POS(S)ESSO DI ROSANNA MARANI PER L’INFERNALE EDIZIONI


POS(S)ESSO DI ROSANNA MARANI PER L’INFERNALE EDIZIONI

PRIMO VOLUME TRILOGIA POESIE EROTICHE

          

In uscita ad ottobre “Po(s)sesso” di Rosanna Marani per “L’Infernale Edizioni”

Ecco la biografia dell’autrice di “Po(s)sesso” Rosanna Marani, giornalista, scrittrice e poetessa.
Rosanna incarna alla perfezione la ventata rivoluzionaria che l’editoria italiana attendeva da tempo.

https://it.wikipedia.org/wiki/Rosanna_Marani

Prefazione dell’editore Ferdinando de Martino

L’INCONTRO CON ROSANNA

Quello con Rosanna è stato un incontro scritto nel tempo.
Esattamente come accade tra il fiore e l’ape quando per la prima volta il profumo del polline inizia ad inebriare l’aria, anche io ho avuto quell’attimo di totale e completo abbandono che attira l’insetto striato al giallo polline.
Tuttavia non voglio parlare di Rosanna, ma delle sue poesie, quindi cercherò di essere il più conciso possibile, descrivendo la sensazione da me provata durante la lettura di questi frammenti letterari.
Come diceva Carmelo Bene, “Il Porno è la morte dell’Eros” e credo fermamente che questa raccolta sia la dimostrazione cartacea di quanto detto dal compianto attore e autore teatrale.
Le poesie erotiche di Rosanna Marani sono un flusso, ma per spiegare meglio ciò che forse non andrebbe spiegato, voglio addentrarmi ancora di più in questa metafora. Prendiamo ad esempio il flusso che porta un tuffatore dalla base della scaletta d’acciaio, ben saldata al terreno con forti bulloni, fino all’orlo del trampolino.
Le poesie di Rosanna sono quel flusso.
La poetessa ci accompagna lungo l’ascesa della scaletta, ci spinge passo dopo passo fino al punto preciso del trampolino sul quale faremo il primo, il secondo ed infine il terzo salto preparatorio per poi abbandonarci completamente nel momento in cui i nostri piedi si staccheranno per l’ultima volta dal trampolino traballante.
Il lettore si deve trovare con il fiato in gola, ma in una situazione di stallo estremamente momentaneo, sospeso tra l’assenza di gravità e caducità della condizione umana.
Il flusso dell’Eros si manifesta solamente in quell’istante che Rosanna, come una direttrice d’orchestra, prolunga e rallenta a suo piacere per insegnarci a godere della parola esattamente come si dovrebbe fare con la carne.

Prefazione di Paola Ferrari, giornalista

LA NOSTRA COMPLICITÀ

I primi a colpirmi quando incontrai Rosanna furono i suoi occhi. Anzi non esattamente i suoi grandi occhi caldi come il bronzo appena fuso, ma il suo sguardo.

Guizzava come quello di un folletto, di una fata irriverente, trasudava coraggio, indipendenza e originalità. Avevo sentito già parlare di lei e non tutti la amavano. Divideva detrattori e adulatori in eguale misura.

Accade sempre alle donne intelligenti di successo e con una visione aperta al futuro.

Ecco cosa aveva quello sguardo… Spaziava oltre, andava al di là delle convenzioni scontate di un mondo maschile come quello del calcio degli anni 70, che poi ancora per decenni, hanno soffocato le legittime aspirazioni professionali di noi donne.

Rosanna era famosa e parecchio. Stava riuscendo ad emergere in un mondo misogino e lo faceva senza abbassare la testa, senza celare la sua sensualità, senza nascondere quello sguardo che aveva il fuoco dentro.  Imporre una figura femminile emancipata in un mondo arretrato culturalmente in quel senso, è stata negli ultimi 30 anni anche la mia grande sfida.

Ma lei è stata la prima ad osare di infrangere le regole assurde di allora e a cambiarle.

Quando ci incontrammo, ero giovane e scalpitavo anche io per affermarmi nel giornalismo sportivo, ma in lei non lessi nessuna gelosia, nessuna preclusione verso quella ragazza esuberante e piena di sogni che si trovava di fronte.

