Aforismi di Rosanna Marani

Rosanna Marani

Aforismi di Rosanna Marani

Mia figlia Giulia, mi aveva domandato, un giorno in cui era particolarmente riflessiva, di pensare a lei, che si sarebbe sentita sola, senza nessuno da interrogare e da cui ricevere risposte per le sue domande, dopo il mio … trapasso. Le chiesi a quali domande avrei dovuto rispondere, fino a che fossi stata in tempo! Lei replicò: “Risposte sulla vita, mamma.”  Ecco, diciamo, che con queste riflessioni, con questi aforismi, con questi giochi di parole, le sto lasciando un prontuario post mia dipartita, sperando di accontentarla!

Dedicati a mia figlia Giulia

Giulia

 

  • L’aforisma è una scheggia di intelletto che deve la sua acutezza proprio alla sua concisione. E’ un riassunto di intelligenza, un pensiero prêt à penser.
  • Quando nasci dalla parte sbagliata del mondo hai solo rovesci e non diritti.
  • Io non perdono. Semmai condono.
  • Ha fatto un’ottima carriera. Se la è demeritata tutta.
  • E’ preferibile la compagnia di una assenza presente ad una presenza assente.
  • Di questi tempi è un attimo passare da deputato a imputato e da imputato a deputato.
  • Molto più facile oggi imbattersi nell’amorale che nella morale.
  • Noi siamo il risultato di addizioni di attimi, di sottrazioni di errori, di moltiplicazioni di illusioni e di divisioni di emozioni.
  • Slego l’ego dall’io, e diventa tutto un gioco, vivere l’alba nel mio tramonto.
  • Si vive nell’ordinario in attesa dello straordinario.
  • Si esiste solo se si resiste.
  • Far l’amore, amando, è ricreare lo stato fetale di cui non abbiamo coscienza, ma di cui conserviamo memoria, per rivivere la stessa beatitudine con consapevolezza.
  • L’inazione comporta una conseguenza irrimediabile, il rimpianto.
  • Meglio convivere con il complesso di polpa che con quello di colpa.
  • Fidarsi è bene ma non confidarsi è meglio.
  • Meglio uscire di seno che di senno.
  • Il caso non è mai occasionale.
  • L’animale è puro. Perché non ha il pregiudizio di sé.
  • Voglio diventare quella meravigliosa creatura che il mio cane crede io sia.
  • Inutile lamentarsi se l’indignazione non diventa azione.
  • La sola parte del corpo deputata a replicare a chi sparla dietro le spalle, è il didietro.
  • L’unica virtù che amo è la virtù che sa peccare e che non si pente affatto di avere peccato.
  • Pensavo di aver incontrato una aquila. Invece era solo un gallo.
  • La parola è un amo. Il pensiero la lenza. L’emozione la preda.
  • Chi confonde l’autorevolezza con l’autorità, confonde il galantuomo con il cialtrone. L’autorevolezza è una conquista sul campo. L’autorità e un campo di conquista.
  • Ci si deve assumere la responsabilità del proprio talento e praticarlo con costante disciplina.
  • Il libero pensiero è dedotto. Il pensiero libero è indotto. Ma in entrambi i casi, il pensiero non sarà mai libero di liberarsi, né dagli schemi assimilati dall’esterno, né dal pregiudizio di sé. Pensiero formato è sempre pensiero deformato, poiché informato.
  • Perché sono atea? Perché la pietra su cui è fondata la religione scritta da uomini descritta da uomini imposta da uomini porta inciso questo inganno: io (d)io.
  • La tenerezza è per l’amore quello che la paglia è per la nespola. Matura.
  • Quando si smette di imparare, si smette di vivere. La vita è un errore che tentiamo di correggere ogni giorno con quello che impariamo dall’errore.
  • Noi non conosciamo il significato precipuo delle parole. Noi non facciamo caso alle differenze alle sfumature dei vocaboli della nostra meravigliosa ricchissima lingua. Siamo troppo boriosi per ammetterlo ma vedere non è guardare sentire non è ascoltare. E amare non è desiderare.
  • No, non sono democratica, né mi presto ad un (in)civile confronto con gli idioti. Li ghigliottino. Ovvero li banno, un click e zacchete, spariscono. Così la visione del mio mondo migliora. Eccome.
  • L’ombra scende come un peplo sulla giornata. Il nostro passato prossimo che domani sarà passato remoto. E nulla potrà più mutarlo. Né rimpianti, né rimorsi.
  • Se smetti di perseguire il tuo sogno, il tuo sogno diventerà la tua prigione.
  • Sono convinta che nasciamo senza difetti e senza virtù ma con inclinazioni. Saranno le scelte che formeranno o deformeranno la nostra coscienza. E il nostro carattere sarà il risultato della trasformazione di quelle inclinazioni.
  • Nel pieno possesso delle mie facoltà psichiche e fisiche affermo il mio convincimento succo della mia esperienza in rete che tutto svela, che tutto rivela: l’umanità si divide in due mondi ben distinti, separati, lontanissimi tra loro e assolutamente inconciliabili. Da una parte operano individui che elaborano pensiero e dall’altra tubi digerenti che elaborano aria. Prosit!
  • Il potere del volere è il volere del potere.
  • Si è dannatamente soli, sia quando si vince, sia quando si perde. Quando vinci guardi la corte dei miracoli che hai attorno in perenne genuflessione. Quando perdi ti guardi attorno e non vedi più alcuno mentre in precaria genuflessione, speri tu in un miracolo corto.
  • Alla faccia dei condizionali, potrei vorrei desidererei e degli avverbi condizionati, poi se quando ma forse e del magari. Sono i condizionali e i condizionati, gli onanismi in cui affogano gli esseri umani senza sostanza. Ma per crescere uomini con sostanza, date retta a me, tenete a mente due regole basi che ho adottato per i miei figli: “la mammella della mamma è secca”, e “non ho tempo per gli imbecilli”. Il risultato ? Tre individui autonomi, autosufficienti e liberi. Liberi di provare a sbagliare nel tempo indicativo presente. Nell’incondizionabile ora di adesso.
  • Il viaggio dell’amore? Dura un attimo. Dalla partenza, stazione cuore, con bagaglio e sogni. Alla fermata, uscita fegato con bagagli e calcoli.
  • L’appetito delizia il palato della vita col suo invito al piacere di sbocconcellare. La fame lo devasta con la sua urgenza del bisogno di divorare.
  • Non esiste altro accadimento che la morte di una persona nota che celebri con tanto clamore la sua vita. Per una bufera di tempo pubblico. Poi, potrà riposare in silenzio nel soffio di un ricordo privato.
  • Belare è più semplice che ruggire.
  • Ho il coraggio delle mie (del)azioni.
  • Troppa comunicazione ci rende incomunicabili.
  • Noi siamo meno solitari mentre rimaniamo più soli.
  • Se mi togli il dolore mi togli la conoscenza. Se mi togli la conoscenza mi togli l’amore. Se mi togli l’amore mi togli la vita. Che è la trasformazione del dolore in conoscenza d’amore.
  • L’invidia è la plateale manifestazione dell’incapacità umana e dell’ammissione della propria inferiorità. Il braccio armato dell’invidia è sempre la calunnia. Corrode chi la prova e loda chi la riceve.
  • Ho infinita misericordia per coloro che nascono da un parto anale. Non si riprenderanno mai più nel corso della loro meschina vita. Mi spiace solo di non aver potuto creare un album di foto. Troppa scelta mi ha mandato in confusione!
  • La rete ti offre notorietà ti regala migliaia di contatti ma non ti offre spessore né ti regala personalità. Se sei meschino e vacuo, presuntuoso e arrogante resti quel che sei circondato da altrettanti dello stesso scarso valore. Anche gli sciocchi hanno bisogno di un Re Travicello per avere buona compagnia.
  • Il bello e il brutto della parola è che ognuno l’accoglie a seconda delle sue sensazioni. Quelle che prova in quel momento. La parola fruga dentro di noi è si appiglia a quello che trova dentro di noi.
  • Praticare la compassione, cum patior, è difficile ma non impossibile. Basta lasciar cadere il pregiudizio di sé che inganna sempre. La pietà è attributo della arroganza, la carità la sua mancia. La vera comunicazione con l’altro essere vivente è solo la compassione.
  • La misura del tempo è la foto. La sola misura che riesca ad ingabbiarlo. Per quel momento che testimonia la nostra esistenza, il passaggio che trapassa il nostro tempo e lo ferma.
  • La foto cattura l’essenza. Niente di meno, niente di più. Né l’età, né i tratti somatici, ma l’attimo in cui l’essenza si rivela.
  • L’uomo marito, è spesso il risultato delle addizioni e della sottrazioni dei conti in sospeso che la donna moglie, ha con se stessa.
  • Gli anaffettivi sono quelli che ti trattano da sveltina intellettuale, bontà loro, per arroventarti con problemi esistenziali, con spremute di solitudine mal digerite e richiesta di consiglio che non seguiranno mai, solo quando sono nella melma. Quelli che, poi dopo, manco sanno chi sei.
  • Il senso della vita parte dalla curiosità che genera desiderio, attesa, ricerca, scoperta della bellezza, che è bontà, che è amore, che è vita. Con un senso.
  • Il senso della vita è scovare la bellezza ovunque si trovi. Poiché dalla bellezza nasce la bontà. Dalla bontà nasce l’etica. Dall’etica nasce l’amore.
  • Amore è due anime più una e in una, l’anima del noi.
  • Voglio essere ieri, fino a quando non saprò chi sarò domani, mentre imparo chi sono, oggi.
  • La bellezza ha un canone etico non estetico.
  • Più che rifatte oggi le donne sono disfatte.
  • Mai aiutare qualcuno senza prima avergli offerto strumenti per essere aiutato.
  • Ad ognuno di noi spetta uno spicchio di bellezza, un libro, una musica un quadro, una scultura, una poesia dove trovare il proprio anelito e ricreare l’io primitivo. Ne sono certa.
  • Ma in fondo cosa è mai il carisma? Dono di grazia, di fascino. E la grazia e il fascino sono verità. Si, verità, la verità vera che ognuno si porta dentro. La verità della propria stagione.
  • Quando si è quel che si sente di essere, si manifesta ogni stralcio di età che si è salvata. Ovvero si conserva l’innocenza della fanciullezza, l’entusiasmo della giovinezza, la consapevolezza della maturità.
  • Abbiamo la abitudine di pretendere che altri interpretino le parti che noi ci prefiguriamo. A domanda, risposta. Quella che vogliamo ci sia data. Noi, che non sappiamo neppure quale sia la nostra parte nel copione che la vita ci scrive ogni giorno.
  • Un solo sostantivo racchiude la parte migliore di noi: rispetto. Nel rispetto c’è amore, onestà, lealtà, affidabilità, empatia, gentilezza, cortesia, affabilità, educazione, sensibilità, altruismo. Basta aggiungere bontà d’animo. E dunque, bellezza.
  • Credo che sia più necessario un lifting estatico per l’anima, di un lifting estetico per il corpo.
  • Non decidere significa prendere una decisione.
  • Ognuno tocca la profondità del sentimento che sceglie di esplorare. Dipende, credo, dal tempo in cui il pensiero può restare in apnea.
  • La poesia come ogni forma espressiva è liberatoria. Una voce soffusa, a volte e un grido, altre. Poiché è sempre ribellione. E allora considero poetico anche un sano, armonico, melodioso rock, il vaffa ad ogni velleità in cui si inciampa quotidianamente ovvero ad azioni solo abbozzate e poi abortite, quando la metrica della giornata è affastellata da incontri inopportuni e cialtroni.
  • La poesia è la preghiera dell’anima, la musica il suo breviario. L’arte il suo vangelo.
  • Quanto tempo ho da spendere? Conto le mie monete di attimi, tra un ancora e un domani, tra un chissà e un forse, tra un se e un ma, del tempo che mi è stato regalato e mi accontento delle mie monete di attimi già spese. Non posso acquistarne altre. Il tempo non è in vendita.
  • Credo che prima di domandare scusa agli altri, dovremmo domandare scusa a noi stessi, per ogni volta che abbiamo detto quel si stanco e menzognero, al fine di compiacere l’altrui esistenza, smettendo di piacere alla nostra sostanza.
  • La meschinità è semplicemente la manifestazione palese della arroganza della propria inferiorità.
  • Amare è accogliere quelle sensazioni complici, appaiate e reversibili. Quei moti , quegli stati di grazia tra due sentire identici, muti e non sordi, che si intersecano tra loro, come una serpentina che scoppia di silenzio.
  • In fondo noi che siamo? Un ricordo. Sempre e solo un ricordo che attraversa un tempo e uno spazio che non esistono e che si lasciano soltanto sfiorare dalla nostra effimera presenza. Si, noi esistiamo soltanto nel ricordo di noi, nel pensiero degli altri.
  • L’uomo crea opere per guadagnarsi l’immortalità della vita. La donna semplicemente la partorisce.
  • Noi, nella società non siamo davvero noi, ma solo la facente funzione del ruolo che occupiamo. Ovvero una esibizione della nostra apparenza. Non della nostra identità.
  • Credo che, anche se in preda alla rabbia, anche se invasati dalla collera, anche se spintonati dall’ira, perché non si trasformi in risentimento, non si debba mai commettere l’atto impuro di sporcare l’amore con il rancore.
  • I poeti spremono la polpa della vita e sputano i semi per berne il succo puro.
  • Il vero lusso della essenzialità, è proprio della consapevolezza di aver esaudito ogni sogno di gloria e risiede nella tenacia nel perseguire la gloria di un sogno solo. Vivere.
  • Non c’è amore che non sia amaro amare.
  • Se rispondi ad un idiota lo legittimi.
  • Riesci a salire sul predellino del treno in corsa e ad afferrare la maniglia del vagone, quando e se realizzi che potrebbe essere la tua ultima occasione di essere.
  • Lei donna ama lui uomo, quando riconosce come propria la sua identità d’eccellenza maschile. Lui uomo ama lei donna, quando riconosce come propria la sua identità d’eccellenza femminile. Lei è lui. Lui è lei. Due integrità che si mutano in un solo io. Il noi.
  • La destinazione della nostra vita, è il recapito autorizzato del nostro destino. Raccomandata con ricevuta di (non) ritorno.
  • Complice dell’abitudine è il complesso di colpa. Una zavorra che frena la vita e che induce poi al rancore. Ed è la moneta che si spende per sopravvivere dimenticando che la vita è fondamentalmente lealtà e l’assunzione della sua responsabilità verso se stessi e gli altri. Per il quieto vivere, ma in effetti si dovrebbe chiamare inquieto vivere. Anzi inquieto sopravvivere.
  • Il no, dire il no, è una conquista, un traguardo che si raggiunge con molta fatica. Il percorso può durare una vita intera. Dire no, quel no che sentiamo forte dentro di noi ma che non riesce ad arrivare alle labbra, nasconde la paura di sbagliare ancora. Il rischio di ferire e di perdere ciò che si ha, per l’ignoto. Così finiamo per compiacere gli altri e per dispiacere a noi.
  • Per alcuni la solitudine è uno stato di grazia, per altri uno stato di disgrazia.
  • Non ho mai capito e mai capirò come mai un idiota senta impellente la necessità di dimostrare quanto è idiota.
  • Noi siamo il pensiero che ricorda le emozioni che altri ci suscitano
  • Ogni associazione no profit, ogni volontario, ogni fondazione onlus, è la prova provata della inefficienza, indifferenza, inadeguatezza, indecenza della politica, del governo, dello stato.
  • La spiritualità dell’uomo è insita nella percezione che egli ha dell’amore e dato che l’amore è libertà e la libertà è rispetto verso l’altro, la spiritualità è la tutela della diversità che rende uguali, noi creature viventi, di fronte al diritto a vivere la vita che ci viene concessa.
  • Rispondo ad una domanda privata, in pubblico. No, non mi considero una paranoica, estremista, faziosa, aggressiva, fascista. Per cui dico a te, carnivoro al quale non impongo né la mia prospettiva, né il mio sguardo sul mondo e i suoi abitanti. Ti chiedo solo una certa onestà intellettuale, non domandarti: “cosa mangio oggi?.. ma “chi mangio oggi?” O meglio :”chi hanno ucciso oggi per farmi mangiare?” Ecco, a me basta questo. Che tu sappia di sbocconcellare, di ingoiare l’ultimo respiro di una vita farcita con tutte le sue emozioni , cucinata in casseruola con patate e carote. Prosit!
  • Nel web devi essere come sei nelle relazioni sociali. Se svuoti i tuoi malumori e le tue frustrazioni come in un confessionale e ti ergi su un palchetto che ti viene negato per palesi tue carenze nel reale, ti metti a capo di una orda paritetica che stupidamente va all’assalto  della volgarità, pur di dimostrare di essere qualcosa. Non qualcuno. beninteso. E nessun cretino è tanto cretino da averne consapevolezza.
  • A volte è confortante pensare di non pensare di pensare.
  • Quattro sono le prime parole da insegnare ai propri figli: per favore, grazie, scusami, perdonami. Quando piccini, crescono in casa tua. Quattro sono le ultime parole da pronunciare ai propri figli: per favore, grazie, scusami, perdonami. Quando cresciuti, escono da casa tua.
  • L’uomo? E’ la sua parola d’onore, l’onere della lealtà.
  • La luce entra anche nella più piccola feritoia che l’ignoranza lascia indifesa. Ecco, io, con il mio impegno quotidiano nelle battaglie di civiltà, miro ad entrare in quel varco per sentirmi utile, e sono contenta, soddisfatta, quando viene riconosciuto il mio piccolissimo contributo offerto alla riflessione di quella luce.
  • Amare le proprie cicatrici di errori, come amare le proprie rughe di emozioni, avvertirle come sfumature della propria sensibilità, come parte dei propri raggi di sorrisi e delle proprie fiumane di lacrime, permette di morire e di rinascere. Permette di essere. Ed essere è quello conta.
  • Noi siamo causa ed affetto di noi stessi.
  • Sbagliare in proprio è decisamente meglio che sbagliare per conto terzi.
  • Cosa e non chi, siamo diventati? Tubi digerenti che digeriscono, con un rutto, anche l’anima. Marcio e corrotto e crudele, è il nostro tempo. Non ho parole per dirlo. Resto con la speranza ammutolita, perché nel silenzio vibri quel pensiero che possa bucare il suo coma indotto, dell’intelligenza, del logico susseguirsi dai fatti all’analisi. Fino all’opinione che produce indignazione. Che porta all’azione, per riappropriarsi della propria, non negoziabile dignità. Di persona.
  • Nel nulla c’è speranza? O nella speranza c’è il nulla?
  • Voglio il tempo del tuo desiderio che offre tempo al mio tempo di desiderarti.
  • Tu, uomo, sei ombroso come un cavallo allo stato brado, ma io donna, so scalciare come una puledra ribelle.
  • Ogni donna, anche se non lo sa, appartiene al mistero di un uomo. Uno solo. Ogni uomo, anche se non lo sa, appartiene al mistero di una donna. Una sola.
  • Mi piace testimoniare il sottile filo di luce di tutte le emozioni di spirito e carne che permeano noi, uomini e donne, all’assalto della vita.
  • L’età? E’ solo un pulviscolo sulle spalle. Con una mano la si spolvera via.
  • Gli anni non si portano addosso. Si indossano.
  • Si può invecchiare senza dimenticarsi.
  • Il corpo è l’abito stretto, largo, stazzonato, alla moda, striminzito, fuori taglia, classico, ridicolo, chiazzato, sgualcito, inamidato, vaporoso, colorato, immacolato che indossiamo ogni giorno e che scegliamo dal guardaroba del nostro umore.
  • Il tempo è una brace nel camino della nostra esistenza. Se aliti ispirazione, si riaccende nella fiamma. Se soffi aridità, si estingue nella cenere.
  • Siamo apolidi dell’esistenza fino a quando non accettiamo la cittadinanza dell’amore. E colui, colei che amiamo, diviene la nostra patria.
  • Un grazie muto. Perché un grazie muto, così ogni tanto rivolto a chi ci ha preceduto, a chi ha lottato per offrirci la libertà con cui oggi ci esponiamo e di cui abusiamo è doveroso.
  • L’emozione è come il sole che abbacina. Elude le sbarre della gabbia del nostro vivere e ci rende liberi.
  • La sensibilità è l’intelligenza dell’anima. L’intelligenza è la sensibilità della mente. L’intelligenza sensibile e la sensibilità intelligente sono la nostra bellezza.
  • Oh cielo! Mi accorgo di avere finito le desinenze in ore. Quelle che fanno rima con cuore, amore, languore. Me ne sono avanzate invece un tot, di quelle che fanno rima con mulo.
  • La collera furiosa verso il mondo, è la trincea di filo spinato dietro cui si barrica, per proteggersi, chi non si ama, per cui non si sente amato.
  • Anche oggi scorrendo i titoli che narrano il nostro paese, ho annotato che chi si è parato le chiappe, non è stato il cittadino, il comune morale ma il furbo, il comune immorale. L’Italia è una macellonia di cialtroneria, di ingiustizia, di impudicizia, di indecenza.
  • Chi l’ha detto che non bisogna dare perle ai porci? Meglio non darle a taluni uomini. Ci sono maiali molto più sensibili alla bellezza dei sentimenti di certi maschi.
  • Riflettendo, qualcuno crede di indossare una cravatta e non si accorge che è un cappio.
  • Le fedi al dito? Manette ai polsi. Catene alle caviglie. Collare e guinzaglio di una coppia che scoppia di convivenza forzata, che non ha la forza ne il coraggio per liberarsi dai cerchi concentrici della paura della solitudine.
  • Chi tiene il piede in due scarpe, finisce per perdere entrambe le scarpe ed è costretto a camminare scalzo. Si, ma sui carboni ardenti del suo opportunismo.
  • La condizione migliore di vita? Conquistare una serenità inquieta e una inquietudine serena.
  • Spesso il proprio punto di vista è un punto e virgola di svista.
  • L’attimo frulla nel suo volo. Ha due ali, ora e una coda, mai più.
  • La vita è un contratto a tempo determinato che sottoscriviamo senza possibilità alcuna di rinnovo. Prendere o lasciare.
  • Si scrive immunità, si legge impunità.
  • Chi gode si accontenta.
  • Non c’è spina senza rosa.
  • E’ tempo perso quello che le comparse impiegano ad affannarsi per diventare protagonisti. I numero zero non potranno mai essere numeri uno. Lo dice la matematica.
  • Chi ha il perché, trova il come, il dove e il quando. Sempre.
  • Noi non possiamo possedere alcunché. Ma siamo posseduti dalla possessione del desiderio di possesso.
  • Cercando te ho trovato me.
  • Siamo la culla e la tomba di chi amiamo.
  • Quanta impazienza occorre nella vita per viverla!
  • Preferisco essere sorpresa dagli affetti speciali piuttosto che dagli effetti speciali.
  • Ricordarti di portarti sempre con te in qualsiasi viaggio tu abbia desiderio di intraprendere.
  • Nel corso della vita attraversi due fasi. Nella prima cerchi i complimenti. Nella seconda cerchi i complementi.
  • Si ammira negli altri quel che si è poiché si ha la capacità di riconoscerlo. Si invidia negli altri quel che non si è poiché si ha l’incapacità di riconoscerlo.
  • Dilemma in bilico: coraggio o buona reputazione? Il coraggio crea una buona reputazione. Una buona reputazione non crea il coraggio.
  • La fotografia è la presenza di una assenza.
  • Ho imparato che per gli uomini noi donne siamo divise in due categorie. O valiamo il pene o valiamo la pena.
  • Gli abilitati alla cattedra si definiscono insegnanti, gli abilitati alla cucina si definiscono cuochi, gli abilitati alla medicina si definiscono medici.  Uomini portatori di vita. Gli abilitati alla uccisione si definiscono cacciatori. Uomini portatori di morte.
  • Corre l’obbligo di essere sempre all’altezza della propria nomea. Per non ripiombare nell’anonimato. Forse è per questo che l’imbecille mostra tanta coerenza e perseveranza nel continuare ad esserlo.
  • Più che le affinità elettive, meglio privilegiare le affinità selettive.
  • Siamo tutti diversamente labili.
  • L’equilibrio ottimale per godere di una gratificante vivacità mentale si colloca tra un sogno pensante ed un pensiero sognante.
  • Fino a che c’è speranza, c’è vita.
  • La mente è l’organo sensuale dell’anima.
  • L’amante perfetto è colui che riesce a mantenere costante l’erezione mentale.
  • Il rimpianto morde, il rimorso demorde.
  • Per potersi innamorare, si deve smettere di amare.
  • Gli anni che passano, a volte ti trapassano.
  • Prima di impegnarsi seriamente con un uomo divorziato, è buona norma chiedere referenze alla di lui ex moglie.
  • Non basta il velleitarismo per fare di un uomo grande un grande uomo.
  • La sola donna che può fidarsi ad occhi chiusi di un uomo, è una vedova.
  • Quando piove, sono svelti tutti a chiederti, con educazione, l’ombrello, ma quanto torna il sole, dimenticano, con maleducazione, di rendertelo.
  • Il ladro fa di ogni occasione un furto.
  • C’è sempre una ultima volta.
  • E’ una scelta obbligata: nel vivere non hai scampo, o ci metti la faccia o ci metti la feccia.
  • La religione è un salvacondotto. I più la praticano per avere la certezza dell’assoluzione ancora prima di scegliere quale peccato commettere.
  • Si deve eterna gratitudine a quelle persone che dopo essere entrate nella tua vita col sorriso, decidono di andarsene col ghigno. Insalutati ospiti. La loro palese maleducazione, il loro evidente opportunismo, sono il miglior viatico per accompagnarli definitivamente nel mondo dell’oblio, con un applauso finale alla loro vigliacca uscita dalla tua scena.
  • E’ la connivenza con i nostri desideri che rende inaccettabile la realtà.
  • Non ha speranza di essere chi vorrebbe essere chi sarebbe se… Rimane come è.
  • Per pacificarsi col proprio destino, è buona norma smettere di esserne complici.
  • L’emerito stronzo è convinto che la sua arida arroganza sia sinonimo di superiorità intellettuale.
  • E’ un classico: chi è presuntuoso è anche presuntuosamente pretestuoso. Chi è pretestuoso è anche pretestuosamente presuntuoso.
  • Non si può pretendere che qualcuno entri nel proprio mondo se non si è disposti ad entrare nel suo mondo.
  • Il senso del ruolo non è semplicemente lo stare al proprio posto, è trovarlo il proprio posto. E’ l’avere la consapevolezza dei propri limiti. E’ l’essere nelle righe del tempo, del preciso momento del proprio tempo. E’ l’accettare la parte che viene suggerita dalle circostanze. In attesa di riscrivere nel proprio copione, un altro ruolo.
  • Credo non esista una donna al mondo, che per almeno una volta nell’arco della sua vita, non sia stata colta dalla sindrome del … rimorso spese!
  • Corre l’obbligo di seppellire il passato per dissotterrare il presente al fine di seminare il futuro.
  • Quando possiedi nulla, hai tutto.
  • L’assuefazione è l’agonia della vita, il coma del pensiero.
  • La cortesia e la gentilezza sono la vera eleganza del cuore. La raffinatezza del carattere, la classe del comportamento. Il resto è edulcorata ipocrisia.
  • Ci sono persone che pur convivendo per anni non si sono mai incontrate né si incontreranno mai nel corso della loro vita.
  • Per essere liberi di… si deve essere liberi da…
  • La prima donna che si è sottoposta alla fecondazione assistita, se la memoria non inganna, si chiamava Maria.
  • Il pensiero batte dove il ricordo duole.
  • Altruismo double face. Quando offriamo da bere, spesso è perché abbiamo sete.
  • Il tempo ha il suo tempo. Se corre inciampa, se va piano si perde.
  • Il ricordo di un amore naufragato, torna sempre sul luogo del relitto.
  • Leggere i quotidiani: Il giro dell’immondo in 80 minuti.
  • Primo giorno di scuola: Per chi suona la campanella.
  • L’individuo che coniuga il condizionale nel pensare, è purtroppo affetto da delirio di impotenza.
  • Mai abituarsi alla abitudine.
  • L’imbecillità è di per se stessa una molestia.
  • Sono bellissime le donne tutte d’un pizzo.
  • Pochi realizzano che allentando il cappio della corda che li soffoca possono usare la stessa corda per evadere.
  • Non ho alcun dubbio che il cacciatore che in tempo di pace gioca a fare il soldatino, in tempo di guerra sarebbe un disertore.
  • Il dire sì ti dà coraggio. Il dire no ti dà dignità.
  • E’ stato un amore a prima svista.
  • Chi tace, consente.
  • Chi non si somiglia, si accapiglia.
  • Non scegliere è una scelta.
  • Il temporeggiatore sempre in bilico sulla indecisione, vive di scarti e di scampoli di vita altrui.
  • Mai darsi per persi.
  • Il dente del pregiudizio non si cura. Si estrae.
  • Per alcuni si può affermare che … la classe non è acqua. Ma per altri si ha ragione di dire che … la classe fa acqua. Da tutte le parti.
  • Se decidi di offrire una seconda volta a chi ti ha pugnalato alle spalle la prima, considera che potresti mettergli in mano la lama con cui prendere meglio la mira per centrare direttamente il tuo petto.
  • Il girotondo dell’umanità si compone di uomini giusti sposati a donne sbagliate che amano uomini sbagliati sposati a donne giuste.
  • Il divorzio, per la donna è questione di trovare l’accordo con il proprio coraggio. Per l’uomo è questione di trovare un accordo con la moglie per l’appannaggio.
  • Frustrazione: essere capaci di intendere ma incapaci di volere, essere incapaci di intendere ma capaci di volere.
  • Il sogno è il desiderio che vagheggia.
  • L’indipendenza economica va di pari passo con l’autonomia emotiva.
  • Non è il bisogno che deve diventare sogno, ma il sogno che deve diventare bisogno.
  • Le lusinghe sono tagliole di vacue parole con cui i bracconieri delle nostre emozioni tentano di azzopparci.
  • Il rovescio della fortuna è l’azione del Karma che colpisce a proposito come uno schiaffo la bocca di chi ignobilmente ha sparlato a sproposito. In tale maniera il soggetto diventa oggetto di una provvidenziale Karmata. E ben gli sta.
  • Certo che posso giustificare la maleducazione. Ma solo se colui che si è mostrato maleducato è in coma o è deceduto.
  • Oggi ti innamori su Facebook, ti fidanzi su Google Plus, litighi su Linkedin, tradisci su WhatsApp, ti riappacifichi su Instagram, ti sposi via Skype, divorzi via Twitter e paghi gli alimenti con Paypal. E’ tutto virtuale, anche il fare all’amore!
  • Quanto vorrei che si percepisse la mia essenza, non che si annotasse la mia assenza!
  • Un amore che finisce è un amore che non è mai cominciato.
  • Il cuore, per l’amore mancato, è la croce brunita del lutto, sul Golgota del ricordo.
  • La vita è la coniugazione del verbo sorprendere e sorprendersi. In ogni suo tempo.
  • La vita langue per assuefazione, non per astinenza.
  • Non tutti coloro che si perdono vogliono essere trovati.
  • Qualsiasi religione è un attentato all’intelligenza.
  • Eclissarsi: darsi alla macchia. Quella che resta indelebile sulla propria (in)coscienza.
  • La religione dell’uomo è l’umanità.
  • Preferirei essere dannata che d’annata.
  • Voglio diventare parola. Il mio grande e unico amore di identità.
  • Puoi nascere uomo, se hai il gingillo, puoi nascere donna, se hai le mammelle, ma non sei né uomo né donna se non togli la crosta all’anima per diventare individuo.
  • Una promessa non sempre è una premessa di lealtà.
  • Non perde dignità chi domanda aiuto di qualsivoglia genere, in caso di traversie ad un amico che volentieri lo soccorre. Perde dignità chi passata la buriana, dimentica il debito, l’amico. E l’onore.
  • Io non cedo al mio destino. Casomai, all’uopo, mi concedo.
  • Ho imparato che non esiste la persona giusta. Esiste la persona … aggiustata.
  • Il principio ovvero il valore dell’etica viene prima della persona. Sarebbe a dire che l’onestà intellettuale non tollera né antipatie né simpatie.
  • Il segreto del vivere è tutto qua: avere cuore, avere fegato.
  • Prima di offrire attenzione, interesse, tempo, energia, insomma amore, sarebbe buona norma assicurarsi che il ricevente non voglia considerare la profferta della propria parte più pura, come un elemento appiccicoso che ha perduto la fragranza, di cui sbarazzarsi senza alcun disagio.Tipo una gomma da masticare, masticata, finita per un malaugurato caso sotto le sue scarpe.
