Ti do la mia parola


Sono emozionata. Oggi esce il mio ultimo libro Ti do la mia parola, dedicato a mia figlia Giulia che compie 37 anni. Lo considero un testamento spirituale. A 73 anni arriva il momento del bilancio vita. Lascio a chi vorrà mantenere un mio ricordo, acquistando il libro, la mia parola, anzi i miei giochi di parole.

Grazie al mio editore Ferdinando De Martino di L’Infernale Edizioni, a Fabrizio Caramagna che ha scritto la prefazione, a Virago347 che mi ha regalato la copertina, a Claudio Rosa De Martino, l’editor. E grazie a quei lettori e a quelle lettrici che vorranno leggermi.

Ti do la mia parola di Rosanna Marani https://www.amazon.it/dp/169447237X/ref=cm_sw_r_tw_dp_U_x_hjYKDbZ521JWA di @amazon

#tidolamiaparola #giulia #giochidiparole #ferdinandodemartino #linfernaleedizioni #fabriziocaramagna #virago347 #claudiorosademartino #lettori #lettrici

 
Dal pallone all’aforisma – TI DO LA MIA PAROLA – di Rosanna Marani
 
Dopo la precedente uscita di Po(s)sesso, la raccolta poetica di Rosanna Marani, la Regina del pallone, l’apripista del giornalismo sportivo ritorna sulle scene con TI DO LA MIA PAROLA.
 
In questo nuovo libro Rosanna Marani affronta la pagina con aforismi e pensieri frammentati, autoconclusivi e filosofici grazie ai quali prova a dare, appunto, la sua parola.
 
Il tutto nasce dall’esigenza di regalare a Giulia, figlia dell’autrice, un qualcosa di realmente importante e significativo. Cosa può esserci di più intimo e viscerale della parola di uno scrittore, donata così ad una persona?
 
Un regalo non solo per la figlia, quindi, ma anche per tutti i fan della scrittrice che ha conquistato pubblico e critica con la precedente raccolta poetica. In molti chiedevano a gran voce un libro di aforismi e da amanti del sito personale della scrittrice e delle sue pagine social abbiamo deciso di lavorare con lei a questo progetto che è uscito il 1° ottobre su Amazon.
 
Se amate l’arguzia del pensiero e l’irriverenza di una penna maliziosa… non dovrete fare altro che comprare il nuovo libro di Rosanna Marani: TI DO LA MIA PAROLA.

RASSEGNA STAMPA

TPI

Ti do la mia parola, il nuovo libro di Rosanna Marani è un regalo per la figlia Giulia

La giornalista Rosanna Marani ha deciso di dedicare a sua figlia il suo nuovo libro di aforismi

Rosanna Marani, Ti do la mia parola: il nuovo libro della Regina del Pallone

Rosanna Marani torna in libreria con “Ti do la mia parola”, un libro che tratta di aforismi e pensieri frammentati, autoconclusivi e filosofici grazie ai quali prova a dare la sua parola.

Rosanna l’ha definito un testamento spirituale, un regalo a sua figlia che compie 37 anni.

Dopo la precedente raccolta poetica “Po(s)sesso” uscita nel 2017, la Marani torna in libreria con l’esigenza di regalare alla sua figlia autrice, Giulia, qualcosa di importante e significativo.

Cosa può esserci di più intimo e viscerale della parola di uno scrittore, donata così ad una persona?

Un regalo, “Ti do la mia parola”, non soltanto per la figlia ma anche per quei lettori affezionati alla Marani che ha conquistato pubblico e critica con la precedente raccolta poetica.

“Ti do la mia parola” è arrivato su Amazon il primo ottobre 2019.

Per acquistare il libro, potete visitare qui la pagina Amazon.

Rosanna Marani, dalla Gazzetta dello Sport alla libreria

Chi non conosce Rosanna Marani, deve sapere che è una giornalista e conduttrice televisiva. Conosciuta anche come la Regina del Pallone, Rosanna si è affermata nel mondo del giornalismo collaborando nel 1973 con la Gazzetta dello sport intervistando Gianni Rivera.

Rosanna Marani è stata la prima donna a diventare giornalista professionista sportiva nel 1976 e anche la prima a condurre una trasmissione sportiva in tv (Bar Sport). E da qui ha poi proseguito la carriera in televisione.

Nel 2013 ha pubblicato la lirica “Veglia”, aggiudicandosi la seconda edizione del Premio “Alda Merini” di Poesia.

Del suo nuovo libro, “Ti do la mia parola”, la Marani ha dichiarato: “A 73 anni arriva il momento del bilancio vita. Lascio a chi vorrà mantenere un mio ricordo, acquistando il libro, la mia parola, anzi i miei giochi di parole”.

Infine, i ringraziamenti: “Grazie al mio editore Ferdinando De Martino di L’Infernale Edizioni, a Fabrizio Caramagna che ha scritto la prefazione, a Virago347 che mi ha regalato la copertina, a Claudio Rosa De Martino, l’editor. E grazie a quei lettori e a quelle lettrici che vorranno leggermi”.

See more at: https://www.tpi.it/cultura/rosanna-marani-ti-do-la-mia-parola-libro-20191002462191/

Cinquew News

ottobre 02, 2019

Cinquew News: Cosa può esserci di più intimo della parola donata di una scrittrice? Leggere il libro di Rosanna Marani

MILANO – Dal pallone all’aforisma – Ti do la mia parola – di Rosanna Marani. Dopo la precedente uscita di Po(s)sesso, la raccolta poetica di Marani, la Regina del pallone, l’apripista del giornalismo sportivo ritorna sulle scene con questo nuovo libro.

In questo nuovo lavoro editoriale Marani affronta la pagina con aforismi e pensieri frammentati, autoconclusivi e filosofici grazie ai quali prova a dare, appunto, la sua parola. Il tutto nasce dall’esigenza di regalare a Giulia, figlia dell’autrice, un qualcosa di realmente importante e significativo.

Cosa può esserci di più intimo e viscerale della parola di uno scrittore, donata così a una persona? Un regalo non solo per la figlia, quindi, ma anche per tutti i fan della Signora della Tv che ha conquistato pubblico e critica con la precedente raccolta poetica. In molti chiedevano a gran voce un libro di aforismi e gli amanti del sito personale della scrittrice e delle sue pagine social hanno deciso di lavorare con lei a questo progetto che è uscito il 1°ottobre 2019 su Amazon.

Se amate l’arguzia del pensiero e l’irriverenza di una penna maliziosa… non dovrete fare altro che entrare nel nuovo libro di Rosanna Marani: Ti do la mia parola (I. Edizioni).

See more at: https://cinquewnews.blogspot.com/2019/10/rosanna-marani-libro-amazon.html?spref=tw

La Gazzetta dello Spettacolo

Ti do la mia parola, di Rosanna Marani

Dopo la precedente uscita di Po(s)sesso, la raccolta poetica di Rosanna Marani, la Regina del pallone, l’apripista del giornalismo sportivo ritorna sulle scene con Ti do la mia parola.

In questo nuovo libro Rosanna Marani affronta la pagina con aforismi e pensieri frammentati, autoconclusivi e filosofici grazie ai quali prova a dare, appunto, la sua parola.

Il tutto nasce dall’esigenza di regalare a Giulia, figlia dell’autrice, un qualcosa di realmente importante e significativo.

Cosa può esserci di più intimo e viscerale della parola di uno scrittore, donata così ad una persona?

Un regalo non solo per la figlia, quindi, ma anche per tutti i fan della scrittrice che ha conquistato pubblico e critica con la precedente raccolta poetica.

In molti chiedevano a gran voce un nuovo progetto ma soprattutto un libro di aforismi, per cui se amate l’arguzia del pensiero e l’irriverenza di una penna maliziosa… questo è il libro che fa per voi.

See more at: https://www.lagazzettadellospettacolo.it/libri/67717-ti-do-la-mia-parola-rosanna-marani/

Instagram
Lo dice  L’Infernale Edizioni, il mio editore. Che sia di parte?

361 MAGAZINE

29 OTTOBRE – Lifestyle

Rosanna Marani dedica un libro alla figlia: “Ti do la mia parola”

La giornalista Rosanna Marani ha deciso di dedicare a sua figlia il suo nuovo libro di aforismi

Rosanna Marani, giornalista e conduttrice televisiva torna in libreria con “Ti do la mia parola”. Il libro di aforismi è dedicato a sua figlia Giulia, sulla soglia dei 37 anni ed è disponibile su ‘Amazon’. “È un testamento spirituale” ha affermato l’autrice. Pensieri frammentati, riflessioni e tanto cuore. Un regalo, non solo per Giulia, da custodire gelosamente. Dopo la raccolta poetica “Po (s)sesso” uscita nel 2017, arriva una dedica intima e autentica.

Rosanna Marani ha iniziato la sua brillante carriera nel mondo del giornalismo sportivo, collaborando nel 1973 con la Gazzetta dello sport, intervistando Gianni Rivera. È stata la prima donna a diventare giornalista professionista sportiva nel 1976 e anche la prima a condurre una trasmissione sportiva in tv, ‘Bar Sport’. Da quel momento l’amore per la televisione l’ha accompagnata per tutta la sua vita. Non a caso è stata definita la Regina del Pallone.

“A 73 anni arriva il momento del bilancio vita. Lascio a chi vorrà mantenere un mio ricordo, acquistando il libro, la mia parola, anzi i miei giochi di parole”.