Non c’è mai stata una “Eva contro Eva” fra di noi. C’è stata invece sempre presente, una complicità sottile e intrigante. Ecco, in queste sue poesie, ritrovo indomito quello spirito che coniuga una sensualità mai scontata ad una energia vitale che, negli anni, non le ha mai voltato le spalle.

Un dedalo di suggestioni che oltrepassa la passione sfrontata e va cercando e trovando anfratti ancora inesplorati del nostro mondo di donne.

Trovo la voglia di far emergere una sensualità che chissà perché dopo una certa età, ci sembra preclusa ed invece può essere potente e sorprendente e vitale. Rosanna ha in fondo allo sguardo sempre quel senso di sfida e di voglia di esplorare l’inesplorabile che ancora mi rapisce.

Ed è bello naufragare così, nelle sue meravigliose poesie.

Prefazione di Maria Teresa Infante, poetessa, scrittrice e critica

(MADRE) PERLACEI AMPLESSI

In pochi versi il messaggio dell’intera silloge:
(…) /Nel cammeo/Madreperla/Di passione/Possessione dell’anima/ (…)
Perché la nostra Autrice ha il dono della sintesi, arriva dritta al senso, al nocciolo, racchiudendo l’originario dualismo, anima-corpo in uno scrigno prezioso, quale il candore iridescente (madre) perlaceo (origine), non per caso generato dalle acque, dalla purezza incontaminata degli abissi. Dove impera limpidezza. Così come la poesia che mai mente al vero, altrimenti non assolverebbe alla sua naturale funzione: ergo, Rosanna ci dona la sua poesia. La sua verità.
In ogni tappa della sua crescita professionale ed artistica non ha mai vestito altri abiti se non i suoi, quelli della trasparenza e della genuinità, registrando, per poi metabolizzare, percezioni legate al vissuto e all’esperienza del quotidiano, demiurghi di ciò che oggi è.
Portatrice sana, magari contagiosa, così come lo è stata in ambito lavorativo, abbattendo muri e superando veti. Fin da subito un’apripista nel superamento di ipocrite convenzioni sociali, sfocianti in falsi moralismi, che penalizzavano (e penalizzano) il genere femminile.
Nel 1976 è stata la prima donna a diventare giornalista professionista sportiva, per non parlare dei tanti traguardi personali raggiunti, che hanno reso la sua, una carriera di tutto rispetto, con meritati riconoscimenti.
Credo abbia fortemente “goduto” di questi successi, in quanto superamento dei propri limiti, scalati a mani nude; amplessi mentali di un aut aut interiore che non soccombe, non si presta a mezzerie e raggiunge picchi di eccitazione nella realizzazione di sé, ad orgasmo avvenuto. Ecco: io sono. Tu uomo, io donna, tu abile, io abile:
(…) Affluente/Tu/Confluente/Io (…)
Traslitterazione dell’eros al modus vivendi.
Nessuna prevaricazione. L’intelligenza perspicace, acuta e l’onestà intellettuale della Marani non lo ammetterebbe in nessuno dei due ruoli, ma uguali opportunità, da giocarsi sullo stesso piano e con le stesse armi, caricate a salve.
Ha giocato e ha vinto; la lotta era con se stessa, e con chi voleva farle credere che in una stanza ci fossero solo il buio e la sua paura.
(…) Ne ho pieni e rigonfi gli zebedei /L’urlo è arrivato fino agli dei /Anche loro lo sanno (..) Talmente arrabbiata/Con la mia natura malformata /Che li espongo ai cortei/I pieni e rigonfi zebedei/Basta/Con l’uomo isterico e la sua casta/Basta/ (…)