  • Leggere un libro, è interrogare un Maestro. E’ sfogliarsi, pagina dopo pagina. E’ pensarsi. E’ conoscersi. E’ leggersi. E darsi finalmente un titolo.
  • A che servono i dieci comandamenti?  A testimoniare il limite tra il bene e il male, se uno non ci riesce a capirlo di suo. Credo, datosi che sono in tanti che non ci arrivano… di loro… che se ne dovrebbe aggiungere uno: non corrompere.
  • Ah le Sentinelle in piedi! Vogliono la famiglia normale. Beh, io dovrei credere che la famiglia normale abbia origine da una vergine e dallo spirito santo. E ancora prima dai figli di Adamo ed Eva che ovviamente erano fratelli e sorelle. Dunque, mumble mumble, da una fecondazione assistita, da un incesto. Però a me non pare tanto normale, ma se lo dicono loro….
  • Se è vero che … De gustibus non est disputandum, è altrettanto vero che anche … De disgustibus non est disputandum.
  • Le favole qualche volta vanno riscritte poiché la realtà supera la fantasia. E posso, senza tema di smentite affermare che… Ho baciato un principe e si è trasformato in rospo.
  • Il nostro cervello dovrebbe essere in grado di elaborare filtri emotivi per saper riconoscere le persone che ci apprestiamo a conoscere. Al fine di spostare direttamente nell’area … spam quelle persone che si mostreranno infingarde  e che dunque, sarebbero da disconoscere immediatamente.
  • L’amore è come un violino. Prima si accorda, poi si scorda.
  • Dì a tua figlia che è intelligente. E insegnale che vale molto più per l’autostima inseguire e trovare un ruolo come AD che uno spennacchiato principe azzurro. Dì a tuo figlio che manifestare le proprie emozioni, piangere, provare tenerezza ed empatia, non è da femminucce, ma anzi è da grande uomo perché le lacrime di commozione sono schegge di bellezza trasformate in stille di vita.
  • Mi batterò fino a che avrò forza perché il silenzio che per l’uomo è codardia e che per la donna è disprezzo, non sia per entrambi solo profonda contemplazione.
  • L’errore più lancinante da ammettere con se stessi, è l’errore di valutazione. Come dire… avere trattato da re un semplice villano.
  • A chi esce con ignominia dalla mia vita, dopo essere stato accolto con cordialità ed attenzione, offro, con repentina sollecitudine, il panorama della mia schiena. Ma vista da lontano. Molto lontano.
  • L’essenza ovvero la polpa di una persona non si discute o la si addenta o la si sputa. È il comportamento ovvero la buccia che allappa la lingua. Ma è pur vero che non sempre polpa e buccia appartengono allo stesso frutto.
  • Le parole della politica? Le ultime parole fumose.
  • Nulla è peggio che aggiungere un ma, a scusami. In quel ma, c’è l’ipocrita arroganza della autoassoluzione.
  • Il destino non è altro che la virata che imponiamo ad ognuna delle nostre scelte. E se non scegliamo siamo la cloche del destino di altri.
  • Quando amiamo indossiamo l’essenza dell’amato come una camicia abbottonata alla nostra pelle. Quando smettiamo di amare quella essenza diventa una camicia di forza alla quale strappiamo i bottoni per liberarcene. Ma sulla pelle restano le asole.
  • Quando l’errore di valutazione che ho commesso mi presenta il conto da pagare, mi dico: “Bene, così impari.” Ma ahimè non imparo mai. Faccio errori vecchi con persone nuove.
  • Penso a come il non pensare ci riduca il cuore afono. E che in tale modo ci faccia agire svuotando di significato l’azione che compiamo meccanicamente. Quando andavo in macelleria chiedevo un fegato, un cervello, un cuore, una lingua, un petto, una coscia, un cervello, uno zampone. Non sapevo di comportarmi come una cannibale e di comprare un etto o un chilo di vita estorta ad una creatura senziente. Con quel pezzo di carne di un animale, che se muore per strada è una carcassa o una carogna ma sul tavolo di quel negozio che vende la morte, è cibo, mi portavo a casa incartate, anche le sue emozioni. Tutte, dalla gioia al terrore e le condividevo di gusto, nel piatto, prima di inghiottirle. Ora che ho smesso di mangiare l’ultimo respiro altrui, conservo un sapore amaro in bocca che non riesco a sciogliere.
  • Per sentirsi qualcuno, qualcuno si accontenta di diventare chiunque.
  • L’amore non pensa, fa.
  • Mi piace la rabbia sanguigna, non violenta come la collera, quella che provoca indignazione e di conseguenza azione, ma non amo la vendetta quando qualcuno fa di tutto per provocarmi. Eh già, sono vigliacca. Per il… lavoro sporco delego … il cecchino Karma. Non sbaglia un colpo ed io, non mi insozzo l’anima.
  • La sensibilità è l’occhio della delicatezza con cui si vede l’altro. Quell’altro che a volte, è orbo o cieco.
  • Dicesi disaccordo quando nell’armonia di un incontro, uno dei due cuori stecca.
  • Ogni tanto è buona cosa prendere appuntamento con noi stessi per non correre il rischio di non riconoscerci più.
  • Nessuno può amare la nostra solitudine. Chi ci ama, ama in noi, la sua assenza, poiché la sua presenza è totale mancanza di amore.
  • Uno tra i peggiori incontri in cui si possa incappare è quello con uno snob, un tizio che … sine nobilitate, contrabbanda da falsario la lealtà delle sue intenzioni, per raggiungere il suo scopo: depredarti. Ma prima o poi, è scritto, inciamperà… sul suo bottino.
  • Lo stile è l’eleganza del carattere, la personalità del pensiero, la coerenza dell’azione che ben pochi posseggono.
  • Ad uso e consumo di un fuori taglia a dieta: è tutto grasso che cala.
  • Italia Paese del diritto? Possiamo tranquillamente dirci Paese del rovescio.
  • Ci sono i vecchi e gli invecchiati. I vecchi si arrendono alla vita. Gli invecchiati si inventano la vita.
  • La scelta nel piatto è:cosa mangio o chi mangio.
  • Lo Stato? E’ stato.
  • Di questi tempi è molto meglio scherzare con i santi e lasciare stare i fanti. I santi sono meno turbolenti e fallaci dei fanti.
  • A tutti noi spetta un posto fisso. A tempo indeterminato. Basta aspettare e ci sarà dato senza neppure fruire di una raccomandazione. Dove? Al cimitero.
  • Il vento è l’eco della voce della libertà.
  • Adattata a questi tempi: eravamo quattro amici al Tar.
  • Sono totalmente contro gli allevamenti intensivi. Anche quelli umani.
  • Noi siamo dannatamente irriducibili. Finiamo sempre per giustificare il nostro peggio.
  • La sensualità è quella purezza della sessualità che elimina il pudore del desiderio, poiché innocentemente naturale.
  • La quadratura del cerchio, la cerchiatura del quadrato sono la religione laica, la laicità religiosa.
  • I pareri non richiesti sono solo arroganza.
  • Ma quanto è difficile essere coerenti con la propria natura, col proprio carattere, con la propria personalità? Col proprio sé? Ho conosciuto mariti ( parlo di uomini ma vale anche all’incontrario) che … nella savana, lontana dall’occhio vigile della moglie… erano leoni ruggenti, pavoni vanesi, ma che, appena la suddetta moglie si avvicinava al loro perimetro, diventavano d’un botto cagnolini contriti, scimmiette ubbidienti. A che pro millantare… una libertà, libera solo di estendersi al… guinzaglio (corto) coniugale?
  • Noi amiamo l’altro per quello che non è ma per quello che crediamo sia. E pretendiamo che l’altro corrisponda a colui che abbiamo immaginato possa essere. L’amore è l’emanazione di una nostra ricerca dell’archetipo dell’individuo perfetto. Ovvero di quell’individuo che noi stessi pensiamo di essere .
  • Ora lo so. La più cupa disperazione, la più temibile disgrazia che possa capitare ad un artista, è smarrire l’ispirazione. Avere il cuore sciupato, secco. Afono.  Sterile per la creazione del vero sé che muore di inedia nell’altro sé. Quello che si mostra solo per compiacere il mondo.
  • L’amore è una equazione emotiva nella quale i due amanti si scambiano le identità fino confonderle, per fonderle, trasformando il risultato in inestinguibile essenza di desiderio di appartenenza ancestrale, restando imprigionati entrambi nell’altrui personalità, pur mantenendo la propria integrità individuale.
  • La nostra sostanza di esistenza, si, la nostra essenza è crocifissa sull’equilibrio incostante, altalenante dell’inclinazione ad amare per essere e della necessità di essere amati, per esistere.
  • La foglia che cade lascia il suo posto alla gemma. Per questo la natura non è mai triste.
  • L’odore è la cornice del ricordo.
  • Solo se si è molto fragili si diventa molto forti.
  • Io faccio collezione di sensibilità di anime libere.
  • Ogni tanto è bene sostituire i nostri punti esclamativi, con punti interrogativi e i due punti, con un punto e a capo.
  • La musica è l’arte per eccellenza, l’arte primordiale che esprime via via il suono gutturale della propria voce, il fruscio della terra, della natura. Vento, mare,  fuoco, prima di diventare armonia. E quando l’uomo l’ascolta, intona al respiro dell’universo il battito del suo cuore, metronomo naturale del solfeggio della vita.
  • Certo, i Cardinali possono discettare di famiglia e le Suore di maternità. Possono far di conto sulla loro decennale esperienza in merito. E come no!
  • Ah il poeta! Spesso è un albero di rami spezzati e di foglie caduche, che tenta dissennatamente di mettere radici con le sue parole scorticate.
  • Prima di decidere di buttarsi a capofitto nella rincorsa di ciò che si vuole, è buona cosa scartare con determinazione ciò che non si vuole. Patti chiari con se stessi … schiariscono le idee … superstiti …
  • E’ inutile scappare dalla propria ombra. Ci seguirà ovunque ci sarà il sole.
  • Sappiamo tutto del senso del dovere. Ma quasi nulla del senso del piacere. Il primo è materia obbligatoria nell’insegnamento del vivere. Il secondo è materia facoltativa da apprendere con lezioni private. Molto private.
  • Se non si è disposti a rischiare di scoperchiare il proprio Vaso di Pandora, per mutarsi, si è obbligati a raschiare il fondo del proprio barile. E l’anima è il nostro barile.
  • Frasi fatte e stucchevoli. Come sono le rate? Comode, (per chi le riceve).Com’è la prima? Assoluta, (perché c’è anche quella parziale?). Come è l’esclusiva? Mondiale (beh, il mondo sta anche in provincia). Come è la telefonata? Senza impegno a casa vostra (e la firma non è senza impegno). Come è l’effetto della crema? Effetto lifting dieci anni di meno (certo se alteri i dati anagrafici sulla carta di identità). Com’è la promozione? Straordinaria ma limitata ai primi dieci che la prenotano e affrettatevi scade domenica (e ai mille secondi se qualcuno ci casca, e non è dato sapere in quale anno e mese cada quella domenica). E via di questo andazzo. Ma ancora il marketing e la pubblicità, credono che noi consumatori siamo beoti?
  • La vita è una religione che ha un solo comandamento: vivere.
  • E’ un dato di fatto. Chi non è capace di provare la compassione è incapace di provare la passione. Perché il sentimento per diventare l’amore è una emozione di infinite sfumature.
  • E’ il complesso di colpa indotto dal concetto di castigo meritato se si sgarra, inculcato nella mente del bambino che diventa la tagliola in cui rimane intrappolato l’adulto per il resto della sua vita, vita che vive a sua insaputa.
  • O si rifà l’Italia o si muore.
  • La vita? E’ uno slalom all’ultimo fiato tra anime tonde e anime spigolose. Tra abbracci e lividi, tra carezze e pugni.
  • Cittadini noi italiani? Ma no, siamo contribuenti forzati a versare nella cassa deposito dei politici la loro pensione integrativa. Pardon la bustarella integrativa. Do ut non des, è la norma corrente.
  • C’è chi ogni sera prima di addormentarsi si dedica al suo bell’esamino di (in)coscienza e poi riposa soddisfatto dalla auto assoluzione.
  • Per taluni dicesi solidarietà, per tal altri dicesi impunità.
  • Si ama… se si ama… quando si ama… solo ubbidendo alla disubbidienza dell’amore.
  • E’ già tutto scritto o … prescritto?
  • L’altro è un tassello aggiunto alla nostra identità percepita (e viceversa), l’altro che amiamo o rifiutiamo al fine di costruire, conoscere, delineare, sapere chi siamo e chi non vogliamo essere. Siamo chi amiamo o chi vogliamo amare. E’ la nostra scelta di quell’altro e solo di quel determinato altro, che ci identifica con l’idea che noi abbiamo di noi stessi.
  • La prescrizione di un reato è la bancarotta fraudolenta della giustizia.
  • L’indecenza non si prescrive, dura per l’Eternit(à).
  • Ritengo che la scorta ai politici e famiglia occorra oggi non per proteggerli dai malintenzionati, ma dai cittadini.
  • Bisogna vivere prima che sia troppo tardi e troppo tardi è domani.
  • Dimmi per chi voti e ti dirò che uomo non sei.
  • C’è una asticella che chiamiamo limite e che siamo disposte ad alzare pur di non arrenderci all’evidenza. Noi donne. Perché noi donne, spostiamo il peso della attesa e della pazienza con infinita tenacia. Poi, come una saetta arriva il momento, quel momento in cui lo slancio si affloscia. Non hai più voglia di giustificare, perdonare, abbozzare. Non hai più il desiderio di immaginare. E regali… il libro che hai letto e riletto…stropicciando le pagine fino a consumarle di lacrime e rossetto… al rigattiere.
  • Spesso nella coppia, si è troppo lontani per vivere vicini.
  • Roma: la capitale d’Italia o il capitale della mafia?
  • Cadono le teste come mele marce… ma preferirei che qualcuno scuotesse l’albero per farle cadere. Per esempio un frutticultore onesto e ligio alle stagioni che riconoscesse il frutto maturo prima di lasciarlo marcire.
  • I figli della lupa a Roma: dalle mammelle alle bustarelle.
  • Roma, caput (im)mundi.
  • Ogni anima si esprime nel suo dialetto.
  • La raffinatezza è espressione dello stile dell’anima, non un abito, sebbene di ottima fattura, da indossare.
  • E’ cura dei particolari emotivi. E’ gusto di abbinamento di colori sentimentali. Si rischia altrimenti ed è un attimo, che la pelle svestita di quel panno, riveli crudamente la propria sciatteria. Come un corpo reso secco da un bustino ma che, slacciato dalla costrizione, mostri l’adipe inopportuno a rendere armoniche le forme.
  • Chi ti ama intuisce e rivela di te chi sei e chi non sapevi di essere.
  • E’ la frustrazione la matrice di ogni nostro errore di valutazione e di comportamento.
  • Ho imparato che ci sono uomini che si presentano come  fuochi d’artificio e che poi, nella realtà dei fatti, sono semplici petardi.
  • Un marito deluso, a disagio, infelice nel suo matrimonio, si appella al destino per riacquistare la sua libertà: attende di essere vedovo. Una moglie delusa, a disagio, infelice nel suo matrimonio, si appella ad un giudice per riacquistare la sua libertà: attende di essere divorziata.
  • La lealtà è il prezzo dell’anima incorruttibile.
  • La prima volta ti rispondo. La seconda volta mi accomiato. La terza volta, visto che non l’hai capito, ti ci mando… a fan… prima di bannarti. Vedi di provocare i tuoi simili, idiota!
  • E’ incontrovertibile legge di natura l’avanzare del tempo ma l’individuo può scegliere: se diventare vecchio o invecchiare.
  • Temo che parecchi individui di genere maschile, siano cresciuti…orfani di madre. Ovvero di sensibilità, gentilezza, educazione, ovvero di senso di rispetto nei confronti altrui e che per tale ragione, ahimè, siano costantemente in procinto di… diventare uomini.
  • Credo che l’amico.. ovvero colui che è fiero di te come tu lo sei di lui, si manifesti nel momento del proprio successo. Già, è molto facile condividere una sofferenza non tua, ti fa sentire un grande consolatore, dispensatore di pacche sulle spalle e abbracci…. mentre una affermazione altrui… beh.. uhmmm, insomma…no… Se la generosità non è mischiata al tuo sangue.. ti rode e corrode…l’ego. Amen..
  • Quando l’amore ti lascia perché perde coraggio, non ti toglie quello che eri, ma quello che saresti diventato.
  • Ultima ora flash: impennata di numero di italiani affetti da ernia del fisco.
  • Ultima ora flash: il tasso di corruzione in questi ultimi giorni dell’anno, è salito in maniera Exponenziale.
  • L’Italia è un paese dove i governi passano direttamente dalla padella alla cenere, evitando con slancio la brace.
  • Buon Natale a tutti? Ma anche no: ai profittatori, ai tassatori, ai bracconieri di emozioni, ai parassiti, ai bugiardi, agli infingardi, ai maleducati, ai violenti agli aguzzini, agli stupratori, a tutti coloro che straziano la vita di ogni creatura senziente, agli avvelenatori, agli speculatori. Ovvero ai corrotti e ai corruttori di intelligenza, che l’intelligenza è sensibilità e la sensibilità è empatia. Dunque è onestà e lealtà e rispetto. A loro, auguro fuoco e fiamme di rimorso e fallimento di ogni profitto.. per rinascere con un vero natale interiore.
  • Puoi diventare un ex professionista, ex giornalista, ex avvocato, ex medico e via a scegliere. Ma mai mai e poi mai diventerai un ex artista. Perché l’artista decanterà le emozioni fino al suo ultimo respiro, esattamente come una essenza pura, manterrà intatta la sua nobiltà.
  • Dovremmo prestare la massima attenzione a coloro che scendono quando noi saliamo i gradini di una scala sociale. Potremmo rincontrarli mentre salgono, quando toccherà a noi scendere gli stessi gradini.
  • Ho imparato che… ci sono … domani e domani. C’è il domani oggi, c’è il domani domani, e c’è un domani. L’elastico della percezione del tempo non ha … domani fissi… ma variabili. Umorali, non temporali.
  • Rivendico il diritto di sbagliare, di peccare … fino al penultimo giorno della mia esistenza e di impiegare l’ultimo giorno.. in un accurato esame di contrizione!
  • La storia è una maestra che insegna ad una aula vuota.
  • A domanda risponde la mente. A risposta domanda il cuore. L’intelligenza emotiva è la nostra ancora di salvezza.
  • La ricchezza accumulata da un solo individuo è la sottrazione della somma della moltiplicazione della povertà divisa tra più individui.
  • Il dolore è la misura del tempo. Il silenzio è la costruzione del tempo. L’amore è la scelta del tempo. Il tempo che dà significato al tempo da vivere.
  • Si trascrive la propria solitudine per essere amati. Si sottoscrive la propria solitudine per essere compresi. Si proscrive la propria solitudine per non essere soli.
  • E’ sempre più tardi di quel che pensiamo.
  • Provoca lo stesso panico sia la sindrome dell’abbandono sia la sindrome dell’abbandonare. Entrambi derivano dal complesso di colpa di non aver amato abbastanza o se stessi o il partner. E si resta nel buio di un vicolo cieco di vita.
  • Non conservare sementi di bellezza in tasca. Non possono germogliare altrimenti.
  • Fai agli altri ciò che vuoi sia fatto a te.
  • E’ inevitabile, anche il più impenitente Don Giovanni si deve arrendere alla età della sua prostata.
  • La punta in grafite nera di una matita coraggiosa, prima di essere spezzata da un drappello di analfabeti invidiosi, ha disegnato un arcobaleno sull’orizzonte degli uomini liberi, che non scolorirà mai.
  • Il fascino è il riflesso del dolore che un individuo è riuscito a trasformare nella sua pura, essenziale verità.
  • La linea di demarcazione dell’umanità: da una parte c’è chi difende la libertà di espressione a costo della propria vita e dall’altra, c’è chi impone la libertà di repressione a costo della vita altrui.
  • Colui che ritiene di non avere alcunché da perdere, ha già perduto se stesso.
  • L’affinità tra due anime è la lettura istintiva in codice Braille di due essenze.
  • Se l’incipit dello sguardo mi attrae, amo leggere le persone come un libro. Le parole sono la trama e i pensieri interi capitoli da sfogliare. E a volte, da rileggere.
  • Amare è rivelarsi l’un l’altro, facendo l’amore, non più distanti d’istinti, in istanti indistinti.
  • La sola religione che l’uomo dovrebbe professare, è l’umanità. Il solo credo la compassione. La sola fede l’empatia.
  • Lo spazio e il tempo di una nostra giornata sono una rete a maglie larghe che lascia disperdere i filamenti del superfluo mentre trattiene intatto il nostro incanto, depositando una parola, un gesto, uno sguardo, un sorriso, a custodia di quella atmosfera d’intesa, resa perfetta con un compagno, in un paesaggio, in una stanza, in una strada, in un luogo, dove ci abbandoniamo per restare felici e consolati, nella nostra memoria.
  • Io e D’Io: l’apostrofo divide il bene e il male, il buono e il cattivo, l’umile e l’arrogante, l’umano e il disumano, la morale e l’amorale, il puro e il corrotto. A noi, quotidianamente tocca scegliere da che parte stare per stare in pace con noi stessi.
  • La nostra fragilità è la sola forza su cui noi possiamo contare.
  • Propongo la Giornata Internazionale dell’Idiota, così almeno per un giorno l’Idiota sarebbe legittimato ad esistere, poiché avrebbe finalmente quell’identità che va cercando disperatamente con le sue continue incursioni e provocazioni nella vita altrui essendo privo totalmente della sua e sarebbe finalmente riconosciuto con tanto di nome e cognome … festeggiato.
  • Amarsi è condividere affinità selettive.
  • L’etica è l’estetica dell’anima.
  • Ognuno dà quel che è.
  • I ceppi che imprigionano la libertà individuale di trasformarsi in se stessi, sono lo stato di bisogno e il complesso di colpa. Dunque capita agli individui che aspirano a definirsi liberi, di arrivare ad un bivio e di dover scegliere quale libertà pretendere. E la domanda a cui rispondere è una sola: è più accettabile mentire a se stessi o mentire ai legami familiari e sociali? Qualsiasi risposta costa la sofferenza di sé.
  • Le stagioni sono cinque. Quattro appartengono alla Natura. Una, la quinta, appartiene alla tua scelta di viverla come la crei. A tua immagine e somiglianza.
  • Ho imparato che si crea un dialogo costruttivo, solo quando ti disponi ad ascoltare te stesso come se fossi l’altro e l’altro come fossi te stesso.
  • Ovunque tu sia diretto, non dimenticarti mai di portare te stesso.
  • E’ dentro la solitudine disperata, malattia o povertà, divenuta gabbia, che si ritrova la dignità. La maniglia a cui aggrapparsi per procedere senza i gravami di schemi precostituiti ma non scelti, la chiave per aprire le catene più strette delle pressioni alla personale schiavitù del senso del dovere, patito senza l’aiuto del piacere di sé a sé, quando si è contaminati dalla depressione del fallimento personale. In caso contrario, la vita che si desidera ma che non si riesce per ciò, a realizzare, la si ingoia. E inevitabilmente quel bolo di rancore, porta distruzione alla stessa vita che si sta sciupando, vivendola per conto terzi e senza dignità.
  • Si cerca affannosamente l’amore della propria vita mentre ci si scorda ostinatamente di cercare la propria vita con amore.
  • Quello che rende l’umanità una massa, è l’incapacità di un individuo di divenire persona. Ovvero di cogliere la differenza tra il pensiero pensato da sé, che ha sempre una morale e il pensiero subito da altri, che non ha mai una consapevolezza.
    Come dire non cogliere la differenza tra il ridere e il piangere, per definire il sentimento che motiva il riso e il pianto reso, in tale stagnazione emotiva, semplice azione meccanica, muscolare privata dalla emozione.
  • La vita è la menzogna della morte. La morte è la verità della vita.
  • Ho imparato che ogni tanto si deve esigere una pausa di riflessione prendendo la giusta distanza dal proprio io. Fa bene staccarsi dal me. Fa bene osservare dall’esterno l’altra lei, l’altro lui. Fa bene corrersi fuori. Permette poi di ritrovarsi dentro con rinnovato entusiasmo. E’ davvero Il troppo (anche di sé!) stroppia.
  • Si è perso il senso del pudore e dunque un fondamento della buona educazione. Basta camminare per strada. Strane creature che ricordano uomini e donne parlano a voce alta fissando vacuamente il vuoto davanti a sé. E’ così che chi passa vicino a quelle strane creature, partecipa a riunioni tumultuose di famiglia, a narrazioni di fugaci tradimenti di coniugi fedifraghi recidivi, alla rivelazione di pruriginosi pettegolezzi a danno di un capoufficio. E tu vieni a conoscenza di quando una coppia fa l’amore, di quando una suocera è tiranna,  di quando una piccina si è ammalata di morbillo, di quando una amica si è rivelata meschina. Le vedi: mamme spingono la carrozzella e ciarlano, signore tirano il guinzaglio e ciarlano. Li vedi: uomini mulinano la ventiquattrore e ciarlano, signori sbuffano fumo e ciarlano. Ognuno disattento al pedone che lo sfiora, ognuno rinchiuso nella bolla della sua impudicizia a dipanare quella intimità a chi volentieri avrebbe fatto a meno di ascoltarla.
  • Noi siamo il risultato emotivo del 10 per cento di ciò che ci accade e del 90 per cento della nostra reazione a ciò che ci accade.
  • Io sogno e amo i sognatori. Ci incontriamo a volte nella nebbia, il dormiveglia del tempo. E ci riconosciamo a fiuto.
  • La mancanza dell’altrui non è una sottrazione dell’altrui in sé, ma al contrario, una addizione alla presenza del sé nell’altrui.
  • Arroganza: Unità di (dis)misura dell’ego.
  • Il rischio più prevedibile che ci può capitare è la conseguenza del si che sappiamo dovrebbe essere un no e del no che sappiamo dovrebbe essere un si. La parte di noi che amputiamo, ci renderà inabili emotivi cronici alla ispirazione alla vita, senza rimedio.
  • Quando ci lamentiamo di essere incompresi, non ci sfiora la mente il pensiero che parliamo spesso a qualcuno, molto raramente con qualcuno.
  • Ogni giorno la vita chiama il tuo nome all’appello. Se non puoi essere presente, devi obbligatoriamente esibire una giustificazione veritiera. In altro modo, passi da disertore.
  • Si ama odiando, si odia amando.
  • Ho imparato che … c’è gente che per sciacquarsi il viso deve obbligatoriamente sedersi sul bidet.
  • Quale donna potrebbe resistere ad un corteggiatore che si mostrasse tenace, costante, pervicace, sfacciato, irremovibile, come quell’operatore di un call center che l’assedia impavido per farle cambiare operatore telefonico, irretita seppur infastidita dalla sua tempra? Quale?
  • Desiderare il desiderio: è questo il segreto dell’anelito alla vita.
  • Amore è gratitudine verso l’altro che non desiste ad amare te.
  • Ho imparato che … taluni da piccoli uomini crescendo si mutano in uomini piccoli.
  • Così come i genitori  vegliano sui figli per accompagnarli amorevolmente nella adolescenza, così i figli dovrebbero vegliare sui genitori per accompagnarli teneramente nella vecchiezza.
  • La poesia è il lievito dell’immaginazione.
  • Le domande impertinenti scandiscono le fasi della vita. Ad esempio: perché non ti sposi? Perché non metti al mondo figli? E la chicca, quella riservata più spesso alla mia età ( pare triste una signora … anziana sola! ), è: perché sei single? Diamine, perché la maggior parte dei miei coetanei, è composta da mariti infelici ma abitudinari alla infelicità e restii al divorzio, da vedovi rassegnati, lamentosi, poco “vivi”, privi di futuro, intrisi di passato in un presente lugubre. Perché dunque, rischierei di dover diventare una badante, una governante, una infermiera, una amante tradita. Altro che compagna!
  • Quando un amore si sfalda e scemano la passione, il desiderio, l’entusiasmo, l’interesse,  e arriva alla sua fine, sarebbe buona norma mantenere il rispetto dimostrato all’inizio. Sarebbe un comportamento da gentildonna e da gentiluomo, specie rara e quasi estinta sulla strada della buona educazione.
  • A volte meglio accettare caramelle… dagli sconosciuti che dai… conosciuti. Ci sono più probabilità che non siano… succhiate prima… e avvelenate dopo… Amen!
  • Paragono l’errore di valutazione nei confronti di una nuova conoscenza, all’acquisto di un’ammiccante paio di scarpe, comprate per improvviso entusiasmo. Poi quando le calzi, ahi ahi, ti accorgi che ti vanno strette! Allora che fai? Le regali o le nascondi nell’armadio. Sicura che la volta successiva, come minimo controllerai due volte il numero e proverai, in negozio, a camminarci sopra!
  • Provo vergogna per chi non prova vergogna.
  • C’è chi tiene famiglia da sustentare, c’è chi tiene famigli da mantenere.
  • La vita ti si concede in prestito e aspetta pazientemente che tu estingua, anche a rate, il tuo debito con lei. Ma se non lo fai, stai pur certo che ti perseguiterà implacabilmente fino a pignorarti il rimpianto di ogni attimo che hai rifiutato, del tuo destino.
  • E’ il monaco che fa l’abito.
  • L’uomo è la cavia predestinata nello stabulario della vita, alla vivisezione inflitta dal bisturi dello scorrere del suo tempo.
  • Il conflitto tra il se del sé che ci segnala incoerenza tra chi si vorrebbe essere e tra chi si è obbligati ad essere da qualsivoglia impedimento morale (o mortale?) degenera nello stress, che è come dire… tirare il freno a mano di una auto in corsa. E così è fatale lo sbandamento nelle curve della vita.
  • Chi usa la polemica come metodo di comunicazione, manifesta evidentemente il risultato di un litigio feroce con la propria intelligenza. O per meglio dire, con quel barlume di intelligenza nascosto in un pensiero atrofizzato, che è destinato a soccombere, abortito sul nascere.
  • Mi manco. Sono una piuma bagnata, non volo.
  • L’essenziale: una tavola apparecchiata con una tovaglia di fiandra bianca, una coppa di champagne, due fragole annegate nel cioccolato e una voce registrata come colonna sonora al fermo immagine della tua vita. Il commensale, ospite d’onore, è il ricordo.
  • Che guaio quando le nostre ragioni diventano giustificazioni. Quando le nostre giustificazioni diventano ragioni. Perdiamo il filo della giustificazione della ragione, il filo della ragione della giustificazione. Capita spesso di non uscirne vivi del tutto, da quel labirinto dove ci siamo infilati senza la giustificazione della ragione, ma con la ragione della giustificazione. La nostra mancanza di coraggio.
  • La moneta con cui spendiamo, sprechiamo, accumuliamo, investiamo il patrimonio della vita, è il tempo. Ma non conosciamo l’esatta entità del nostro patrimonio. Per questo, spesso, i conti non tornano.
  • L’amore trasforma il punto interrogativo in punto esclamativo.
  • I nostri figli, sono il nostro arto fantasma. Anche quando se ne vanno, resta, tattile, la loro presenza nella nostra percezione.
  • Fin tanto che i nostri genitori sono in vita, qualsiasi sia la nostra età, noi siamo, ci sentiamo figli. Sappiamo di non essere i capostipiti, i primi della lista  che secondo natura, moriranno. E così capita che improvvisamente e traumaticamente  diventiamo adulti solo e quando trasmigriamo dal ruolo di figlio al ruolo di genitore (di noi stessi). Il passaggio è molto doloroso, ma ineludibile.
  • Non sai cosa sia la sindrome del calzino? E’ quello smarrimento angosciante che prova il calzino superstite terminato il ciclo dell’immersione in lavatrice. Entra in coppia ed esce, per ragioni misteriose, spaiato. Ecco, proprio come ci si sente dopo la fine di una storia d’amore.
  • C’è chi trova una soluzione per ogni problema, c’è chi trova un problema in ogni soluzione.
  • La spiritualità dell’uomo è insita nella percezione che egli ha dell’amore e dato che l’amore è libertà e la libertà è rispetto verso l’altro, la spiritualità è la tutela della diversità che ci rende uguali, noi creature viventi di fronte al diritto a vivere la vita che ci viene concessa.
  • Non desidero in persone, in accadimenti, in relazioni, se non lo stesso desiderio della mia vita. Ovvero se persone, accadimenti e relazioni, contengono la mia stessa vita. In caso contrario non ne percepisco l’abbandono o la mancanza, poiché è la mia vita che mi resta, con il mio desiderio di viverla.
  • Se si smarrisce il senso della pietà, si smarrisce l’uomo e resta di quest’uomo, solo l’abbozzo. Anzi per meglio dire, l’aborto.