See more at: https://www.361magazine.com/lifestyle/rosanna-marani-dedica-un-libro-alla-figlia-ti-do-la-mia-parola/

Il Fatto Quotidano

Ancora grazie a Ricky Farina. È stato un bellissimo incontro il nostro

  Ricky Farina Filmmaker e aforista

SOCIETÀ- 7 NOVEMBRE 2019

L’aforisma è l’arte dell’incontro. E con Rosanna Marani gioco sull’orlo del precipizio

La vita è l’arte dell’incontro, ma anche l’aforisma non scherza. Grazie alla mia passione per gli aforismi di recente ho conosciuto Rosanna Marani, scrittrice di aforismi, poetessa, giornalista. Ci siamo capiti al volo, e siamo precipitati in un’amicizia labirintica fatta di orizzonti di parole, riflessioni sul filo del rasoio e paradossi danzanti. Ho sentito in lei la voglia di giocare, giocare con la vita, con le parole, con i sentimenti, senza fare male a niente e nessuno, tranne che alla banalità e alle convenzioni che riducono l’esistenza a un rantolo burocratico.

Rosanna è stata la pioniera del giornalismo sportivo femminile, la prima donna a scrivere di calcio sulla mitica Gazzetta dello Sport, ha conosciuto tutti ma proprio tutti, e aveva l’ammirazione di Gianni Brera, tanto per fare un nome, e basti questo. Adesso è una bella donna di 73 anni che vive in un appartamento elegante, con la sua gatta e i suoi ricordi, una maglietta di Maradona all’entrata, con autografo e dedica speciale, la targa del premio Alda Merini, l’Ambrogino d’oro, le foto dei suoi amori e dei suoi figli e una testa piena di aforismi zampillanti, con la quale esercita la sua intelligenza e la sua ironia.

Donna forte, volitiva, lottatrice, femminista, combattente, animalista, vegetariana, passionale, di classe, leale e letale, nel senso che la senti sempre pronta a fulminare con un gioco di parole la nostra eventuale stupidità. L’aforisma ci unisce, il pensiero asistematico e guizzante, siamo due spadaccini dell’intuizione, così io affondo con un “Dio è autistico: vive in un mondo tutto suo” e lei risponde con “Boria: parole al vanto”. Allora io le faccio un fendente con “La donna è l’unico enigma penetrabile” e lei mi prende in controtempo con “Felicità: fare il tutto esaudito”. Non pago tento un assalto con “La principessa daltonica non si accorse che il principe era azzurro” e lei mi colpisce al petto con una botta dritta che suona così: “Ci sono uomini tutti di un pezzo e altri tutti di un prezzo”.

Insomma, avrete capito che ci piace giocare, anche sull’orlo del precipizio, siamo dei sarti della vertigine. Rosanna mi è simpatica, per questo le ho fatto un film ritratto e le ho offerto pure un margarita, con il sale da mettere sulle nostre ferite, perché il dolore non sia mai insipido, e nemmeno la vita. Come dice Rosanna: “Invecchiare non è rassegnarsi, ma evolversi buttando a mare la zavorra del superfluo e lasciare galleggiare l’incanto dell’essenziale”.

Il libro di aforismi di Rosanna, dedicato all’incantevole figlia, si chiama Ti do la mia parola, e io vi do la mia parola che ne vale la pena, per un motivo semplice: gli aforismi rendono più intelligenti.

 

ROSANNA https://youtu.be/5OxM0iCBTXk di @YouTube

See more at: il Fatto Quotidiano
https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/11/07/laforisma-e-larte-dellincontro-e-con-rosanna-marani-gioco-sullorlo-del-precipizio/5545906/

Funweek

Grazie a Vittorio Lussana per questa scoppiettante intervista.

PEOPLE

Intervista a Rosanna Marani: “Un aforisma vi seppellirà”

Una gran donna e una collega meravigliosa, di primissimo livello, che di recente ha dato alle stampe un libro […]

di VITTORIO LUSSANA – 15 Novembre 2019

Una gran donna e una collega meravigliosa, di primissimo livello, che di recente ha dato alle stampe un libro di aforismi a dir poco geniali nel tratteggiare una società, quella italiana, sempre più immersa tra i paradossi dell’assurdo

Rosanna Marani è stata la prima giornalista ad affermarsi in un settore per lungo tempo precluso alle donne: quello del giornalismo sportivo. Dopo di lei, nulla fu più come prima. Io stesso, all’inizio del mio percorso professionale, frequentavo redazioni in cui la presenza femminile era ridotta al minimo, o relegata in settori specifici, come il costume o la moda. Ma nel breve volgere di qualche lustro, anche le redazioni romane si riempirono di ragazze pronte ad affrontare il mondo. Un merito indiscutibile, un coraggio senza pari, che l’hanno vista recentemente insignita del prestigioso ‘Ambrogino d’oro’. Senza dimenticare, ovviamente, l’onorificenza ricevuta antecedentemente di ‘Cavaliere dell’ordine al Merito della Repubblica italiana: “Per avere aperto la strada alle donne ad una professione, quella del giornalismo sportivo, a loro preclusa prima del suo avvento”.

L’amore per la nostra professione l’ha via via portata a condurre trasmissioni televisive seguitissime, in cui ha incontrato e intervistato tutti i più grandi campioni dello sport italiano e internazionale. Una carriera costellata di scoop meritatissimi, voluti e realizzati con grande tenacia e professionalità. Il suo lavoro e la sua firma hanno a lungo dato lustro a giornali importanti, come la ‘Gazzetta dello sport’ – la mitica ‘rosa’ – il ‘Giornale d’Italia’ e il ‘Resto del Carlino’, prima di vederla inoltrarsi in un mondo, quello dell’informazione televisiva, che negli anni ’80 del secolo scorso era ancora nella sua fase embrionale di sviluppo. Come nel caso di ‘Telemilano’, la prima rete televisiva della Fininvest. Un monumento del giornalismo italiano e un’eccellente ‘inviata’, che riusciva sempre a intervistare – a ‘portare a casa’, come si dice nelle redazioni ‘vere’ – chiunque, anche chi proprio non voleva ‘parlare’, come Gianni Rivera, oppure era considerato un personaggio difficilissimo da raggiungere come Rosa Bossi, la mamma di Silvio Belusconi.

Un ‘pezzo di Storia’ del nostro giornalismo, che di recente ha riscoperto il valore della parola e della poesia. Già nel 2013 ha pubblicato una lirica, intitolata ‘Veglia’, che ha vinto la seconda edizione del premio di poesia ‘Alda Merini’. E adesso questo nuovo libro di aforismi, intitolato ‘Ti do la mia parola’ (L’Infernale edizioni), in cui si è scatenata in una serie di calembours e giochi di parole illuminanti e geniali, a dimostrazione di uno ‘spirito’ creativo di primissimo livello. Perché quando Rosanna si mette in testa di fare qualcosa, lo fa sempre al meglio, con una grinta e una professionalità che, oggi, non troviamo più da nessuna parte. Ma proprio da nessuna parte…

Rosanna Marani, prima di ‘infilarci’ in una gara di aforismi, vorrei parlare dalla tua gatta, molto simile alla mia, per chiarire ai lettori cosa significa incontrare un amore così puro: quello di un animaletto affettuoso, pulitissimo, che non fa il ‘territorio’ come nel caso dei felini maschi: confermi?

”Confermo. Poppy, la mia coinquilina tricolore e bipolare, mi permete di assistere a uno spettacolo continuo e quotidiano: la pura essenza dell’animalità. Solo nello sguardo di un animale si può leggere la lealtà, poiché un animale è puro, non avendo il pregiudizio di sé”.

Perché un libro di aforismi?

”Mia figlia Giulia mi domandò, un giorno in cui era particolarmente riflessiva, di pensare a lei, giacché immaginava si sarebbe sentita sola, senza alcuno da interrogare e da cui ricevere risposte per le sue domande, dopo il mio… ‘trapasso’. Le chiesi, perciò, a quali domande avrei dovuto rispondere fino a che fossi stata in tempo. Lei replicò: ‘Risposte sulla vita, mamma’. Ecco, diciamo che, con queste riflessioni, con questi aforismi, con questi calembours, con questi giochi di parole, le sto lasciando un prontuario post mia dipartita, sperando di accontentarla”.

Ma non siamo già assediati da forme di sintesi che non spiegano nulla e tendono a semplificare la complessità del mondo di oggi?

”Oggi, più che altro siamo assediati da un muro di parole ‘vagolanti’ nel disordine, sia di grammatica, sia di contenuto: altro che sintesi! Parole ignoranti e martellanti, che dicono nulla e che diventano slogan di facile apprendimento. Pochi, pochissimi ormai, si occupano della curanza della parola stessa. Nella società della fretta, della superficie, l’aforisma, come una freccia, colpisce e svela il cuore del pensiero per coloro che sono golosi di sapere. Credo che la parola sia un amo, il pensiero la lenza e l’emozione la preda. E sono convinta che la parola esprima il nostro pensiero; che il nostro pensiero esprima il nostro essere; che il nostro essere esprima la nostra sensibilità; che la nostra sensibilità esprima il nostro sentimento; che il nostro sentimento esprima il nostro stile. Dunque, il nostro stile esprime la nostra parola. Siamo circondati da inetti e ignoranti, da imbecilli della peggior specie, da autentici analfabeti. Ciò che loro non capiscono, poiché privi di intelligenza emotiva, di profondità di pensiero e di ricchezza di linguaggio, è un attentato alla propria mediocrità. Sono confusi, irritati, in quanto fugge loro il significato intrinseco della parola stessa. Allora aggrediscono verbalmente, per farci sapere che, se non l’hanno capita loro, la riflessione non vale un acca, per far tornare rasoterra, ovvero la loro dimensione, qualsiasi volo pindarico”.