Rosanna è cresciuta, i suoi piedini hanno calzato scarpe da running; è diventata una guerriera per sopravvivere, una lottatrice per illuminare quella stanza buia, che è riuscita a chiudersi alle spalle.
Ma le ferite guariscono, le cicatrici rimangono, pur celandole nella morbida seta della lingerie di ottima fattura, che peraltro riveste un corpo da far invidia a una fanciulla (diciamolo pure! Nulla si dimentica ma tutto si può trasformare. E come adattiamo Einstein a nostra misura, così Rosanna ha trasformato la sofferenza in amore, aprendo nuove porte che affacciano in spazi aperti in cui domina il rispetto per ogni più piccola forma di vita, peraltro da lei difesa a spada tratta. L’amore, il suo salvavita.
Per questi motivi la pubblicazione di Pos(s)esso non mi meraviglia, era già nell’aria, sintomo del percorso evolutivo che fa parte della crescita, non solo dell’artista, ma soprattutto della donna, abituata a non nascondere le sue fattezze e a non indossare maschere che ne mortificherebbero l’essenza. Non cercate similitudini o riferimenti classici in questi versi perché non ne troverete.
Pos(s)esso è il rigurgito di un animo femminile che si è fatto carne, riappropriandosi di ogni parte di sé, anche delle ossa spezzate, del petto sventrato e del sangue versato in nome della trinità degli abissi: prepotenza, onnipotenza, supremazia.
L’implosione dei sensi diventa l’affermazione dell’Io che sente, vibra, percepisce e desidera. La liceità del desiderio, una esigenza, un bisogno, per completarsi e lasciare il buio alle spalle.
Esistenzialismo dell’Io che non potrà mai essere disgiunto dallo spirituale, perché i sensi sono il tramite tra la carne e l’anima. Un arco teso tra cielo e terra, in cui oscilliamo durante il viaggio verso la conoscenza nella sua interezza.
La Marani prende per mano il lettore, lo accompagna sul talamo del desiderio, affiancandogli il potere evocativo della parola scritta e la libertà di plasmarla a propria immagine.
Squisita provocazione, canto sensuale, ritmato, scandito dalla stessa struttura dei versi, sincopati, con un incedere martellante – un tamtam, la corda pizzicata di un’arpa, il fiato rauco, morbido e avvolgente di un blues – che segue la delicatezza dei preliminari e accende la mente, senza cui, il corpo sarebbe un fantoccio privo di vita.
Versi che si strutturano in corrispondenze verticali ed orizzontali, in cui l’erezione del fallo, non diventa fallace, se equivale all’elevazione della donna, nel pieno della sua femminilità. Ci si eleva contestualmente. Non v’è l’ineccepibile scandaloso nella sua poesia ma un raffinato ed elegante mondo sensoriale che trasporta l’immaginario a luoghi per non vedenti, in cui i versi stimolano la fantasia, ottundendo ciò che rimane del razionale. E il raziocinio attinge all’esperienza del vissuto interiore, stimolandolo il lettore a far proprie le sottili percezioni, gli ammiccamenti al piacere, centellinati e inoculati in un “qb”, per evitarne l’overdose:
(…) Svegliarti/Nella mia bocca /Addormentarti/Sul mio golfo/Dormire/Tra le mie gambe/Squillare/Con le mie mani/Tintinnare/Del mio approdo/Scomparire /Dentro/Le mie insenature / (…) e poi ancora e ancora e ancora tra le strade senza uscita della passione in cui ci perdiamo, per ritrovarci.
Il mio pensiero nel leggere Pos(s)esso? Leggo di una donna che ha imparato ad amare.
Pos(s)esso è un canto di libertà. Una conquista.