  • Chi impiega il suo tempo a criticare chi fa, non trova il tempo per fare da sé, quello che si accanisce a disfare.
  • L’uomo che umilia, violenta, uccide, profana la donna, maledice la vita, umilia e violenta e uccide e profana e maledice ogni volta, anche sua madre.
  • Quando l’attesa è aspettativa distrugge. Quando l’attesa è speranza costruisce.
  • Il presente è il tempo che non si vive. Mentre lo si attende è ancora tempo futuro, quando arriva, è già tempo passato.
  • Ho imparato che… c’è fiducia e fiducia. Una si ripaga con la lealtà, l’altra si paga con un vitalizio.
  • Il punto di svolta è necessariamente un punto di rivolta.
  • L’immaginazione è il volano del desiderio e il desiderio è il volante del piacere.
  • Il Primo Maggio ha inviato agli organizzatori un certificato medico che attestava il suo precario stato di salute e non si è presentato alla Festa.
  • E’ un bisogno…..la introspezione. Chiedersi, domandarsi, interrogarsi, ascoltarsi, quando si vivono momenti di disagio fisico chiassosi. Il dolore è intimità, non si può condividere. E’ sentimento che si deve consumare in solitudine. La gioia no, è complicità. E’ moltiplicazione di emozione in compagnia. E allora, nella propria intimità, è necessario e porta sollievo, calarsi  dentro come un secchio fa nel pozzo. Per portare acqua pulita al bicchiere. Chiedersi cosa sia la vita, è iniziare a calare quel secchio. Darle un senso è bere acqua pulita. E la carrucola, è il pensiero che fatica a tirare in superficie il secchio.
  • A volte non si ama amare chi si ama.
  • Dimmi chi ti ama e ti dirò chi sei. Dimmi chi ti odia e ti dirò chi non sei.
  • Folli, e sempre folli, fortissimamente folli … quelli che della volontà fanno la loro bandiera … nonostante il nonostante.
  • La poesia è armonia, l’armonia è un pentagramma, un pentagramma è addizione di note e sottrazione di disaccordi e moltiplicazione di emozioni e divisioni di intonazioni. Un pentagramma è allora un pallottoliere di sfumature di parole, matematica di sentimenti.
  • L’amore non è assenza presente, è essenza presente nella presenza assente.
  • La matrice della volgarità della rete è la frustrazione. Frustrazione di non essere considerati il qualcuno nella realtà, frustrazione di non avere una propria vita soddisfacente, frustrazione di essere isolati dal consesso civile, frustrazione di non avere rapporti sociali. La frustrazione della propria solitudine acida, vissuta come stato di disgrazia e non di grazia che motiva il qualcuno a impossessarsi della vita altrui con accanimento, nel tentativo di distruggerla. Per acquistare ai propri occhi, un merito qualsiasi di fustigare dei costumi, di investigatore senza licenza, di magistrato senza laurea, compensatorio e consolatorio della personale nullità. Segno di pochezza spirituale e di alcuna autostima, privazione di quel senso della vita che rende la vita umana.
  • Il peggio di sé, è per certuni, il meglio di sé, che hanno da offrire.
  • Ho convertito il senso dell’invidia nel sentimento del disprezzo verso colui che invidia . Una disciplina tenace per debellare l’arroganza del mio ego.
  • Per diventare da un uomo a l’uomo, da una donna la donna, non basta una intera vita di dubbi tra rimpianto e rimorso.
  • Scorrazzando in rete, annoto che ogni giorno di più si attesta tra le “professioni” universalmente riconosciute ed accettate e ben retribuite, dal consesso umano che non fa una piega ma china il capo, è la figura del cialtrone, che domina ed impera in qualsivoglia settore della nostra società. Prosit.
  • Tutto ciò che viene suggerito dalla passione, finisce in fuoco. Tutto ciò che viene suggerito dalla vanità, finisce in cenere.
  • Nell’altro si riconosce il proprio simile o nell’altro si disconosce il proprio dissimile, per conoscere sé stessi.
  • Ho imparato che …ci si può ravvedere, constatato lo sbaglio. E cosi si può diventare ex alcolista, ex fumatore, ex peccatore, ex tossicodipendente. Ex marito, ex moglie. Ma un imbecille, no, non potrà mai diventare un ex imbecille. Perché l’imbecille, è imbecille, a sua insaputa.
  • Esistono nomi che pronunciati, sono cielo, aquilone, mare, arcobaleno, purezza e ti avvolgono di luce mentre li sillabi e li respiri. Esistono nomi che sibilati, sono fango, melma,  muffa, mota, indecenza e ti affumicano di buio mentre li cancelli e li soffochi. È’ questo il pregiudizio del ricordo che ti fa amare d’istinto gli individui che indossano i nomi cielo e che ti fa odiare di impulso gli individui che indossano i nomi fango. Senza alcun loro merito o loro colpa.
  • L’abitudine è lo stato di cattività dell’uomo.
  • La mediocrità mostra sempre la schiena, è vigliacca, pavida, subdola, presuntuosa, pretestuosa, livida, velenosa, meschina, corrotta, corrosiva, insinuante, insana, invidiosa perché ha l’anima guastata dalla sua morte.
  • La furbizia ha un prezzo. L’intelligenza ha un costo.
  • Fare l’amore è indossare un corpo. Un corpo che ti cade a pennello.
  • La foglia che cade, secca di morte, non è triste. Sa di lasciare il suo posto ad una gemma, rorida di vita.
  • Non vorrei mentire, ma non posso essere precisa sulla mia età. Cambia di giorno in giorno ed è difficile tenerne conto.
  • Le promesse sono come le navi. Ci sono quelle che salpano, quelle che restano agli ormeggi, quelle che naufragano e quelle che si incagliano nella deriva del … frattempo, in cui si inabissano.
  • I social hanno una funzione importantissima. Danno asilo a molte menti disagiate nelle regole della civile convivenza, vaganti nel buongusto delle idee, nomadi nel buon senso del pensiero. E prive della fissa dimora della buona educazione.
  • Ogni nostra azione dovrebbe essere compiuta con la consapevolezza di chi sa di creare un ricordo da lasciare in eredità. Solo così, credo, potremo non essere dimenticati da chi ci sopravvive.
  • E’ più essenziale disporre di una sicura ancora o di una garrula vela?
  • Aspettare in spagnolo si traduce in esperar. Credo che l’attesa, condizione di tutta la nostra esistenza, senza la speranza, sarebbe emotivamente arida. Senza slancio. Ma mai confondere la speranza con l’aspettativa. L’aspettativa guasta la speranza e traghetta la vita, dalla illusione alla delusione.
  • Ho imparato che coloro i quali hanno cura della propria anima, si trasformano da larva in farfalla, da individuo in persona. Gli altri, coloro i quali hanno l’anima guasta, si trasformano da larva in verme, da feti di individuo ad aborti di persona. Amen.
  • L’emozione è la fonte della conoscenza.
  • Agli amanti che consumano il credito di amore senza onorarne il debito, si dovrebbe pignorare l’anima.
  • L’amore mette ordine nel disordine e disordine nell’ordine, nel caos delle percezioni che esplodono nel soqquadro delle emozioni.
  • Se non si conosce la paura, non si può conoscere il coraggio.
  • Per vivere secondo natura, occorre avere il… fegato di seguire… il cuore.
  • Capita che la fede al dito sia in realtà un anello al naso.
  • Anche le persone che vengono usate come “cose”, hanno una garanzia che scade. A tempo debito.
  • L’ignoranza emotiva é un pensiero azzoppato, una parola sciancata, una voce stridula, un corpo sformato, uno sguardo vacuo, un sentimento malformato, una anima sguaiata.
  • Il sentimento del decoro è la pietra miliare della dignità dell’uomo. Quel ventaglio di valori radicati nella propria sostanza di essere che induce ad atteggiamenti corretti. Quel limite che mai si dovrebbe valicare. Ed è la sua mancanza la pietra miliare dello sfacelo della società civile che così si muta in incivile far west.
  • La parola ci disegna, il pensiero ci dipinge ma è il gesto che ci scolpisce.
  • Se il fascino è il muto sospiro del corpo, l’intelligenza è il rumoroso respiro della mente.
  • Tra suocera e nuora non mettere lingua, ma una riflessione si, diamine. La suocera dovrebbe tenere a mente che la nuora che detesta (per gelosia?) le assomiglia da … giovane, poiché si sa che ogni uomo cerca nella compagna il riflesso di sua madre. La nuora dovrebbe tenere a mente che la suocera che detesta (per gelosia?) le assomiglierà da … anziana, poiché si sa che.. etc etc etc
  • Noi, quel bambino, quella bambina, quel ragazzo, quella ragazza che siamo stati, che siamo state, ce li portiamo dentro sempre. A volte abbiamo stampato sulle fattezze del nostro viso, il loro sorriso, il loro tic, la loro smorfia, il loro cruccio, il loro stupore, e torniamo ad essere quel bambino, quella bambina, quel ragazzo, quella ragazza per qualche secondo della nostra giornata.Perché siamo la loro somma e la loro sottrazione.
  • L’abitudine è il primo gradino della scala che conduce alla rassegnazione di sé.
  • Se mantieni costante l’appetito avrai sempre fame.
  • Amiamo chi ci ignora. Ignoriamo chi ci ama. Amiamo chi ci dispregia. Dispregiamo chi ci ama. Amiamo chi ci sfugge. Sfuggiamo chi ci ama. Ma un poco di ordine sentimentale, un poco di soddisfazione emotiva, vogliamo regalarceli, oppure no?
  • Ho imparato che … la sconfitta ti crea. La vittoria ti distrugge.
  • Sei un inguaribile ottimista se credi al politico quando ti racconta che è al servizio del cittadino, se credi al tuo amante quando ti spergiura che lascerà la moglie per te, se credi al tuo amico quando ti promette che ti restituirà la somma che gli hai prestato, se credi a tuo marito quando ti dice che mai ti tradirà. Si, sei un inguaribile ottimista se credi che la lealtà sia la prima regola del vivere civile.
  • A volte, anche i leoni per sopravvivere, imparano a belare.
  • Il destino non ha l’irresistibile potere di determinare la nostra vita. È la vita ad avere l’irresistibile potere di determinare il nostro destino.
  • C’è il silenzio indifferente, il silenzio vigliacco, il silenzio terrorizzato, il silenzio fedifrago, il silenzio arrogante, il silenzio estatico, il silenzio riflessivo, il silenzio angosciato, il silenzio dispregiativo, il silenzio meravigliato, il silenzio riconoscente. Eppure, il silenzio fa del suo silenzio, di qualsiasi sua sfumatura emotiva accolga e manifesti, il suo grido.
  • C’è chi vive solo perché non è ancora morto.
  • L’amore si può fingere. L’odio no.
  • La libertà di essere se stessi è sempre frutto della disobbedienza agli schemi imposti, della ribellione all’ipocrisia dei vincoli e del rischio di averla, la libertà, come sola compagna, al tramonto della propria vita.
  • O si è preda o si è predatori. Se si è preda si abbocca alla lusinga del proprio io. Se si è predatori si getta la lusinga del proprio ego. La preda sacrificata trasforma il dolore in amore. Il predatore carnefice trasforma l’amore in dolore.
  • L’attenzione è la virtù del tempo.
  • Il pregiudizio è una etichetta consunta imposta all’altrui da chi soffre della patologia di mancanza del pensiero pensante.
  • Molti, moltissimi hanno un io. Pochi, pochissimi hanno un tu.
  • Le persone avvedute sanno sconfiggere la propria vittoria e vincere la propria sconfitta.
  • E’ palese il significato che la religione dà all’amore. Non è ricerca personale di appagamento con l’altrui riconosciuto simile e bastante al compimento della coppia, bensì un mezzo per mettere al mondo altri adepti alla tribù. E’ privazione del piacere. E’ premio solo se santificato. Dal matrimonio. E’ controllo della vita individuale. Altrimenti è peccato! Ed è anche repressione sessuale che porta a violenze rabbiose e promiscue a danno di innocenti. Non è compassione per il creato e le sue creature. Non è amore. Questo è’ sicuro.
  • Soffro di una particolare, cronica patologia: l’ansia di farmi sopraffare dall’ansia.
  • Disprezzo profondamente quegli individui che chiamarle persone davvero non si può, che non vedono, non sentono, anzi che non vogliono vedere, che non vogliono sentire, ma che ahimè, parlano. Troppo.
  • O hai il coraggio di essere o hai l’abitudine ad esistere.
  • Disprezzo profondamente i parassiti, gli individui che succhiano la vita altrui, qualsiasi afflato di vita fisica o spirituale, senza riposarsi mai, non essendo dotati di una vita propria. Quelli che invece di tutelarla la vita, di rispettarla la vita, la straziano, la vendono, la uccidono, la avvelenano, la manipolano, la squartano,  la rubano, per esibirla come trofeo, ricatto del proprio miserabile riscatto. Coloro hanno due difetti: quello di essere nati e quello di non essere ancora morti.
  • La parola è una promessa mantenuta. La chiacchiera è solo una premessa vacua.
  • Non credo esista emozione più vibrante di quella che offre la consapevolezza di essere l’orizzonte infinito di uno sguardo.
  • L’arroganza più arrogante appartiene al moralista, in perenne lotta con le sue turbe psichiche, che vuole imporre agli altri la censura emotiva generata dalle sue fobie.
  • Quando l’uomo mente non calcola mai che il tempo, inflessibile e incorruttibile paladino della verità, lo sbugiarderà. Prima o poi.
  • E’ una strage. Non si contano i morti annegati nel mare che separa il dire… dal fare!
  • Il tempo ordinario scorre in attimi. Il tempo straordinario scorre in battiti.
  • Scegliere il proprio prossimo è un lusso regale che vale sempre la pena concedersi.
  • Noi donne siamo creature insicure. Cominciamo la ricerca di noi stesse, con il richiedere l’approvazione della madre, l’apprezzamento del padre, la considerazione dell’insegnante, la conferma dell’amica, il consenso del fidanzato, il compiacimento del marito, l’ammirazione dell’amante, l’encomio del capoufficio per avere conferma di esistere. Mi domando, noi donne, quando chiederemo solo a noi stesse la stima e ce la faremo bastare?
  • Ho imparato che, cambiare prospettiva aiuta, a volte, a trovare risposte più consone. Invece di domandarmi: Come può un uomo come lui essere attratto da una donna come me?, mi sono chiesta: Come può una donna come me essere attratta da un uomo come lui?
  • Ho imparato che si deve ringraziare chi attratto sulle prime, poi recalcitrante sulle… seconde, si allontana dalla offerta del nostro amore. Poiché ci costringe a riprenderci la parte migliore di noi, quella che avevamo riconosciuto in lui e che non sapevamo fosse nostra. Riconoscere è conoscere chi siamo. Questo è il dono che rimane a noi. A chi se ne va, incapace o timoroso di godere della sua immagine riflessa all’eccellenza, resta un se, piantato come un chiodo in gola per il resto dei suoi pensieri. E una nostalgia infinita.
  • Per qualcuno il riscatto morale della propria vita coincide con il ricatto amorale dell’altrui esistenza.
  • Come si dice?  Ah, dietro un grande uomo c’è una grande donna. In ombra, aggiungo io. E dietro una grande donna? Beh facile, c’è la sua ombra!
  • Ci sono uomini tutti d’un pezzo e uomini tutti d’un prezzo.
  • Il dilemma mi fa compagnia. Perché dovrei credere nella eccellenza di un prodotto che viene magnificato da un testimonial che è pagato per farlo e che invece io dovrei pagare di tasca mia, per verificarne la veridicità?
  • E’ un attimo. Se non presti attenzione, il bracconiere di emozioni, ti borseggia il cuore in un nanosecondo e se lo infila in tasca, mentre ti fissa negli occhi mentendo amore.
  • I confini del nostro mondo sono i limiti del nostro linguaggio.
  • Il degrado alberga nella inciviltà della maleducazione dell’uomo, che sia cittadino e che sia governante. Accomunati dalla volgarità del loro comportamento, sia individuale, sia collettivo. Ergo la massa acefala, è paragonabile alla casta politica nullafacente. Il degrado è deteriorata disarmonia, è arrogante disordine, è abominevole incuria dell’anima genetica sociale.
  • Ci poniamo, a volte, domande che sono già risposte.
  • Quanto è doloroso il lavoro di potatura! Cesoie nella mano decisa tagliano e sfrondano la criniera dell’albero dei ricordi, quando deborda e nasconde il fusto della nostra essenza. Ma s’ha da fare! Per arrivare a godere dell’infinito, di quella saetta di luce curvata sulla demarcazione tra il nostro tempo di ieri e il nostro tempo di oggi. Al fine di scorgere chiaramente l’orizzonte del nostro tempo futuro.
  • So già come va a finire. Quando la politica chiede ai politici di votare “secondo coscienza”, è chiaro che intende dire, votare “secondo incoscienza”.
  • Sai come capisci che un uomo ti ama, che non è limitatamente innamorato di te? Quando ti regala la sua tenerezza, un bacio in fronte o una carezza sui capelli, così istintivamente e senza alcuna ragione. E ti cinge la vita con la sua mano destra che quella sinistra ti abbraccerà quando anche la sua mente e non soltanto il suo cuore, sarà pronta ad accoglierti. La tenerezza è per l’amore quello che la paglia è per la nespola.
  • Ho imparato che la gentilezza è foriera straordinaria di pace interiore. E’ quella sfumatura essenziale che ci permette di augurare al nostro prossimo (deprecato),  con estrema sincerità e con estrema pacatezza, di ottenere quello che si è meritato.
  • In politica è oramai usuale che certe figurine facciano figuracce.
  • In politica ed in società ognuno mette quel che possiede, o la faccia o la feccia. E’ sempre questione di scelta, tra la morale e l’amorale.
  • La poesia è in qualche modo, nostalgia. Nostalgia di una utopia, utopia di un mondo pensato, intessuto dagli umori delle emozioni che dipanano la matassa del tempo. Il tempo, impareggiabile tessitore, trova il bandolo. E fa in modo di districare i grovigli del gomitolo, perché resti un filo. Solo un filo di vita.
  • Dovremmo tenere a mente che il ricordo che lasciamo di noi, è la nostra lapide.
  • Una linea di demarcazione detta onestà, separa coloro che ricevono la busta paga da coloro che ricevono chi paga la busta.
  • La coerenza per la politica, si manifesta sempre a… sua insaputa.
  • Solo il cittadino che sa essere civico può assumere il compito di educare il politico ad onorare il proprio ruolo. E solo il politico che onora il proprio ruolo può assumere il compito di educare il cittadino ad essere civico.
  • In politica si dovrebbero prestare più attenzione ed energie al benessere delle famiglie e non al malessere dei famigli.
  • La spending review? Ita(g)lia.
  • La banalità della rete è deprimente. I tuttologi, grandi mistificatori, quei tipi che ostentano indebitamente competenze nei campi più disparati della società, si sprecano in aut aut ridicoli quando vogliono stigmatizzare le inclinazioni morali altrui per mettere il bavaglio al sentimento altrui. Fermo restando che loro, si quelli che si domandano per esempio, “perché tanto clamore per Cecil il leone decapitato a pagamento e “ non tanto clamore per un bimbo siriano?” oppure, “chi salveresti tuo figlio o un topo?” o ancora “perché dedicarsi all’ambiente o agli animali e non agli anziani o ai disoccupati?”, sono i primi a fermarsi sulla cresta dell’onda, vogliono vincere like facili sulle loro bacheche, ma sono assolutamente incapaci e restii a tuffarsi nel mare del male. Il male non ha confini, non ha schemi ma una sola radice, la crudeltà verso la vita. Quindi della crudeltà verso l’uomo, le donne, i bambini, i vecchi, i disoccupati, gli animali, l’ambiente. La vita non la si sminuzza in tante sottocategorie, ovvero non si lotta per la sua bellezza a capitoli o a parametri. Se ci si impegna alla sua tutela, si prova empatia, compassione, pietà, amore per ogni vita e per l’ambiente dove questa vita vive. Ma tant’è. Inutile sprecare suggerimenti per queste coscienze che vanno a stantuffo e soprattutto vanno, per catechizzare i comportamenti simili al proprio (che si sa i comportamenti più popolari sono quello massificati di chi non agita le onde cerebrali ma le patisce, anzi, quel chi, sta bene attento a non smuoverle, perché potrebbe addirittura avere una erezione di pensiero), dove porta la notizia del momento. E la notizia del momento è sempre quella che urta l’intelligenza emotiva di colui che fortunatamente la prova e soddisfa invece, gli istinti più ipocriti di chi si erge a censore ben visibile, a tante bocche spalancate, sul predellino del nulla.
  • Il diritto che non appartiene a tutti si trasforma in privilegio per pochi.
  • Le opere munifiche inutili, erette spesso ad immagine e somiglianza dell’egotismo dei politici che hanno dato il via alla loro costruzione, sono l’emblema della distruzione dell’onestà. Restano cattedrali nel deserto, appena cambia la giunta, appena cambia il governo. Appena cambia il bacino di parassitismo clientelare da foraggiare con i soldi nostri.
  • Assumere il senso di responsabilità per il singolo individuo, significa accettare il rischio della scelta e pagare le conseguenze dell’errore di valutazione, in prima persona. Assumere il senso di irresponsabilità per il politico, significa ignorare il rischio della scelta e far pagare le conseguenze dell’errore di valutazione, a terza persona. L’individuo nel dissesto fallisce e chiude bottega restando senza credito. Il politico nel dissesto fa fallire e apre bottega imponendo il credito delle tasse.
  • Troppa violenza ogni giorno ammorba la civiltà. Se non si dice “testa di pene” nel gergo lessicale volgare,  ma altro, una ragione ci sarà, no, uomo? Allora ragiona, ma col cervello!
  • L’indifferenza corrompe l’anima.
  • C’è chi trova un motivo per amare e c’è chi invece trova un movente.
  • E’ necessario imparare a farsi morti con coloro che non si fanno vivi.
  • Si vive il presente soltanto quando lo si rivive al passato.
  • Solo l’amore di eccellente qualità e intensità crea (in)dipendenza.
  • Mi sortisce dal cuore un grazie genuflesso e devoto allo Stato. Grazie per succhiarti più di un quarto (se faccio bene i conti) della mia pensione. Grazie per l’aumento della tassa sul deposito dei risparmi. Con la tua depredazione su noi che non abbiamo scelta di evasione alcuna, puoi continuare ad ergerti paladino dei furbi, dei ricchi, dei disonesti per mantenere tutti coloro che fanno parte della casta che ci costa, dei disonorevoli. Mi dimetto da italiana e da cittadina e chiederò al Burundi asilo (a)politico.
  • Un pensiero fisso è spesso un pensiero fesso.
  • Riflettendo, i nostri politici vivono molto al di sopra delle nostre possibilità di mantenerli.
  • La curanza della parola è la curanza più pregevole della propria essenza. La scava, la definisce e la esprime con grazia, poiché attinge alle sfumature del suo significato. La curanza della parola è sinonimo di sensibilità.
  • Si, lo confesso, sono razzista. Disprezzo profondamente la razza dei razzisti, razza disumana eccitata dal delirio di impotenza, l’impotenza di accettare la pochezza, anzi la nullità di sé.
  • Non esiste alcuna creatura più bella di una donna buona per sua precisa scelta. Ed io ho la fortuna di avere amiche belle.  Da loro ho imparato che Il cuore di una donna bella è un tempio. E chi entra con le scarpe infangate in quel tempio, maledice se stesso.
  • A colui che ti sputa in faccia il: “Lei non sa chi sono io!”, si dovrebbe sempre e prontamente replicare con:” Certo che lo so, lei è un cretino!”
  • Anche se alla nostra nascita ci accoglie una magione, è bene tenere a mente che alla nostra morte ci raccoglie un loculo.
  • La magia della giornata? Non la si trova nello scoppiettio dei fuochi artificiali ma nell’accendere la miccia di affetti speciali. Ed è sempre festa del tempo.
  • Se non sai recepire i suoi segni, difficile che tu capisca i disegni del tuo destino.
  • E’ buona norma imparare a fare i propri conti per evitare di concedere immeritati sconti, ovvero imparare a ripagare gli altri con la stessa moneta con la quale ci hanno comperato.
  • L’indecenza significa: mancanza di pudore e di decoro; fatto, azione, espressione offensiva di tali valore. Allora è considerato un valore il suo contrario: la decenza! Da quanto tempo l’abbiamo, tale valore, risposto nella furbizia, nell’opportunismo, nella navigazione a vista pur di salvare il culo? Da quanto tempo accettiamo che il cervello sia una noce senza il gheriglio del pensiero? Il marcio attecchisce in menti inclini al marcio. Menti che hanno decorato la loro vita con prebende, annientando il senso del decoro morale, con la pratica del mercimonio. La strada più breve della dannazione dell’anima dove siamo incamminati, pagando un pedaggio altissimo: la perdita di noi stessi, la perdita del significato di essere persone.
  • Modi di dire riveduti e (s)corretti: La storia dell’uomo, dall’ansia di prestazione, a letto, all’ansia di postazione, al pc.
  • Indirizzare l’incremento demografico, attuare una educazione alla genitorialità responsabile non conviene ad alcun governo, ad alcuna chiesa, ad alcuna società. Senza figli non ci sarebbero nuovi adepti, fans, seguaci, cittadini, fedeli, consumatori.
  • Per ogni frustrazione cerchiamo una compensazione. I piatti della nostra bilancia emotiva non sono inclini a sgarrare neppure di un milligrammo per mantenere il peso netto. Pena la tara del disagio, accettabile prezzo da pagare o peggio della rabbia, svalutatissima moneta da spendere.
  • Ahimè, anche il senso della maternità si è acidificato.
  • Voci di corridoio mi informano che per ora sarebbe meglio disdire le prenotazioni in Paradiso. C’è un grande caos, i buttafuori stanno chiedendo la fedina penale che ultimi arrivati presentano come lasciapassare. Pare, pare, dicono che qualcuna sia stata concessa con (In)Curia, da qualcuno poco accorto, che ha confuso fede… con fedina.
  • Noi non conosciamo. Noi congetturiamo. Noi interpretiamo gli altri e la loro realtà. E siamo talmente supponenti da non averne consapevolezza. Infatti ci permettiamo l’arroganza del giudizio. E’ il nostro umore, la nostra sensibilità, la nostra percezione il metro, anzi il millimetro quanto mai impreciso a misurare quella che riteniamo verità. Mentre è solo una ristretta opinione che adorniamo o infanghiamo, idealizziamo o rigettiamo. L’illusione della verità, sta dunque a noi, come l’ombrello alla pioggia. E molti, invece di ripararsi, preferiscono farsi inzuppare dai rovesci del temporale.
  • La forza della disperazione è la sola forza a competere con la forza dell’amore. Entrambe sono generate dalla volontà di non perdere se stessi.
  • Capita di ritenere di amare un chi, prima di rendersi conto che è un chiunque.
  • La società è allo sbando. Non offre esempi di modelli morali. La crisi economica, lo spettacolo da basso impero offerto dai politicanti e l’abbrutimento della estetica della coscienza e il degrado dei costumi, suscitano, sommuovono, aizzano solo i bassi istinti e così i più deboli ed indifesi, sono massacrati anche fisicamente, mogli, bambini, animali, non c’è differenza alcuna, tra le vittime, intendo dire creature che non sanno difendersi, come antidoto alla rabbia da quei bruti, feccia, che individui o uomini non possono essere chiamati, che sanno inoltre di potere farla franca. Tutto parte dall’esilio della cultura. E’ la cultura il diaframma che separa il bene dal male. Il bene ovvero la bontà nasce dalla bellezza e la bellezza è di per se stessa etica. La vita come opera di bene, capolavoro dell’uomo e sacra nel suo significato, dovrebbe essere il risultato della sensibilità acquisita dalla cultura che è bontà che è bellezza che è etica. Ma la vita oggi, vale solo per chi ha quattrini al fine di acquistarla. Già… la vita oggi, noi l’abbiamo messa in saldo.
  • Ebbene si, lo confesso. Sono una donna molto coraggiosa. Ogni giorno salgo sulla bilancia, senza bendarmi gli occhi.
  • Ci insegnano, a noi donne, ad essere Penelope. Oh romantico riflesso femmineo, abile nel cucito della noia dell’attesa! Ma quando ci accorgiamo che essere Ulisse, è molto più divertente, beh, è un attimo, scucire la gonna per farne pantaloni. Oh avventuroso riflesso mascolino, abile nel cucito della peripezia dell’esplorazione!
  • La religione cattolica a furia di (don) mazziate produrrà inevitabilmente un esodo biblico verso il buddismo.
  • Si deve fare attenzione a chi si incontra in Internet, come per esempio il … Paraguru, aspirante santone de noantri, elemento che naviga a svista in rete. Caratteristiche, pensiero proprio affaticato che compulsivamente lo induce a copiare e incollare sulla sua bacheca, i pensieri altrui, evitando l’uso smodato e il logorio delle sue sinapsi. Paragonabile ad un Soufflé, riuscito male, che si sgonfia quando la “sua” bella figura viene smascherata e diventa una figuraccia.
  • Roma: #MafiaCapitale, come ti marino la legalità.
  • Cerco il divino nell’anima dell’uomo che si eleva al di sopra dei suoi limiti corporali e che trova nel suo spirito, nella sua essenza, la corrispondenza nell’Infinito, allineando il proprio io al baricentro dell’Universo.E credo che l’amore sia la religione dell’uomo, la vita la sua fede, l’affermazione della umanità la sua preghiera.
  • Fare all’amore, non fare l’amore. Il ritmo armonico, straziante, avviluppante, coinvolgente del fare all’amore, è il rapimento totale dell’io, il coraggio purissimo di vincere l’ego, che educe una ridda di emozioni che si liberano dentro il sé, nel profondo gorgo di anima, di mente, di cuore, di carne e dei sensi, tutti i sensi che celebrano l’offerta della propria essenza. Il fare all’amore è il rito sacro del magnete dell’appartenenza, nell’orgasmo urlato, sincopato, comunicato all’infinito, da cui provengono la sua stessa forza arcaica, il suo stesso piacere primordiale e la sua stessa energia vitale e a cui gli amanti che si riconoscono nell’insieme seppur integri, celebrano il destino umano dell’amare l’altro, finalmente, empaticamente, significativamente compiuto.
  • La rassegnazione è resa, è abbandono della pulsione vitale. La si preferisce come scelta di fuga dal rischio che ogni trasformazione comporta. Come alibi. Come giustificazione per la abitudine alla sopravvivenza, per la paura di sbagliare. Per salvare la vita. Ma è proprio l’errore che  “fa”  la persona e che le salva l’esistenza.
  • C’è chi si spaccia per uomo mentre è intento a spacciare la vita di un uomo.
  • Il rinfaccio: ring domestico di invettive, in cui ristagna il veleno spremuto da un rapporto denudato del desiderio reciproco di comunanza, durante il quale, a mente calda, si rimpallano i colpi delle colpe di un cambiamento. Invece, i contendenti dovrebbero sottolineare vicendevolmente, a mente fredda, il merito di avvertire le pulsioni vitali di una crescita personale che porta all’inizio della nuova fase della esplorazione di sé.
  • I tempi si involvono, non si evolvono. Ieri l’imbarazzo suscitato dal verbo vergognare, ci riduceva l’anima a pezzi. Oggi il disinteresse provocato dal verbo svergognare, fa cadere i pezzi dell’anima.
  • La mente spesso è demente. Il cuore è sempre semente.
  • Ogni congrega ha i militonti che si merita.
  • Ci pavoneggiamo per un like, per  una condivisione, per un contatto, per una visualizzazione in più che appaga la nostra vanità sociale, ma non consola la nostra solitudine individuale. Eppure Gesù Cristo, a ben vedere, aveva appena 12 seguaci, di cui uno più pericoloso di un fake e sostituito dopo il tradimento. E sempre 12 restarono. Con buona pace dei sacri testi, che  non fanno cenno ad alcuna forma di stress patita da nostro Signore per un numero così esiguo di fans.
  • Credo che esista l’uomo e che esista l’aborto di uomo, i due contrapposti schieramenti che rendono umana e disumana la convivenza e che formano la civiltà e la inciviltà. La differenza la fa il pensiero e il non pensiero. Se si pensa si vola, se non si pensa si striscia.