Quindi, secondo te, l’aforisma è una sintesi logica dotata di sostanza, mentre il propagandismo politico di oggi non ne ha?

”Dici bene: propaganda. E per la propagando occorrono non militanti, ma ‘militonti’: questo penso. Sarebbe auspicabile riappropriarsi del linguaggio e della sua valenza. Oggi, si usa una minima varietà di vocaboli. Vanno per la maggiore: truffatore, turlupinatore, bugiardo, frodatore, corruttore, corrotto, ladro, spergiuro. La parola assume una responsabilità etica, nella profondità del suo significato. E se chi la proferisce ne carpisce il significato, ma non lo onora poiché ne abusa, commette già peccato di amoralità. Infatti, è la parola stessa che definisce qualsivoglia funzione e l’associa alla sua precipua etica. Sacerdote a carità, politico a onestà, per esempio. Quando il sacerdote si corrompe, quando il politico si corrompe, corrompe la parola stessa e la sua funzione, delegando alla propria furbizia meschina il suo non valore, deprivandola, appunto, della sua responsabilità etica”.

Siamo forse tornati al ‘sinistrese’, alle parole utilizzate come ‘gusci vuoti’?

”I confini del nostro mondo sono i limiti del nostro linguaggio. E parlare senza assumersi la responsabilità del significato della parola che si pronuncia, è mera esibizione di sterile vaniloquio, che inficia ogni nostro rapporto civile e sociale. La conseguenza è il diffondere e far radicare un pensiero ignobile, povero di contenuti, che si manifesta con il linguaggio ignobile, scarno di vocaboli, che conduce all’azione ignobile, priva di morale”.

Dio esiste, ma ha una colpa ben precisa: arriva sempre in ritardo. È un mio aforisma: cosa ne pensi? Ho talento? Posso migliorare?

”Oh, sì! Basta, per me, applicarsi alla lettura dei quotidiani: il giro dell’immondo in 80 minuti, fonte perenne di ispirazione”.

Sei femminista, animalista e vegetariana: a destra potrebbero pensare che sei una ‘radical chic’, è così?

”Non so se sono ‘radical’, né se sono ‘chic’. So che le etichette si mettono ai barattoli non alle persone. So di essere il risultato di addizioni, di attimi, di sottrazioni, di errori, di moltiplicazioni, di illusioni, di divisioni, di emozioni. Godo della libertà di essere me stessa come frutto della disobbedienza agli schemi imposti, della ribellione all’ipocrisia dei vincoli, consapevole di aver corso il rischio di averla, la libertà, come sola compagna, al tramonto della mia vita. E sono certa che la libertà individuale si ottenga raggiungendo un buon stato di asocialità personale”.

La maglietta di Maradona: ce la spieghi? Una sorta di cimelio del più grande talento calcistico di tutti i tempi?

Per i miei 70 anni, Diego Armando Maradona ha voluto farmi un regalo speciale: la sua maglia. E me l’ha fatta recapitare con la sua dedica. Lo intervistai per Tmc, travestendolo da Babbo Natale. E quella intervista fu ripresa da mezzo mondo. Si prestò gratuitamente e volle, per compenso, solo il costume rosso”.

Però non hai visto chi e cos’era, in campo, Paulo Roberto Falcao: l’intelligenza al potere…

”Certo che l’ho visto: apprezzato e intervistato”.

Non ti pare che esistano, in Italia, numerosi ed eccessivi problemi antropologico-culturali?

”Stiamo vivendo un periodo orrendo, o almeno questa è la mia percezione. In fondo alla luce c’è un tunnel da percorrere. Siamo immersi nella rete, risucchiati anima e corpo. Costantemente connessi alla solitudine virtuale e perennemente disconnessi dalla nostra presenza reale. Viviamo vite immaginarie e immaginifiche. E la rete è spesso, troppo spesso, tale a un teatro di periferia, dove si esibiscono ‘guitti’ senz’arte né parte, che interpretano, giulivi e beoti, la squallida rappresentazione della loro meschinità. ‘Postano’ notizie false, tese soltanto a reiterare la grettezza e la pochezza dell’umanità in innumerevoli, compulsive, condivisioni di fradiciume di un pensiero nemmeno originale, ma scopiazzato l’uno dall’altro, per dimostrare di esistere, accodandosi alla vigliaccheria di una tremenda ‘catena sporca’ di senso di vita. Manca, a costoro, scimuniti tra i più scimuniti, il pavimento della cultura, della sensibilità, del raziocinio e della responsabilità di appartenere al consesso umano. Ma invece di ‘picconare’ la terra e pavimentarla con pensieri che siano pensieri e non sputi di parole, camminano sul tetto sconnesso dell’ignoranza, completamente fieri di sé. Il risultato è che la società si ritrova allo sbando. Non offre esempi di modelli morali. La crisi economica, lo spettacolo da basso impero offerto dai politicanti, l’abbrutimento dell’estetica della coscienza e il degrado dei costumi suscitano, sommuovono, aizzano solo i bassi istinti. E così i più deboli e indifesi sono massacrati, anche fisicamente. Mogli, bambini, animali: non c’è differenza alcuna, tra le vittime. Creature che non sanno difendersi, che non hanno antidoto alla rabbia di quei bruti. ‘Feccia’, poiché individui o uomini non possono essere chiamati, che sanno, inoltre, di poter farla franca. Tutto parte dall’esilio della cultura: è la cultura il ‘diaframma’ che separa il bene dal male. Il bene, ovvero la bontà, nasce dalla bellezza. E la bellezza è, di per se stessa, etica. La vita come opera di bene, capolavoro dell’uomo, sacra nel suo significato, dovrebbe essere il risultato della sensibilità acquisita dalla cultura, che è bontà, che è bellezza, che è etica. Ma la vita, oggi, vale solo per chi ha quattrini, al fine di acquistarla. Già: la vita, oggi, noi l’abbiamo messa in saldo”.

E stata la ‘rete’ a farci approdare a tutto questo?

“Credo sia così. La ‘rete’ permette anche al ‘cretino’ di fare carriera. Quando si esprime abborracciando l’aborto di pensiero con senso sgrammaticato e incompiuto, egli è ai ceppi di partenza. Ascende a un gradino, quello dell’imbecille, quando tenta di spiegarsi. E assurge alla vetta, quella dell’idiozia, quando si azzarda a rispondere. Il cretino non si accontenta mai: vuole la conferma della sua oscurità intellettiva esibendosi in un triplo salto mortale, poiché inconsapevole di non poter far di conto sulla rete del pudore e sul paracadute dell’intelligenza. La rete, che offre asilo gratuito a tutti, anche a coloro che nulla hanno da dire e lo dicono malissimo, ha mostrato, ancora una volta, il peggio del peggio di noi stessi. Lo squallore del non pensiero di chi fomenta l’odio, di chi solletica gli istinti stercorari della massa: solo un groviglio di tubi digerenti inneggianti al razzismo, allo sfregio della morte, che è silenzio e dolore, dimostrando un livore arrogante, pretestuoso e presuntuoso, come brandello di un ‘Io’ che non esiste, esibito ad alibi che dimostra e mostra la propria meschina, inutile, vita. Sono la prova evidente di una mia riflessione: c’è chi ci mette la faccia e c’è chi ci mette la feccia. A loro, il mio dispregio più totale, per quello che importa”.

Un ultimo aforisma, a cui vorrei che rispondessi per le rime: l’Italia è una cinquecento ‘scassata’ dotata, tuttavia, di freni potentissimi…