Grazie Maria Teresa

Prefazione di Stefania Piazzo, giornalista

 

 L’AMORE INNOMINATO

Amore, sesso, eros. Dai, sono parole buttate lì. Se invertiamo il loro ordine cosa cambia? Eros, sesso, amore. Fare, consumare, conquistare, sacrificare, ecco i verbi da collegare. Forse. Perché la poesia come percorso di emancipazione dagli schemi e dai dolori, non tiene conto degli abbinamenti più ovvi e tranquillizzanti in voga. Sposa invece un altro principio: si reincarna nel nostro passato, lo evoca e lo libera.

Le poesie di Rosanna Marani sono questa reincarnazione del paradosso, che parte da ieri e si conclude nel presente, pagando nella forma dell’arte la pace raggiunta nel voltare le spalle alla volgarità delle parole gridate. Neanche si sussurra. Si pensa. E usa per questo la mano leggera della parola che evoca, che suggerisce, che intuisce i contorni ma che non li nomina.

L’amore innominato di Rosanna è così la costante di ogni sua prosa poetica. È il suo tormento e la sua conquista. Apparente appagamento e nel contempo soddisfazione del massimo piacere della risposta dell’altro.

Nel bene e nel male, non si può che essere giornalisti per saper scrivere così. Ogni giornale quotidiano ha il suo timone che nasce dopo pranzo. E che si ribalta ad ogni notizia e sussulto. C’è il culmine della scoperta nelle prime pagine e poi la moderata discesa agli altri fatti del giorno. La prima pagina ha il suo titolo secco, la sua immagine di copertina che si cambia prima di chiudere ogni cosa. Il mestiere del fare e disfare che anticipa la vita la sera per il giorno dopo in edicola ci rende irrimediabilmente visionari del dopo, del domani, che già consideriamo vecchio.

Per fortuna la poesia alleggerisce questa consapevolezza e la ingentilisce fino in fondo. Perché la donna, ancora oggi, è frutto del mito.

Questo ci impone di riflettere sul peso delle parole, sul valore della comunicazione e sull’essere, ancora oggi, non liberi dal mito. Si sceglie un genere, per evitare di sorridere su un fraintendimento. Ed è una scelta storica, figlia del mito.

Chi fa il nostro mestiere, è un semplificatore. È un ruolo insostituibile, perché deve ridurre i fatti a poche parole. È un ruolo insostituibile, non ci sono tecniche internet, social network, portali che possano essere alternativi a chi è allenato per mestiere a tradurre simultaneamente i fatti. Le emozioni. Gli istanti. Il mezzo tecnico da solo non fa comunicazione, offre solo un passaggio.

La vera multimedialità è la mente umana, è tra simili che ci si vuole intendere. Altrimenti si vende della merce.

Con la parola dunque si raggiunge la libertà. Ma non è un gioco per tutti.

Ma solo per chi conosce e, soprattutto, si ri-conosce, ammette di conoscere l’altro e non di rinnegarlo.

Qui ci sta, insomma, la provocazione e la riflessione. La comunicazione è genere femminile. Ed è oggetto, da sempre, di un certo stalking comunicativo.

Non è niente di nuovo, è un reato, un danno sociale che esiste da sempre ed è figlio del mito e di ciò che il mito ha saputo rappresentare per giustificare le regole e i comportamenti umani.

Penso che siamo figli, nella cattiva comunicazione, del mito di Eco e Narciso. È la proiezione di uno stalking che condanna la donna o chi ha meno forza contrattuale, per un pregiudizio, a perdere la parola.

È vero o no che la società si è sviluppata secondo un modello grammaticale maschile, primario nel definire il genere umano?

Se questo della prima cattiva comunicazione non è stalking che molesta e umilia un genere e lo sottomette al silenzio, che altro è?

Eva non è forse a sua volta vittima di un pregiudizio e il serpente non è il molestatore che esce indenne dal rito abbreviato della storia?

Un altro mito: Io, figlia di Inaco, re di Argo, molestata da Zeus che non cessò di disturbarla travestito da nuvola fino a farla sua. Racconta Ovidio: “nasconde la ninfa, la ferma e le toglie il pudore”. Scoperto dalla sposa, la trasforma in giovenca. Ma il sotterfugio non persuade Era, che manda uno sciame di tafani a molestarla. Disperata, la nostra Io approda sul mare, lo Ionio, per sfuggire a due stalking in uno.

Si badi bene: tutto raccontato nella poesia del mito. Ma pur sempre poesia.

E che dire di Pandora, offerta nel ruolo di femmina incantatrice dentro il vaso che contiene i mali del mondo che Prometeo aveva sigillato per evitare che l’umanità fosse vittima della fatica, della malattia, della pazzia, della passione… Colpa della donna se ci si dispera, non è questa la sintesi di questo stalking induttivo? Non è questa l’identità che paga dazio trovando un lasciapassare solo attraverso, spesso e volentieri, la maternità come riscatto dal vizio della storia?

Siamo, insomma, da Eco ad oggi, qualcosa come un ritorno acustico, un peccato di “maldestrità” che contagia di male il mondo… e la comunicazione si adegua. Perché non si fraintenda. Peccato che Narciso, alla fine della fiera, per volere di Nemesi, perda se stesso innamorandosi del proprio io riflesso.

È la lezione che ci offre la storia. La nemesi storica è che chi è autoreferenziale nel comunicare alla fine muore. Perisce con il suo progetto perché non sa ascoltare e non sa rappresentare.

La comunicazione così come la poesia si muove attraverso persone libere, che procreano progresso e civiltà, non subalterne al linguaggio defilato di un’informazione che è Eco di altri ma non di noi stessi.