  • Contento uomo? Hai avvelenato, deturpato, sfiancato, violentato, sbocconcellato, annientato la Terra. Bello costruire la tua casetta abusiva per godere del tuo avventato egoismo? Bello nascondere i tuoi lerci, tossici rifiuti negli orti e intossicare il cibo, per vedere morire i tuoi vicini e i tuoi figli? Bello squartare animali, cacciandoli con le bombe e gli arpioni nelle acque, con i fucili e con le tagliole nei boschi, depredando la Natura dei suoi abitanti? Bello bruciare pascoli per vendere al meglio il tuo terreno? Bello tagliare alberi per farci autostrade? Bello, eliminare i confini delle stagioni e rendere il tempo talmente arrabbiato, da ribellarsi fino a sterminare intere comunità di gente? Bello tentare in ogni modo di uccidere il tuo simile trivellando l’anima del Mondo? Trivellati il cervello, per vedere che, casomai, esca un barlume di tardiva intelligenza. Ma intanto, malediciti, sai solo creare devastazione, abbandono, agonia, morte dovunque tu passi. E per cosa? Ah, per metterti in tasca la moneta del tuo laido profitto, con la complicità corrotta di chi avrebbe dovuto salvaguardare il nostro ambiente e le sue creature. Portatelo, il tuo profitto, nella bara e crepa di rimorso mentre marcisci per l’eternità.
  • La morte dell’innocenza merita rispetto. E il rispetto è il silenzio del suo pudore. Metterla in scena sui media è osceno, ipocrita, vigliacco tentativo di mostrare il nostro tardivo mea culpa. Titillare il rimorso dell’umanità che gracchia un: che orrore, appena bevuto il caffè e mentre azzanna la brioschina calda al sapore di marmellata per inghiottire quell’attimo di sapore di amaro in bocca, la ritengo una indecenza. Punto. PS I tanti che si affannano a giustificare il loro senso dell’orrido, lo dico da giornalista e comprendo nei tanti anche i giornalisti, che è morbosità, non partecipazione, che è indignazione odierna, non protesta quotidiana, mentre mostrano addirittura la galleria completa della morte del povero bambino siriano se la pongono una domanda, una sola: se fosse mio figlio? Ecco io me la pongo questa domanda e mi rispondo: se fosse mio figlio vorrei vegliarlo da sola, in privato, non vorrei un funerale virtuale, non vorrei che fosse calpestato il mio dolore. Vorrei piangere tutte le lacrime al riparo di ogni sguardo di finta o vera pietà e commiserazione. Il dolore è intimo, profondamente intimo e non si può condividere.
  • Certo che credo ai politici quando declamano che operano solo per il bene comune e di esserne i paladini. Esattamente come credo ai cacciatori quando affermano di amare la natura e di esserne i guardiani.
  • Chi non sa ascoltare non sa parlare, poiché non disponendosi all’ascolto dell’altro, non riesce a trasformare la chiacchiera in parola.
  • Oggi la rete ha mostrato il peggio del peggio di sé. Lo squallore del non pensiero di chi fomenta l’odio, di chi solletica gli istinti stercorari della massa, solo un groviglio di tubo digerenti, inneggiando al razzismo, allo sfregio della morte di povere creature, dimostrando un livore arrogante, pretestuoso e presuntuoso, come un brandello di un io che non esiste ed esibito ad alibi che dimostra e mostra la propria meschina, inutile vita, sono la prova evidente di una mia riflessione: C’è chi ci mette la faccia e c’è chi ci mette la feccia. A loro, il mio dispregio più totale, per quello che importa.
  • Siamo burattinai e burattini scambievolmente, che tessono e intessono, cuciono e scuciono trame, ricami e rammendi di tempo. Ma a volte, trovare fortunosamente il filo che non si spezza, rende inutile domandarsi se si è burattini o burattinai. Purché sia un filo che muova alla danza dell’amore.
  • L’armonia è accordo, l’accordo è emozione, l’emozione è somma, la somma è matematica, la matematica è pentagramma, il pentagramma è musica, la musica è nota, la nota è ispirazione, l’ispirazione è poesia, la poesia è parola, la parola è armonia.
  • Mi è parso doveroso e giusto, che anche la tv nostrana abbia celebrato il suo funerale di servizio pubblico, con gli ospiti più idonei e più rigorosamente affini al suo cattivo gusto.
  • La cultura è una arma di istruzione di massa.
  • Credo che noi tutti, prima o poi, abbiamo necessità di un filo di Arianna che ci indichi la fuga da una qualsivoglia gabbia di disagio, l’uscita da un qualsivoglia labirinto di delusioni per poter … riveder le stelle, non velate da alcuna sabbia di nostalgia. Per essere pianeti e non più satelliti.
  • L’amore, che è vita, la vita, che è amore, esige per amare, esige per vivere, una sola coniugazione del verbo amare, una sola coniugazione del verbo vivere: la coniugazione dell’indicativo presente.
  • Più conosco l’uomo, più lo disconosco.
  • Il lusso dell’essenzialità è la meta che si raggiunge, quando il tuo tempo si raffina, da immenso campo di attimi, diventa aiuola di battiti, quando il tuo tempo si muta, da minuti di papaveri in secondi di orchidea, e ti permette di scegliere se concedere o se rifiutare la tua attenzione. Il lusso dell’essenzialità è quando i tuoi spiccioli di tempo che hai ancora da spendere, ti inducono a decidere di “fare razza”, solo con coloro che hanno appreso ad essere dal dolore e l’hanno trattenuto come bellezza.
  • L’assuefazione è l’agonia della vita, il coma del pensiero.
  • Nei confronti degli imbecilli, dei faziosi, dei mestatori, dei provocatori, dei presuntuosi, dei polemici, dei superbi, degli arroganti, dei fanatici, io, ho un (ri)fiuto infallibile.
  • La parola esprime il nostro pensiero, il nostro pensiero esprime il nostro essere, il nostro essere esprime la nostra sensibilità, la nostra sensibilità esprime il nostro sentimento, il nostro sentimento esprime il nostro stile. Il nostro stile esprime la nostra parola.
  • La tradizione della violenza, invocata come alibi per le più orrende competizioni, per i più abbietti usi secolari, per le più volgari sagre, che genera l’oscurità del proprio pensiero, è sempre la morte del proprio progresso, la tomba della propria civiltà, la stagnazione della propria intelligenza. E profana l’umanità negando alla vita la sua evoluzione.
  • Depongo il mio pensiero in una teca di cristallo perché non si contamini. In giro troppi virus di idiozia, devo tutelarlo. Idioti che usano lance per uccidere, altri idioti che propongono arco e frecce per uccidere. Non gli basta a questo aborto di uomo idiota, uccidere con i fucili o sgozzare con un coltello le creature più indifese, no, l’uomo deve prolungare il suo piacere orgasmico, che altro orgasmo non riesce a procurarsi, essendo frustrato psichicamente e deviato moralmente, con l’agonia della vita, inflitta dalla sua maledetta arroganza.
  • Faccio del mio meglio nel contenere il mio peggio.
  • Il feticismo, ovvero l’entusiasmo fanatico, l’adorazione sorda, la venerazione cieca verso un idolo, creato a tavolino, è la molla su cui specula ogni congregazione, per il suo profitto. Dalla religione, santini, rosari, alla pubblicità, collezioni, giocattoli. Dallo sport, indumenti, gadget, allo spettacolo, magliette, foto. Tutti oggetti di culto, da acquistare e che non servono affatto a pacificare i nostri dubbi e le nostre paure. Sono amuleti del nulla. Il solo feticismo che appaga è l’afflato dell’amore, amore universale, che traduce ogni palpito, ogni vibrazione in emozione pura.
  • Il dolore è il nostro solo e grande maestro di vita. O ti degrada o ti salva.
  • L’uomo vive dell’amore di sé amato dall’altro da sé.
  • Più che Agenzia delle Entrate, (le loro), dovremmo rinominarla Agenzia delle Uscite, (le nostre).
  • A volte capita di cercare il proprio posto per tutta la propria vita e di trovarlo occupato.
  • Riflettendo, se qualcuno tenta di denigrarti, ingiuriarti, offenderti, manifestando la propria aggressività come forma di comunicazione, è assurdo, pernicioso ma assolutamente inutile replicare. Offrire il fianco ad una lama che non è destinata a te. Se tu non ti identifichi in quella persona che viene attaccata, per quale ragione dovresti rispondere al posto di un’altra? Che se la sbrighino tra loro, l’aggressiva e la perfetta sconosciuta.
  • È’ conseguenza di un abbaglio trasformare quel che si credeva amore in disamore e sentimento in risentimento. Ed è la moneta che spende la coppia formata da metà individui che sanno di sopravvivere, solo attribuendo il fallimento all’altro. Il rancore verso l’altro a cui attribuire i demeriti, è infatti, l’alibi perfetto per nascondersi la propria paura di essere imperfetti. Quindi si preferisce desistere dall’esistere per non essere responsabili della personale viltà. Occorre un lucido impietoso coraggio per amputare le nostre gangrene caratteriali ed emotive.
  • La libertà individuale si ottiene raggiungendo un buono stato di asocialità personale.
  • Molti considerano la rete alla stregua del proprio bagno privato, ma ahimè, si dimenticano, esibendo una sfacciata indecenza e ostentando una assoluta mancanza di pudore, di chiudere la porta.
  • C’è una età durante la quale è lecito montarsi la testa ed una età durante la quale è obbligatorio smontarsi la testa.
  • Da fonti ufficiose , ho saputo che i papaveri della Volkswagen avevano persuaso con incentivi e premi, i loro impiegati e i loro operai, a smettere di fumare. Per non inquinare l’ambiente.
  • Sbagliare noi? No, semmai compiamo errori di malafede in perfetta buonafede.
  • Le nostre relazioni si basano sull’umore emotivo che ci pervade nel corso del nostro continuo mutamento interiore. E così capita che transitino dalla fase in cui noi abbiamo molto amore da offrire, alla fase in cui cerchiamo molto amore da ricevere. Fino a quando, raggiunto l’equilibrio, tra il nostro io e il nostro ego, siamo disponibili a dare e a ricevere in eguale misura, non avendo più necessità di alcuna compensazione alla nostra paura e di alcun incentivo al nostro coraggio di amare.
  • Considero la maleducazione una molestia e il maleducato che persiste nel tentativo di coinvolgerti nella sua cafonaggine, al pari di uno stalker.
  • La messa in (o)scena dei nostri politicanti ormai approntata quotidianamente, degrada non solo la politica e il cittadino, ma anche l’uomo. Omuncoli in preda alla erezione continua del proprio ego che si arrogano il diritto di sproloquiare la loro meschinità e di calpestare qualsiasi valore che abbia attinenza al rispetto di se stessi, del cittadino, della politica stessa, mostrano la denigrazione totale verso la comunità e il consesso civile. Irresponsabili cialtroni che hanno un solo fine, tenere incollate le chiappe al loro misero potere di deputati e senatori, sputano la loro insipienza addosso a chi li mantiene a vita, obtorto collo. E a noi, comuni mortali, impossibilitati a cacciarli e ad isolarli, oltre al disprezzo, non resta che la speranza in una veloce selezione naturale operata dal tempo.
  • Un connubio per persistere nel tempo, poggia su un collante emotivo evidentemente molto potente, ma non sempre questo collante emotivo è l’amore. A volte, è molto più forte il desiderio di farsi del male scambievolmente. Desiderio che si trasforma in nevrosi tendente a farsi giustizia da sé per quello che si recepisce come un fallimento. Il fallimento attribuito al partner che diventa un comodo alibi atto a nascondere la propria incapacità a maturare, a rendersi responsabili del proprio mutamento e ad assumerne le conseguenze.
  • Ho deciso di cambiare strategia nei confronti dei disturbatori offerenti meraviglie di contratti al risparmio via telefono fisso. Non sono bastate le segnalazioni al Garante, alle stesse società dispensatrici di fastidio continuato e quotidiano. Né le parolacce o la mia irritata pazienza nel mandare a quel paese ognuno di loro. Ora (gli amici sono avvertiti), rispondo con voce melodiosa, alzando la cornetta, quando mi chiedono se sono io: “No, la signora si è trasferita. A questo numero risponde il centralino della Impresa di Pompe Funebri, Fai buon viaggio con noi in Paradiso. Ha bisogno? Facciamo prezzi stracciati e può anche rateizzare!” Avverto un fulmineo click di comunicazione interrotta. E me la godo.
  • E’ uno stato di grazia la leggerezza. Si, la leggerezza che accompagna il respiro del pensiero, quando all’età dei bilanci, la mia, si capisce che si è pagato ogni debito con la vita, per gli errori commessi, scivoloni d’orgoglio, di pregiudizio e di malafede, sotto forma di negazione spirituale e sofferenza fisica, spesso inflitta al prossimo più prossimo e procurata dal prossimo più prossimo. Quello che hai accolto a faccia scoperta e a braccia aperte. Ecco, sono in credito, ora e se i miei debitori non riterranno di dovermi restituire il dovuto, fa nulla. Non diventerò certo più malmostosa, perché ci penserà il karma. Si, ne sono certa: nella loro vita successiva cominceranno dal basso. Si reincarneranno in una congrega di vermi per tenersi compagnia. Prosit.
  • La carriera politica oggi inizia dal rimborso spese e finisce al rimorso spese.
  • Dicesi vita lo stato di attesa costante e temporale, di edificazione di fasi di inizi sulle macerie di fasi di fine, in attesa della fase finale.
  • Folli, e sempre folli, fortissimamente folli, quelli che della volontà, fanno la loro bandiera. Nonostante il nonostante.
  • Auguro buon tempo a chi ha scelto di donare la bellezza della bontà anche oggi. A chi ha rammendato brandelli di strazio con una carezza o un abbraccio, una parola. A chi ha regalato attenzione, la virtù dell’amore, deglutendo la collera per trasformarla in bolo di ribellione alla ingiustizia. Qualsiasi essa sia e da qualsiasi parte provenga. All’altra parte di umanità, quella che disfa e corrompe la bellezza della bontà, auguro una notte insonne, sudata, tormentata dai peggiori incubi prima di incontrare la propria coscienza e di ascoltarla.
  • Ah le Sentinelle in piedi! Vogliono la famiglia normale. Beh, io dovrei credere che la famiglia normale abbia origine da una vergine e dallo spirito santo. E ancora prima dai figli di Adamo ed Eva che ovviamente erano fratelli e sorelle. Dunque, mumble mumble, da una fecondazione assistita, da un incesto. Però a me non pare tanto normale, ma se lo dicono loro…
  • Ho imparato che … si deve prestare molta attenzione alla moneta di quel qualcuno che spende una buona parola per te e con te. Meglio controllare se quel qualcuno è un falsario di sentimenti o un truffatore di emozioni, per non cadere nella sua rete di opportunismo.
  • Ritengo che il sacrosanto divieto  di fumo appena definito dallo  Stato così premuroso nella tutela della nostra salute, nasconda un messaggio occulto.  Si, credo che lo Stato voglia avere il privilegio di ucciderci, evitandoci il fastidio del suicidio. Già, produce le sigarette, le vende e ci guadagna. Permette le emissioni inquinanti degli allevamenti intensivi e delle auto, non bonifica i terreni inzuppati di percolato, sorvolando sul proliferare di orti rigogliosi di tossine, è complice dell’avvelenamento quotidiano con cui imbandiamo la nostra tavola e ci guadagna. Si allea con le lobbies industriali che sradicano alberi e onde per profitto petrolifero, lascia intatti i mostri dell’abusivismo, favorendo disastri, alluvioni,  ammorbamenti e ci guadagna. Dunque, dimostra la sua sollecita cura nell’indirizzarci alla morte che più gli aggrada, ma dopo aver tratto il massimo guadagno dalle nostre malattie ed avere ottemperato ai suoi debiti di (dis)onore, restando in combutta con le case farmaceutiche. Ah, non ci permette di praticare l’eutanasia, poiché preferisce sogghignare sotto i baffi dell’Erario, mentre assiste alla nostra lenta agonia.
  • In trasparenza si vede chiara e definita la corruzione, nonostante la politica alzi ventate di “fumus persecutionis” nel tentativo di celarla.
  • Più che di uno scontro tra Marino e il PD, si è trattato di uno scontrino.
  • Oggi non entri in politica se non sei un… omarino.
  • A ben vedere, si può affermare come non mai, che la nostra politica è partita per la… tangente. E chi la ferma più?
  • I politici dovrebbero fornire coordinate di etica e di responsabilità istituzionale nel confronti della “res publica”, invece da quello che leggiamo, sono solleciti solo nell’offrire le personali coordinate bancarie.
  • I boriosi, i superbi, i narcisisti, patiscono la sconfitta come un oltraggio alla loro idolatrata superiorità. Ma la vita non fa sconti neppure a loro e quando sono costretti a chinare la testa e ad umiliarsi per richiedere aiuto, mistificano il loro orgoglio con una finta umiltà. Al solo fine di intenerire gli altri ed avere sostegno, economico, fisico e morale. Si appellano dunque, a coloro che ritengono siano le persone più sensibili e dunque manipolabili. Quando rialzano la testa, in un battibaleno affogano nella dimenticanza il loro pregresso stato di bisogno. E per cancellare ogni traccia dell’onta della ferita alla loro vanità, che fanno? Cambiano la frequentazione delle persone per non incontrare più, lontano dagli occhi lontano dal cuore (che non hanno), chi ricorda loro, un momento di umanità rubato. Spariscono, si mimetizzano nella oscura indifferenza degli irriconoscenti, dei meschini e dei vigliacchi. Capiterà allora un giro di walzer nella cerchia di conoscenti da rinnovare, tante volte quante saranno le volte in cui questa specie di parassiti egotistici, si troverà a terra, ad osservare la polvere della disgrazia. Mentre a ben vedere e a ben capire, sono proprio loro la peggior disgrazia che possa capitare di incontrare, ad un animo generoso e pulito.
  • Dobbiamo capirli questi politici, sempre al lavoro, senza tregua. Ogni giorno si fanno una mazzetta così.
  • La più incontaminata bellezza si trova nel vuoto, dove l’anima denudata da ogni orpello, riempie se stessa solo di sé.
  • Ora la corruzione potrà essere rateizzata in piccole e comode mazzette da tremila euro. In contanti.
  • L’indole non si cambia, è come l’impronta digitale. Unica. Si cambia l’atteggiamento quando gli accadimenti ovvero le cause portano alla luce quello che si è. Nel bene e nel male. Il banco di prova è l’osservazione delle persone che si ammalano. Appare evidente che le persone gentili pur soffrendo, si dimostrano gentili, mentre le persone arroganti, si dimostrano arroganti. L’ho capito, quando mi sono ammalata io. Mi sono messa alla prova. Senza dubbio, sono stata stronza, esattamente come da … sana!
  • Sono i fili invisibili che ci collegano e che ci legano l’uno all’altro. Credo siano le vibrazioni. Quelle accensioni naturali e improvvise che mi piace chiamare le vibrisse del cuore e che ci conducono ai nostri simili senza che noi lo si riesca a “ragionare”.
  • Dovremmo affiancare alle nostre forze di polizia, un consistente numero di forze di pulizia.
  • Facciamocene una ragione, per non dare fuori di matto. Ci tartassano tutto, casa, lavoro, pensione, salute, vita, morte, acqua, terra, e tra poco anche l’aria se la vorremo pulita, dopo che Lorsignori hanno provveduto a corrompere l’intero Universo, senza rispondere mai, dei danni che ci hanno procurato. E l’inserimento del costo del canone Rai (un loro feudo), nella bolletta della elettricità, è l’ultimo abuso di una arroganza senza pari. Prepariamoci allora a pagare l’ennesimo (dis)servizio pubblico o ad emigrare, lasciandoli a giocare al politico, tra di loro.
  • Ogni partito ha i militonti che si merita.
  • Noi siamo le emozioni che gli altri accolgono o rifiutano e il ricordo che rimane delle emozioni che abbiamo suscitato. È quel ricordo evocato dal rimpianto o dal rimorso o dalla stizza, che provoca un sorriso di accettazione o un ghigno di ricusa o uno sghignazzo di ripulsa.
  • Nella politica? Tutti Galan(t)uomini!
  • Fantastico il gioco di prestigio dei nostri politici: un due tre e con un gioco di mani, il denaro pubblico diventa denaro privato.
  • Un animale morto per strada è una carogna. Un animale cotto nel piatto è cibo. Personalmente non mi cibo di carogne. Ma credo che ad ognuno si debba concedere la possibilità di scegliere come… suicidarsi.
  • Chi è un chiunque potrà solo mutarsi in un chiunque chi.
  • Halloween. Che meraviglia! Anche le zucche vuote possono, una volta all’anno, riunirsi per festeggiare e per festeggiarsi.
  • Ho imparato che talune persone spariscono all’improvviso dalla tua vita senza motivazione alcuna, perché non riescono a perdonarti di aver fatto loro… del bene.
  • I consigli non richiesti sono palese manifestazione di arroganza dell’ego rozzo di chi tenta di imporli.
  • Reputo che la poesia sia una forma di scrittura non codificata, creata dal sé. Non ha regole o schemi definiti essendo creatività, metafora, scandaglio di sensazioni, a mio avviso, ma deve possedere solo una fondamentale caratteristica: l’armonia delle parole, che è musicalità di tono, che è ordine emotivo, che è matematica di sentimenti.
  • I nostri errori? Le nostre sconfitte? Le nostre delusioni? Sono, tutto sommato, un meraviglioso accadimento terapeutico per la conoscenza di noi stessi.
  • A tutti noi spetta un posto fisso. A tempo indeterminato. Basta aspettare e ci verrà assegnato senza neppure fruire di una raccomandazione. Dove? Al Cimitero, la più grande comunità mondiale, la sola dove regna la pace.
  • Ho come l’impressione che la politica ed il Pd a Roma stiano cuocendo a … bagnomarino, o perlomeno siano state messe a … marinore, in attesa della fine cottura!
  • La poesia non ha tecnica alcuna, ha la possanza del linguaggio, conosce la parola e la domina mentre ne è dominata. La poesia non si rivela tale poesia ma tale emozione. E’ ricca di sillabe, vocali, verbi, allegorie, allucinazioni, allitterazioni, neologismi. Rifugge l’ovvio, l’ordinario poiché si nutre di straordinario. E’ una scrittura inquieta che dà pace, imbibita di tristezza che dà gioia, rallegrata da gioia che dà tristezza. E’ uno spettacolo di capriole di vocaboli che cadono sempre in piedi e non si feriscono. E se sarà chiamata poesia, sarà perché avrà autografato il cuore di chi l’ha letta. Di chi l’ha fatta sua.
  • Infuria la polemica, carne si, carne no, carne un po’. Ora lo sapete, chi mangiate può farvi morire di cancro, come mille altre tossine, con la differenza che questa tossina si chiama morte della vita altrui. Personalmente ho deciso cosa mangiare una quindicina di anni fa. E la mia scelta si è dimostrata vincente per la mia salute, quando il cancro mi ha buttato a terra senza sconfiggermi. Ma non ho mai imposto il mio stile di nutrizione a chicchessia, mi sono limitata ad informare. Perché ritengo che sapere sia la ricchezza che permette la consapevolezza di una scelta. E scoprire la crudeltà, il profitto, il sadismo, il terrore e il dolore che si celano dietro la realtà della morte della mucca, del maiale, della capretta, della gallina, del coniglio, del pollo, del cavallo, dell’oca, animali felici nella pubblicità ipocrita e ignorante, (e tralascio di parlare della ferocia nascosta nelle pieghe eleganti della moda e di quella tollerata nella sperimentazione animale e nella caccia, nei circhi, negli zoo e negli acquari), non mi ha lasciato altro scampo, se non la presa della mia coscienza. Però non mi considero animalista, ambientalista, bambinista, donnista, anzianista anche se ho deciso di impegnarmi per la tutela della vita di ogni creatura senziente umiliata e vessata.  Sono soltanto una persona che si crede civile. Una persona che farnEtica e che è felice dell’effetto che ogni piccolo passo avanti della mia visione di civiltà ottiene.
  • Un artista mai potrà essere un maestro, insegnare l’arte. L’arte non è una materia e l’artista non è un maestro. Perché è l’arte l’unica maestra dell’artista, sempre e solo scolaro. A vita.
  • Muore dentro chi sopravvive alla morte dell’amore. Muore dentro chi sopravvive alla morte di se stesso. Muore dentro chi non nasce dentro se stesso. Muore dentro chi non nasce fuori da se stesso. Perché nasce e muore in quell’amore riposto e deposto in una essenza assente, radice sradicata di tale amore.
  • La realtà che stiamo vivendo è un ossimoro indegno, rappresentata da un prelato straricco, da un veterinario cacciatore, da un’insegnante pedofilo, da una infermiera aguzzina, da una madre assassina, da un politico ladro, da un magistrato disonesto, da un imprenditore corrotto. Disordine morale, confusione di ruoli hanno un solo significato: l’assenza totalizzante dell’etica nella nostra società. Prosit.
  • Oggi siamo sempre più soli, ma insieme agli altri. Ci scambiamo le nostre solitudini nei network. E invece di rispecchiarci in uno sguardo, ci rispecchiamo in un monitor.
  • A volte ci si dovrebbe davvero sciacquare la bocca prima di pensare. Talune persone emanano afrore dall’alito, talaltre dal pensiero.
  • I soldi delle messe che si trasformano in una mésse di soldi, sono gli evidenti miracoli della religione.
  • L’intimità è il nostro unico baluardo invalicabile. Una foresta incondivisibile, il cui accesso è severamente vietato a chiunque. Nulla a che vedere con la complicità del mercato. Ma tant’è, oggi si vive in piazza e l’intimità la si sciorina come un film di bassissima regia.
  • Credo che la dignità sia la tutela ineludibile dalla propria morale e il limite invalicabile della propria integrità.
  • L’imbecille ignorante è della peggiore specie di analfabeti, ciò che non capisce poiché privo di intelligenza emotiva e di profondità di pensiero e di ricchezza di linguaggio, è per lui un attentato alla sua mediocrità. Lo confonde, lo irrita in quanto gli sfugge il significato intrinseco della parola stessa. Allora aggredisce per far sapere che se non l’ha capita lui, la riflessione non vale un acca. Per far tornare raso terra, ovvero la sua dimensione, qualsiasi volo pindarico.
  • Quei nostri “cadaveri” che abbiamo nascosto accuratamente e con mille sotterfugi per anni e anni, li abbiamo bellamente traslocati dall’armadio in rete. Resuscitati per un like.
  • #Anas, il gestore della rete stradale ed autostradale, ha ufficialmente inaugurato le #tangenziali che portano allo svincolo delle #tangenti.
  • La sciatteria esibita nelle vesti è spesso rivelatrice della medesima sciatteria celata nei sentimenti. Come se all’orlo sdrucito dei pantaloni o alla tasca scucita della giacca, corrispondesse una disarmonia dell’anima, come se la sinecura del proprio aspetto, coincidesse con il disagio della propria essenza.  Perché misconosciuta, perché temuta, perché domata, perché rifiutata. La sciatteria emotiva, porta alla indifferenza, quella indifferenza che corrompe lo spirito e che conduce alla crudeltà, verso se stessi e verso l’altrui.
  • Un uomo per quanto stupido della sua vita riscuote il valore. Una donna per quanto intelligente della sua vita paga il prezzo.
  • Amo l’intelligenza allegra … la sensibilità briosa … il genio inconsapevole … la bravura incredula … l’arguzia umile … l’arte spontanea …Come è il respiro .. semplice poiché naturale …
  • L’odore di santità? Oggi c’è qualche prelato che è convinto di poterlo acquistare a 1100 euro in profumeria.
  • Riappropriarsi del linguaggio e della sua valenza, sarebbe auspicabile. Oggi si usa una minima varietà di vocaboli. Vanno per la maggiore, truffatore, turlupinatore, bugiardo, frodatore, corruttore, corrotto, ladro, spergiuro. La parola assume una responsabilità etica nella profondità del suo significato. E se chi la proferisce ne carpisce il significato ma non lo onora, poiché ne abusa, commette già peccato di amoralità. E’ infatti la parola stessa che definisce qualsivoglia funzione e l’associa alla sua precipua etica. Sacerdote a carità, politico ad onestà, per esempio. Quando il sacerdote si corrompe, quando il politico si corrompe, corrompe la parola stessa e la sua funzione, delegando alla propria furbizia meschina il suo non valore, deprivandola appunto della sua responsabilità etica.
  • Mi rammarico nel constatare il fanatismo (pseudo) intellettuale che dilaga in rete e che produce la stessa oscurità del pensiero propria dell’integralismo (pseudo) religioso. E’ davvero difficoltoso restare umani quando si annega in un oceano di disumanità.
  • La democrazia è correre il rischio di concedere la libertà di parola a chi non conosce il significato della parola, che sarebbe a dire, mettere nelle mani di un bambino di sei anni che non conosce il pericolo delle armi, un kalashnikov.
  • Ho imparato che … se così lo fanno tutti, è meglio non farlo, non fosse altro che per principio, che … se così lo fanno in molti, è buona cosa chiedersi se si possiedono i difetti necessari per entrare nel novero dei molti. E che … se così lo fanno in pochi, vale la pena di approfondire con se stessi le ragioni, per verificare di avere le qualità idonee per far parte dei pochi.
  • Leggendo in rete miriadi di post e commenti beceri, intrisi di odio, superficialità, ignoranza, razzismo, opportunismo politico, quando il silenzio sarebbe il solo commento di rispetto per le vittime della tragedia della guerra e del terrorismo quotidianamente rappresentata sulle scene mondiali, vedo per l’umanità, oltre la fioca fiammella di luce dello spirito, un oscuro tunnel di ipocrisia della mente.
  • Meglio rimanere in laico silenzio che dire religioso, oggi, si bestemmierebbe.
  • Un dubbio mi assale: quando arriveremo alla destinazione nostra definitiva, gli addetti preposti, ci selezioneranno in base al colore della nostra pelle, alla nostra taglia, alla nostra altezza, al nostro credo e ci chiederanno di esibire per permetterci l’ingresso nel regno dei cieli, la nostra carta di identità, il nostro passaporto, il nostro curriculum o preferiranno verificare l’impronta spirituale della nostra coscienza?
  • Le parole vengono spesso usate come coriandoli o come fuochi artificiali o come saette o come tirapugni. Quanti parolai e quanti pochi … parolieri ha la colonna sonora della nostra vita!
  • Credo che per convivere siano fondamentali tre pilastri: il senso del ruolo che ti permette di non esondare, il no del tuo io che fissa i paletti invalicabili al mondo intero e il grazie per ogni attenzione, un vero regalo, che ti viene rivolta. Il resto? Viene da sé.
  • Per coltivare un ideale, si dovrebbe elaborare, prima, una idea. Propria.
  • Noi, ogni volta che ci accingiamo a partire per vivere l’avventura di una fase della nostra vita, non abbiamo la percezione che invece stiamo ritornando dal viaggio che abbiamo intrapreso, alla nostra nascita. Da noi stessi a noi stessi. Dal punto esatto di partenza, il nostro io, al punto esatto di arrivo, il nostro io.
  • Fino a quando noi donne divinizzeremo l’uomo, saremo suddite. Dobbiamo cercare invece nell’uomo, che ha avuto nell’arco della storia una totale libertà espressiva, un modello di umanità, che ci ispiri ad avvicinarci il più possibile alla perfezione della nostra individualità. Che è unicità, che è autonomia, che è indipendenza da qualsiasi “preconcettuoso” pregiudizio tramandato dalla arroganza della sua onnipotenza.
  • Il mutamento consapevole della donna passa quando, dall’essere considerata oggetto di desiderio, arriva a considerarsi soggetto del desiderio.
  • E fu amore a prima svista.
  • Occorre tanta pazienza per imparare ad avere pazienza.
  • Considero la dignità quel no duro, rigido, doloroso, rischioso, ma fondamentale per la propria intimità, il limite che nessuno e dico nessuno può oltrepassare. Perché l’intimità è la mia ricchezza, il mio egoismo. Il mio patrimonio da difendere. Mentre la complicità è la mia generosità, il mio altruismo. Il mio dono da offrire.
  • Se non recuperiamo l’etica e la morale, la rinascita della società, non ci sarà. Solo tramonto per i nostri giovani che sono all’alba della loro vita. Noi, anziani, siamo colpevoli di immobilismo. E’ la pratica dell’etica che conduce una società alla presa di coscienza e di responsabilità della sua condotta e che regolamenta le convivenze e dunque è quella pratica che ci si attende dalla politica onesta e dunque è quella pratica che ci si attende dai media liberi e dunque è quella pratica che ci si attende da un governo attento ai bisogni materiali e spirituali di coloro che governa. E’ l’etica allora che indirizza la morale dei cittadini. Insomma uno specchio in cui il cittadino che si sente tutelato sia dalla trasmissione di valori espliciti che contraddistinguono ed esaltano la cultura del bene comune sia dalla equità e dalla giustizia della applicazione delle leggi, riflette a sua volta, il proprio comportamento personale. L’etica necessita di modelli incorruttibili a cui ispirarsi e in cui ritrovarsi, la morale invece è la guida personale che insegna all’individuo diventata persona, a seguire quel modello. Dunque, se il modello è un esempio furbo, cialtrone, ipocrita, laido e di mero potere, chiaro che per emulazione della mediocrità esibita e solo apparentemente vincente, spinge l’uomo ad applicare la strategia del ladro per non sentirsi.. derubato.