“L’Italia s’è destra! Oggi, il degrado alberga nell’inciviltà della maleducazione dell’uomo, che sia cittadino o che sia governante. Accomunati dalla volgarità del loro comportamento, sia individuale, sia collettivo. Ergo, la massa acefala è paragonabile alla casta politica nullafacente. Il degrado è deteriorata disarmonia, è arrogante disordine, è abominevole incuria dell’anima genetica e sociale. Il problema della politica è che, oggi, abbiamo una sinistra ‘ambidestra’ e una destra ‘sinistrorsa’. E tutte e due usano entrambe le mani per distruggere le speranze del nostro Paese. Si fanno sentire a mano a mano che si avvicinano le elezioni, hanno la mano pesante per imporre le loro arroganti tasse, hanno le mani in pasta per spartirsi le prebende, hanno le mani lunghe per afferrare le bustarelle. Se ne stanno con le mani in mano spesso e volentieri di fronte ai nostri problemi urgenti e fondamentali di sopravvivenza. Non danno una mano ai cittadini, formano spesso Partiti e movimenti di seconda mano, sono abilissimi nel far man bassa di ogni valore democratico, mettono le mani avanti quando sono ‘beccati’ con le mani nel sacco o si fanno prendere dal delirio di onnipotenza. Vengono alle mani tra di loro per affermare una presunta supremazia e danno, con la loro inettitudine, l’ultima spinta al compimento del degrado dell’Italia, incapaci di cedere la mano alla democrazia. E nonostante se ne lavino le mani, non riescono a mantenere le mani pulite. Noi cittadini siamo fuori mano dal loro percorso e col cuore in mano, possiamo solo mandarli a ‘quel paese’, mentre ci mangiamo le mani per la rabbia o ci mettiamo le mani nei capelli per la disperazione. E ci chiediamo, sconsolati ma non arresi, rivolgendoci al cielo: ‘Ehi, da lassù, che ce la date una mano?’ Se non recuperiamo l’etica e la morale, la rinascita della società, non ci sarà mai. Solo tramonto per i nostri giovani, che sono all’alba della loro vita. Noi, anziani, siamo colpevoli di immobilismo. È la pratica dell’etica che conduce una società alla presa di coscienza e di responsabilità della sua condotta e che regolamenta le convivenze. Dunque, è quella pratica che ci si attende dalla politica onesta; dunque, è quella pratica che ci si attende dai media liberi; dunque, è quella pratica che ci si attende da un governo attento ai bisogni materiali e spirituali di coloro che governa. È l’etica ciò che indirizza la morale dei cittadini. Insomma, uno ‘specchio’ in cui il cittadino che si sente tutelato sia dalla trasmissione di valori espliciti, che contraddistinguono ed esaltano la cultura del bene comune, sia dalla equità e dalla giustizia nell’applicazione delle leggi, riflette a sua volta il proprio comportamento personale. L’etica necessita di modelli incorruttibili a cui ispirarsi e in cui ritrovarsi; la morale, invece, è la guida personale che insegna all’individuo diventata persona, a seguire quel modello. Dunque, se il modello è un esempio furbo, cialtrone, ipocrita, laido e di mero potere, chiaro che l’emulazione della mediocrità, esibita e solo apparentemente vincente, spinge l’uomo ad applicare la strategia del ladro per non sentirsi derubato”.

Insomma, siamo di fronte a un vero e proprio ‘tracollo’ sociale?

“E’ sotto gli occhi di tutti. Io non posso dimenticare le colpe dei  media che ci vengono propinati. Giustappunto i reality, le isole, i grandi fratelli e la rete. Persa la ‘buona scuola’, latitante la ‘buona famiglia’, scomparsa la ‘buona società’, rinnegata la nostra ‘buona politica’, la nostra maestra analfabeta resta la maleducazione. Oggi, vige il niente e nel niente: ci si annulla. Noi esseri umani abbiamo perduto la nostra unicità, ci spalmiamo in questo nulla, facendo marmellata di qualunque vibrazione, seppur negativa, dell’anima. Siamo diventati campioni di pigrizia mentale, livellati dalla pochezza del linguaggio, incitati solo dalla vanità dell’immedesimazione in questo ‘peggio’ propinato dai media e dai social, che ci inducono al coma del pensiero. Crediamo vera una realtà verosimile, quella che mostra una indecente gara al peggio, dipanata su un palcoscenico virtuale, dove i protagonisti sono smidollati, svaccati, rozzi, ignoranti bipedi. Figure anonime, spesso, che non hanno alcuna connessione col cervello: un organo ormai atrofizzato, che lascia campo libero alla volgarità del vivere, alla banalizzazione dei sentimenti, allo sfruttamento delle smanie di esserci sotto il cono di un qualsiasi riflettore. Chi ci guadagna su tale degradante spettacolo se la ride, mentre la collettività si appiattisce e gli annoiati delinquono. Perché anche seguire il gregge, è delinquenza, seppur intellettuale. Caro Vittorio, ogni giorno si tocca con mano il peggio dell’uomo: non resta che la caparbietà di continuare a combatterlo”.

Qualche aforisma dei tuoi, adesso: ti va?

”Boria: cercare l’ego in un pagliaio. Egocentrismo: essere trafitti da un colpo di sono. Presidente americano: Trump l’oeil. Modaiolo: non avrai altro Dior al di fuori di me. Politica: sbagliando s’impera. Adulterio: Non c’è due senza tre. Guru napoletano: Sai Babà. Eolico: giramenti di pale. Cyberspionaggio: cavallo di Trojan. Spam: meglio tardi che mail. Internet down: bandiere a mezz’ hashtag. Inquinamento ambientale: molto tumore per nulla. Politica: avere le mani in casta. Le parole della politica? Le ultime parole fumose. Politici condannati: poco fumus (persecutionis) e tanto arresto. È buona norma imparare a farsi morti con coloro che non si fanno vivi. Poligamia: non badare a spose….”.

vittorio lussana

See more at: https://www.funweek.it/people/intervista-a-rosanna-marani-un-aforisma-vi-seppellira/?fbclid=IwAR27aZkipwAYFTXdMkn-tfYxToyAAzWYg-yoUlvUlnthNoh73DRX8-pn8x8

Amazon

Grazie a Malgorzata Barbara Paluch. Il suo commento mi regala gioia e soddisfazione. Il massimo a cui potere aspirare!
5,0 su 5 stelle Un libro da tenere sul comodino!
18 novembre 2019
È veramente uno di quei volumi che si dovrebbe tenere sul comodino per consultarlo quando se ne sente il bisogno! Una raccolta di aforismi che riguardano varie sfere della vita, dall’amore alla politica. Estremamente acuta e ironica, l’autrice riesce anche a giocare con la lingua, creando le associazioni d’idee che a volte sorprendono per la loro genialità. Certe osservazioni suscitano le profonde riflessioni, certe altre fanno sorridere, altre ancora sembrano tratte dai nostri stessi pensieri di cui non ci rendiamo neanche conto… Bellissimo, consigliato a tutti, anche come regalo, perché non perderà mai l’attualità. Io ho preso due esemplari – uno in versione e- book, per averlo sempre vicino, e un altro in versione cartacea, da regalare, appunto!

Ti do la mia parola di Rosanna Marani
https://www.amazon.it/dp/169447237X/ref=cm_sw_r_tw_dp_U_x_46N1Db50DC621 di @amazon
#tidolamiaparola #linfernaleedizioni #rosannamarani #giochidiparoledirosannamarani

Selfie Ti do la mia parola

Grazie Anna

Grazie Giacomo

Grazie Gioia

Grazie Giulia

Grazie Paola

Grazie Ricky

Grazie Roberto

Grazie Andrea

Grazie Leticia

Grazie Barbara

 

 

 

Pubblicato in Aforismi, Articoli, Bibliografia, Dicono di me, L'Infernale Edizioni, Rassegna Stampa, Ti do la mia parola | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , | 4 commenti

CC Creative Commons


Licenza Creative Commons
L’Orto di Rosanna detiene la Licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Unported.

Nota

Questo Blog è tutelato dal Copyrigth e le mie opere d’ingegno, i miei scritti, i miei libri, le mie poesie, i miei articoli, i miei aforismi, sono pubblicati ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II e sue modificazioni.

Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza la mia autorizzazione o senza citarne la fonte.

La riproduzione, anche parziale, senza tale autorizzazione, è punita con le sanzioni previste dagli art. 171 e 171-ter della suddetta Legge.

Licenza Creative Commons

Vuoi riprodurre i contenuti de L’orto di Rosanna? Leggi come fare cliccando sul logo della licenza Creative Commons. Ti chiedo gentilmente di informarmi e di inserire un link che rimandi al post originale.

Licenza Creative Commons

Nota: Le foto e le opere prive della citazione dell’autore, pubblicate nel blog, sono reperite nel web. A disposizione per qualsiasi correzione, eliminazione, autenticazione della foto e dell’opera riconosciuta.

Pubblicato in Copyright | Contrassegnato , , , , | 3 commenti

Chiazze di poesia … Vita capovolta


Vita capovolta Per trovare il punto e a capo

L'Orto di Rosanna

Chiazze di poesia … Vita capovolta

Vita capovolta

Per trovare il punto e a capo

La virgola

Il punto esclamativo dopo il punto interrogativo

Dubbio pensiero idea confusione esaltazione depressione

Paura coraggio forza debolezza difesa abbandono lotta

Fuga ripensamento attrazione logica coscienza incoscienza

Decisione scelta rifiuto ritorno

Slancio tonfo pozzo inarco strada giostra volo tormento

L’innamoramento è un bisturi arroventato che sbuccia il cuore

E lascia solo il  suo torsolo il suo battito d’amore

Che sanguina fragilità di emozione

View original post

Pubblicato in Amore, Chiazze di Poesia, Reblog, Varie | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 1 commento

Disattesa d’amore


E tu cretina ci caschi Tutti i respiri I sospiri mischi

L'Orto di Rosanna

Disattesa d’amore

Mille e mille son le carole

Che narrano della attesa d’amore

Meglio dire disattesa d’amore

E tu cretina ci caschi

Tutti i respiri

I sospiri mischi

Ah languida pulzella

Quella letteratura bella

Ti ha preso per i fondelli

Inutile che t’arrovelli

L’uomo è così

La donna è cosà

Sono  giurati nemici

Che si affiancano a braccetto

Si coricano nello stesso letto

Ma finiscono nel della solitudine ghetto

Poco e sicuro è

Non c’è una risposta al perché

No la risposta non la cerco

No la risposta non la voglio

Lascio bianco il foglio

Che a scarabocchiare

Non desidero io imparare

D’attesa

Pardon di disattesa

Di stare nel limbo sospesa

Ne ho pieni e rigonfi gli zebedei

L’urlo è arrivato fino agli dei

Anche loro lo sanno

Più non mi danno

Sono talmente furiosa

Poco lacrimosa

Talmente arrabbiata

Con la mia natura malformata

Che li espongo ai cortei

I…

View original post 166 altre parole

Pubblicato in Amore, Po(s)sesso, Poesia, Poesie erotiche, Reblog, Sesso | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 1 commento

Grazie a Malgorzata Barbara Paluch


Grazie a Malgorzata Barbara Paluch. Il suo commento mi regala gioia e soddisfazione. Il massimo a cui potere aspirare!