Dove sta la differenza, allora? Forse l’equilibrio sta tutto qui, nel comprendere il nesso profondo e, sia concesso, salvifico, che abbraccia questa scelta a doppio binario. Non a senso unico. Non ci si salva mai da soli, così pare. Noi, e la poesia, sì.

La natura così chiude il cerchio della vita, si torna da dove si è arrivati ma occorre spiegarlo abdicando alla dittatura della parola.

Il linguaggio da sempre è un messaggio di pacificazione o di guerra, la difesa di un territorio e quindi di un interesse, la supremazia di un controllo oppure un segnale di resa. Oppure di condivisione e socialità.

Come nel mondo animale, e direi dal mondo animale, abbiamo acquisito nel DNA della comunicazione i messaggi calmanti del linguaggio. E ogni modo di porsi passa attraverso questa sensibilità direi ancestrale, antica e profonda. Annusare, fiutare, ascoltare, drizzare le orecchie, vigilare, incuriosirsi e sintetizzare con un messaggio.

Rosanna Marani ha dato una postura alla parola della natura.

 Prefazione di Marianna Piani, poetessa

 

Quando Rosanna, di cui godo una preziosa e mai abbastanza meritata amicizia, mi ha interpellata con l’invito, alquanto perentorio, come è il suo inconfondibile stile, a scrivere una piccola prefazione a questo libro, quando era ancora in fase di progettazione, io rimasi del tutto spiazzata, per diverse ragioni che qui non è importante precisare, ma non potei fare a meno di accettare l’invito, sebbene con qualche perplessità.
La prima perplessità riguardava la mia evidente inadeguatezza al compito, dato che io sono soltanto una lettrice, appassionata di poesia, certo, ma senza alcun titolo di merito critico o letterario da esibire; tranne appunto la mia passione per l’argomento, e l’amicizia, anzi l’affetto che mi lega all’autrice.
L’altra, forse più sostanziale perplessità, era la mia personale e piuttosto accesa diffidenza riguardo la definizione di “erotismo” in campo letterario in generale, ma in poesia in particolare.
Ho sempre considerato quella dell’erotismo come una etichetta di comodo, usata con una certa disinvoltura per coprire il più delle volte una palese carenza di qualità estetica e artistica, ovvero come una operazione puramente commerciale, non dissimile da molti altri espedienti che strumentalizzano l’attrazione del corpo femminile o dell’espressione sessuale a fini (anche bassamente) mercantili. O ancora, nel migliore dei casi, un equivoco di fondo tra pulsione e desiderio, o tra evasione e emozione.
Ebbene, come sempre mi accade quando mi avvicino al lavoro di Rosanna non per goderne semplicemente la lettura, ma con un intento di più serio approfondimento, nel tentativo di comprenderne (e carpirne) il segreto, queste mie diffidenze si dissolvono, da una parte per l’ammirazione che da sempre mi suscita la lettura dei suoi testi, dall’altro per il tratto del tutto pregnante e coerente che il termine “erotico” assume nel suo caso.
In altre parole, sono sempre stata convinta che non vi possa essere una “poesia erotica” distinta come genere, quando invece ad esempio in prosa si possono definire “generi” differenziati e distinti quali thriller, horror, fantascienza, ecc.: in poesia questa distinzione non ha alcun senso, in quanto la poesia lirica (in special modo quella moderna e contemporanea) non si gioca sui contenuti meno che sulle forme, e l’espressione dell’eros in essa ne è talmente parte costitutiva che si potrebbe dire che tutta la poesia è “erotica” – oppure non è poesia.
Alcuni anni fa, appena ebbi l’avventura di incontrare, senza sapere assolutamente nulla di lei e in modo del tutto casuale, la sua scrittura pubblicata sul suo ormai ben conosciuto blog “L’Orto di Rosanna”, iniziai subito a chiedermi dov’era e quale fosse il segreto della straordinaria attrazione e fascinazione che provavo per una scrittura così apparentemente lontana da ogni mia personale preferenza, con quel suo stile elegante ma corrusco, tagliente, forte, personalissimo, essenziale, del tutto esente dalla retorica e dal sentimentalismo, cosa poco usata, salvo per certi testi di alto profilo di Giorgio Caproni, o di Ungaretti, che non a caso sono universalmente considerati dei capolavori.
Voglio dire che la scrittura poetica nella sua interezza, direi nella sua fisicità, è il veicolo primario del messaggio della poetessa, riuscendo nell’ardito effetto di fondere in un unico “oggetto” un’arte diacronica (come la poesia e la sua sorella, la musica) con quella sincronica, come la pittura, e più ancora la scultura. Più volte ho definito la poesia di Rosanna come “arte concettuale”, con riferimento all’arte figurativa della seconda metà del secolo passato. Dove è il gesto a prendere il sopravvento, la suggestione, l’incantamento, al posto della rappresentazione.
Questo naturalmente è (o dovrebbe essere) il senso primo di ogni poesia, dove i valori di forma e contenuto sono elevati alla potenza di sé stessi, dove ogni elemento è strettamente legato, funzionale a tutti gli altri. Ma nella scrittura di Rosanna questo raggiunge una esplicitazione massima, evidente e senza possibilità di equivoco.
Rosanna è riuscita a sovvertire tutte le mie convinzioni, e ho dovuto aprire un capitolo di eccezioni ai miei convincimenti apposta per lei.
Non si può prescindere, se si vuole comprendere fino in fondo questa poetessa straordinaria, dall’ascolto dei suoi pezzi eseguiti dalla sua stessa voce, anzi, di più, con il suo stesso viso e corpo, ripreso con oggettiva freddezza e immobilità da una webcam piuttosto rudimentale, senza artifizi da studio, per così dire “in diretta”, come se stesse comunicando con noi via Skype. Quasi ogni suo pezzo, nel blog, è accompagnato da una sua lettura, sempre calibrata, senza mai eccedere in misura, narrata, mai declamata. Il suo sguardo luminoso e penetrante, la sua voce e la sua intonazione sensibile e convinta, rivelano senza possibilità di dubbio la intensa, femminile sensualità della sua scrittura, “scoprendo il gioco”, si direbbe, aggiungendo una dimensione ulteriore, e altrimenti irrecuperabile, al testo.