  • Il limite e l’esaltazione della parola sono nella sua interpretazione. Non quello che si dice significa, ma il modo in cui viene percepita è il suo significato. Solo la comunicazione dei sensi è vera comprensione, è vera intesa.
  • Modi di dire riveduti e (s)corretti. Sbagliando si impara. Si, a compiere errori nuovi.
  • Parlare senza assumersi la responsabilità del significato della parola che si pronuncia, è esibizione di uno sterile vaniloquio, che inficia ogni nostro rapporto civile e sociale.
  • Pazienza, parola bifronte. Quando la pronunci tra te e te, intonandola adagio come una cantilena, beh, di pazienza in tasca ne hai ancora qualche strofa da inanellare. Quando la pronunci tra te e te, sparandola secca come una schioppettata, beh, di pazienza in tasca non trovi più neppure una cartuccia a salve da sparacchiare.
  • Chi teme la bulimia dei sentimenti e si ritrae dalle emozioni, si condanna a legarsi, subendone la paura, a chi ne è privo, poiché è tranquillizzato dalla sua statica anoressia emotiva che gli permette la vivenza, negandogli però, al contempo, la possibilità di essere in vita.
  • Quando un uomo ammogliato tampina una donna single e per irretirla, esibendo una (s)lealtà paravento, adduce la scusa di convivere sotto lo stesso tetto del coniuge causa ragioni economiche o causa salute precaria  della poveretta e che il matrimonio, giura, è finito da un pezzo tanto che presto, prestissimo divorzierà, dovrebbe esibire alla corteggianda amante, una liberatoria emotiva, sentimentale e sessuale, firmata dalla stessa moglie, non elencare una sequela di bugie giustificative, che rivelano la sua natura di vigliacco.
  • La raffinatezza è espressione dello stile dell’anima, non un abito, sebbene di ottima fattura, da indossare. E’ cura dei particolari emotivi. E’ gusto di abbinamento di colori sentimentali. Si rischia altrimenti ed è un attimo, che la pelle svestita di quel panno, riveli crudamente la propria sciatteria. Come un corpo reso secco da un bustino ma che, slacciato dalla costrizione, mostri l’adipe inopportuno a rendere armoniche le forme.
  • Mi trastullo con il mio rovello attuale: è possibile che si ami l’essenza, ovvero quel che siamo e non l’età, ovvero ciò che appariamo? Si ama una anima, la sostanza di una persona a cui la propria anima, la propria sostanza, si allaccia, si mischia, per vie imperscrutabili e che non ha età ma solo flusso e ci si innamora di un corpo di sembianze che compiono gli anni. Si delineano due coppie accoppiate, le prime, lo scorrere, sono radici di sé. Le seconde, il germogliare, sono rami di noi.
  • Ho la netta impressione che, oggi, richiedere alla politica nostrana, la tutela di un proprio diritto, sia, invece che una sacrosanta prerogativa del cittadino, come stendere la mano per elemosinare uno spicciolo di carità.
  • Siamo incorreggibili, ci lamentiamo spesso e ci lagniamo sempre di tutto e per tutto quello che fanno.. gli altri, e si sa. Quello che non si sa se non si vede, è l’incuria con cui noi cittadini arroganti e sconsiderati, trattiamo le nostre strade. Una passeggiata, in un giorno qualsiasi, svela la nostra costante e reiterata maleducazione. Chi fuma, getta i mozziconi ancora accesi, per terra. Chi sgranocchia una merenda o uno spuntino o una caramella, getta la carta e la scatola di cartone della pizza, per terra. Chi beve, getta la lattina o la bottiglietta di vetro vuote, per terra. Chi ha un cane, lascia gli escrementi, per terra. Chi mastica la gomma, quando si stufa, getta i rimasugli, per terra. Poi pretendiamo, con questo esempio di alta civicità, che il Governo ci tuteli dal degrado. Mi pongo una sola domanda: noi cittadini di tale mal fatta guisa, a casa nostra, siamo avvezzi a ridurre il salotto tale ad un immondezzaio? Il dubbio, mi pare oltremodo legittimo.
  • Il nostro tempo si snoda nel limbo del frattempo, l’intervallo del tempo, in cui attediamo di dare significato al nostro tempo.
  • L’individuo che diventa persona è la somma di sofferenza e coraggio, la sottrazione di rancore, la moltiplicazione di entusiasmo, la (con)divisione di esperienza.
  • Se pensassimo anche solo un momento, che noi siamo il ricordo che lasciamo a coloro che ci incontrano, a coloro che ci ascoltano, a coloro che ci leggono, credo che sceglieremmo con molta più cura le parole da pronunciare, le parole da inghiottire, le azioni da compiere, le azioni da annullare.
  • Ci sono amori di consuetudine, ci sono amori di carriera, ci sono amori di affari, ci sono amori di opportunismo, ci sono amori di egotismo, ci sono amori di sopraffazione, ci sono amori di umiliazione, ci sono amori di mercificazione, ci sono amori di solitudine, ci sono amori di scambio, ci sono amori di sacrificio, ci sono amori di rinfaccio,  ci sono amori di violenza, ci sono amori di odio, ci sono amori di rimorso, ci sono amori di rimpianto. Ci sono amori perduti, ci sono amori ritrovati, ci sono amori immaginari. Ma c’è un amore solo di amore, l’amore di amanti, l’amore che non si incontra mai, ma che si cerca per il nostro sempre.
  • Il Natale è crocevia di sentimenti contrastanti. Obbliga la ricorrenza, a leggersi dentro. Ed è diseguale per ognuno, può essere terribile e può essere meraviglioso, per chi è solo, lasciato solo dai suoi errori o per chi invece è stato accolto e perdonato. Ma per chi è ammalato, ancora più di chi è povero, senza lavoro, senza casa, sull’orlo di una voragine, a tu per tu con la sua morte, è spaventoso. Nove anni fa, il mio Natale in compagnia del mio ufo tumore, appena rivelatosi, appena operata, appena spaventata, avrebbe potuto essere il mio ultimo Natale. Rassegnata e confusa, l’ho vissuto senza viverlo. Ebbene quel Natale posso dirlo, è stato il mio primo Natale. Si, perché ho scoperto dopo, di avere trovato sotto l’albero del mio Natale, le mie radici. Auguro, allora, a coloro che stanno dialogando con la malattia, di scalpitare con rabbia e forza e di aggrapparsi alle loro radici. Comunque vada, ne usciranno a testa alta.
  • Modi di dire riveduti e (s)corretti. E’ un attimo, durante le festività, passare dal complesso di colpa al complesso di polpa.
  • Qualsiasi cosa succeda l’Italia non si scuote, ha imparato a imbosc(hi)are tutto.
  • Clima: Inquinamento e Nebbia se la giocano in Cappa Italia.
  • La solitudine che accompagna gli spiriti fieri, è la loro ricompensa terrena. Li difende e li protegge dalla meschinità ordinaria della massa.
  • Quanta fatica tocca sopportare a Papa Francesco, per …scardinale il degrado della casta carrieristica religiosa!
  • Oggi pare che molti abbiano una coscienza. Ma ahimè, è incosciente, a … loro insaputa.
  • E’ la afonia empatica, l’handicap insormontabile dell’uomo. La sua vera disabilità.
  • Per fare strada, per fare carriera, per avere successo, nella società attuale, colui che è chiamato a dirigere un qualsivoglia settore pubblico, deve dimostrare di sapersi destreggiare con assoluta (in)competenza riconoscente, nelle nomine degli amici degli amici che lo sostengono.
  • La passione è poco più che implosione, è poco meno che deflagrazione del desiderio che si insinua nella nostra immaginazione, bussola del nostro essere nei sensi.
  • Spesso lasciamo entrare nella nostra vita ospiti molto ben mimetizzati nella apparente buona educazione e che invece, appena presa confidenza, si manifestano, denudati delle mentite spoglie, per quel che sono. Vandali.
  • Modi di dire riveduti e (s)corretti: Più che al salto della quaglia, oggi, sulla scena politica, si assiste al salto del quaglione.
  • Giornate di festa! Ma quanto siamo tutti più buoni? Tzè, è proprio durante il pandemonio natalizio che si infuocano le fiamme degli inferni emotivi, che ustionano gli infermi sentimentali.
  • Modi dire riveduti e (s)corretti: Non si sputa nel piatto dove mangi, ma è buona norma anche, non sputare neppure in faccia di chi ti ha apparecchiato la tavola.
  • Un saluto al povero Santo Stefano è d’obbligo. Credo che patisca molto il fatto di essere un…avanzo e non una prima scelta.
  • La nebbia è la malinconia del tempo.
  • Il vanesio? Via col vanto.
  • L’uomo parte da sé, per tornare a sé. E’ come un albero che ha tanti rami ma una sola radice.
  • Modi di dire riveduti e (s)corretti: Era una persona deformata dai fatti.
  • Questa Europa, più che l’Europa dell’euro, pare l’Europa della neuro.
  • Credo che la sensualità sia l’eleganza dell’animo mentre il sexy sia semplicemente la sfacciataggine del corpo. Per trovare la propria sensualità, ritengo occorra una vita intera di maternità di percezioni, rese sensazioni, espresse come vibrazioni.
  • #CanoneRai: Il discorso di fine anno del Presidente della Repubblica, sarà trasmesso a rate unificate.
  • Quando si ride, spesso si è in compagnia. Quando si piange, sempre si è soli.
  • Ci sono persone che incontri, che non sono soltanto persone ma anche e soprattutto, brivido. Può essere la voce, può essere lo sguardo, può essere la gestualità, può essere la grazia, può essere la sensualità, che emanano con estrema naturalezza, ed è quella caratteristica connaturata al loro essere, che sovrasta la fisicità e fa di loro, solo brivido. Di pura emozione che sanno trasmettere e che è possibile dimenticare ma che è impossibile scordare.
  • Modi di dire riveduti e (s)corretti: Non tutti i buchi riescono con le ciambelle.
  • Scegliere la propria destinazione è condurre per mano il proprio destino.
  • L’importanza delle parole tra uomo e donna. La massima aspirazione della donna è quella, in amore, di trovare il suo insuperabile compagno diletto. La massima aspirazione dell’uomo, in amore, è quella di diventare un insuperabile compagno di letto.
  • E’ un valore, ritengo, la coerenza a sé stessi che genera quelle azioni concordi al proprio pensiero. Essendo la vita mutamento e trasformazione, si deve conformità solo alla propria trasformazione e al proprio mutamento per salvaguardare la personale integrità.
  • Epifania. Mi auguro che i genitori attenti facciano trovare nella calza ai maschietti, una bambola per insegnare loro, da subito, che le donne reali, sono un altra cosa e alle femmine facciano trovare un carro armato per insegnare loro, da subito, a passare con i cingoli, sull’io ipertrofico di alcuni uomini. Forse in tale modo, la vecchia Befana potrà regalare i primi appunti della lezione sul rispetto reciproco.
  • Il libro è l’esame di coscienza di chi lo scrive e di chi lo legge. Un bisturi di parole che separa la visione dalla realtà, tagliando di netto la percezione di sé, ispirata dall’ego e quello che si è, descritta dall’io.
  • Illusione. Delusione. Dipendono solo e sempre dalle nostre (pre)visioni. Siamo abilissime. noi donne, a farci male da sole. Non è l’altro che delude. Siamo noi che ci illudiamo.
  • Il tempo ha una sola virtù, l’attenzione e un solo difetto, l’indifferenza.
  • La gloria dell’uomo è nel ventre della donna.
  • Quello che è successo a Colonia è orribile, non solo per l’accaduto ma per l’arroganza di obbrobri di uomini che sono solo tubi digerenti che non hanno alcuna giustificazione per il loro comportamento da barbari, da trogloditi. Loro, sono una massa acefala, degradata dal fanatismo, dalla oscurità del pensiero e dalla totale mancanza di civiltà. I governi dovrebbero imporre lezioni di cultura a questi beceri palpeggiatori, sguaiati stupratori che credono la donna una loro appendice da umiliare e sottomettere e rispedire a calci nel sedere chi non si adegua ai nostri usi e costumi.. E se questi dementi che si riuniscono in gruppi per mostrare la loro vigliaccheria, credono di imporre la loro rozzezza per punire la nostra libertà di esistenza, a noi donne che ci siamo guadagnate l’identità di persone, lottando e lottando e lottando, beh si sbagliano di grosso. Siamo pronte, prontissime a sfidarli e a urlare a loro, in faccia, la nostra emancipazione. Senza se, senza ma.
  • Ogni religione è una prigione che necessita di secondino e di prigioniero. Il punto focale del dominio da parte del secondino, è la repressione sessuale del prigioniero, comandata dal secondino superbo e assecondata dal prigioniero ignorante. La pretesa di dirigere e di reprimere le pulsioni naturali dell’uomo, è la pietra tombale della convivenza in una società che si reputi civile. Perché si sotterra il rispetto reciproco che dovrebbe esserci tra l’individuo uomo e l’individuo donna. E’ uso e scempio della donna, indicata come portatrice di peccato e non come creatrice di vita. E questa repressione che soggioga e porta al fanatismo, è il focolaio di mille guerre volute dall’IO dell’uomo, che fa credere di essere Dio, (D’Io) ad altri uomini.
  • Considero Maestro, quell’Alunno che mentre impara, non si accorge di insegnare.
  • Il sentimento è un pensiero che sente.
  • La politica oggi? Semplice e brutale accattonaggio imposto ai cittadini che non hanno più diritti, ma solo rovesci.
  • Modi di dire riveduti e (s)corretti: L’uomo raccoglie quello che (in)semina.
  • Leggo in rete che i musulmani intervistati da LA7, affermano che solo la donna che porta il velo va rispettata. Credo che noi donne, spupazzate da Governi sordi al pericolo della emigrazione di popoli ottusi da pregiudizi, dalla terra natia custode di arroganza sessista che si trasforma in immigrazione in terra libera da zavorre ingiuste, ma che non si muta in integrazione di reciprocità rispettosa, la loro alla nostra civiltà, non la nostra civiltà alla loro inciviltà, siamo consapevoli cavie per le donne che verranno. Ci tocca combattere a muso duro, ci tocca infliggere alla brutalità del pensiero insano e oscuro di questa gente, con determinazione. Nessuno ci può privare della nostra autonomia e indipendenza che dobbiamo lasciare come eredità preziosa, alle donne che prenderanno il nostro testimone. Personalmente accetterò il velo, solo quando questi villici intellettivi, che non vogliono saperne di progredire, accetteranno di indossare un paio di mutandoni di latta con una serpentina elettrica che punisca ogni loro osceno impulso genitale, che considero alla stregua di un attentato alla integrità individuale femminile.
  • L’unico peccato di cui mai ci si deve pentire, è il peccato di avere vissuto. E amato. Sempre e nonostante. Che si penta chi non ha peccato abbastanza.
  • Chi siamo è l’equilibrio di una miscellanea dei nostri difetti che diventano pregi e dei nostri pregi che diventano difetti. Bontà senza tonteria, ambizione senza arrivismo, fermezza senza crudeltà, vanità senza narcisismo e via disquisendo. Fino a renderci persona che sa tenere a bada proprio quei pregi e proprio quei difetti, avuti in dono da madre natura.
  • Tutti noi abbiamo un coinquilino tetragono ad ogni regola di convivenza pacifica, nei nostri sentimenti. Lascia disordine ovunque nei pensieri e salta  e ballonzola e caprioleggia quando decide lui. Si insinua ad ore indefinite, di giorno e di notte, a suo piacimento, nel nostro vivere. Ma non possiamo cacciarlo. Non ne abbiamo né la forza, né il potere, né l’autorità. Già, il cuore si mette di traverso nella nostra mente e la scompiglia, con la scusa del ricordo. Gli è sufficiente un barlume di paesaggio, un soffio di odore, uno scorcio di suono, per dare di matto e pretendere attenzione. E stravolge così, ogni nostro progetto di calma e serenità abitudinaria, da perenne ribelle alla nostra volontà, rifiutando ogni sua intromissione.
  • Ogni scelta è una rinuncia.Le coscienze si educano. Non si allevano.
  • Il vero maestro è chi ti ferisce. Impari più da un torto che da una carezza. Nel torto trovi la spinta per reagire. Nella carezza la culla per crogiolarti.
  • Possiedo da spendere la sola moneta del mio sono. Ho investito il mio ero e non so se il mio sarò, potrà fruttarmi l’interesse ad essere.
  • Il potere del potente troppo spesso è prepotente.
  • Alcune unioni incivili di sentinelle, sedute sul pensiero, fremono dal desiderio di sabotare la legge sulle unioni civili di persone, in piedi sull’amore.
  • Capita che il genitore di un figlio bullo, sia un genitore a sua insaputa.
  • L’età si innamora rincorrendo i suoi definiti anni. L’essenza ama percorrendo il suo infinito tempo.
  • E’ buona norma apporre le etichette ai barattoli. Non alle persone.
  • Se il ricordo è una tela, l’odore è la sua cornice.
  • Ho imparato che certe persone intriganti, piacevoli, brillanti, sono solo l’amaro dopo la ciliegina sulla torta, quella fetta di dolce a fine pasto, stucchevole, che resta sullo stomaco. Persone che non possono essere altro che il digestivo. Una tantum, però. Il loro sapore sa di gusto, sa di peccato di gola, ma smaltirlo è una dura battaglia, come quella che si combatte contro l’adipe depositato sul giro vita. E la ciambella, ah no, non è di salvataggio. E’ ciccia, l’odiata ciccia!
  • Notizia flash: Scoperti molti docenti abusivi che esercitavano la materia della buona educazione, senza possederne per altro l’attitudine, con laurea taroccata.
  • Dopo le statue che svelano la nudità della bellezza, ricoperte in tutta fretta con un burqa di polistirolo per non turbare, con la sua verità carnale, l’ospite straniero, credo assolutamente inconsapevole delle fattezze di un corpo umano al naturale e non umiliato da preconcetti e pregiudizi maschili ossessivi e ossessionanti, attendo con impazienza che il ministro preposto, acquisti una serie di mutandoni per ricoprire l’indecenza di quei monumenti equestri, che osano mostrare l’interezza di un cavallo.
  • La storia è una maestra che insegna ad un’aula vuota.
  • Il costo della nostra memoria è la nostra identità. Il prezzo della nostra identità è il ricordo.
  • Molti amano ascoltare una sola musica: il suono monocorde e stridulo della loro voce.
  • Il limite che l’amore verso l’altrui non deve e non può mai oltrepassare, si chiama dignità.
  • Giudicare gli altri, significa spesso soffocare una pessima opinione di se stessi e condannarsi. Coltivare una buona opinione degli altri, significa sempre giudicare se stessi e assolversi.
  • Modi di dire riveduti e (s)corretti: La Ministra riscaldata non è mai buona.
  • La strada giusta da imboccare ad un bivio, è quella che ti induce a pensare che ti perderai. Prima di ritrovarti.
  • L’opinione che ti formi sugli altri, è l’espressione della opinione che coltivi di te stesso.
  • Fino a quando un leader di un partito politico non chiederà ufficialmente scusa al cittadino, fino a quando un leader di un partito politico non denuncerà pubblicamente e vergognandosene un suo iscritto condannato per corruzione, peculato, scambio di voti, appropriazione indebita e lo caccerà dal partito, fino a quando un leader di un partito politico non restituirà al cittadino il maltolto di un suo iscritto ladro, considererò la politica una faccenda di malaffare per gente di malaffare, dedita ad un solo interesse: l’autoconservazione.
  • Cambiano i tempi, cambiano gli usi e i (s)costumi. La politica si adegua. Dopo il voto baratto, dopo il voto retribuito, dopo il voto faiunacrocequi, ora prende piede, il voto in logogrammi.
  • L’azione è un pensiero che sa quello che vuole.
  • L’arroganza è la presunzione dell’ignorante.
  • Capita, a volte, che la convivenza sfoci, per quieto e vigliacco vivere, nella connivenza.
  • I moralisti devono avere una scarsissima vampata di soddisfazione dalla loro sacra e santa vita, se invece di viverla al pieno godimento, come sarebbe dovere nel loro diritto, occhieggiano la deliberata vita di chi reputa laica e libera la propria vita e vorrebbe viverla con il diritto del dovere della propria morale. Tanto da voler compensare la loro frustrazione con l’imposizione dei loro schemi irreggimentati nell’oscurità del pensiero ottuso.
  • La parola è un precipizio. Pochi, pochissimi, decidono di tuffarsi nel suo significato, dominando le vertigini, per assumersi la responsabilità delle sue variegate sfumature quando la pronunciano.
  • Prima di essere ramo, prima di essere foglia, prima di essere frutto, devi essere radice, interrata dal tuo seme.
  • Siamo un popolo strano, attaccato alle superstizioni offerte dal mondo dell’invisibile e dell’incredibile, per bisogno salvifico di assoluzione e di protezione dai demoni (?). Abbiamo necessità di esorcisti, e non sentiamo invece impellente il dovere di educare al pensiero i nostri ragazzi,  in tema di sentimenti e sessualità. Di rispetto. Eh no, si bestemmia solo ad immaginare l’uomo nella sua interezza, corpo e spirito. La Chiesa reprime il desiderio naturale e ciò che più la spaventa: l’amore umano. Senza dimenticare il disprezzo per la donna, che nella isteria collettiva, fatica ancora a non essere considerata strega tentatrice, ovvero la chiave  che apre l’inferno. L’amore deve essere indirizzato al Dio, incanalato nella apoteosi del miracolo. Perché il miracolo, paga in termine di profitto, di grandi eventi da mercificare, selezionati da una oculata scelta di religioso marketing. Non importa se questa stortura sadica, la castità imposta ai prelati, ai fedeli, per poter meglio dominare la vita altrui, la negazione autolesionistica del sé, sconvolge, tortura, dilania, massacra, innocenti vittime di abusi. Noi italiani abbiamo bisogno di salme, di cadaveri imbellettati, da ostentare con magnificenza, per richiedere l’intercessione della misericordia per i nostri peccati, stabiliti, non dalla nostra coscienza, dalla nostra morale, dalla nostra capacità di scegliere tra il bene e il male, ma imposti dal moralismo di chi ci crede dementi e che vuole governare e dirigere e sopprimere la nostra autonomia. Il nostro istinto naturale a vivere cercando secondo coscienza, di raggiungere il piacere della felicità.
  • La naturalità del nostro istinto seppur acquattata, prende il sopravvento sempre, comunque e dovunque.
  • L’eleganza è la grazia dell’istinto.
  • Se si riscontrano problemi di corrispondenza con un politico e la lettera viene restituita al mittente, si consiglia vivamente di inserire la missiva in una busta(rella) e di rinviarla, in modo di avere la matematica certezza che il destinatario la riceva e la legga con attenzione.
  • Non c’è interlocutore da ascoltare più interessante di uno sciocco quando tace.
  • Rimpiango il vecchio salvadanaio che custodiva il soldo regalato dal topino, che arrivava in silenzio, durante la notte, per premiare il coraggio dimostrato alla caduta del nostro primo dente da latte. Ora invece, il topo di fogna furtivo e vigliacco, che lucra sulle dentiere, nasconde le mazzette nel congelatore. Come se il freddo glaciale potesse eliminare i batteri della corruzione.
  • Ho imparato che gli individui che hanno il nulla da esprimere, lo esprimono in pessimo modo.
  • L’immaginazione è la coscienza della parola.
  • Non esiste più la qualità di una volta. Oggi, anche le stelle, sono … scadenti.
  • I colori dell’Arcobaleno, riflettono quelli, in maggioranza… Verdini.
  • La curiosità è la lente di ingrandimento dell’intelligenza.
  • Tempi che cambiano: dall’utero in affetto all’utero in affitto.
  • I valori che ispirano la nostra società, oggi: lucro, speculazione, profitto, truffa, corruzione, volgarità, maleducazione, evasione, pressapochismo, cialtroneria, crudeltà, ignoranza, raggiro, menzogna, odio, indifferenza. Il fine che la nostra società vuole raggiungere, oggi: farla franca. Il modello che la nostra società legittima, oggi: il furbo.
  • Il problema della politica è che oggi, abbiamo una sinistra ambidestra e una destra sinistrorsa. E tutte e due però usano entrambe le mani per distruggere le speranze del nostro paese, si fanno sentire a mano a mano che si avvicinano le elezioni, hanno la mano pesante per imporre le loro arroganti tasse, hanno le mani in pasta per spartirsi le prebende, hanno le mani lunghe per afferrare le bustarelle, se ne stanno con le mani in mano spesso e volentieri di fronte ai nostri problemi urgenti e fondamentali di sopravvivenza, non danno una mano ai cittadini, formano spesso partiti e movimenti di seconda mano, sono abilissimi nel far man bassa di ogni valore democratico, mettono le mani avanti, quando sono beccati con le mani nel sacco, si fanno prender la mano dal senso di onnipotenza, vengono alle mani tra di loro per affermare una presunta supremazia e danno con la loro inettitudine, l’ultima mano al compimento del degrado dell’Italia, incapaci di cedere la mano alla democrazia e nonostante se ne lavino le mani, non riescono a tenere le mani pulite. Noi cittadini, siamo fuori mano dal loro percorso e col cuore in mano, possiamo solo mandarli a quel paese mentre ci mangiamo le mani per la rabbia o ci mettiamo le mani nei capelli per la disperazione. E ci chiediamo sconsolati ma non arresi, rivolgendoci al cielo: “Ehi, da lassù, che ce la date una mano?”
  • I pentiti: La resa dei canti.
  • Non esiste alcuno più sconsolato di un artista dal cuore disoccupato. Non esiste alcuno più melanconico di un artista dall’ispirazione rapita. Non esiste alcuno più disperato di un artista dalla vena secca. Non esiste alcuno più solo di un artista dalla pelle fredda.
  • La mutazione dei tempi ha sostituito l’homo sapiens con l’homo insipiens.
  • L’amore è l’umore dell’anima felice.
  • Ironia, paradosso, sarcasmo sono i corrimano della parola libera.
  • Modi di dire riveduti e (s)corretti: Sopra la Banca la Politica campa. Sotto la Banca il Cittadino crepa.
  • Preferisco occuparmi di chi mi precede, nel tentativo di superarlo piuttosto che di occuparmi di controllare chi mi segue, nel tentativo di seminarlo.
  • La sguaiatezza del comportamento, segnala un aborto di anima che sguazza nei miasmi della volgarità e affoga nella bassezza del doppio senso ammiccante, di colui che umilia il senso della bellezza della vita.
  • La felicità è sgranare il proprio tempo senza rimorso o rimpianto, dilatando un secondo estatico o comprimendo un’ora disperata. Lasciando la libertà della scelta del ricordo al proprio pensiero, per vivificare gli attimi brillanti o cancellare i minuti cupi.
  • Disprezzo profondamente lo speculatore, quell’essere immondo che usa la strategia del terrore, dell’inganno e della menzogna per estorcere quattrini dalla sua vittima, facendo leva sulla sua debolezza, sulla sua fragilità, sulla sua credulità. Sulla sua indigenza, sulla sua malattia, sulla sua paura e sulla sua speranza. Preda senza alcuna difesa dal male, a cui lo speculatore ruba la fiducia, comprandola con la moneta dell’illusione. Merita la gogna, l’emarginazione sociale e in quanto truffatore di vita, merita l’ergastolo civile.
  • Il solo concorso in cui eccellono i nostri politici, pur copiando l’uno l’altro, è il concorso in corruzione.
  • Vanno in scena l’orrore, il terrore, l’abiezione del fanatismo. Di chi si professa uomo, ma è solo un misero, fetido scarto di carne. L’Europa non c’è, c’è il diritto alla privacy e il diritto alla libertà individuale e il diritto a manifestare la propria religione. Ma quando la propria privacy, la propria libertà individuale, la libertà di manifestare la propria religione nascondono la morte, sarebbe auspicabile porre delle limitazioni o perlomeno delle postille a queste sacrosante regole che diventano profane. Il cordoglio e le sue parole leggere non possono fronteggiare il peso del piombo che uccide. Parole che sono solo la veste contrita professate durante la loro consueta passerella del lutto in tv, delle istituzioni ipocrite, che promettono durezza e fermezza e rimpatri e maggiore controllo alle frontiere, contro la guerra del nemico, davanti a microfoni avidi di particolari di truculenta cronaca nera. Le vittime meritano silenzio e un mea culpa collettivo. E noi ci meriteremmo di poter vivere quello che ci resta da vivere, senza essere tormentati dal pensiero, ogni volta che usciamo di casa, di essere vittime designate di una imminente tragedia.
  • Per considerarsi affiliato a pieno titolo alla ‘Ndrangheta ‘, oggi come oggi, è necessario vantare una carriera politica di peso nel Governo, magari quella di un sottosegretario. Condicio si qua non. Come ben specificato nel modulo di iscrizione alla grande Famiglia.
  • Pd: Qui cosca l’asino!
  • Temo la carità cristiana. Per celebrare la resurrezione di una vita, una fede sacra che salva l’anima, sacrifica milioni di vite innocenti, un gusto profano che non salva il palato.
  • Scorrendo le notizie di cronaca, temo che molti sacerdoti, abbiano errato l’interpretazione del: “lasciate che i pargoli vengano a me”.
  • C’è una scala che misura l’imbecillità, con vari gradini da scendere. L’imbecillità amichevole, quella della volgarità. L’imbecillità ignorante, quella della superficialità. L’imbecillità provocatoria, quella della arroganza. L’imbecillità fondamentalista, quella dell’oscurantismo. L’imbecillità fanatica, quella della vigliaccheria.  L’imbecillità truffaldina, quella della malafede. L’imbecillità vanitosa, quella dell’autocompiacimento. Ma in ogni caso, l’imbecille è imbecille a sua insaputa, poiché non sa riconoscere la sua mancanza di civiltà, di cultura, di coscienza, di sentimento, di comunicazione e di pensiero.
  • A volte capita di vivere sotto lo stesso tetto per anni e di non incontrare mai il coinquilino. E così succede di condividere lo stesso letto con uno sconosciuto.
  • La bellezza incute terrore a chi ne è sprovvisto, poiché ergendosi a suo giudice, lo condanna inesorabilmente all’invidia.
  • Inquinamento ambientale: Molto tumore per nulla.
  • Povero PD…trivellato da colpi mancini del fuoco amico!
  • La Tv non informa. Deforma. Orai talk show, a corto di argomenti macabri che necessitano di plastico distruttivo di umanità, si fiondano sull’imbecille di turno e sul fanatico di turno, scatenati nella lotta carnivoro si vegano no, vegano si carnivoro no. La Tv ha bisogno, se non sempre di culi e tette, di zizzania, di urla scomposte e bizzarrie linguistiche da trivio, per far fare bella figura al conduttore ignorante in materia, che veste i panni del paciere, togliendo la parola a chi si dilunga nel centrare il tema della serata e mettendola in bocca a chi invece, la sporca. Che se ne parli sarebbe un bene, della diatriba tra veganesimo e carnismo, che se ne sparli, no, non va bene. Il fatto è, che l’argomento su cui disquisire è uno solo, empatia, ovvero sentire il sentimento dell’altro. Ma, se da una parte c’è una anima vuota, tipo salvadanaio che conta gli euro che insacca e che spiega, che lui il vitello che ha allevato per farlo morire, l’accarezza fino alla consegna nelle mani del macellatore, perché non gli si alzi l’adrenalina, ma che va bene così perché è la natura che lo richiede, senza rendersi conto della sua crudele non coscienza, e dall’altra parte, c’è una anima troppo piena di esaltazione, che non riesce a delineare in maniera comprensibile, il concetto etico della scelta morale di non mangiare la vita di alcuna creatura, non si va da nessuna parte. Si urlano offese, si ridicolizza l’argomento, e si esce dal binario della buona educazione. Si, buona educazione, che con la cattiva educazione si esacerbano le fottute ire dei contendenti, ma non si spiega, non si educa alla conoscenza dei fatti, non si specifica la violenza quotidiana perpetrata nei confronti degli animali, poiché il loro dolore, la loro sofferenza, il loro terrore, restano solo un bolo da masticare ed inghiottire, per poi leccarsi i baffi. Seguito da un sonoro rutto, per digerire anche, la nauseante serata televisiva.
  • La politica di oggi è uno Psico Dramma, Totalmente insanabile.
  • La prepotenza dell’ignoranza, la boria della ricchezza, la sfrontatezza dell’egotismo, vanno a braccetto con l’albagia dell’arroganza, laddove il merito è sconosciuto o vilipeso od osteggiato. Per esempio nell’arena politica di oggi, che rivela piccoli cialtroni convinti di essere grandi uomini.