 


5,0 su 5 stelle Un libro da tenere sul comodino!
18 novembre 2019
È veramente uno di quei volumi che si dovrebbe tenere sul comodino per consultarlo quando se ne sente il bisogno! Una raccolta di aforismi che riguardano varie sfere della vita, dall’amore alla politica. Estremamente acuta e ironica, l’autrice riesce anche a giocare con la lingua, creando le associazioni d’idee che a volte sorprendono per la loro genialità. Certe osservazioni suscitano le profonde riflessioni, certe altre fanno sorridere, altre ancora sembrano tratte dai nostri stessi pensieri di cui non ci rendiamo neanche conto… Bellissimo, consigliato a tutti, anche come regalo, perché non perderà mai l’attualità. Io ho preso due esemplari – uno in versione e- book, per averlo sempre vicino, e un altro in versione cartacea, da regalare, appunto!

Ti do la mia parola di Rosanna Marani
https://www.amazon.it/dp/169447237X/ref=cm_sw_r_tw_dp_U_x_46N1Db50DC621 di @amazon
#tidolamiaparola #linfernaleedizioni #rosannamarani #giochidiparoledirosannamarani

See more at: https://lortodirosanna.wordpress.com/2019/10/01/ti-do-la-mia-parola-2/

Pubblicato in Aforismi, Dicono di me, L'Infernale Edizioni, Libri, Ti do la mia parola | Contrassegnato , , , , , | Lascia un commento

Grazie a Vittorio Lussana per questa scoppiettante intervista


Grazie a Vittorio Lussana per questa scoppiettante intervista.

Funweek

PEOPLE

Intervista a Rosanna Marani: “Un aforisma vi seppellirà”

Una gran donna e una collega meravigliosa, di primissimo livello, che di recente ha dato alle stampe un libro […]

di VITTORIO LUSSANA – 15 Novembre 2019

 Una gran donna e una collega meravigliosa, di primissimo livello, che di recente ha dato alle stampe un libro di aforismi a dir poco geniali nel tratteggiare una società, quella italiana, sempre più immersa tra i paradossi dell’assurdo

Rosanna Marani è stata la prima giornalista ad affermarsi in un settore per lungo tempo precluso alle donne: quello del giornalismo sportivo. Dopo di lei, nulla fu più come prima. Io stesso, all’inizio del mio percorso professionale, frequentavo redazioni in cui la presenza femminile era ridotta al minimo, o relegata in settori specifici, come il costume o la moda. Ma nel breve volgere di qualche lustro, anche le redazioni romane si riempirono di ragazze pronte ad affrontare il mondo. Un merito indiscutibile, un coraggio senza pari, che l’hanno vista recentemente insignita del prestigioso ‘Ambrogino d’oro’. Senza dimenticare, ovviamente, l’onorificenza ricevuta antecedentemente di ‘Cavaliere dell’ordine al Merito della Repubblica italiana: “Per avere aperto la strada alle donne ad una professione, quella del giornalismo sportivo, a loro preclusa prima del suo avvento”.

L’amore per la nostra professione l’ha via via portata a condurre trasmissioni televisive seguitissime, in cui ha incontrato e intervistato tutti i più grandi campioni dello sport italiano e internazionale. Una carriera costellata di scoop meritatissimi, voluti e realizzati con grande tenacia e professionalità. Il suo lavoro e la sua firma hanno a lungo dato lustro a giornali importanti, come la ‘Gazzetta dello sport’ – la mitica ‘rosa’ – il ‘Giornale d’Italia’ e il ‘Resto del Carlino’, prima di vederla inoltrarsi in un mondo, quello dell’informazione televisiva, che negli anni ’80 del secolo scorso era ancora nella sua fase embrionale di sviluppo. Come nel caso di ‘Telemilano’, la prima rete televisiva della Fininvest. Un monumento del giornalismo italiano e un’eccellente ‘inviata’, che riusciva sempre a intervistare – a ‘portare a casa’, come si dice nelle redazioni ‘vere’ – chiunque, anche chi proprio non voleva ‘parlare’, come Gianni Rivera, oppure era considerato un personaggio difficilissimo da raggiungere come Rosa Bossi, la mamma di Silvio Belusconi.

Un ‘pezzo di Storia’ del nostro giornalismo, che di recente ha riscoperto il valore della parola e della poesia. Già nel 2013 ha pubblicato una lirica, intitolata ‘Veglia’, che ha vinto la seconda edizione del premio di poesia ‘Alda Merini’. E adesso questo nuovo libro di aforismi, intitolato ‘Ti do la mia parola’ (L’Infernale edizioni), in cui si è scatenata in una serie di calembours e giochi di parole illuminanti e geniali, a dimostrazione di uno ‘spirito’ creativo di primissimo livello. Perché quando Rosanna si mette in testa di fare qualcosa, lo fa sempre al meglio, con una grinta e una professionalità che, oggi, non troviamo più da nessuna parte. Ma proprio da nessuna parte…

Rosanna Marani, prima di ‘infilarci’ in una gara di aforismi, vorrei parlare dalla tua gatta, molto simile alla mia, per chiarire ai lettori cosa significa incontrare un amore così puro: quello di un animaletto affettuoso, pulitissimo, che non fa il ‘territorio’ come nel caso dei felini maschi: confermi?

”Confermo. Poppy, la mia coinquilina tricolore e bipolare, mi permete di assistere a uno spettacolo continuo e quotidiano: la pura essenza dell’animalità. Solo nello sguardo di un animale si può leggere la lealtà, poiché un animale è puro, non avendo il pregiudizio di sé”.

Perché un libro di aforismi?

”Mia figlia Giulia mi domandò, un giorno in cui era particolarmente riflessiva, di pensare a lei, giacché immaginava si sarebbe sentita sola, senza alcuno da interrogare e da cui ricevere risposte per le sue domande, dopo il mio… ‘trapasso’. Le chiesi, perciò, a quali domande avrei dovuto rispondere fino a che fossi stata in tempo. Lei replicò: ‘Risposte sulla vita, mamma’. Ecco, diciamo che, con queste riflessioni, con questi aforismi, con questi calembours, con questi giochi di parole, le sto lasciando un prontuario post mia dipartita, sperando di accontentarla”.

Ma non siamo già assediati da forme di sintesi che non spiegano nulla e tendono a semplificare la complessità del mondo di oggi?

”Oggi, più che altro siamo assediati da un muro di parole ‘vagolanti’ nel disordine, sia di grammatica, sia di contenuto: altro che sintesi! Parole ignoranti e martellanti, che dicono nulla e che diventano slogan di facile apprendimento. Pochi, pochissimi ormai, si occupano della curanza della parola stessa. Nella società della fretta, della superficie, l’aforisma, come una freccia, colpisce e svela il cuore del pensiero per coloro che sono golosi di sapere. Credo che la parola sia un amo, il pensiero la lenza e l’emozione la preda. E sono convinta che la parola esprima il nostro pensiero; che il nostro pensiero esprima il nostro essere; che il nostro essere esprima la nostra sensibilità; che la nostra sensibilità esprima il nostro sentimento; che il nostro sentimento esprima il nostro stile. Dunque, il nostro stile esprime la nostra parola. Siamo circondati da inetti e ignoranti, da imbecilli della peggior specie, da autentici analfabeti. Ciò che loro non capiscono, poiché privi di intelligenza emotiva, di profondità di pensiero e di ricchezza di linguaggio, è un attentato alla propria mediocrità. Sono confusi, irritati, in quanto fugge loro il significato intrinseco della parola stessa. Allora aggrediscono verbalmente, per farci sapere che, se non l’hanno capita loro, la riflessione non vale un acca, per far tornare rasoterra, ovvero la loro dimensione, qualsiasi volo pindarico”.

Quindi, secondo te, l’aforisma è una sintesi logica dotata di sostanza, mentre il propagandismo politico di oggi non ne ha?

”Dici bene: propaganda. E per la propagando occorrono non militanti, ma ‘militonti’: questo penso. Sarebbe auspicabile riappropriarsi del linguaggio e della sua valenza. Oggi, si usa una minima varietà di vocaboli. Vanno per la maggiore: truffatore, turlupinatore, bugiardo, frodatore, corruttore, corrotto, ladro, spergiuro. La parola assume una responsabilità etica, nella profondità del suo significato. E se chi la proferisce ne carpisce il significato, ma non lo onora poiché ne abusa, commette già peccato di amoralità. Infatti, è la parola stessa che definisce qualsivoglia funzione e l’associa alla sua precipua etica. Sacerdote a carità, politico a onestà, per esempio. Quando il sacerdote si corrompe, quando il politico si corrompe, corrompe la parola stessa e la sua funzione, delegando alla propria furbizia meschina il suo non valore, deprivandola, appunto, della sua responsabilità etica”.