Marianna Piani, poetessa

Grazie Marianna

Po(s)sesso

Signore e signori viste le numerosissime richieste, vi comunichiamo che la data d’uscita in digitale di “Po(s)sesso” avverrà il 12 ottobre, in concomitanza con il compleanno della nostra poetessa Rosanna Marani. Quale miglior regalo potevamo fare al suo pubblico?

Po(s)sesso di Rosanna Marani in digitale dal 12 ottobre

Una raccolta poetica di Rosanna Marani, conosciuta nel campo del giornalismo come una vera e propria colonna portante del settore. Con Po(s)sesso la giornalista, conduttrice e poetessa, firma un’opera straordinaria affrontando il tema dell’eros con la maestria dei massimi esponenti del genere.

https://lnkd.in/dVM4hu4 via @amazon

ULTIMA VOCE: POS(S)ESSO

 

 

In uscita il prossimo 23 ottobre (già disponibile in digitale) “” di Rosanna Marani per “L’Infernale Edizioni”.

Il volume è una raccolta poetica di Rosanna Marani, conosciuta nel campo del giornalismo come una vera e propria colonna portante del settore. Con Po(s)sesso la giornalista, conduttrice e poetessa, firma un’opera straordinaria affrontando il tema dell’eros con la maestria dei massimi esponenti del genere.