  • Nella scena politica si affaccia una nuova occupazione: fare lo scaricabarile. Di petrolio.
  • La Rai, da casa nostra a cosa nostra.
  • Il lato umano di un criminale non c’è, perché un criminale non è un uomo. È’ un criminale.
  • Trivelle: È diventato un affare di Stato, lo Stato degli affari.
  • #Mafia #Evoluzione: da Verminaio a Vespaio.
  • Nell’Italia di oggi, la Rassegna stampa quotidiana si è mutata in Rassegnazione stampa quotidiana.
  • È sempre bellissima la cicatrice, come un tatuaggio, che mi ricorderà di essere stata felice.
  • Una dubbio mi assilla: è più imbecille l’imbecille consapevole che aizza l’imbecille beota all’odio, alla calunnia, al bullismo o è più imbecille, l’imbecille beota che si lascia aizzare all’odio, alla calunnia, al bullismo dall’imbecille consapevole?
  • La politica non pensa, non ragiona, non previene. Ha troppo da fare per elaborare strategie di mantenimento del rango della sua casta, assicurandosi privilegi, vitalizi, potere, poltrone, emendamenti ad personam e per dissociarsi dal comune mortale in TV. È il cittadino, ovvero noi, che la obbliga a legiferare per il bene comune. Una tantum. E lo fa, degnandosi di concedere leggi appena appena sufficienti a placare l’animosità di chi pretende siano tutelati i suoi diritti, dopo anni di lotte. Offre il contentino, la mancia, in attesa di un altro rigurgito di ribellione popolare, da blandire. Così è. Prosit.
  • È privilegio di pochi riconoscere il tempo di lasciarsi andare, di lasciare andare e di andare.
  • La politica virtuale nel senso della rete irreale, la politica non sociale, nel senso dei social asocial, oggi è racchiusa in un hastag, #ciaone. Si, #ciaone al rispetto, #ciaone alle istituzioni, #ciaone alla dignità.
  • Per quanto tempo durante la giornata… io sono io? Giù la maschera, che a lungo andare raggrinza il sorriso e lo trasforma in ruga di rimpianto. La vita non è né uno sguaiato Carnevale, né una perenne Quaresima, tempo raffazzonato durante il quale mortificare il proprio io. E’ uno spettacolo, ciak si gira… Deve essere buona la …prima.
  • Modi di dire riveduti e (s)corretti: il tempo mendica tutte le ferite.
  • #PD: poco fumus (persecutionis) e tanto arresto.
  • L’attenzione è la migliore virtù del tempo. L’indifferenza il suo peggior difetto.
  • Modi di dire riveduti e (s)corretti: Non ho via di campo.
  • #Mafia, work in progress in Parlamento. Come dire da Cosa nostra a Casa nostra.
  • Solo chi ha svenduto il senso della dignità, è facilmente corruttibile, poiché, considerandosi una merce, si attribuisce un prezzo e non un valore.
  • Chi è troppo pieno di sé, ha spazio, nel proprio centro, per accogliere null’altro che il vuoto della sua immagine riflessa.
  • Siamo assolutamente inibiti a vivere il presente. Poiché il presente contiene i gesti, le parole dell’attimo che sfuma. Sono le sensazioni, gradevoli o sgradevoli che tornandoci alla memoria, ci rendono l’esatta impressione del momento che abbiamo vissuto. Ed è già, dunque, il presente passato, rivisitato, rivissuto, ricostruito e assimilato dalla nostra percezione. È il tempo della vita fluente che ricordiamo, frammentato in mille emozioni, negative o positive, che ci regala o il nostro volo o la nostra zavorra.
  • Mai potrò dimenticare quell’uomo, che mi ha insegnato ad amare. Un altro uomo.
  • Pare che certuni politici del #PD non sappiano distinguere l’apostrofo, tra la morale e l’amorale.
  • La libertà di azione di un uomo ammogliato è direttamente proporzionale al perimetro della zona eccedente il cono dello sguardo della moglie.
  • La rete ha creato un girone che credo sia molto affollato, il girone dei bannati. Un click e via, fuori dalla visuale virtuale e reale. Provvida invenzione!
  • Essere contribuente dello Stato, è il ruolo sociale diventato una vera e propria professione a tempo pieno. Imposta.
  • Il caos genera il caso. Il caso genera il caos. Comunque sia, è singolar tenzone tra l’ordine e il disordine che scompiglia la nostra vita, tra mente e cuore in perenne dissidio tra ciò che è e ciò che potrebbe essere.
  • Un passo avanti ed uno indietro sincronizzati ad un singhiozzo e ad un sorriso. La danza del dolore è questa, volteggia sulla musica del rimpianto, fino a quando il fremito diventerà l’eco del ricordo.
  • Il talento dell’amore, risiede nell’arte del creare una relazione sensuale con l’altro.
  • Mutazione dei tempi: dagli affari ai malaffari di famiglia.
  • La grazia è lo stile dell’anima, come l’eleganza è lo stile del corpo.
  • Modi di dire riveduti e (s)corretti: Sedotta e abbindolata.
  • Noi donne siamo così ossessionate dalla dieta che la vorremmo imporre anche alle nostre… piante grasse.
  • Per ritrovarsi è necessario perdersi.
  • Per potere riconoscere l’ovvio, si deve meditare prima di pensare.
  • Ho imparato che… talune persone portano gioia quando entrano nella tua vita, talaltre invece, quando ne escono.
  • Invecchiare non è rassegnarsi, ma evolversi buttando a mare la zavorra del superfluo e lasciare galleggiare l’incanto dell’essenziale.
  • Quante volte noi donne ci siamo interrogate nel corso di un amore rifiutato, accettato, altalenante e ancora rifiutato, accettato, altalenante, immaginando di noi stesse lacune disastrose e mancanze abissali dall’ideale di donna di quell’uomo indeciso se buttarsi con noi dal precipizio senza paracadute o involarsi come un palloncino gonfiato ad elio? Ed era tutto errato, non avevamo mancanze. Ma eccedenze. Troppo sentimento, troppa sensibilità, troppa intelligenza, troppa personalità rapportate al bagaglio emotivo dell’uomo tanto desiderato, ma tanto limitato. Troppo limitato per accettare la nostra troppa vita da offrire e da condividere.
  • Quando amiamo chi non ci amerà mai, inconsciamente ci puniamo per non avere imparato ad amare abbastanza noi stessi.
  • Quando si è giovani, si impiega il tempo per spendere il tempo, quando si è vecchi, si impiega il tempo per guadagnare tempo.
  • L’ozio è il padre dei vizi, ma anche la madre dell’ispirazione.
  • L’inizio parte sempre da una fine.
  • Occorre un temerario coraggio per essere felici. Si deve prendere la scatola chiusa della propria vita e aprirla e rivedere, una per una, le regole assunte meccanicamente, uno per uno, gli schemi imposti dalla pigrizia mentale, una per una, le abitudini intraprese senza selezionarle. Occorre spezzare ogni vincolo, interrogarsi a fondo e scegliere le proprie regole, i propri schemi, le proprie abitudini. Pur nel rispetto degli altri, pur sapendo di poter far male a chi ci circonda, per rispettare se stessi, per smetterla di far male a se stessi. La società ci impone di assumere la responsabilità del dovere. La religione ci impone di praticare il sacrificio della privazione. Mentre il raggiungimento del piacere di vivere, non è contemplato neppure a scuola, come materia di apprendimento. E così passiamo i nostri giorni nell’inquietudine di sentirci peccatori comunque insoddisfatti per i peccati commessi e con il rimpianto di non avere commesso il peccato di felicità, peccato sconosciuto, domandandoci perché deleghiamo ad altri la ricerca della nostra felicità: ma chi altri se non noi stessi con la nostra coscienza, che ha consapevolezza del bene e del male, se supportata da una morale integerrima, lo dovrebbe stabilire?
  • La processione del santo a Corleone, roba di Chiesa, vado a memoria, si inchina senza però potere eseguire il baciamano, ma credo sia sottinteso, davanti alla casa della moglie del boss. Una cortesia tra gentiluomini, senza dubbio. D’altronde, ubi maior, minor cessat. Rendere onore a chi disonora, è prassi consolidata e molto tollerata.
  • #Mafia: Era un uomo tutto cosa (nostra) e chiesa.
  • Con l’andar del tempo, la prima volta si scorda. Appare una immagine sfocata. È l’ultima volta che si ricorda. Rintocca nel pensiero una immagine evocata.
  • I luoghi comuni sono luoghi dove preferiscono andare e restare coloro che sono spaventati da qualsiasi viaggio… altrove.
  • Quando la pianteremo di chiedere: scusa, di che sesso sei e chiederemo invece: che persona sei? Io non ho sesso definito, ovvero ho il sesso che la concomitanza mi impone. Maschio arrogante se mi devo difendere, femmina petulante se devo questionare e mi porto appresso le mie due parti senza problema alcuno. Certo che sotto le mie lenzuola è vietato andare a curiosare. Sono faccende mie e di è con me. E non mi considero né normale né anomala se amo coloro che sono definiti uomini. Trovarne uno, tra coloro che sia non solo definito ma anche uomo, ovvero persona, è il vero unico nocciolo della mia ricerca.
  • Punti di vista #post #elezioni. Risultati #incoRaggianti. Risultati #scoRaggianti.
  • No, non capisco. Non capisco come una donna possa considerare se stessa alla stregua di una cassapanca, di una pentola, toh di un quadro, da vendere in cambio di soldi, lavoro, fama. Scambiare la propria vagina con una “cosa” data come compenso, assistendo allo spettacolo di un compratore che fa il suo sporco, arrogante lavoro, è umiliante, aberrante, osceno. Quanta mancanza, scarsità di valore e di autostima deve annidarsi in quella testa femminile? No, non capisco. Una donna per me, può essere paragonata ad una “cosa” sola. Ad un gioiello prezioso ornato da dignità da esibire nella fierezza dello sguardo.
  • Non ho mai capito perché si dica: ti amo tanto da morire. Non sarebbe meglio cambiare la profferta d’amore in: ti amo tanto da vivere?
  • I colori del PD post elezione sono alquanto verdini.
  • Comunicare è trapassare la propria verità all’altro.
  • Siamo feriti consapevolmente e inconsapevolmente dagli altri e feriamo ogni giorno consapevolmente e inconsapevolmente gli altri. Il dolore non è identico. Identica è la stilettata della disillusione che ci taglia in due. Ma poi la paziente opera del tempo sanerà i cheloidi.
  • Il talento naturale spaventa, atterrisce chi sa di non possederne neppure un’oncia. Ecco perché chi ne è dotato viene ostacolato da chi avrebbe il potere di valorizzarlo. Ma è scritto, prima o poi, il talento trova la sua strada e arriva, solitario, al traguardo della sua affermazione.
  • Sostituire al se il quando, è già l’inizio della trasformazione del fatto in atto.
  • Ricominciare per accettare il riconoscersi nel mutare del proprio tempo, è come traslocare. È liberarsi di abiti fuori taglia, di oggetti scheggiati, di scarpe fuori moda. Di doppioni di regali di nozze. Cose, oggetti inservibili e immagazzinati per pigrizia o per nostalgia. Ecco, per ricominciare avviene lo stesso processo nella nostra mente, cancelliamo l’immagine di persone sgradite e dimentichiamo quei frammenti di eco malinconica, che i ricordi portano appuntati sulla casacca della fuga. Visibili, seppur scontornati sulla schiena, che tanto, oramai ci rivolgono solo le spalle. Per fare spazio al meglio che deve ancora arrivare.
  • Se non possiamo corrispondere l’amore di qualcuno che si dichiara innamorato di noi, forse è perché quel qualcuno trova in noi una sua mancanza, dimostrando lo stato del bisogno e della dipendenza del suo amore per essere. Perché se invece amiamo e siamo corrisposti, entrambi siamo attirati dalla nostra abbondanza, ma non dipendiamo né abbiamo bisogno di quell’amore per essere.
  • La fierezza di essere quel che si è, suscita ammirazione.
  • Sentire e non ascoltare, vedere e non guardare. Sono le percezioni che inducono le sensazioni che ci conducono all’altro. Esattamente come la carezza è l’avanscoperta del desiderio, la ricognizione del piacere, le vibrazioni sono l’avanscoperta della attrazione vicendevole, la ricognizione dell’altrui essenza. Ed è solo il silenzio la cornice dell’intesa dell’amore.
  • Il bacio è l’autografo dell’anima.
  • Capita in una coppia, che un chi smetta di amare l’altro per un altro da amare. E per vivere il nuovo amore alla luce del sole e per esibire il suo orgoglio, occorre il coraggio della lealtà. Ma il coraggio della lealtà, ferisce chi ama ancora chi vuole avere il coraggio della lealtà di amare ancora. Ed è una lacerazione del proprio cuore o del cuore dell’altro.
  • La serenità è il solo stato di grazia della vita che vale la pena raggiungere e difendere. Meglio lasciare fuori dalla porta la scortesia e la maleducazione. Il mondo è abbastanza largo per fare spazio a tutti e noi possiamo sceglierci il …qualcuno tra …i tutti con cui relazionarci.
  • Il pensiero è, in fondo, il ponte tra noi e il mondo che attraversiamo con il solo ausilio della parola.
  • L’ufficio stampa dell’Eden ha rilasciato il seguente comunicato con preghiera di pubblicazione ed io lo divulgo volentieri: In considerazione della violenza, dell’odio, dell’intolleranza, del razzismo, della corruzione, del fanatismo religioso, degli stupri, degli omicidi per orientamento sessuale, insomma dei peccati commessi quotidianamente sulla terra, da uomini che hanno abiurato il concetto di umanità, si comunica che le vie del Signore sono finite.
  • Protezione: la sfumatura più possente dell’amore.
  • A volte non si lascia un compagno anche se non lo si ama più, perché si è corrosi dal complesso di colpa di non amarlo più. E proprio solo per quello, costringendo il compagno e se stessi ad una espiazione di un peccato che non è peccato, ma che è fluire della vita. Ogni accadimento ha una fine dentro il suo inizio.
  • Ho imparato che alla eleganza del corpo, alla armonia della postura corrispondono la grazia dell’anima, la lealtà dello spirito.
  • I figli “cocchi” di mamma troppo presente, sono spesso i figli “cocci” di un papà troppo assente.
  • Il ricordo lieto è nostalgia.
  • La strada giusta da trovare è la strada dove sai che ti perderai.
  • Rimpiango i tempi in cui il nostro senso civico era conseguente alla sensibilità della nostra coscienza civile e non è come ora, dipendente dall’occhio di una telecamera posizionata ad hoc, per sopperire alla sua totale mancanza.
  • Conoscere è sapere e sapere è scegliere. Consapevolmente.
  • Lo scrittore, il poeta nei confronti dei vocaboli con cui descrivono l’emozione, sono principianti del sentimento, seppur professionisti della parola. Sono i giocolieri, i funamboli dell’alfabeto.
  • La bellezza è l’illusione della perfezione.
  • #Roma: dalle #stalle alle #(5)stelle.
  • Ogni giorno è un viaggio da affrontare con il solo bagaglio a mano, coraggio, stupore e tenerezza.
  • La paura di amare è un fondo di caffè turco sabbioso, nero, senza crema e senza aroma che annacqua il sapore del gusto della vita. È la camicia di forza del sentire, il ricovero coatto dell’istinto.
  • Ci dicono, a noi donne, che siamo complicate, umorali, isteriche, uterine. Siamo limpide non complicate, siamo dirette non umorali, siamo passionali non isteriche, siamo materne non uterine. In fondo cosa cerchiamo e cosa desideriamo? Amare con tutte noi stesse e trovare qualcuno che ci ami con tutto se stesso per mettere radici che dia un tronco solido a rami di vita e a frutti di famiglia, lavorando con la stessa passione, dentro e fuori casa, assieme al nostro compagno per creare un mondo (quasi) perfetto e proteggerlo con lui, dalla distruzione del tempo.
  • Non perdiamo mai chi ama noi in se stesso, perdiamo solo chi si innamora di sé in noi stesse.
  • I politici dovrebbero tenere a mente che la riforma, ovvero il miglioramento di una legge sorda al cambiamento o di regole tramandate per eredità cieca di opportunismo, serve ovvero è necessaria, per appianare storture evidenti, ovvero togliere il privilegio per pochi per renderlo accessibile come diritto, a tutti.
  • L’uomo si innamora in assenza della donna. La donna si innamora in presenza dell’uomo.
  • L’entusiasmo è quella sfumatura rovente del carattere che ti permette di trasformare ogni tua ultima volta in ogni tua prima volta.
  • La nostalgia è il dolore del tempo del ricordo.
  • Sono le parole non dette, quelle più intime e vere, sono le parole parlate dagli occhi, quelle più accese e luminose, sono le parole sussurrate dallo sguardo, quelle più complici e sincere, quelle destate dall’istinto e intinte nel silenzio dei sensi che comunicano la nostra sostanza.
  • Il bacio è il suggello della nobiltà dell’amore, aristocratico codice del desiderio di appartenenza, stampato sulle labbra degli amanti.
  • L’istinto non mente mai anche quando sbaglia.
  • La nostra verità, qualsiasi età abbia, è la nostra arma seduttiva più potente. Perché solo la nostra verità può colpire il cuore delle persone seducendole.
  • Il volo, l’inarco, la tensione all’infinito della purezza, è emozione, è amore, è gioia, è speranza, è anima, è essenza della vita stessa.
  • L’attrazione è il magnete dell’incantamento orientato dal desiderio.
  • Se si toglie all’arrogante, il velo dell’arroganza, capita di vederlo sperduto e nudo, non possedendo altro con cui coprire il suo nulla.
  • Quando la vita si diverte a scompigliare le carte del tuo destino, ti fa trovare l’amore giusto nel tempo sbagliato e l’amore sbagliato nel tempo giusto. Quel tempo spaiato che cela tra le sue pieghe, l’amore giusto e rivela tra le sue piaghe, l’amore sbagliato. L’amore sbagliato nel tempo giusto, è quell’amore troppo consumato, troppo esaurito, troppo vissuto che il cuore permette di lasciare, evaporandolo nel rimorso. L’amore giusto nel tempo sbagliato, è quell’amore mai consumato, mai esaurito, mai vissuto che il cuore si rifiuta di lasciare andare via, uncinandolo al rimpianto.
  • Piccoli passi d’abbraccio, lasciano profonde orme da seguire sulla pelle, per trovare la strada dell’amore.
  • Il magnetismo è quella forza sprigionata da una persona che riesce a farsi ascoltare con naturalezza, è quel potere acquisito dall’anima vivace, è quella specificità equilibrata di un carattere che ha forgiato se stesso in un apprendistato flagellato da sconfitte, umiliazioni, schiaffi in faccia, porte sbattute, isolamento, mancanza di amore. Una pastoia di sofferenze che quella persona ha controllato, dominato e mutato in vittoria sui rovesci della vita.
  • Siamo tutti clandestini, senza patria, emigranti ed immigrati nelle lande della vita, fino a quando una essenza, una anima specchio della nostra, ci offre asilo e identità. Come una madre che ci accoglie con amore. Per sempre.
  • L’imperativo morale che deve guidare l’azione di ogni uomo capace di indignarsi, è quello di adoperarsi con il suo massimo slancio, con il suo massimo potere nel porre fine alla sofferenza imposta ad ogni creatura senziente. Perché la sofferenza imposta dalla crudeltà del profitto, è l’ingiustizia più degradante ammessa e permessa dalla nostra società (in)civile.
  • Mai lasciare porte e finestre contemporaneamente aperte sulla propria vita. Si corre il rischio che un tornado codardo ma prepotente di promesse che restano premesse, la spazzi via. La spezzi via. Meglio fare attenzione al primo spiffero di bugia e serrare bene le ante e le vetrate per non ritrovarsi con la pelle a brandelli.
  • L’immagine di noi che vediamo riflessa nello specchio del nostro ego, non corrisponde mai alla nostra verità.
  • Per ricordare l’Italia agli Europei 2016, Panini ha affiancato alla raccolta, Album delle figurine, la raccolta Album delle figuracce.
  • Il fine di uno scrittore dovrebbe essere quello di indurre il lettore alla frequente consultazione del vocabolario universale dei sentimenti.
  • #Mafia a Milano, la variabile del fattore #Exponenziale.
  • Differenza tra il #cittadino e il #politico. Il #cittadino tiene #famiglia, il #politico tiene #famigli.
  • Il posto alle #Poste è faccenda per #imbucati.
  • L’abbraccio delinea i confini dell’accoglienza nel perimetro dell’amore.
  • Chiedere alla politica onestà ed etica e giustizia sociale, è come chiedere ad un vampiro di rinunciare a succhiare il sangue dal collo delle sue prede, per succhiare il sangue di una rapa.
  • #Mafia, Work in progress: dalla Sicilia, #Cosanostra all’Italia #Casanostra.
  • Ci si sente più vivi quando si ama o quando si è amati? La domanda è senza risposta esauriente. Quando si ama, l’amore è incanto dell’anima, quando si è amati, l’amore è incanto del cuore.
  • Colui che ha l’anima vuota la riempie dell’odio che prova verso gli altri e se stesso e di cui si ciba, colui che ha l’anima piena la svuota dell’amore di se stesso che offre agli altri e di cui si nutre.
  • Il pensiero ignobile, povero di contenuti, si manifesta con il linguaggio ignobile, scarno di vocaboli, che conduce all’azione ignobile, priva di morale.
  • Noi siamo un ricordo vivente di noi stessi, poiché la vita non è davvero quella che viviamo all’istante, non ne abbiamo memoria mentre la interpretiamo, ma quella che ci raccontiamo quando la pensiamo.
  • “Sgomento. Dolore. Cordoglio. Puniremo i responsabili” in successione le parole della politica dopo un qualsiasi disastro e conseguente tragedia provocati dalla incuria politica. Come dire le stesse, solite, inutili, ipocrite, ripetitive, vacue, irresponsabili, ultime parole fumose.
  • Educare i figli alla libertà di espressione, significa insegnare a loro il valore della disubbidienza.
  • Siamo tutti psicoapatici a modo nostro.
  • Osservare è calarsi nella profondità di ogni sentimento.
  • Che desolazione, nessun rispetto per le vittime e per il dolore dei congiunti. Aborti di mezzi uomini che emettono bolle e non concetti, avendo dentro niente altro che vuoto d’aria, senza provare il minimo senso del personale decoro. I loro commenti sono riusciti in un solo intento, quello di far deragliare il treno della loro disumanità nel binario morto della loro misera vita.
  • Chi si abbandona all’odio e ne fa la sua bandiera e regola di comportamento, spinto dalla frustrazione e dalla bassissima autostima di sé, per sentirsi vivo, non realizza che, invece, è già morto.
  • Viviamo costernati nella crudeltà quotidiana, che sempre è la manifestazione della ottusa vigliaccheria di aborti di uomini, espressa a parole e con azioni riprovevoli verso chi non può difendersi e ci pare che la giustizia sia latitante o assente. Mentre la nostra quotidianità dovrebbe essere foriera di esempi di pena rapida ed applicata con rigore, per insegnare la convivenza civile.
  • Il Dio, l’entità superiore alla quale si rivolgono gli uomini credenti nella loro religione, ci tramandano, ha creato l’uomo a sua immagine e somiglianza. L’uomo Adamo ha preso alla lettera il teorema, dalla sua nascita e si è sentito divino. Ovvero in grado di arrogarsi qualsiasi diritto di sopraffazione nei confronti di ogni altra creatura vivente sul pianeta. È da questa presunzione, credo, che nascono i mali del mondo, le diseguaglianze, le crudeltà, le porcherie commesse sulle creature reputate diverse dal carnefice e dal suo credo e dunque destinate ad essere vittime, causa la loro alterità.
    La violenza dell’omicida, votato al sacrificio di sé, perché è solo un assassino, portatore insano di ideologia fanatica e non martire umano di una causa spirituale, diventa assuefazione per lui, suicida, il suo corpo, tempio del terrore, che offre al suo Totem, il sangue di creature innocenti, l’elisir di una follia spaventosa, di una cultura di morte inaccettabile e incomprensibile.  Ma quale Dio può essere senza pietà, senza misericordia, senza amore? Quale religione può essere foriera di disperazione e di orrore?
  • Confesso, sono leggermente in pena. I miei più assidui amici, oggi, ancora non mi hanno telefonato. Eppure ogni giorno puntuali come una cartella Equitalia, mi sfracassano i timpani. SI, parlo degli amici Telecom, Enel Energia Pura, Società varie che si presentano come salvadanai sicuri, per risparmiare sulle bollette Luce e Gas e affini. Ma quante sono? E a quanti collettori di disturbo, finiscono in mano, anzi in orecchio, i nostri dati? Rinuncio a rispondere che non sono interessata, mi limito a ripetere, come un disco rotto dall’usura, che la famiglia si è trasferita. Al Polo Nord.
  • Quale sarà il significato oscuro che attribuisce al senso dell’onore quell’uomo che uccide per vendicare l’onore? Il senso dell’onore cosa rappresenta di lui? Sopraffazione? Arroganza? Egotismo? Decerebrazione? Idiozia? Imbecillità? Omicidio? O solo e semplicemente sterco intellettivo?
  • Non è ancora nato un #re che possa fare a meno della sua #regina.
  • Allegria: avere i minuti cantati.
  • Auguro a tutti coloro che ci chiamano infedeli, a tutti coloro che disprezzano la nostra civiltà: che vi pigli un Occidente!
  • La vita ha, per ognuno di noi, degli altri e tassi.
  • Chi è incapace di provare tenerezza, è incapace di provare passione.
  • È buona norma, oggi più che mai, negare apertamente di essere un infedele.
  • C’è chi nasce per parto naturale, chi per parto cesareo e chi per sua sfortuna, per parto anale.
  • Ogni matrimonio ha il suo bel finale da tavola.
  • Breaking news: Hanno appena immesso nel mercato turco un nuovo lassativo, purga che è una meraviglia.
  • Esplorare, per conoscere i propri limiti, saggiare le proprie capacità e accettare la sfida della conoscenza di sé, è dare significato al proprio vivere.
  • Amare gli animali: Darsi  la zampa sui piedi.
  • Boria: Cercare l’ego in un pagliaio.
  • Donna discinta: Arrampicarsi sugli spacchi.
  • Avvocato preoccupato: Avere un diavolo per cavillo.
  • Terrorista annoiato: Stare con le mine in mano.
  • Restare nudo: Perdere le stoffe.
  • Utente in preda al panico: Non avere via di campo.
  • Non si deve perdere l’occasione di negare a colui che ti tratta da occasione perduta, suo malgrado e con infinito rimpianto, un perentorio e soave, “addiociccio.”
  • Burocrate sfaccendato: Nascondersi dietro un dato.
  • Insegnante appassionata: Da che palpito viene la predica.
  • La volontà di ferire l’altro manifestata con giudizi trancianti, che celano a malapena o invidia o boria, dimostra solo presupponenza e rimarca l’incapacità di relazionarsi del presuntuoso. È una tipologia di tuttologi, che si incontra sovente in rete, una tipologia di tuttologi, dalla personalità malfatta che cerca una qualsiasi affermazione di sé e che non la trova in diversa maniera dalla critica dozzinale e maleducata, peraltro non richiesta.
  • Arringa del Pubblico Ministero: È il mio cavillo di battaglia.
  • Affidarsi è lasciarsi andare all’abbraccio dell’amore puro.
  • Povertà: Privare per credere.
  • Lettura dei Tarocchi di un Poeta: Un giro di Vate.
  • Igienista: Correre a gambe lavate.
  • La fierezza della propria dignità incute ammirazione e atterrisce chi ne è privo.
  • Ateneo dell’orrore: Dagli stagisti agli stragisti.
  • Il pranzo del tifoso: Spaghetti Calcio & Pupe.
  • L’ora cruciale dello Chef: Mezzogiorno di cuoco.
  • Ingratitudine: Grazie molle.
  • Sfacciataggine: Siamo alle insolenti note.
  • Rete idrica obsoleta: Pozza capricciosa.
  • La giustificazione dell’alcolista: Fare a scaricabarolo.
  • Il sentimento più profondo che spinge l’uomo all’amore dell’altro, è tale alla passione che prova un artista, quando colto dall’ispirazione, si accinge a identificarsi nella sua opera. Come gli artisti amano le loro opere speculari, generate dal sé, l’uomo ama nel suo amore speculare, generato dall’amore di sé, l’altro. Entrambi nel crearsi, creano, il loro capolavoro assoluto.
  • L’istinto è esplorazione continua del rischio di vivere e solo gli animali sono in grado di seguirlo, senza tradirsi. L’uomo preferisce, obtorto collo, perseguire la consuetudine, l’abitudine che è resa alla vitalità del suo sentimento.
  • Indossatrice maldestra: Tirarsi la zeppa sui piedi.
  • Politica odierna: Maleducazione di bassa lega.
  • È un dato di fatto acclarato, la condizione psichica prevalente in questa estate, è la follia che induce al disagio mentale che induce ad una forte depressione che induce al disadattamento sociale che induce al raptus omicida che induce a trucidare il prossimo.
  • Terrorismo: Il mondo ha preso una brutta piaga.
  • Monologo: Mantenere la parola presa.
  • I moralisti, che non posseggono spiritualità, ma solo morale imposta dalle convenzioni e dalle tradizioni, sono tra i peggiori esempi di omuncoli e donnette, intrisi di pregiudizi e arroganza. Hanno paura della felicità propria per cui detestano quella altrui, poiché la conquista della felicità, necessita di quel coraggio di scelta, che loro, pavidi, non assumeranno mai.
  • La prudenza è il tentativo accorto, di imbrigliare la paura dell’ignoto.
  • Egocentrismo: Essere trafitti da un colpo di sono.
  • Per lasciarsi andare, si deve lasciare andare.
  • La propria intimità è la propria solitudine, è quel mistero che non si può, né si deve rivelare ad alcuno, è la soglia che segna il limite estremo a cui si può avvicinare l’altro. Quell’altro da sé, complice nella avventura della vita, ma mai intimo compagno.
  • In punta di piedi l’amore si protende all’infinto per definire il suo anelito alla vita.
  • Ostentare il lusso è ostentare la propria ricca miseria.
  • Parrucchiere: Mettere il dito nella piega.
  • Amo ascoltare gli occhi di chi mi sta di fronte. I gesti, la postura del corpo, le braccia, i piedi. E le mani. Narrano di sé, molto di più delle parole.
  • Hai presente il Luna Park? Ecco, un giro sulle montagne russe, sul calcinculo, sui cavalli di cartapesta, sull’ottovolante. Ti volteggia la testa, ti traballa il cuore, ti si sciolgono le gambe. Ma in fondo sei pazzamente felice quando urli, ubriaca di spavento ed ebbra di gioia. Questo è l’amore, un tornado di emozioni in giostra, nello sconfinato Luna Park della vita.
  • L’errore di valutazione che ti induce a concedere la fiducia ad un voltagabbana, è tra i migliori maestri che si possono incontrare. Ma bisogna mandare a memoria la lezione che ti impartisce. Quella lezione che ti insegna ad individuare i tuoi punti deboli, grimaldello per il profittatore che scardina le tue riserve e farli diventare punti forti. Anzi fortini inespugnabili.
  • No… era tutto sbagliato… dalle fondamenta… Amare non è appartenere… Ecco… amare è accogliere… Dunque essere amati non è essere di qualcuno… ma semplicemente essere accolti da qualcuno… Che ti fa entrare nella sua anima… nel suo cuore… nei suoi sensi… Insomma nel suo pensiero… Insomma nel suo tempio… Insomma nella casa… dove abita la sua essenza… Punto…
  • L’amore mette ordine nel disordine e disordine nell’ordine, nel caos delle percezioni che esplodono nel soqquadro delle emozioni.
  • Tattica del latin lover: Procedere a tastoni.
  • Per alcuni siamo àncora, per taluni aquilone, per talaltri zavorra.
  • La condivisione, seppur di briciole, è la sfumatura più intensa dell’amicizia.
  • L’amicizia è essere una rampa di lancio o una zattera su cui riposarsi prima di prendere il volo. Insieme.
  • Per tutta la nostra vita cerchiamo la nostra origine per condividerla. Fortissima è la spinta ad appartenere a: alla famiglia, al clan, al club, alla associazione, all’ordine, al circolo, al partner, insomma ad un compagno o ad un consesso umano compatibile e integrante, per non patire il senso dell’emarginazione. Mentre realizziamo solo molto più tardi, a inserimento avvenuto, che si appartiene soltanto a se stessi. Il se stesso non è oggetto di scambio ma soggetto di offerta. Si può offrire la propria vita all’amore, all’ideale, si può offrire la propria vita per l’amore, per l’ideale ma non si può offrire se stessi, poiché la propria integrità è sacra, intima, unica e non condivisibile.