Siamo forse tornati al ‘sinistrese’, alle parole utilizzate come ‘gusci vuoti’?

”I confini del nostro mondo sono i limiti del nostro linguaggio. E parlare senza assumersi la responsabilità del significato della parola che si pronuncia, è mera esibizione di sterile vaniloquio, che inficia ogni nostro rapporto civile e sociale. La conseguenza è il diffondere e far radicare un pensiero ignobile, povero di contenuti, che si manifesta con il linguaggio ignobile, scarno di vocaboli, che conduce all’azione ignobile, priva di morale”.

Dio esiste, ma ha una colpa ben precisa: arriva sempre in ritardo. È un mio aforisma: cosa ne pensi? Ho talento? Posso migliorare?

”Oh, sì! Basta, per me, applicarsi alla lettura dei quotidiani: il giro dell’immondo in 80 minuti, fonte perenne di ispirazione”.

Sei femminista, animalista e vegetariana: a destra potrebbero pensare che sei una ‘radical chic’, è così?

”Non so se sono ‘radical’, né se sono ‘chic’. So che le etichette si mettono ai barattoli non alle persone. So di essere il risultato di addizioni, di attimi, di sottrazioni, di errori, di moltiplicazioni, di illusioni, di divisioni, di emozioni. Godo della libertà di essere me stessa come frutto della disobbedienza agli schemi imposti, della ribellione all’ipocrisia dei vincoli, consapevole di aver corso il rischio di averla, la libertà, come sola compagna, al tramonto della mia vita. E sono certa che la libertà individuale si ottenga raggiungendo un buon stato di asocialità personale”.

La maglietta di Maradona: ce la spieghi? Una sorta di cimelio del più grande talento calcistico di tutti i tempi?

Per i miei 70 anni, Diego Armando Maradona ha voluto farmi un regalo speciale: la sua maglia. E me l’ha fatta recapitare con la sua dedica. Lo intervistai per Tmc, travestendolo da Babbo Natale. E quella intervista fu ripresa da mezzo mondo. Si prestò gratuitamente e volle, per compenso, solo il costume rosso”.

Però non hai visto chi e cos’era, in campo, Paulo Roberto Falcao: l’intelligenza al potere…

”Certo che l’ho visto: apprezzato e intervistato”.

Non ti pare che esistano, in Italia, numerosi ed eccessivi problemi antropologico-culturali?

”Stiamo vivendo un periodo orrendo, o almeno questa è la mia percezione. In fondo alla luce c’è un tunnel da percorrere. Siamo immersi nella rete, risucchiati anima e corpo. Costantemente connessi alla solitudine virtuale e perennemente disconnessi dalla nostra presenza reale. Viviamo vite immaginarie e immaginifiche. E la rete è spesso, troppo spesso, tale a un teatro di periferia, dove si esibiscono ‘guitti’ senz’arte né parte, che interpretano, giulivi e beoti, la squallida rappresentazione della loro meschinità. ‘Postano’ notizie false, tese soltanto a reiterare la grettezza e la pochezza dell’umanità in innumerevoli, compulsive, condivisioni di fradiciume di un pensiero nemmeno originale, ma scopiazzato l’uno dall’altro, per dimostrare di esistere, accodandosi alla vigliaccheria di una tremenda ‘catena sporca’ di senso di vita. Manca, a costoro, scimuniti tra i più scimuniti, il pavimento della cultura, della sensibilità, del raziocinio e della responsabilità di appartenere al consesso umano. Ma invece di ‘picconare’ la terra e pavimentarla con pensieri che siano pensieri e non sputi di parole, camminano sul tetto sconnesso dell’ignoranza, completamente fieri di sé. Il risultato è che la società si ritrova allo sbando. Non offre esempi di modelli morali. La crisi economica, lo spettacolo da basso impero offerto dai politicanti, l’abbrutimento dell’estetica della coscienza e il degrado dei costumi suscitano, sommuovono, aizzano solo i bassi istinti. E così i più deboli e indifesi sono massacrati, anche fisicamente. Mogli, bambini, animali: non c’è differenza alcuna, tra le vittime. Creature che non sanno difendersi, che non hanno antidoto alla rabbia di quei bruti. ‘Feccia’, poiché individui o uomini non possono essere chiamati, che sanno, inoltre, di poter farla franca. Tutto parte dall’esilio della cultura: è la cultura il ‘diaframma’ che separa il bene dal male. Il bene, ovvero la bontà, nasce dalla bellezza. E la bellezza è, di per se stessa, etica. La vita come opera di bene, capolavoro dell’uomo, sacra nel suo significato, dovrebbe essere il risultato della sensibilità acquisita dalla cultura, che è bontà, che è bellezza, che è etica. Ma la vita, oggi, vale solo per chi ha quattrini, al fine di acquistarla. Già: la vita, oggi, noi l’abbiamo messa in saldo”.

E stata la ‘rete’ a farci approdare a tutto questo?

“Credo sia così. La ‘rete’ permette anche al ‘cretino’ di fare carriera. Quando si esprime abborracciando l’aborto di pensiero con senso sgrammaticato e incompiuto, egli è ai ceppi di partenza. Ascende a un gradino, quello dell’imbecille, quando tenta di spiegarsi. E assurge alla vetta, quella dell’idiozia, quando si azzarda a rispondere. Il cretino non si accontenta mai: vuole la conferma della sua oscurità intellettiva esibendosi in un triplo salto mortale, poiché inconsapevole di non poter far di conto sulla rete del pudore e sul paracadute dell’intelligenza. La rete, che offre asilo gratuito a tutti, anche a coloro che nulla hanno da dire e lo dicono malissimo, ha mostrato, ancora una volta, il peggio del peggio di noi stessi. Lo squallore del non pensiero di chi fomenta l’odio, di chi solletica gli istinti stercorari della massa: solo un groviglio di tubi digerenti inneggianti al razzismo, allo sfregio della morte, che è silenzio e dolore, dimostrando un livore arrogante, pretestuoso e presuntuoso, come brandello di un ‘Io’ che non esiste, esibito ad alibi che dimostra e mostra la propria meschina, inutile, vita. Sono la prova evidente di una mia riflessione: c’è chi ci mette la faccia e c’è chi ci mette la feccia. A loro, il mio dispregio più totale, per quello che importa”.

Un ultimo aforisma, a cui vorrei che rispondessi per le rime: l’Italia è una cinquecento ‘scassata’ dotata, tuttavia, di freni potentissimi…

“L’Italia s’è destra! Oggi, il degrado alberga nell’inciviltà della maleducazione dell’uomo, che sia cittadino o che sia governante. Accomunati dalla volgarità del loro comportamento, sia individuale, sia collettivo. Ergo, la massa acefala è paragonabile alla casta politica nullafacente. Il degrado è deteriorata disarmonia, è arrogante disordine, è abominevole incuria dell’anima genetica e sociale. Il problema della politica è che, oggi, abbiamo una sinistra ‘ambidestra’ e una destra ‘sinistrorsa’. E tutte e due usano entrambe le mani per distruggere le speranze del nostro Paese. Si fanno sentire a mano a mano che si avvicinano le elezioni, hanno la mano pesante per imporre le loro arroganti tasse, hanno le mani in pasta per spartirsi le prebende, hanno le mani lunghe per afferrare le bustarelle. Se ne stanno con le mani in mano spesso e volentieri di fronte ai nostri problemi urgenti e fondamentali di sopravvivenza. Non danno una mano ai cittadini, formano spesso Partiti e movimenti di seconda mano, sono abilissimi nel far man bassa di ogni valore democratico, mettono le mani avanti quando sono ‘beccati’ con le mani nel sacco o si fanno prendere dal delirio di onnipotenza. Vengono alle mani tra di loro per affermare una presunta supremazia e danno, con la loro inettitudine, l’ultima spinta al compimento del degrado dell’Italia, incapaci di cedere la mano alla democrazia. E nonostante se ne lavino le mani, non riescono a mantenere le mani pulite. Noi cittadini siamo fuori mano dal loro percorso e col cuore in mano, possiamo solo mandarli a ‘quel paese’, mentre ci mangiamo le mani per la rabbia o ci mettiamo le mani nei capelli per la disperazione. E ci chiediamo, sconsolati ma non arresi, rivolgendoci al cielo: ‘Ehi, da lassù, che ce la date una mano?’ Se non recuperiamo l’etica e la morale, la rinascita della società, non ci sarà mai. Solo tramonto per i nostri giovani, che sono all’alba della loro vita. Noi, anziani, siamo colpevoli di immobilismo. È la pratica dell’etica che conduce una società alla presa di coscienza e di responsabilità della sua condotta e che regolamenta le convivenze. Dunque, è quella pratica che ci si attende dalla politica onesta; dunque, è quella pratica che ci si attende dai media liberi; dunque, è quella pratica che ci si attende da un governo attento ai bisogni materiali e spirituali di coloro che governa. È l’etica ciò che indirizza la morale dei cittadini. Insomma, uno ‘specchio’ in cui il cittadino che si sente tutelato sia dalla trasmissione di valori espliciti, che contraddistinguono ed esaltano la cultura del bene comune, sia dalla equità e dalla giustizia nell’applicazione delle leggi, riflette a sua volta il proprio comportamento personale. L’etica necessita di modelli incorruttibili a cui ispirarsi e in cui ritrovarsi; la morale, invece, è la guida personale che insegna all’individuo diventata persona, a seguire quel modello. Dunque, se il modello è un esempio furbo, cialtrone, ipocrita, laido e di mero potere, chiaro che l’emulazione della mediocrità, esibita e solo apparentemente vincente, spinge l’uomo ad applicare la strategia del ladro per non sentirsi derubato”.