L’INCONTRO CON ROSANNA

Quello con Rosanna è stato un incontro scritto nel tempo.
Esattamente come accade tra il fiore e l’ape quando per la prima volta il profumo del polline inizia ad inebriare l’aria, anche io ho avuto quell’attimo di totale e completo abbandono che attira l’insetto striato al giallo polline.
Tuttavia non voglio parlare di Rosanna, ma delle sue poesie, quindi cercherò di essere il più conciso possibile, descrivendo la sensazione da me provata durante la lettura di questi frammenti letterari.
Come diceva Carmelo Bene, “Il Porno è la morte dell’Eros” e credo fermamente che questa raccolta sia la dimostrazione cartacea di quanto detto dal compianto attore e autore teatrale.
Le poesie erotiche di Rosanna Marani sono un flusso, ma per spiegare meglio ciò che forse non andrebbe spiegato, voglio addentrarmi ancora di più in questa metafora. Prendiamo ad esempio il flusso che porta un tuffatore dalla base della scaletta d’acciaio, ben saldata al terreno con forti bulloni, fino all’orlo del trampolino.
Le poesie di Rosanna sono quel flusso.
La poetessa ci accompagna lungo l’ascesa della scaletta, ci spinge passo dopo passo fino al punto preciso del trampolino sul quale faremo il primo, il secondo ed infine il terzo salto preparatorio per poi abbandonarci completamente nel momento in cui i nostri piedi si staccheranno per l’ultima volta dal trampolino traballante.
Il lettore si deve trovare con il fiato in gola, ma in una situazione di stallo estremamente momentaneo, sospeso tra l’assenza di gravità e caducità della condizione umana.
Il flusso dell’Eros si manifesta solamente in quell’istante che Rosanna, come una direttrice d’orchestra, prolunga e rallenta a suo piacere per insegnarci a godere della parola esattamente come si dovrebbe fare con la carne.

Ferdinando de Martino

                                             

                                                                   Paola Ferrari

Trovo la voglia di far emergere una sensualità che chissà perché dopo una certa età, ci sembra preclusa ed invece può essere potente e sorprendente e vitale. Rosanna ha in fondo allo sguardo sempre quel senso di sfida e di voglia di esplorare l’inesplorabile che ancora mi rapisce.

Ed è bello naufragare così, nelle sue meravigliose poesie.

See more at: https://www.ultimavoce.it/possesso-le-poesie-erotiche-rosanna-marani/

Pos(s)esso
Avete già comprato il libro di Rosanna Marani? No? Beh, noi siamo buoni e vi regaliamo questo nuovo aforisma del venerdì… ma voi rimediate al vostro errore!
Link per comprare il libro: Po(s)sesso di Rosanna Marani
Una raccolta poetica di Rosanna Marani, conosciuta nel campo del giornalismo come una vera e propria colonna portante del settore. Con Po(s)sesso la giornalista, conduttrice e poetessa, firma un’opera straordinaria affrontando il tema dell’eros con la maestria dei massimi esponenti del genere.

 

Po(s)sesso di Rosanna Marani

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Recensione cliente
5,0 su 5 stelle Stupendo!
Da Cliente Amazon il 16 ottobre 2017
Acquisto verificato
Libro letto e divorato tutto d’un fiato. Poesia meravigliosa, intensa, coinvolgente e raffinata.
E fuori dagli schemi convenzionali.
Da non perdere assolutamente!
Consigliatissimo.

Pos(s)sesso di Rosanna Marani

Silvana De Domincis 17/10/2017 Libri

Grazie a Silvana De Dominicis per questo bell’articolo.

Sensualità ed erotismo di classe per Rosanna Marani

Pos(s)sesso è un libro di poesie erotiche davvero unico ed originale, è uscito giovedì scorso in digitale e uscirà in cartaceo il prossimo 23 ottobre per “L’Infernale Edizioni”. Una raccolta poetica di Rosanna Marani, conosciuta nel campo del giornalismo come una vera e propria colonna portante del settore.

Con Po(s)sesso la giornalista, conduttrice e poetessa, firma un’opera straordinaria affrontando il tema dell’eros con la maestria dei massimi esponenti del genere.

È il quinto libro, il primo di una trilogia, di poesie erotiche, un’opera sensuale e aggressivamente dolce. La poesia è un’arma doppio taglio… esattamente come l’erotismo.

Di seguito alleghiamo due importanti prefazioni per conoscere meglio il talento dell’autrice e sottolineare la particolarità dell’opera.

Prefazione di Paola Ferrari: “I primi a colpirmi quando incontrai Rosanna furono i suoi occhi. Anzi non esattamente i suoi grandi occhi caldi come il bronzo appena fuso, ma il suo sguardo.
Guizzava come quello di un folletto, di una fata irriverente, trasudava coraggio, indipendenza e originalità. Avevo sentito già parlare di lei e non tutti la amavano. Divideva detrattori e adulatori in eguale misura. Accade sempre alle donne intelligenti di successo e con una visione aperta al futuro.