  • Rinascita di un partito: Sforza Italia.
  • Ritorna in mente, chi non se ne è mai andato.
  • Mediocrità: Delirio di impotenza.
  • C’è un tempo che galoppa, un tempo che inciampa, un tempo che si trascina lento. C’è un tempo che si blocca. Incredulo, spezzato, reciso. C’è un tempo morto, ucciso dalla mano dell’uomo che ha usato le lancette del suo orologio come pugnali. C’è un tempo precipitato nello stagno nauseante e putrido dell’odio. C’è un tempo che si è inginocchiato alla morte dell’umanità e che non si rialzerà mai più.
  • Rai: Dalla informazione di parte all’informazione di partito.
  • L’indifferenza è lo stadio della beatitudine raggiunto a fatica dopo i tormenti di un amore malsano. Un pensiero fisso? No, un pensiero fesso come un chiodo piantato male e che regge un quadro fino a che ce la fa. Quel quadro che dipinge un amore che ti torce le viscere costantemente, poiché non sai come lenire il dolore che ti provoca, poiché non comprendi le ragioni che ti legano alla parte di te che hai buttato sul piatto della bilancia del dare e avere, l’attenzione, la moneta di scambio usata in un rapporto equilibrato. E allora ti domandi: che amore è mai questo che mi intontisce, obnubila la mente e mi rende incatenata ad una assenza di reciprocità? All’aria fritta? Ma lo sai però, in cuor tuo, che è un amore che non è amore. Ma lo sai però, in cuor tuo, che è solo il riflesso di una ideale idealizzato, di una immagine accecante seppur falsa che ti ha incantato. Il riverbero di quella parte della tua eccellenza che ancora non ti apparteneva, quella eccellenza che ti sembrava troppo meravigliosa per meritartela e che ora, invece, sei pronta a riprenderti. Una bugia che ti sei raccontata nella illusione di una perfezione imperfetta e alla quale hai dovuto credere per non sentirti sciocca. E non resta altro, capire o non capire non ha più importanza, che sradicare la gramigna della delusione come farebbe in un terreno da rendere vergine, un giardiniere esperto di potature e di innesti, per far fiorire uno spettacolare, profumatissimo roseto.
  • Incolpevole: Non è farina del tuo smacco.
  • Contemplare, prova generale del verbo comprendere.
  • Essere in vacanza non è stazionare in un luogo inconsueto ma è assumere uno stato mentale inconsueto.
  • Mutamento dei tempi: dalla confessione dei propri peccati privata e vergognosa alla sconfessione dei propri peccati pubblica e orgogliosa.
  • Amore: Camera con vita amare.
  • Il primo odore non si scorda mai.
  • La curiosità è il pepe della conoscenza.
  • Solo l’emozione che incanta la vita, solo l’attimo che ti toglie il fiato dà significato a viverla.
  • La forza stessa dell’amore non pretende null’altro che di amare.
  • La volgarità, intesa come parola, come pensiero e di conseguenza come comportamento, è alla portata di ogni palato rozzo, la si inghiotte senza fatica e la si digerisce in un solo rutto. Per questo è il (dis)gusto preferito dalla massa incapace di scovare la bellezza, ovunque si nasconda, poiché priva di ogni suo riferimento interiore.
  • La depressione è repressione.
  • Nuotare allo stremo: Lasciarci le pinne.
  • La fotografia è la memoria rubata al nostro tempo. Ogni scatto ci svela nel lampo del momento cristallizzato, la nostra trasformazione, testimoniando la cura e la passione, la sciatteria e l’indifferenza, la gioia e il dolore, la crudeltà e l’indifferenza, con le quali lo abbiamo vissuto. La fotografia permette di ricreare le nostre emozioni e di plasmare le loro sfumature per correggere e indirizzare la nostra evoluzione emotiva.
  • Bambini e animali, un connubio di innocenza indivisibile.
  • Si scrive democrazia, si legge golpecrazia.
  • Costituzione: dal Padri costituenti ai Patrigni prostituenti.
  • Amarsi è somigliarsi.
  • Ho imparato che la nostra relazione con gli altri parte da un pregiudizio. Ovvero reputo che spesso la nostra rovina sia l’opinione di noi stessi. Una malafede in buona fede.
  • Specchiarsi è sempre immaginarsi.
  • Certo, il silenzio è d’oro, il pensiero è di platino, la parola è d’argento, ma certe facce di taluni, sono di bronzo!
  • Le rughe? Sono il tatuaggio dell’esistenza sulla pelle del nostro tempo.
  • Non esiste alcuna creatura più bella di una donna buona per sua precisa scelta. Ed io ho la fortuna di avere amiche belle. Da loro ho imparato che Il cuore di una donna bella è un tempio. E chi entra con le scarpe infangate in quel tempio, maledice se stesso.
  • L’eleganza indossata dal portamento è armonia con la propria interiorità.
  • Se tu hai mancanza di te, ti aggrappi ad un bisogno dell’altro da te. Se tu hai eccesso di te, regali un sogno all’altro da te. Puoi essere una palla al piede. O un aquilone. A te la scelta, di rotolare o di volare.
  • Educatore cinofilo: Avere l’osso nella manica.
  • Barbiere: Fare il pelo.
  • Tanga: Trappola per tope.
  • Sono molto frequentate le comunità (a)social, per confondere la propria solitudine nella moltitudine. E lo scambio è solo superficiale, frasi fatte di convenzione. La comunicazione è quella che gli studiosi hanno chiamato fàtica, ovvero dire il nulla. Solo un contatto per poter affermare, io ci sono.
  • Ho imparato che per ogni scelta di vita che ci si presenta, esistono tre soluzioni: quella che vorresti scegliere tu e che ti farebbe essere felice, quella che sei obbligato a scegliere dalle convinzioni sociali e dalla zavorra che ti porti appresso e che ti rende infelice e quella che gli altri vorrebbero tu scegliessi per far felici loro.
  • Salma: Fare la mano morta.
  • L’inizio comincia dalla fine.
  • Poligamia: Non badare a spose.
  • Accentratore: Egoconcentrico.
  • Figli: Il mattino ha loro in bocca.
  • La prospettiva, ecco il risvolto che ci può sollevare dall’abbrutimento, quando evapora l’illusione di un amore eterno, che è invece andato a scadenza. Noi donne, invece di immergerci nel disastro emotivo che ci abbatte, dovremmo rivalutare l’accaduto e viverlo come un miracolo, un vero miracolo di resurrezione.
  • La giovinezza è uno stato mentale, è formulare un progetto, il progetto di vivere.
  • Vegetarismo: Stare in una botte di farro.
  • Ti ringrazio mio signore per avermi fatto incontrare anche oggi un imbecille che mi ha mostrato la strada per non diventare mai come lui, e che ho provveduto a buttare, non lo nascondo, con intima soddisfazione e certa della tua approvazione, nel girone dei bannati. Amen.
  • L’uomo è educato alla teoria dell’amore. La donna alla pratica dell’amore. L’uomo confonde il desiderio con il sentimento. La donna confonde il sentimento con il desiderio. Tutto parte dalla educazione emotiva ricevuta. L’uomo si abitua a contenere le emozioni, la donna si abitua a manifestarle.  La divisione tra ciò che è femminile e ciò che è maschile, è netta, inculcata fin dalla prima infanzia. L’uomo bambino gioca con i carri armati, la donna bambina gioca con le bambole. Ovvero l’uomo bambino, viene indotto a manifestare una presunta virilità tradizionalmente tramandata che lo porterà alla paura di conoscersi e ad interrogarsi anche una volta sola. La donna bambina, viene indotta a manifestare una spiccata femminilità tradizionalmente tramandata, che la porterà al coraggio di conoscersi e di interrogarsi senza sosta. Risultato, l’uomo naviga a vista nelle onde della vita, la donna si tuffa in profondità nel mare della vita. Inevitabilmente, c’è un risvolto amaro, nella coppia che si forma su tali pregiudizi.  L’uomo cercherà una donna, consapevolmente, che gli organizzi la vita e che faccia le veci della solida figura femminile materna. La donna accetterà, inconsapevolmente, di sostituire quella figura. Entrambi saranno infelici.  L’uomo, appassito il desiderio, si sentirà privato di quelle emozioni che non è stato in grado di ottenere nel suo percorso sentimentale abortito, dalla educazione ricevuta. La donna, appassito l’amore, si sentirà privata della condivisione di quelle emozioni che ha cercato vanamente nel suo percorso sentimentale non condiviso, sollecitato dalla educazione ricevuta.
  • #Fertilityday: Avere le turbe di Falloppio.
  • Disonestà: Tenere frode al proprio nome.
  • Ho imparato che non si deve mai prestare il fianco alla idiozia frustrata, che si deve provarne solo pena, ma anche che è tassativo non replicare poiché chi ti dileggia venendo a dirtelo a casa tua, ha solo un grande bisogno di dire: ti invidio, vorrei tanto essere come te ma non ne ho le capacità e dato che anche io vorrei esistere, invece di tentare di migliorami, cerco di distruggerti. Se si replica, si legittima la idiozia frustrata e si finisce per soddisfare quell’insano bisogno di distruzione. Invece se si tace e ci si limita a cancellare quell’elemento di disturbo, lo si relega nell’indifferenza, che è la sola terra in cui può abitare.
  • Il senso del ruolo è definito dai limiti imposti dalla propria attenta, vigile, inflessibile dignità. Chi se ne priva, scivola fatalmente nella pozzanghera del ridicolo.
  • Il futuro ci viene incontro, solo se noi decidiamo di andargli incontro.
  • Partecipanti nostalgici: Fare di ogni orbo un fascio.
  • Chef: Condannato agli arrosti domiciliari.
  • Voltagabbana: Abbassamento della svista.
  • L’attesa è il bolo del desiderio, è il boccone dell’emozione che il cuore prefigura di inghiottire.
  • Intervento oculistico: Avere un occhio di risguardo.
  • Politica: Avere le mani in casta.
  • “Non lo fo’ per piacer mio ma per dare figli a Dio.” Classico aforisma ricamato sulle camicie da notte delle nostre bis o trisnonne. Pare che questo aforisma sia ancora il verbo e non la chiacchiera che dovrebbe essere oggi, che regola i rapporti con il sesso, dell’uomo e della donna, nella nostra società. Da una parte, il maschio predatore per definizione, che si fregia di conquiste anche immaginate e spesso immaginifiche e che, quando gliene capita una reale, è talmente incredulo da volerla riprenderla con il cellulare, per documentarla e farla visionare, tra gomitate, pacche sulle spalle e dita a V, ad amici idioti quanto lui che magari lo incitano a mettere in rete le sue prodezze sussultorie e muscolari, per acchiappare consensi complici e sguaiati e dall’altra, la preda per definizione, che deve pentirsi subito dopo l’atto sessuale per non sentirne la colpa e passare agli occhi del predatore per definizione, per puttana. Ma vogliamo smetterla con questa maleducazione ipocrita, fanatica e oscura, ammiccante, oscena, triviale? Due pesi e due misure: all’uomo il piacere e il vanto, alla donna la condanna e la cattiva reputazione? Nella storia di Tiziana, che riposi in pace, mi auguro che prevalgano un solo peso, il rimorso e una sola misura, imputazione di istigazione al suicidio. E a tutti coloro che hanno esibito la loro brutale, vacua, vuota, anima, divertendosi a commentare con lazzi, epiteti da suburra e sberleffi sessisti, auspico la gogna: quella stessa gogna che hanno riservato alla ragazza.
  • Plagio: Come da copione.
  • Barbiere: Rade bene chi rade per ultimo.
  • Parrucchiere: Acconciare per le feste.
  • Mi corre l’obbligo di una considerazione. Anche gli appassionati internet lovers timbrano il cartellino, nell’ufficio “ogni lasciata è persa.” Sono effettivamente attivi dal lunedì ore 9 al venerdì ore 18. E si capisce la ragione, non possono fare straordinari né il sabato né la domenica, che il loro capo, la moglie, nel fine settimana, è molto presente e vigile. Molto vigile.
  • Malavita a Milano: Sparatoria ad altezza Duomo.
  • Incontro mancato tra amici: Dare il due di pacche.
  • Cartello di avviso di un Sexy Shop: Mi assento un attimo. Porno subito.
  • Notaio: Rogito ergo sum.
  • La sensualità è il fruscio della passione, l’eleganza del desiderio.
  • Calvizie: Stendere un pelo pietoso
  • Ubriaco: Avere la faccia di sbronzo.
  • Tra due litiganti alticci non mettere il Bacco.
  • Politica: Quando il ponte è una passerella.
  • La comprensione non ha bisogno di parole. È percezione muta, è istinto animale.
  • Rancoroso milanese: La piccola vendetta lombarda.
  • È ufficiale. Avremo il ponte più lungo che si potesse immaginare. Durerà fino al 4 dicembre.
  • La politica, dalle grandi opere, è passata alle grandi soap opere.
  • Casalinga: Innocente condannata ai lavori sforzati.
  • La bellezza è la perfezione della imperfezione.
  • Rimandato ad ottobre: Un ripasso in avanti.
  • Roma dei rifiuti: La grande monnezza.
  • Taluni destini comuni, sono scritti, altri, onorevoli, sono prescritti.
  • L’amore è accelerazione di due corpi in essenza di gravità.
  • Occorre un raffinato senso del gusto per provare l’irriducibile senso del disgusto.
  • Imbecilli a convegno: La resa dei tonti.
  • L’abbraccio è il perimetro dell’amore.
  • La felicità e il piacere sono due emozioni distinte ma concatenate. Una sola differenza le rende indistinte: l’euforia che provocano. La felicità è una sensazione interiore, indotta da noi stessi. Il piacere è una manifestazione esteriore, dedotta dal fuori di noi.
  • L’unicità è la nostra verità.
  • Mutamento dei tempi: dalla confessione dei propri peccati privata e vergognosa alla sconfessione dei propri peccati pubblica e orgogliosa.
  • Chi trova un tesoro trova un amico, due amici, tre amici…
  • Tra moglie e marito non mettere il (porno) sito.
  • L’intuizione è selezione.
  • A volte chinare la testa significa innalzarsi.
  • Il libero arbitrio è la possibilità di scegliere il destino che vogliamo, di crearlo, di sognarlo, di cercarlo, di anticiparlo. Noi siamo l’energia del nostro fato.
  • Qualche volta per andare avanti … è necessario tornare indietro.
  • La politica dalle mani in pasta si espande alle mani in posta per raccomandare un posto.
  • L’immaginazione è la soglia dell’emozione.
  • Le eccezioni sono straordinarie quando non confermano le regole ordinarie.
  • Dentro una gioia, serpeggia acquietato, il ricordo un dolore. Dentro un dolore, serpeggia addormentata, la speranza di una gioia.
  • Correre è l’imperativo del nostro tempo per non perdere tempo. Ma è solo la lentezza, la misura del tempo, la sua cadenza immutata che ci permette di guadagnare il tempo di vivere. E ce ne rendiamo conto solo quando siamo obbligati dall’età, a rallentare il passo.
  • Soddisfazioni politiche odierne: Fare le fUSA.
  • Prima o poi noi donne lo capiamo. E a che prezzo! E a che costo! Si, capiamo che dobbiamo essere trattate come la prima scelta di vita condivisa di un uomo e non come l’occasione del se, come l’alternativa del chissà, solo alibi del saccheggio emotivo di un vagabondo dei sentimenti che ci tratta come parentesi di piacere, il suo, per vivificare la sua sconsolata noia, per ringalluzzire il suo sonnolento ego.
  • Il modo di relazionarci con gli altri, al tempo della rete, non è il dialogo, non è la comunicazione di un pensiero che sia pensiero, ma solo l’insulto. Per partito preso? Credo sia solo per l’invidia che sbotta quando si confronta la propria vita, deficitaria di successo personale, povera di ricchezza spirituale, messa a confronto con chi invece è riuscito ad essere quello che aveva intenzione di diventare. E non c’entrano né ingiustizie sociali, né meriti personali nella frettolosa disamina della proficua carriera della vittima da massacrare al momento. C’entra solo la rabbia provocata da una pessima autostima, ed è appunto quella, la matrice della frustrazione che produce la cieca e sorda invidia manifestata nell’insulto. A random.
  • Abbuffata: Cena di gola.
  • No… era tutto sbagliato… dalle fondamenta… Amare non è appartenere… Ecco… amare è accogliere… Dunque essere amati non è essere di qualcuno… ma semplicemente essere accolti da qualcuno… Che ti fa entrare nella sua anima… nel suo cuore… nei suoi sensi… Insomma nel suo pensiero… Insomma nel suo tempio… Insomma nella casa… dove abita la sua essenza… Punto…
  • Benedizione papale: Arma di seduzione di Messa.
  • Per amarti devi perdonare chi eri, accettare chi sei, immaginare chi sarai.
  • È buona norma preferire all’uomo che fa la corte, l’uomo che fa le carte. Di matrimonio.
  • La politica: Sbagliando si impera.
  • Cuoco genovese: Darsi in pesto ai commensali.
  • Avviso nell’ambulatorio del chirurgo: Si riceve solo su “amputamento”.
  • Ho l’impressione che, a volte, l’obbiettivo dei creativi della pubblicità, sia trattare noi consumatori, da utonti.
  • Il proprio punto di vista spesso è un monocolo con cui si vede l’altro.
  • #siono: Da Bella ciao a Bello ciao, anzi #ciaone, può essere questione di giorni….
  • Si dovrebbe prestare molta attenzione al nostro tempo. La vita è perennemente in agguato per cogliere di sorpresa la nostra fragilità.
  • Non è semplice ma è necessario, vitale, separare il senso del complesso di colpa dal senso di gratitudine verso l’altrui, nel momento in cui la parentesi di tempo chiude una fine, non il fallimento ma solo la fine di un incontro. Accade quando si mischiano sfumature grigie di disagio con la conseguenza di essere diventati tali ad una colla emotiva che cementa due malesseri destinati ineluttabilmente alla stagnazione del vivere, poiché, seppur compresse, tali sfumature diventano abitudine di risentimento che impedisce sia la morte, sia la rinascita del proprio essere se stessi nell’ispirazione del sentimento che ci trasforma e che tentiamo invano di reprimere, sconfinando nell’urlo muto che ci strozza. Ed è condivisione di infelicità.
  • Amare è essere. Essere amati è esistere.
  • Podista: Andare a rotta di callo.
  • Insegnante coscienziosa: Battere sempre sullo stesso testo.
  • È sotto gli occhi di tutti. Siamo già arrivati a quel “dove andremo a finire.”
  • Certo, il silenzio è d’oro, il pensiero di platino, la parola d’argento, ma certe facce di taluni, sono di bronzo!
  • Imbecille: Avere grulli per la testa.
  • Narcisista: Parole al vanto.
  • Presidente: Avere vice in capitolo.
  • Mafia: Avere coltelli ben affiliati.
  • Radio Maria: Strali di vini.
  • Gli arrivi sono sempre partenze.
  • Psichiatra: Averne per un pazzo.
  • Peripatetiche: Carriere della sera.
  • Riscaldamento globale: Passarne di tutti i calori.
  • L’intimità è il nostro unico baluardo invalicabile. Una foresta impenetrabile, il cui accesso è severamente vietato a chiunque. Nulla a che vedere con la complicità sociale che si sceglie di accettare. Ma tant’è, oggi si vive in piazza e l’intimità la si sciorina come un film di bassissima regia.
  • È il talento dell’artista che vuole vivere per sempre. E ci riesce, tramandandosi nella bellezza che riesce a creare
  • Infedele: Traditore simultaneo.
  • America: La vittoria della sconfitta.
  • Falegnameria: Calzare a pannello.
  • Saldatore: Bruciare le toppe.
  • Solo se si è molto fragili si diventa molto forti.
  • Pentito: Perdere la feccia.
  • Ognuno di noi si merita di essere la prima scelta, in ogni settore della propria vita, non la scelta di scorta che inesorabilmente, diviene la scelta di scarto.
  • La solitudine è la luce della propria oscurità.
  • Veganismo: Battere il farro finché è caldo.
  • Separati in casa: Condannati ai livori forzati.
  • Rammendatrice: Avere la pezza sotto al naso.
  • Casanova: Non fiori ma opere di pene.
  • Camiciaio: Avere polsino.
  • Vampirismo: Vita da canino.
  • La cattiveria, l’acredine, nascono dalla incapacità personale di rendersi felice e il riversarle sugli altri, è un tentativo meschino e crudele di rivalsa nei confronti della propria inadeguatezza a risolversi.
  • Chirurgo plastico: Tirare in bello.
  • Ex alcolista: Tenere il Bacco chiuso.
  • Giardiniere: Tirare i rami in barca.
  • Cittadino: Dal diritto di voto al dovere di veto.
  • Ho imparato che esiste la vanità del dolore. Quando ci si ancora alle proprie ferite, quando ci si compiace della propria sofferenza. Come fanno i bambini per attirare l’attenzione e strappare il privilegio della altrui compassione, impedendo la mutazione del proprio io, scegliendo di essere vittima del proprio vittimismo.
  • Necroforo: Metterci una pietra sopra.
  • Continua assillante la politica televendita. Martella in ogni dove per piazzare la sua merce scadente, confidando nella automatica acquisizione degli slogan sconclusionati e senza attinenza al loro precipuo significato, ma venduti come propaganda di realtà, poiché ripetuti all’infinito. Basta che siano accattivanti e propongano una falsata visione di un futuro salvifico che ponga fine alla crisi profonda in cui la politica stessa ci ha sprofondato, ma che non potrà mai coniugarsi, causa l’inesistenza di un vero pensiero programmatico di sviluppo, pensato da una vera classe politica al servizio del cittadino. E così assistiamo allo spettacolo di guitti imbonitori che vendono coperchi senza pentole e pentole senza coperchi, acquistati ahimè, a stock da chi non ha neppure un fornellino da campo per cucinare. E che non se ne rende conto se non quando sta morendo di inedia.
  • Accoglienza: C’è posto per te.
  • Barbiere: Buttarla sul radere.
  • Imbecille: Un demente è per sempre.
  • Non tutti desiderano la bellezza. Non avendone coscienza e conoscenza, essendo privi della sua consapevolezza, non sanno né definirla né riconoscerla.
  • Siamo noi donne ad educare al rispetto. All’uomo perché rispetti la donna per rispettare se stesso, alla donna perché rispetti se stessa per rispettare l’uomo.
  • Svendite: Si saldi chi può.
  • Dilemma: se vale il detto fatti vivo, vale anche il contrario, fatti morto?
  • Non è il tempo che passa attraverso noi. Siamo noi a passare attraverso il tempo. Non è il tempo che ci prende per mano. Siamo noi ad avere il tempo nelle nostre mani. E quando è finita la scorta del nostro tempo, non ci è permesso chiedere alla Banca della Clessidra, un fido di momenti da pagare a rate di rimpianti.
  • Erede blasonato: Il Lapo perde il pelo ma non il vizio.
  • La pazienza? Un esercito di tanti attimi soldatini ubbidienti, fedeli alla consegna del desiderio, messi in fila dal sergente il tempo che verrà. Oh sì! Perché quel tempo verrà a premiare la loro disciplina annunciato dalla fanfara dei momenti di gioia bersaglieri.
  • Birdwatcher: Meglio tordi che mai.
  • Chi gode di sana costituzione, non necessita di alcun ricostituente.
  • Perdere una carica: Decadere a fagiolo.
  • L’amore è quell’afflato che ti consuma, mentre ti nutre.
  • Campagna referendaria: Le mille balle blu.
  • L’immensità di un sentimento che coagula l’inarco dell’emozione a superare le parentesi dei confini della sua bellezza e la sudditanza della carne a divenirne tempio, raggiunge il sublime delle consonanze tra spirito e materia, là, fin sotto la soglia più alta della contemplazione reciproca dell’amore, in due corpi amalgamati, che diventano liquidi della passione sorgente del desiderio, tale all’acqua, che sgorgata dalla fonte, affluisce e defluisce nella magnificenza dell’onda della mareggiata.
  • Risultato del Referendum: Una accozzaglia di no.
  • Zombie a convegno: Sei dei mostri?
  • Tutto quello che fai con passione è fuoco (e non si spegne mai). Tutto quello che fai per vanità, è cenere (e vola via in un soffio).
  • Se non possiamo corrispondere l’amore di qualcuno che si dichiara innamorato di noi, forse è perché quel qualcuno trova in noi una sua mancanza, dimostrando lo stato del bisogno e della dipendenza del suo amore per essere. Perché se invece amiamo e siamo corrisposti, entrambi siamo attirati dalla nostra abbondanza, ma non dipendiamo né abbiamo bisogno di quell’amore per essere.
  • Chi invecchia indossando la sua età, è un individuo che non tradisce se stesso lasciando che il tempo lo sformi e lo riduca ad una caricatura. Ha cura di sé. Non si lascia sfigurare. Annientare. Chi invecchia trascinando la sua età come un peso e un alibi, è un individuo che ha ucciso ogni traccia del suo passato diventando un altro.
  • Giardiniere: Volere è potare.
  • Crisi del Governo: Metterci l’incarico da 11.
  • Mi piace pensare che siamo beneficiari della vita di qualcuno e che rendiamo qualcuno beneficiario della nostra vita. Si, come in una Banca del Tempo, la più etica che ci sia. Dove non si maneggiano quattrini ma attenzioni. Dove la moneta contante accettata, è il valore del solo quello che si è, non la valuta del quello che si ha.
  • Il se è l’alfiere dell’idea, il seme del frutto, se il se diventa sì.
  • Staffettista scoordinato: Essere l’ultima ruota del corro.
  • Spam: Meglio tardi che mail.
  • Neo Governo: Si sono giocati in attesa della Tombola gli stessi numeri al Lotti.
  • Riflessione a caldo: A questo Governo è mancato il colpo d’ALA.
  • Pazienza in politica: Mettersi in fila per aspettare il proprio torno.
  • Impulso: Segno d’istintivo.
  • Ergastolano in biblioteca: Lettore del codice a sbarre.
  • Prima di esibirsi nel nitrire è buona norma esercitarsi nel ragliare.
  • Serafico: La misura è calma.
  • Nel web impazzano commenti di ospiti (non graditi né chiamati in causa, portoghesi provocatori insomma) sulle bacheche di denuncia di ingiustizie, di malaffare, di crudeltà, che dovrebbero invece provocare riflessioni e azioni di sdegno. I portoghesi provocatori hanno una anima tirata a lucido di cera dove tutto scivola, anche l’abbozzo abortito del pensiero e ci tengono tantissimo a testimoniare di non essere in grado di pensare. Si aspettano infatti, un colpo di rinculo per accendere la miccia del nulla, per vomitare l’arroganza e la strafottenza dell’ignoranza. E solo per dimostrare a se stessi di esserci. Che esistere, è un’altra faccenda.
  • La bugia, l’unica materia in cui noi italiani siamo laureati con dieci e lode, si articola nella bugia vanitosa, nella bugia autolesionistica, nella bugia ipocrita, nella bugia fiscale, nella bugia amorosa, nella bugia diplomatica, nella bugia consenziente, nella bugia consolatoria, per arrivare alla sua esaltazione nella bugia politica, la bugia più desolante e indecente che incorona la politica, regina di millanterie.
  • Corruzione a Roma: La longa manus di “caMarra”…
  • Politici infedeli: Ministri senza l’aurea.
  • Tassa: La rata gira per tutti.
  • Nel nostro Presepe potremmo mettere accanto ad un Gesù Bambino che abbia voglia di nascere, a Giuseppe e Maria, custodi della natività, al bue e all’asino che non possono mancare, le statuine di coloro che hanno desiderato rimanere nella nostra vita. E togliere quelle di chi ha preferito andarsene. L’anno è sempre un va e vieni, un vieni e va. Folate di incontri che diventano scontri. Raffiche di scontri che si trasformano in incontri.
  • Pirateria: Passaggio per predoni.
  • La poesia è il significato di bellezza cieca e sorda, ma non muta. La parola è la sua anima feroce e proprio per questo disvela la sua abbagliante nudità di significato.
  • Sim Sala Bin: Politici che vanno e vengono.
  • Uno due tre… pronti? Via, a capofitto nel tour infernale gastronomico ed alcolico delle feste natalizie, assurte ai fasti del #rimpinziamoci come se non ci fosse un domani. E quando, finito il girotondo, ci chiederemo se fu vera #sbronza, lasceremo… l’ardua sentenza ai postumi. Auguri… sobri.
  • Un saluto al povero Santo Stefano è d’obbligo. Credo che patisca molto il fatto di essere un…avanzo e non una prima scelta.
  • Feste di fine anno: Essere in perfetto peso sforma.
  • Mensa: C’è pasta per te.
  • Obolo obbligatorio per assistere alle funzioni religiose: Dal coro pezzo al caro prezzo.
  • Il mio augurio a tutti voi che mi regalate attenzione. Tanti, tantissimi giorni di… testa.
  • Ho imparato che si può ottenere la pace interiore che dona l’accettazione delle proprie imperfezioni che scaturisce dalla gioia della consapevolezza di essere quel che si è. Da cui scaturisce come conseguenza la pienezza di scegliere chi si desidera diventare. La coltivo questa pace, dentro, così il mio baricentro ottiene un equilibrio stabile. L’equilibrio dell’entusiasmo e della passione di vivere, con la follia dell’amore, ogni mia giornata. E dico: “Grazie” a chi me lo ha insegnato. Buon anno felice!
  • Notte di Capodanno: L’idiozia fa il botto.
  • Modaiolo: Non avrai altro Dior al di fuori di me.
  • Talune domande che ci poniamo, sono già esse stesse risposte che non vogliamo ascoltare.
  • Il silenzio è una culla per la contemplazione, un rovo di spine per l’indifferenza, una altalena per le domande, ma sempre e comunque racchiude uno spicchio di lucidità su cui si rifrange ogni risposta. Anche muta.
  • Politica: La lettura di talune notizie provoca un coNato di vomito.
  • L’amicizia è la condivisione di ogni briciola d’amore.
  • Pastore: Il signore degli agnelli.
  • Neo genitori: In bocca al pupo.
  • Adulterio: Mettere “troppa” corna al fuoco.
  • È la paura ad infondere coraggio.
  • Inflazione: Dai tre (ricchi) Re Magi ai tre (poveri) Re Mogi.
  • Chef latitante: Perseguito da mandato di cottura.
  • Record di salto: Nulla asta.
  • Fotografo valente: L’ardua sentenza ai poster.
  • Fiuto del giardiniere: Andare a vaso.
  • L’invidia nasce dalla incapacità di divenire mostrata da chi invece riesce ad esprimere la propria libertà di essere, l’invidia nasce dalla pessima considerazione che si ha di se stessi raffrontata al coraggio di chi rischia per migliorarsi. E dalla mancanza di quella libertà e di quel coraggio, l’invidia si tramuta nel disprezzo verso l’altro, palese dimostrazione della propria malvagia meschinità.
  • L’abitudine è la ruggine dell’anima.
  • Calunnia, pettegolezzo, diffamazione: Lezioni di fango.
  • Orologiaio: Avere polso.
  • Eolico: Giramenti di pale.
  • Cyberspionaggio: Cavallo di Trojan.
  • Abbiamo bisogno di almeno un carnevale l’anno, per dimenticare la nostra quaresima quotidiana.
  • Il pregiudizio è la ragnatela del pensiero in cui resta impigliata l’intelligenza.
  • Riflesso di luce: Il coraggio del sole.
  • Molestatore sessuale: Orco Giuda.
  • PD: L’unità della discordia.
  • L’amore è ribellione allo spettro cupo della morte. L’arte è ribellione all’ordinario ordine della vita. L’artista è il ribelle più tenace tra i ribelli che trasforma la morte in vita.
  • Ciò che avrebbe potuto essere è un pungente rimpianto? È un malinconico pentimento? È una occasione perduta? No, è solo un se, un pavido se che precipita nel condizionale della immaginazione, disconoscendo l’indicativo della volontà.
  • Il libro è un labirinto dei sensi. L’olfatto percepisce l’odore di carta buona. Il tatto sfiora parole di carezze vive. La vista penetra le vene di vita amica. L’udito acuisce il brusio di voci che sussurrano. Il gusto inghiotte emozioni di verità. Per trovare il filo d’Arianna del senso di sé nelle sfumature che ci identificano.
  • Cocktail: Cavallo di bottiglia del barista.
  • Mafia: Clan che abbaia, morde.
  • A me piace pensare che… se son spine, graffieranno. Non… se son rose fioriranno. Non è facile trovare spine che valgano il graffio.
  • Fantasy film: Spaccio di drago
  • Promesse vane: Frasi sfatte.