Insomma, siamo di fronte a un vero e proprio ‘tracollo’ sociale?

“E’ sotto gli occhi di tutti. Io non posso dimenticare le colpe dei  media che ci vengono propinati. Giustappunto i reality, le isole, i grandi fratelli e la rete. Persa la ‘buona scuola’, latitante la ‘buona famiglia’, scomparsa la ‘buona società’, rinnegata la nostra ‘buona politica’, la nostra maestra analfabeta resta la maleducazione. Oggi, vige il niente e nel niente: ci si annulla. Noi esseri umani abbiamo perduto la nostra unicità, ci spalmiamo in questo nulla, facendo marmellata di qualunque vibrazione, seppur negativa, dell’anima. Siamo diventati campioni di pigrizia mentale, livellati dalla pochezza del linguaggio, incitati solo dalla vanità dell’immedesimazione in questo ‘peggio’ propinato dai media e dai social, che ci inducono al coma del pensiero. Crediamo vera una realtà verosimile, quella che mostra una indecente gara al peggio, dipanata su un palcoscenico virtuale, dove i protagonisti sono smidollati, svaccati, rozzi, ignoranti bipedi. Figure anonime, spesso, che non hanno alcuna connessione col cervello: un organo ormai atrofizzato, che lascia campo libero alla volgarità del vivere, alla banalizzazione dei sentimenti, allo sfruttamento delle smanie di esserci sotto il cono di un qualsiasi riflettore. Chi ci guadagna su tale degradante spettacolo se la ride, mentre la collettività si appiattisce e gli annoiati delinquono. Perché anche seguire il gregge, è delinquenza, seppur intellettuale. Caro Vittorio, ogni giorno si tocca con mano il peggio dell’uomo: non resta che la caparbietà di continuare a combatterlo”.

Qualche aforisma dei tuoi, adesso: ti va?

”Boria: cercare l’ego in un pagliaio. Egocentrismo: essere trafitti da un colpo di sono. Presidente americano: Trump l’oeil. Modaiolo: non avrai altro Dior al di fuori di me. Politica: sbagliando s’impera. Adulterio: Non c’è due senza tre. Guru napoletano: Sai Babà. Eolico: giramenti di pale. Cyberspionaggio: cavallo di Trojan. Spam: meglio tardi che mail. Internet down: bandiere a mezz’ hashtag. Inquinamento ambientale: molto tumore per nulla. Politica: avere le mani in casta. Le parole della politica? Le ultime parole fumose. Politici condannati: poco fumus (persecutionis) e tanto arresto. È buona norma imparare a farsi morti con coloro che non si fanno vivi. Poligamia: non badare a spose….”.

vittorio lussana

See more at: https://www.funweek.it/people/intervista-a-rosanna-marani-un-aforisma-vi-seppellira/?fbclid=IwAR27aZkipwAYFTXdMkn-tfYxToyAAzWYg-yoUlvUlnthNoh73DRX8-pn8x8

See more at: https://lortodirosanna.wordpress.com/2019/10/01/ti-do-la-mia-parola-2/

 

Pubblicato in Aforismi, Bibliografia, Biografia, Interviste, L'Infernale Edizioni, Libri, Rassegna Stampa, Ti do la mia parola | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Ancora grazie a Ricky Farina. È stato un bellissimo incontro il nostro


Ancora grazie a Ricky Farina. È stato un bellissimo incontro il nostro. Uno scambio di parole fluttuanti e irridenti, ironiche e giocose, dissacranti e profonde. Un magma verbale che rispecchia esattamente il suo carattere. E sì, anche il mio!

  Ricky Farina Filmmaker e aforista

SOCIETÀ- 7 NOVEMBRE 2019

L’aforisma è l’arte dell’incontro. E con Rosanna Marani gioco sull’orlo del precipizio

La vita è l’arte dell’incontro, ma anche l’aforisma non scherza. Grazie alla mia passione per gli aforismi di recente ho conosciuto Rosanna Marani, scrittrice di aforismi, poetessa, giornalista. Ci siamo capiti al volo, e siamo precipitati in un’amicizia labirintica fatta di orizzonti di parole, riflessioni sul filo del rasoio e paradossi danzanti. Ho sentito in lei la voglia di giocare, giocare con la vita, con le parole, con i sentimenti, senza fare male a niente e nessuno, tranne che alla banalità e alle convenzioni che riducono l’esistenza a un rantolo burocratico.

Rosanna è stata la pioniera del giornalismo sportivo femminile, la prima donna a scrivere di calcio sulla mitica Gazzetta dello Sport, ha conosciuto tutti ma proprio tutti, e aveva l’ammirazione di Gianni Brera, tanto per fare un nome, e basti questo. Adesso è una bella donna di 73 anni che vive in un appartamento elegante, con la sua gatta e i suoi ricordi, una maglietta di Maradona all’entrata, con autografo e dedica speciale, la targa del premio Alda Merini, l’Ambrogino d’oro, le foto dei suoi amori e dei suoi figli e una testa piena di aforismi zampillanti, con la quale esercita la sua intelligenza e la sua ironia.

Donna forte, volitiva, lottatrice, femminista, combattente, animalista, vegetariana, passionale, di classe, leale e letale, nel senso che la senti sempre pronta a fulminare con un gioco di parole la nostra eventuale stupidità. L’aforisma ci unisce, il pensiero asistematico e guizzante, siamo due spadaccini dell’intuizione, così io affondo con un “Dio è autistico: vive in un mondo tutto suo” e lei risponde con “Boria: parole al vanto”. Allora io le faccio un fendente con “La donna è l’unico enigma penetrabile” e lei mi prende in controtempo con “Felicità: fare il tutto esaudito”. Non pago tento un assalto con “La principessa daltonica non si accorse che il principe era azzurro” e lei mi colpisce al petto con una botta dritta che suona così: “Ci sono uomini tutti di un pezzo e altri tutti di un prezzo”.

Insomma, avrete capito che ci piace giocare, anche sull’orlo del precipizio, siamo dei sarti della vertigine. Rosanna mi è simpatica, per questo le ho fatto un film ritratto e le ho offerto pure un margarita, con il sale da mettere sulle nostre ferite, perché il dolore non sia mai insipido, e nemmeno la vita. Come dice Rosanna: “Invecchiare non è rassegnarsi, ma evolversi buttando a mare la zavorra del superfluo e lasciare galleggiare l’incanto dell’essenziale”.

Il libro di aforismi di Rosanna, dedicato all’incantevole figlia, si chiama Ti do la mia parola, e io vi do la mia parola che ne vale la pena, per un motivo semplice: gli aforismi rendono più intelligenti.

ROSANNA https://youtu.be/5OxM0iCBTXk  di @YouTube

 

See more at: il Fatto Quotidiano
https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/11/07/laforisma-e-larte-dellincontro-e-con-rosanna-marani-gioco-sullorlo-del-precipizio/5545906/

See more at: https://lortodirosanna.wordpress.com/2019/10/01/ti-do-la-mia-parola-2/

 

Pubblicato in Aforismi, Articoli, Dicono di me, L'Infernale Edizioni, Libri, Ti do la mia parola | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , | 1 commento

Grazie a Fabrizio Caramagna


Grazie a Fabrizio Caramagna, autore della prefazione di Ti do la mia parola, il mio ultimo libro.

PREFAZIONE

Secondo un detto orientale, l’aforisma è “l’universo in un granello di senape”, il massimo di senso con il minimo di parole, la totalità concentrata in uno spazio brevissimo.

L’aforisma è anche una definizione. L’etimologia di aforisma deriva dal greco “aphorizein” che significa confine, delimitazione e, appunto, definizione. Dentro di noi abbiamo un pensiero sfocato, uno stato d’animo indefinito, e l’aforisma lo estrae, gli dà determinatezza e direzione di pensiero, al punto che il lettore improvvisamente pensa: “ecco, è proprio così. L’avevo immaginato anche io, ma non con queste parole”.

Quanti di noi hanno pensato che là fuori, nel mondo, è pieno di persone che, anziché vivere la vita nella sua pienezza, si limitano a sopravvivere, lasciando scorrere il tempo in modo passivo.

Ma solo Oscar Wilde riesce a definire in modo esatto questa nostra sensazione: “Vivere è la cosa più rara al mondo. La maggior parte della gente esiste, e questo è tutto”.

Tornando all’etimologia greca di aforisma, la parola “aphorizein” significa non solo “definizione”, ma anche “orizzonte”. L’aforisma è un cambiamento di orizzonte, non ama i luoghi comuni, gli stereotipi, gli schemi. L’aforisma è, come scrive Oscar Wilde, uno “scuotitore di certezze”. O anche, come aggiunge un altro autore, “un filo intermentale” che, con i suoi paradossi, pulisce la mente dalle incrostazioni logore del pensare comune e gli restituisce freschezza e pulizia.

