battaglie civili, alla tutela della vita in ogni sua manifestazione. Sono diventata vegetariana e lotto per ogni creatura che non ha la mia forza. Perché nella malattia, ho ritrovato, nel dolore della solitudine del malato, forza, coraggio e poesia.

Da anni è impegnata nella lotta per la difesa dei diritti degli animali e nella battaglia per la tutela dell’ambiente. Quando pensa che l’umanità si renderà conto di aver preso una strada senza ritorno se non si ripristinerà il rispetto della natura e la salvaguardia del suolo?

In dieci anni di lotta quotidiana, posso affermare che le feritoie delle anime delle persone che riesco a raggiungere con la comunicazione del rispetto, senza alcuna imposizione ovviamente che il percorso spirituale, è personale, si sono moltiplicate. Ed è molto gratificante annotare che molte di queste persone sono diventate vegetariane e che molti media oggi offrono spazio a questa lotta. Il mondo è la nostra casa. L’abbiamo in affitto e troppo spesso dimentichiamo di onorare la rata. Siamo vicini allo sfratto. La realtà è sotto gli occhi di tutti. L’uomo Ilva, l’uomo Rifiuti Tossici, l’uomo Discarica, l’uomo Frode Alimentare, l’uomo Avvelenatore, l’uomo Sterminatore, ha abusato della nostra fiducia e della generosità del Creato. Penso allora, che l’uomo deve ritornare e in fretta, ad essere umano, poiché del Creato, è rimasto molto poco da salvare.

Nell’aprile di quest’anno, con la lirica dal titolo “Veglia”, si è aggiudicata la seconda edizione del Premio “Alda Merini” di Poesia. Quando si è scoperta poetessa, era un sogno da bambina?

Ho scoperto la poesia in me, dopo tanta prosa, attraverso la malattia. Con l’aiuto della musica, quando ho trasformato il dolore in amore, quando ho slegato il mio ego dal mio io. Da bambina sognavo e volevo diventare giornalista. In questa mia… settima vita invece, voglio essere solo poeta.

Il nostro settimanale è diffuso sul litorale a nord di Roma, città che lei conosce a fondo. Quale pensa possa essere il ruolo della stampa locale in un mondo dell’informazione che viaggia a velocità sempre più sfrenata nel web e spesso trascura le piccole realtà?

La stampa locale è fondamentale per l’aggregazione, per la riscoperta del focolare, quello dentro casa e quello del vicino di casa. Avete un grande compito. Riportare, l’attenzione, dalla globalizzazione, che tanti danni ha fatto, alle cose spicciole. Ovvero alla solidarietà, al mutuo soccorso. All’empatia. Certo, la rete è una grande invenzione, ma non può sostituire il calore di un abbraccio in carne ed ossa. E la stampa locale, facendo conoscere la realtà locale,  spinge all’abbraccio.

Programmi futuri?

Un Cd di alcune mie poesie, lette da me e musicate da Maestri di musica che mi hanno voluto onorare con le loro note. Qualche spettacolo live in giro per l’Italia, per regalare emozioni a fin di bene. E tanta pace.

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Informazioni su Rosanna Marani

@RosannaMarani Per sapere chi sono stata http://it.wikipedia.org/wiki/Rosanna_Marani http://www.storiaradiotv.it/ROSANNA MARANI.htm Per sapere chi sono...chiedimelo Il mio motto Voglio essere ieri fino a quando non saprò chi sarò domani, mentre imparo chi sono oggi!
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