  • Riflessione: Ritirarsi nella propria (so)stanza.
  • Solo l’essenza divenuta nel tempo sostanziale sa suscitare e ricevere amore.
  • Giornalista ateo: Scomunicato stampa.
  • L’arte è per pochi eletti, l’oscurantismo per molti reietti.
  • Pensare è dubitare.
  • Tristezza: (In)canta che ti passa.
  • Ingannare: Prendere la vita di (sos)petto.
  • Titoli di film riveduti e (s)corretti. Rabbia: Cinquanta sfumature di nervo.
  • Innocente condannato: Essere in salute (s)cagionevole.
  • Timore del marito: Restare impigliato nella rete a moglie stretta.
  • La felicità più felice, è felicemente inconsapevole.
  • Ballerina: È tutta una mossa in scena.
  • Ultime notizie flash: Le compagnie assicurative posizioneranno entro breve, sul mercato, anche la polizza a sfavore del beneficiario, per agevolare la guerra quotidiana dei politici in combutta tra di loro.
  • Quando la malafede specula sulla fede, laica o religiosa che sia, il buon gusto diventa pessimo guasto.
  • Selfie di alcolisti: Foto di grappa.
  • Rai: Attenti al canòne.
  • Sacerdote: Darsi una messa.
  • Don Giovanni: Giocare a Tasta o Croce.
  • Palestrato: Darsi una massa.
  • Festival di Sanremo: Ce n’è per Totti i gusti.
  • Indeciso: Paura di volere.
  • Giornalismo: Libero di entrarci come i cavoli a merenda.
  • Cavalli selvaggi: Tutto fa brado.
  • Reumatologo: Avere una bella gotta da pelare.
  • Direttore d’orchestra: Per spartito preso.
  • Innamorarsi: Abboccare all’amo.
  • Noi lasciamo agli altri il potere di trattarci come pensiamo di meritare di essere trattati.
  • L’anestesia delle emozioni è una condanna a morte. Per agonica vigliaccheria, per barattare una ciotola di pane secco, e camminare nel percorso della vita trattenuti al guinzaglio da un partner manipolatore al punto da fare credere che la sua crudele attenzione sia amore. Ed è solo opportunismo. Chi non ha dignità è un mendicante alla ricerca di identità che ottiene solo attraverso la vita del povero suo altro, piccolo fantoccio, da manipolare. A sua insaputa.
  • Giro d’Italia: Mettere una tappa.
  • Milano: Come scivolare su una buccia di banana ed ottenere la palma del martirio del buongusto.
  • Attrazione è la trazione dell’amore verso sé. Quell’amore, la cui ricerca pervade il nostro intero ciclo vitale. L’amore a 20 anni, è la sua buccia. L’amore a 30 anni, è il suo seme. L’amore a 40 anni, è la sua polpa. L’amore a 50 anni, è il suo succo. L’amore a 60 anni, è la sua linfa. L’amore a 70 anni, è la sua essenza. L’amore a 80 anni, è il suo significato, chiosa della nostra stessa vita.
  • Sindaco arrestato: Un uomo fuori dal Comune.
  • Sacerdote: Mi illumino d’incenso.
  • La volta della Sistina: Tanto di cappella.
  • Dieta: È tutto grasso che cala.
  • Verduraio: Essere giù di cardo.
  • Corruzione nei partiti di sinistra: La Fecciarossa.
  • La vita è un gioco, in cui alla fine si perde, ma che vale sempre la pena giocare.
  • Coppia felice: Innamorati a tutti gli affetti.
  • La vita ha la sua dignità vitale. Essenziale. Quando il suo respiro è ingabbiato in un corpo degradato, perde dignità ed essenzialità. E soltanto quell’uomo prigioniero del suo dolore e del suo insopportabile strazio, può decidere se continuare ad esserne schiavo oppure decidere di liberarsi da quel peso ossessionante e gravoso. Nessuno, né stato, né chiesa, né soloni dell’ultima ora, può arrogarsi il diritto laico e religioso di metterci becco. Non possediamo alcunché se non il nostro libero arbitrio. Non chiediamo di essere messi al mondo. Che ci sia concesso allora di poterne uscire a testa alta, ancora vivi.
  • Mi disgusta pensare che un politico ladro, truffatore, corruttore abbia goduto e possa continuare a godere dell’appellativo onorevole.
  • PD: In attesa di fare tombola, si gode il terno al Lotti.
  • In tutti noi, noi che ci sfioriamo, noi che ci incrociamo, noi che ci osserviamo, noi che ci occhieggiamo di sfuggita, vive un uomo solo che attende di incontrare, un solo uomo tale a lui, per non sentirsi solo un uomo solo, ma solo un uomo compreso. Per essere senso e significato compiuto di sé.
  • Saldatore: Bruciare le toppe.
  • Uscire di casa e morire perché un ponte ti crolla addosso. Si dice che la morte non guarda in faccia nessuno, ma mi auguro che la giustizia fissi bene negli occhi chi è responsabile di questo omicidio e proceda ad una condanna veloce ed esemplare. Siamo stanchi di giocare alla roulette russa ogni volta che usciamo nel mondo, vorremmo, noi cittadini, morire per conto nostro e non per conto terzi e dei loro mandanti.
  • Influenzare: Farlo per lobby.
  • Guardaspiaggia: Il buongiorno si vede dal pattìno.
  • Editore e tipografo incompatibili: Rimanere insieme per il bene dei propri fogli.
  • Il politico condannato in via definitiva che non decide, in un soprassalto di vergogna, di dimettersi dalla sua carica né di restituire le sue pingui e inique prebende, che non si preoccupa di chiedere scusa a noi cittadini, che è applaudito dai suoi sodali, che esulta, in Parlamento, con un ghigno di soddisfazione, a favore di telecamera, che ci sputa in faccia la sua sfrontatezza, merita solo di essere indicato a dito, come un onorevole pregiudicato che disonora la dignità dell’uomo.
  • Pausa tra due litiganti: A bocche ferme.
  • Felicità è mantenere la parola con se stessi. Non tradirsi, dopo essersi ritrovati, spogliati e sbucciati. Per arrivare al nocciolo, che è quel che si è, del frutto della propria vita. Nudo e crudo.
  • Modi di dire riveduti e (s)corretti: #Rai: (Mancanza) Di tatto (molto) di più.
  • Arrabbiatura: Chiudersi nella propria (di)stanza.
  • Stiratrice maldestra: Prendere una brutta piega.
  • L’immaginazione è il nunzio della fantasia. È l’anticipazione dell’energia del pensiero fattasi forma dalla creta del desiderio.
  • Alfano: Ha appena deciso di (af)fondare un nuovo partito.
  • Guru napoletano: Sai Babà.
  • L’armonia è coerenza tra i colori. Sfumature che entrano l’una nell’altra per diventare eleganza.
  • Ambientalisti: (Trans Adriatic Pipeline), Sì Tip No Tap.
  • Delusione sentimentale: Essere di cattivo amore.
  • #Berlusconi: Il Signore degli Agnelli.
  • È un mondo fatto così oggi. Senza competenze. Non servono. Se disegni un ponte, puoi affermare di essere un ingegnere civile. Se scrivi: “ah, vedo   il sole che tramonta ogni sera”, anche senza specificare, “quando non piove”, puoi tranquillamente dire che sei un poeta. Se hai un blog dove la grammatica e la sintassi sono bandite, puoi fregiarti del titolo di giornalista. Se posti una frase tipo: “il sorriso ti aprirà ogni porta”, puoi dichiarare impunemente di essere un filosofo. Se componi una scala musicale e magari stoni, senza dubbio ti puoi spacciare per compositore. Per non parlare degli pseudo scrittori che acquistano un editore e pensano di meritare almeno un premio Strega o di un musicista che paga di tasca sua il mastering di un disco da regalare ai parenti tutti, compresi quelli di sesta generazione. Insomma la rete come TV personale ma non privata, per taluni e talaltri, privi di conoscenza dei limiti dei propri talenti (incompresi, e una ragione ci sarà no?), privi di decenza e di pudore. “È la vanità, bellezza”, per fare il verso alla famosissima citazione: “È la stampa, bellezza@ di Ed Hutcheson-Humphrey Bogart pronunciata alla fine del film di Richard Brooks Deadline – U.S.A. (in italiano: L’ultima minaccia, 1952)
  • Sdentato: Essere privo di mordente.
  • Non esistono scelte sbagliate e scelte giuste. Ma solo scelte personali, dettate dalla contingenza degli accadimenti, che ci portano a scegliere di essere quello che scegliamo di essere o di non essere.
  • Felicità: Fare il tutto esaudito.
  • Atleta irriducibile: O la corsa o la vita.
  • Abbiamo in dote cinque sensi. Ma ce ne creiamo uno solo che li annulla tutti inesorabilmente, il senso di colpa.
  • Il dubbio è il saluto di accoglienza che il pensiero rivolge all’intelligenza.
  • Innamorato deluso: Soffrire di sbalzi d’amore.
  • Breaking news: Il sindacato ladri e affini malintenzionati, ha inviato un comunicato con i nuovi orari di lavoro, ai suoi iscritti, in cui si vieta loro tassativamente, di operare nelle ore notturne ed ha fissato il coprifuoco a partire dalle ore 22, fino alle ore 5, pena la dipartita dalla lista di categoria, per causa di forza maggiore.
  • Mamma, è la prima e l’ultima parola che nasce e muore sulle labbra dell’uomo.
  • Noi non dovremmo mai tollerare che alcun credo, alcun idolo, alcuna relazione, alcuna fede, alcuna congrega, alcuna religione, alcun legame, che sono solo catene, possano togliercela, la libertà di essere liberi.
  • La creatività è lo stile dell’ingegno che deraglia dal binario dell’ovvio, la lente d’ingrandimento dell’intelligenza.
  • Si attesta giorno dopo giorno in rete, la figura del cialtrone intellettivo, ovvero colui che si mostra assolutamente privo di intelletto. Quel tipo ignorante e incolto che sentendosi depositario assoluto della educazione sociale, piomba sulle bacheche altrui per tranciare giudizi denigratori e di sufficienza, senza aver capito un acca di ciò che è scritto, essendone impossibilitato, causa assenza appunto, dell’intelletto. Si produce in una serie di miserie linguistiche miserrime, attaccando a vanvera persone con accuse insane e magari calunniose, peraltro lontanissime dalla verità dell’accaduto. Ovvero i cialtroni intellettivi, prendono fischi per fiaschi pieni di vino di pessima qualità, finendo per ubriacarsene. E così, non informandosi sulla realtà dell’accaduto, danno il via a catene di Sant’Antonio di pura demenza, confondendo per omonimia, società, persone, luoghi, situazioni e città. L’importante per questa esecrabile specie di subumani, una specie che si arroga il diritto alla parola, senza provvedere però, prima, a soffermarsi sul dovere della conoscenza, è esserci con odio, con sussiego, con malvagità sparsa a marmellata. La categoria è affollata da tizi “laqualunque”, tronfi del loro bullismo morale, sicuri di essere impuniti, che si addormenteranno soddisfatti, tra le braccia del loro esame di incoscienza.
  • Oroscopo infausto. Disastro annunciato.
  • Poeta senza ispirazione: Essere di umore avverso.
  • Parli di animali. E ti dicono: pensa ai bambini che muoiono di fame. Parli di poesia. E ti dicono: pensa agli anziani e alla loro misera pensione. Parli di musica. E ti dicono: pensa ai disoccupati. Parli di cultura. E ti dicono: pensa ai malati terminali. Io personalmente penso e mi impegno e mi batto per le vittime di ogni prevaricazione. Io personalmente mi faccio un… cuore così ogni giorno, per tutelare la vita e la bellezza della vita e divulgarla, tale bellezza in ogni modo, perché contiene nel suo significato l’etica, ovvero l’estetica dell’anima, ovvero il rispetto che si deve ad ogni creatura che la abita. E voi, (mi corre l’obbligo rispondere), pregevoli qualunquisti, arroganti moralisti, che accidentaccio fate, oltre che consigliare agli altri cosa debbano fare?
  • Perdente: Essere un uomo di insuccesso.
  • Modi di dire riveduti e (s)corretti. Totti per uno, uno per Totti.
  • Chi non rispetta la dignità della vita altrui nel corso della sua vita, non merita alcun rispetto per la fine del corso della sua vita indegna.
  • La distanza temporale tra due anime impastate dalla stessa carne, si colma nella loro affinità, che è di per sé, presenza spirituale nell’assenza corporea.
  • Scintilla, lapillo, scheggia, zampillo. È tutto quello che possiamo catturare della vita. Un bagliore che riesce ad indicarci una meta: significare la nostra esistenza, che si pone tante domande e una sola risposta. Viverla, nel suo istante, a diritto e a rovescio. Fuori e dentro di noi.
  • Chi è un chiunque potrà solo mutarsi in un chiunque chi.
  • Presidente americano: Trump l’oeil.
  • Elezioni inglesi: Mayunagioia.
  • È molto doloroso ricordare di essere stati felici.
  • Giacomo Leopardi riveduto e (s)corretto: “…e il naufragar m’è dolce in questo amare.”
  • Tirare i remi nella barca della vita e lasciarla andare su un mare liscio, come l’olio dell’attesa, sostare alla finestra del destino ed osservare le formiche del dubbio, che corrono come uomini frettolosi al lavoro, fa bene. Fa quel bene dell’ineluttabile, che regala la pace. La pace del lascia che sia.
  • Ultima reunion: Un Pooh di nostalgia.
  • Rispettare. È sentire il limite proprio e altrui oltre il quale non è permesso accedere. È dare valore alla vita propria e altrui. È educare alla alterità. È essere in sintonia e provare empatia con il creato. È tutelare la libertà della esistenza. È costruire le fondamenta della civiltà. È custodire l’amore per la vita.
  • Carriera di un politico corrotto: Da spregiudicato a pregiudicato.
  • È buona norma imparare a non farsi in quattro per coloro che ti spezzano in due.
  • Il tempo lemme lemme, zitto zitto, arranca e scivola su cunette e dossi della menzogna, della ipocrisia, della corruzione. Ma si rialza, si scuote la polvere dal risvolto dei pantaloni e riprende il suo cammino. Non guarda in faccia nessuno. È senza amici. In compenso gode del disprezzo di molti nemici. Lui imperterrito, fa quel che deve fare. Quel che si deve fare sulla strada del karma. E non si volta per soccorrere chi fa cadere in ginocchio, a terra, col suo incedere, incurante del vociare che si leva al suo passaggio. Impietrito poiché non ha pietà, empatia e alcun sentimento umano, procede e si fa giustizia con il suo lento andare.
  • Indolente: Avere tanti buoni spropositi.
  • Si sono comprati tutta l’Italia, l’hanno fatta a bocconi, un pezzo ciascheduno, cattedre, dicasteri, poltrone, comuni, province, regioni, enti, per assicurarsi vitalizi e pensioni. Hanno reso dogma la menzogna. Hanno affermato la corruzione e il mercimonio come valori. Ci hanno reso caricature di cittadini. Loro, i politici. Ma non hanno intaccato alcun sentimento di chi professa l’onestà come significato di vita. Ecco, non sono riusciti a comperarli i sentimenti, perché nascono nell’anima. E quella non è in vendita. Non è merce di scambio. Per fortuna.
  • L’unico profumo che lascia una scia indelebile, è il profumo della propria essenza. È un estratto che punge le nari a distanza di anni. E chi l’ha odorato, annusato, respirato in tutta la sua fragranza, almeno una volta, non lo dimentica mai. Anche se si dimentica di te.
  • L’onore dell’uomo risiede nella sua parola data e mantenuta.
  • PD: Partito Desaparecido.
  • A volte fare la cosa sbagliata è fare la cosa giusta. A volte fare la cosa giusta è fare la cosa sbagliata.
  • Dicesi omuncolo, quel parassita burocrate dei sentimenti, che racchiude nella sua pavida, vigliacca, codarda slealtà, tutto il misero compiacimento dei suoi inganni, debiti di quell’onore di cui è totalmente privo.
  • La sensualità è l’eleganza del corpo. La carnalità è la classe dell’anima.
  • Il colore, entità vibrante che cattura la luce e la rifrange in ogni suo bagliore, è la linea di demarcazione tra il passo e il volo del pensiero.
  • Ma che m’importa se cammino sbilenca e se il ginocchio sinistro senza menisco diventa sempre più rigido e le mie ossa scricchiolano pericolosamente? Ma che m’importa se le labbra si strappano e devo sempre umettarle e mi si secca la saliva dopo 10 minuti che parlo e devo bere altrimenti vado a fuoco? Ma che m’importa se alcune cellule dei miei reni sono necrotizzate e sono obbligata a far di conto su un diuretico ogni giorno per evitare che il mio cuore scoppi?  Ma che mi importa se devo convivere con gli effetti collaterali della chemioterapia e della radio che hanno vinto il mio ufotumore? Sono vivissima. Sono utile. E tanto mi basta. Il mio spiro è sanissimo, bellissimo ed ha l’energia di una fanciulla di appena 4 anni! E accipicchia, nel girone delle ladies della mia età faccio ancora la mia “porca” figura!
  • La vita è sì un film, ma sfortunatamente puoi scrivere nel tuo copione, solo la tua parte! Perché gli altri, pur nella tua vita, recitano a soggetto. Il loro soggetto.
  • Ancòra è l’àncora di uno struggente desiderio d’amore che non si scorda mentre si cerca di dimenticarlo.
  • Ma quanto siamo belle noi che proviamo tenerezza per un cucciolo che se ne va e per un animale che invece contribuiamo a salvare? Noi che scegliamo di non mangiare la vita altrui, che non abbiamo il sapore di sangue sulla lingua, noi che non possiamo digerire bocconi di urla, spasimi di terrore e briciole di sofferenza? Ecco ditemi se non siamo anime piene di amore! Se non siamo portatrici di civiltà e pace!
  • La donna nella nostra società, non ha un corpo. Ha un doppio senso volgare, utilizzato a man bassa dall’uomo che crede di essere spiritoso, sagace, intellettivamente attivo, alludendo alla offerta a buon mercato del sesso femminile, pur di vendere, svendendo sessualità. E ingenerando un ciclo di assuefazione a comportamenti scorretti. Come accade soprattutto nel mondo dei cosiddetti creativi pubblicitari. Fino a quando non si eradicheranno le grossolanità di certi (s) costumi, nel linguaggio comune, fino a quando le stesse modelle non rifiuteranno questa gogna, cosce, labbra, seni, sederi, gambe ed il resto, soppianteranno del tutto il cervello della donna. Di un individuo che voglia essere percepito davvero come donna e non come mero oggetto di interscambio. Personalmente ho sempre reputato di valere qualcosina di più di una auto o di un pieno di benzina o di una crociera!
  • Il poeta ha le vibrisse nel cuore, percepisce, agguanta, afferra, acciuffa, ghermisce, adesca, arpiona, acchiappa, abbranca, coglie, un sospiro, un fiato, un umore, un battito, un frullo di sensazione e mette ordine nel disordine e disordine nell’ordine della mente, che affermava di sapere già tutto mentre sapeva ancora niente.
  • Sono convinta che l’amore che si nutre di fibra di sola passione, venga scambiato per filo di compassione per la propria solitudine e che l’individuo, che confonde l’imperativo sociale a formare un nucleo, più facilmente controllabile dalla sua paura di ritrovarsi solo nella vita, decida come conseguenza, di patteggiare la propria assenza di essenza con il matrimonio. Ma l’amore, quell’amore, è interazione tra la propria identità compiuta e quella dell’altro da sé e non una relazione con una metà di sé disagiata. Ovvero è libertà, non schema, non abitudine, non contratto. È sempre fluire. È sempre trasformazione dinamica, non condizione di reiterante staticità. Il matrimonio, è dunque, un punto. L’amore, quell’amore, è solo linea.
  • Ogni alba si smorza nel tramonto. Ogni tramonto si vivifica nell’alba.
  • Vivo e vegeto. Quando un detto mi confonde. O vivo o vegeto.
  • Meglio una verità amara che una menzogna edulcorata. La verità ti colpisce al petto, la menzogna ti pugnala alle spalle.
  • La vita è quella che accade mentre la stiamo programmando.
  • È pura utopia credere che ognuno viva la propria vita senza guardare dal buco della serratura quella degli altri. Chi spia la nostra vita con malanimo morboso, probabilmente non ne ha una propria e la prende in prestito o la ruba, per disfarla e rifarla a sua immagine e somiglianza, ovvero per disprezzarla con lo stesso disprezzo di sé che lo macera dentro.
  • A volte il punto di vista di un amico, aiuta la comprensione e la correzione del tuo punto di svista.
  • Noi donne ci lamentiamo a volte, di come sono, di come si comportano gli uomini che incontriamo via via per strada e con i quali abbiamo a che fare, come dire, più da vicino. Li critichiamo, li insultiamo, li rivoltiamo da capo a piedi. Ma ci dimentichiamo troppo spesso, che siamo proprio noi donne a crescerli. E magari, a diseducarli.
  • Gli attimi rubati all’amore, sono il borseggio alla tasca del tempo, compiuto dalla mano lesta, dalla destrezza peculiare di improvvise, inquiete e intense, emozioni.
  • La narrazione della poesia, del libro, del film, del quadro, della scultura, la narrazione dell’arte, non è una domanda. È una risposta.
  • Haters Speech: Addetti ai livori.
  • La Mafia non esiste, ma persiste nell’obbedire alle regole della sua “cosa nostra” e non desiste ad assomigliare all’idea che ha di se stessa, che consiste nel continuare a praticare la criminalità. Ovunque.
  • Se rispondi ad un idiota, lo legittimi, gli regali quella identità che non è riuscito a procurarsi da solo.
  • Rimboschimento: Dare un Tiglio.
  • Relazione social: Essere nel post giusto.
  • Solo il tempo è incorruttibile. Lascia cadere un granello di attimo alla volta. Con calma. Con pazienza, nella sua clessidra. Fa il suo sporco, dannato lavoro, senza guardare in faccia a nessuno, senza voltarsi indietro. Perché lui dipende da sé, dalla sua sabbia di momenti, che non insabbia gli istanti, ma che diventa roccia aguzza di fatalità.
  • Modi di dire riveduti e (s)corretti: Va dove ti porta il cuore. Sì, ma vacci o amato o armato.
  • Incontro fortunato: Trovare qualcuno che faccia al caos tuo.
  • La solitudine è il negativo da cui si stampa la fotografia della esistenza.
  • È più essenziale disporre di una sicura àncora o di una garrula vela? Siamo barca e barcaiolo al contempo. Si deve decidere solo chi far salire e chi lasciare a terra e condurre la barca dove il cuore sia vela ed àncora.
  • Carrozzeria: Forno cromatorio.
  • Non sono i gatti neri di pelo a portare sfortuna, sono i cervelli neri di pensiero a farlo. Portano sfortuna all’intelligenza.
  • Meglio raggiungere la pace dei sensi o sensi della pace?
  • Amo coloro che sognano la loro vita e che vivono la vita che sognano. Non si rabbuiano mai per una eclisse di cuore.
  • In fondo tra una setta e la politica, certa politica, non esiste alcuna differenza. Tutti adepti. Tutti militonti!
  • Il tempo distilla il ricordo nell’alambicco della memoria, come lacrime di fiele o come gocce di miele.
  • La logica è la filosofia della mente. La filosofia è la logica dell’anima. La poesia è la filosofia logica del cuore.
  • C’è chi non ha alcunché da dire ma lo dice, peraltro, malissimo.
  • La cura del dettaglio è la rivelazione della intensità di ogni impulso che crea l’insieme, nella ricerca della sua perfezione.
  • Astrologia notturna: E tu di che sogno sei?
  • Ce lo domandiamo spesso cosa sia la vita, per carpirne il significato, mentre anticipiamo le ipotesi delle nostre risposte in attesa della sua risposta. Perché si sa, la vita è quella che accade mentre stiamo organizzando i suoi accadimenti.
  • Quando cade il silenzio, l’eco rimanda un fragore assordante.
  • Sì, certo siamo spigolosi. Meglio senza dubbio, avere un carattere ad angoli retti e ad angoli acuti, che ad angoli ottusi.
  • E basta straparlare, anzi strascrivere! Troppe sciocchezze e deliri di menti dementi, si leggono in rete. Pensare prima di aprire… il pensiero no? Il pensiero è il paracadute della parola, senza, ahimè, si schianta.
  • Vacanze alle Terme: Andare per fanghi.
  • La scrittura ben descritta in un testo, quel giavellotto che lancia l’emozione della lettura in cui si trova il proprio sé, è semplicemente l’incontro di parole ammaliate dalla concatenazione l’una dell’altra, incantate dalla reciprocità del loro significato, entusiasmate dalla compiutezza della frase che narrano.
  • Tassa: Avere imposta la rata di scorta.
  • Militante politico: Agire per partito preso.
  • Arbitro di calcio: Var sharing.
  • Adulterio: Non c’è due senza tre.
  • Il dolore interiore parte dall’amore. L’amore parte dalla vita. La vita merita, pretende conoscenza. Profonda. E più dentro al dolore interiore ti immergi, più ami, più conosci, più diventi libellula della tua esistenza.
  • Avverti di essere nel tuo giusto, quando la tua perseveranza si allea alla fiducia in te stesso che ti indirizza alla passione più furibonda e indomabile, in vista di raggiungere il tuo traguardo, edificata nel tempo calmo dell’attesa.
  • Una prece, un minuto di raccoglimento per coloro che anche oggi, sprezzanti del pericolo nascosto nella intelligenza del pensiero, scrivendo d’acchito manciate di parole confuse, becere, odiose, indecenti, spudorate, nei commenti a post di cui evidentemente non hanno capito il contenuto, poiché privi di figure indicative l’argomento, si sono immolati tali martiri dell’ignoranza, sull’altare della rete. Amen.
  • Protezione: La sfumatura più possente dell’amore.
  • Lo scorrere del tempo è come lo scorrere dell’acqua. Trascina via i sedimenti ed i rifiuti per lasciare solo la sua fragile e specchiata purezza. Come l’età che prosciuga il suo spazio per diventare la nicchia della contemplazione del ricordo, che il viaggio dell’esistenza ha voluto portare con sé separandolo dal superfluo dell’eccesso.
  • Portalettere: Avere le mani in posta.
  • Chi commenta post di cui non afferra il significato, mosso da un livore giustizialista usato come lancia da lui, nascosto da un monitor, probabilmente nella realtà, è quel tipo di cafone ignorante che entra in una chiesa in slip, che parla con lo stuzzicadenti poggiato sul labbro, che presenzia ad un matrimonio in bermuda, che racconta barzellette sconce e sessiste ammiccando volgarmente, che parcheggia in tripla fila o nel posto riservato ai disabili, che sputa per terra, che getta il mozzicone dal finestrino dell’auto, che bestemmia in coda, che non raccoglie i resti dei suoi avanzi sulla spiaggia o sui prati, che, credendosi furbo, incendia i rifiuti tossici portati alle discariche di notte e che per ultimo, dà lezioni di educazione ai colleghi e ai figli, mentre rutta loro in faccia, pretendendo, ahi noi, rispetto, parola di cui ha sentito parlare in giro e mandata a memoria per caso.
  • A volte non basta metterci una pietra sopra. Occorre metterci una lapide. Sopra.
  • La parola è un bottone, l’asola la sua emozione.
  • Per quanto ci si sforzi ad essere obbiettivi, per quanto si cerchi di attenersi alla propria onestà intellettuale non ci si riesce ad avere una opinione libera da condizionamenti. Siamo sempre impastati del nostro umore nel pensare, nel dire e nell’agire. Non riusciamo mai a sradicare il dente del (pre)giudizio che ci duole ma che ci rende opinabilmente umani.
  • Ci stiamo abituando troppo in fretta al virtuale. Non elaboriamo più pensieri ma stati.
  • Il vittimismo, il piagnisteo, la lamentazione continua sulla propria malasorte, sgranata come una giaculatoria nel rosario di errori del mondo e di perenne assoluzione personale, sono la più subdola forma di narcisismo, perché l’egotista usa il ricatto (che fa rima con mentecatto) morale per metterti il collare al collo e tenere al guinzaglio la tua libertà individuale, mentre ti erige attorno una gabbia di complesso di colpa dalla quale non riesci a fuggire.
  • L’amore è madre. Perdona sempre.
  • Per conoscere la vera natura umana si deve osservare come l’uomo si comporta da ammalato e da vecchio. Quando la sua inclinazione alla bontà o alla acidità si manifesta senza filtri. La malattia e la vecchiaia, rivelano la sua identità senza l’infingimento della ipocrisia. Sì, quella tartuferia che mira a salvare la faccia ad ogni costo, che lo induce ad indossare una maschera comportamentale poliedrica, adatta ad ogni evenienza, pur di ben figurare.
  • Il matrimonio? Più spesso di quanto si sappia è come essere agli arresti domiciliari.
  • Le emozioni, turbamento intenso del sentimento, sono un dono della vita solo per chi ha il coraggio di accettare di coniugarle.
  • Ho smesso di desiderare, a tempo pieno, di essere la donna della vita di qualcuno, quando ho deciso di occuparmi, a tempo pieno, di essere la donna della mia vita.
  • Quando si cade in depressione è buona norma rammendare lo strappo con ego e filo.
  • L’incanto della vita che muove ad empatia coloro che hanno consapevolezza della propria anima, è sconosciuto a coloro che essendone privi, esaltano la morte, uccidendo per divertimento, per sport. La vita non è un trofeo macabro da esibire, ma un bene prezioso da tutelare. Qualsiasi forma di vita.
  • Pensiero vegano: Tutto il resto è soia.
  • La parola è l’immagine del suo significato.
  • Strana gente quella degli aridi, opportunisti, parassiti emotivi. Incapaci di perdonarsi, capacissimi invece di piangersi addosso per attirare consolazione, succhiarti energia, tempo e magari anche soldi, prima di rivoltarsi come aspidi tentando di avvelenarti con la loro gelida irriconoscenza. Un solo antidoto, atarassia e un vaffa, di quelli che bannano, di quelli che cancellano tutte le tracce sul foglio della tua vita che le loro anime infangate hanno chiazzato e che torna bianco come la neve. La vendetta? No, perché si sa, che chi semina vento raccoglie tempesta. Meglio il vento dell’indifferenza, per tuffarsi in una tempesta di chicchi di pace.
  • Errore del destino irreparabile: Quel che è fato, è fato.
  • La sola libertà di essere visceralmente se stessi concessa all’uomo, passa attraverso il percorso della malattia. Una malattia importante che ti rende la misura della tua mortalità e che cancella il timore della morte. Perché la fissi quella tipa, nelle orbite vuote e vedi te, per la prima volta come davvero sei. Magari la corteggi. O la invochi, per sfinimento, fino a quando accetti di giocarti con lei, la singolar tenzone per riguadagnarti la vita. Se ci riesci. Ecco, se resisti, esisti. E se esisti, niente e nessuno può più ferirti profondamente. Solo sbucciarti un poco l’anima. Quisquilie!
  • Avarizia: Afflizione per il sentito dare.
  • Siamo affamati di bisogni dimenticando che solo il sogno può essere il nostro essenziale cibo.
  • Ci sono parole che sono farfalle. Ci sono note che sono aquiloni. Ci sono canzoni che sono mongolfiere e ti fanno librare tra le farfalle, più in alto degli aquiloni.
  • Non esiste alcuna sfumatura sentimentale più amorevole della tenerezza con cui una madre guarda il proprio figlio.
  • Il sesso divora, l’amore sbocconcella. Il sesso divora l’amore. L’amore sbocconcella il sesso.
  • È una illusione. È un modo di dire. È una bugia. La poesia non nasce dal cuore. No, si raggruma nella pancia, picchia, contrae, uncina l’emozione fino a quando, per non sentire quel dolore, diventa ispirazione. E le parole allora, dettate dall’urgenza di diventare chicchi di grandine sulla carta, si dispiegano, si mettono in fila sul precipizio del pensiero per diventare inchiostro d’amore.
  • Spacciatori minorenni: Delinquenti in erba.
  • L’intelligenza è sensibilità e la sensibilità è empatia.
  • Fotografo: L’importanza di avere un obbiettivo.
  • Ho imparato che esiste un prima, un durante e un dopo a disposizione dei nostri sensi. Prima vediamo, durante percepiamo ciò che vediamo, dopo sentiamo ciò che abbiamo visto e percepito. E sono tre indizi diversi che formano il sesto senso, l’aroma delle nostre emozioni, l’umore del nostro pensiero. Così amiamo. Così odiamo. Così lottiamo. Così scegliamo. Così viviamo se vogliamo davvero vivere.

 

 

 Grazie a Italo De Santi per questa bella e gradita sorpresa.

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