In questo libro di pensieri brevi e aforismi, intitolato “Ti do la mia parola”, Rosanna Marani usa con sapienza le tre caratteristiche sopra menzionate: brevità, senso della definizione e gusto per il paradosso. Detto in un altro modo, l’autrice concentra l’universo in poche parole, definisce (e “riflette”) con una pennellata veloce qualcosa che era sfocato e indefinito e soprattutto – attraverso un uso sapiente della parola – capovolge il nostro orizzonte e ci dà un punto di vista inedito attraverso cui guardare il mondo.

Il paradosso, il capovolgimento, la capriola, la rottura degli schemi, la “pointe” è sicuramente una delle forme più amate da Rosanna Marani. Come scrive bene l’autrice nel primo aforisma del libro, “Il pregiudizio è la ragnatela del pensiero in cui resta impigliata l’intelligenza”.

Compito dell’aforisma sarà allora quello rompere questa ragnatela di pregiudizi, convenzioni e frasi fatte (e anche di verbosità), andando controcorrente, rompendo le catene concettuali e linguistiche, facendo fare al pensiero “un doppio salto mortale”, “appeso al trapezio della parola”.

Il filo conduttore del libro diventa così il gioco di parole (calembour per i francesi, witz, per tedeschi), un gioco dell’ironia e della intelligenza, dove con una minima variazione (a volte basta anche una vocale, una virgola) le parole si scuotono, si illuminano, acquistano un senso e una verità nuova, al di là della logica e degli abituali e logori schemi della nostra realtà. Rosanna Marani ha una mente elastica (che è il benefico contrario delle menti rigide) con cui costruisce magnifici e brevissimi artefatti verbali che spiazzano, sorprendono, fanno meditare. Scompone e ricompone il linguaggio in un ripetersi di accostamenti paradossali e cortocircuiti linguistici dove le parole, riordinate, rivelano qualcosa di diverso.

Cito solo alcuni calembour lasciando al lettore il piacere della scoperta degli altri:

“Felicità: fare il tutto esaudito”.

“Ci sono uomini tutti d’un pezzo e uomini tutti d’un prezzo”.

“Elezioni: e anche oggi noi cittadini, abbiamo portato la nostra croce. (Al seggio)”.

“Non mi fido affatto della vita. Mi vuole morta”.

 “Dobbiamo capirli questi politici, sempre al lavoro, senza tregua. Ogni giorno si fanno una mazzetta così”.

“Relazione social: essere nel post giusto”.

 “Ho smesso di desiderare, a tempo pieno, di essere la donna della vita di qualcuno, quando ho deciso di occuparmi, a tempo pieno, di essere la donna della mia vita”.

“Per sentirsi qualcuno, qualcuno si accontenta di diventare chiunque”.

“Credo che sia più necessario un lifting estatico per l’anima, di un lifting estetico per il corpo”.

Tra un calembour e l’altro, il lettore scopre di guardare il mondo da una finestra sorprendente (una finestra che si apre all’improvviso e in cui ogni cosa, proprio perché scombinata e destrutturata e rivoltata, sembra finalmente stare al posto giusto) e scopre anche che – in mezzo a queste parole che “giocano a nascondino” tra di loro, scambiandosi sonorità e significati – si nasconde un tesoro insospettato, dove una logica completamente diversa rompe lo schema binario, mostrando gioielli inaspettati.

Ovviamente questo libro non è fatto solo di calembour e giochi di parole. Come scrivevo sopra, l’aforisma è anche uno specchio che “riflette”, una lampada che illumina stati d’animo che giacciono dentro di noi in forma indistinta. Ed ecco che allora – tra un gioco di parole e l’altro- si snodano dei pensieri più lunghi, più “speculativi”, più “riflessivi”, anche più malinconici, dove il lettore si specchia e vede se stesso più nitidamente. Sono frasi che destano un’immagine che da molto tempo era pronta in noi, e la portano alla chiarezza che le permette di stagliarsi. Sono frasi che scriviamo nei nostri appunti segreti, in fogli colorati, in taccuini tutti nostri, sono frasi che sottolineiamo con un colore diverso. Sono riflessioni dove il lettore entra in contatto con la vita, il tempo che scorre, le emozioni e dove scopre parti di se stesso.

“I nostri figli sono il nostro arto fantasma. Anche quando se ne vanno, resta tattile, la loro presenza nella nostra percezione”.

“Invecchiare non è rassegnarsi, ma evolversi buttando a mare la zavorra del superfluo e lasciare galleggiare l’incanto dell’essenziale”.

“Siamo apolidi dell’esistenza fino a quando non accettiamo la cittadinanza dell’amore. E colui, colei che amiamo, diviene la nostra patria”.

“La sola religione che l’uomo dovrebbe professare, è l’umanità. Il solo credo la compassione. La sola fede l’empatia”.

In un altro suo aforisma “riflessivo” Rosanna Marani scrive: “Per amarti devi perdonare chi eri, accettare chi sei, immaginare chi sarai”.

In una sorta di percorso circolare, l’autrice torna alle origini dell’aforisma, al famoso γνῶθι σαυτόν dell’oracolo di Delfi (“conosci te stesso”), invitando il lettore (personificato dalla figlia Giulia, a cui è rivolto il libro) a conoscere se stesso, a entrare nei meandri e nei labirinti della propria psiche, perdonando il passato, accettando il presente e immaginando il futuro.

Con il libro “Ti do la mia parola”, Rosanna Marani ci restituisce la parola, di nuovo libera e luminosa, senza più le incrostazioni del senso comune, e – insieme alla parola – ci dona uno strumento indispensabile: una lente di ingrandimento per guardare dentro la nostra interiorità per avere “risposte sulla vita”.

Come scrive bene Montesquieu “Quando si scrive, non si tratta solo di far leggere, ma di far pensare”.

Ed è quello che fa bene Rosanna Marani, regalandoci pensieri che fanno pensare, che mettono continuamente in movimento la nostra mente, che ci accompagnano – quasi come un genitore – nel lungo e complesso viaggio della vita.

FABRIZIO CARAMAGNA

Fabrizio Caramagna è scrittore e studioso di aforismi. È fondatore del sito Aforisticamente, e della collana editoriale Aforisticamente presso cui ha curato la pubblicazione di alcuni dei più importanti autori contemporanei di aforismi nel mondo. È anche uno dei soci fondatori della Associazione Italiana per l’Aforisma ed è nella giuria del Premio Internazionale per l’Aforisma, Torino in Sintesi, il premio più importante in Italia sulle forme brevi.

I suoi aforismi sono apparsi su diverse riviste e antologie internazionali e sono stati tradotti in undici lingue tra cui inglese, francese, spagnolo, serbo, polacco, romeno, albanese, bulgaro, macedone, russo e arabo.

Nel 2019 ha pubblicato con Mondadori “Il numero più grande è due “, un romanzo poetico composto esclusivamente di aforismi e poesie brevi.

See more at: https://lortodirosanna.wordpress.com/2019/10/01/ti-do-la-mia-parola-2/

Nota

Per acquistare il libro, qui la pagina Amazon: https://www.amazon.it/dp/169447237X/ref=cm_sw_r_tw_dp_U_x_WCTVDbKTM6078

 

 

Pubblicato in Aforismi, Dicono di me, L'Infernale Edizioni, Libri, Ti do la mia parola | Contrassegnato , , , , , | Lascia un commento

Grazie a Ricky Farina per il suo ritratto


Ricky Farina  mi vede così
ROSANNA https://youtu.be/5OxM0iCBTXk di @YouTube
Pubblicato in Dicono di me, Interviste, Memorie | Contrassegnato , , , , , | Lascia un commento

Cuore sporco


Io ti avevo trovato In me

L'Orto di Rosanna

Cuore sporco

Cuore sporco

Io ti avevo trovato

In me

Ma tu ti sei perduto

In te

Ho il cuore sporco

Di noi

View original post

Pubblicato in Poesia, Reblog | Contrassegnato , , , , , , , , , | 1 commento

Crosta


Tenerezza Di Anima In Crosta

L'Orto di Rosanna

644040_4538195687286_2052461952_n

Crosta

Tenerezza

Di

Anima

In

Crosta

Celata

Avvolta

Da

Creta

Dolorosa

Indurita

Ma

Sfiorata

Dal tuo tocco

Scatta

Plasmata

Di

Amore

In

Lande

Inaccessibili

Alla

Vista

È

Allora

Nel

Buio

Assoluto

Della

Mente

Che

Palpa

I

Confini

Della

Inazione

Oltrepassa

Il

Profilo

Sbavato

Raddrizza

Ridisegna

Le

Righe

Storte

Sulla

Luce

Della

Armonia

Del

Suo

Vivo

Pulsare

Nel

Tuo

Cuore

View original post

Pubblicato in Amore, Poesia, Reblog | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 1 commento

Grazie


Mi corre l’obbligo ma anche il piacere di ringraziare coloro che mi hanno offerto un dono incommensurabile, ieri, la loro attenzione per festeggiare i miei (tanti) 73 anni. L’attenzione è una moneta rarissima, considerata per il nostro tempo, fuori corso, è la scelta di interrompere il flusso quotidiano di urgenze, di impegni e abitudini, sì, l’ordinario, con un gesto di gentilezza. E la gentilezza è una sfumatura del proprio essere, straordinaria. Patrimonio solo delle belle persone. Grazie allora, a caratteri cubitali a voi. E mi scuso se mi è stato impossibile ringraziare personalmente tutti.
#grazie #offerto #dono #attenzione #gentilezza #belle #persone
Pubblicato in Eventi | Contrassegnato , , , , , | 2 commenti