Ecco cosa aveva quello sguardo… Spaziava oltre, andava al di là delle convenzioni scontate di un mondo maschile come quello del calcio degli anni 70, che poi ancora per decenni, hanno soffocato le legittime aspirazioni professionali di noi donne. Rosanna era famosa e parecchio. Stava riuscendo ad emergere in un mondo misogino e lo faceva senza abbassare la testa, senza celare la sua sensualità, senza nascondere quello sguardo che aveva il fuoco dentro. Imporre una figura femminile emancipata in un mondo arretrato culturalmente in quel senso, è stata negli ultimi trent’anni anche la mia grande sfida.

Ma lei è stata la prima ad osare di infrangere le regole assurde di allora e a cambiarle. Quando ci incontrammo, ero giovane e scalpitavo anche io per affermarmi nel giornalismo sportivo, ma in lei non lessi nessuna gelosia, nessuna preclusione verso quella ragazza esuberante e piena di sogni che si trovava di fronte. Non c’è mai stata una “Eva contro Eva” fra di noi. C’è stata invece sempre presente, una complicità sottile e intrigante.

Ecco, in queste sue poesie, ritrovo indomito quello spirito che coniuga una sensualità mai scontata ad una energia vitale che, negli anni, non le ha mai voltato le spalle. Un dedalo di suggestioni che oltrepassa la passione sfrontata e va cercando e trovando anfratti ancora inesplorati del nostro mondo di donne. Trovo la voglia di far emergere una sensualità che chissà perché dopo una certa età, ci sembra preclusa ed invece può essere potente e sorprendente e vitale. Rosanna ha in fondo allo sguardo sempre quel senso di sfida e di voglia di esplorare l’inesplorabile che ancora mi rapisce.
Ed è bello naufragare così, nelle sue meravigliose poesie.”

Prefazione dell‘EditoreFerdinando de Martino: “Quello con Rosanna è stato un incontro scritto nel tempo. Esattamente come accade tra il fiore e l’ape quando per la prima volta il profumo del polline inizia ad inebriare l’aria, anche io ho avuto quell’attimo di totale e completo abbandono che attira l’insetto striato al giallo polline. Tuttavia non voglio parlare di Rosanna, ma delle sue poesie, quindi cercherò di essere il più conciso possibile, descrivendo la sensazione da me provata durante la lettura di questi frammenti letterari.

Come diceva Carmelo Bene, “Il Porno è la morte dell’Eros” e credo fermamente che questa raccolta sia la dimostrazione cartacea di quanto detto dal compianto attore e autore teatrale.
Le poesie erotiche di Rosanna Marani sono un flusso, ma per spiegare meglio ciò che forse non andrebbe spiegato, voglio addentrarmi ancora di più in questa metafora. Prendiamo ad esempio il flusso che porta un tuffatore dalla base della scaletta d’acciaio, ben saldata al terreno con forti bulloni, fino all’orlo del trampolino.
Le poesie di Rosanna sono quel flusso.

La poetessa ci accompagna lungo l’ascesa della scaletta, ci spinge passo dopo passo fino al punto preciso del trampolino sul quale faremo il primo, il secondo ed infine il terzo salto preparatorio per poi abbandonarci completamente nel momento in cui i nostri piedi si staccheranno per l’ultima volta dal trampolino traballante. Il lettore si deve trovare con il fiato in gola, ma in una situazione di stallo estremamente momentaneo, sospeso tra l’assenza di gravità e caducità della condizione umana.

Il flusso dell’Eros si manifesta solamente in quell’istante che Rosanna, come una direttrice d’orchestra, prolunga e rallenta a suo piacere per insegnarci a godere della parola esattamente come si dovrebbe fare con la carne.”

Non possiamo fare a meno di citare uno tra gli aforismi preferiti della poetessa Marani, veritiero e che colpisce particolarmente: “L’amante perfetto è colui che riesce a mantenere costante l’erezione mentale.” 

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Selfie di Pos(s)sesso dei miei adorati lettori e delle mie adorate lettrici

Grazie Cristina

Grazie Graziella

Grazie Rita

Grazie Serena

Grazie Claudia

Grazie Gioia

Grazie Andrea

Grazie Davide

Grazie Elena, grazie Gabriele, mia nuora e mio figlio

Grazie Marica

Grazie Dante

Aforismi personalizzati per i lettori, le lettrici che ne fanno richiesta

Libri Novità in circolazione guida ai titoli

AUTORE: FRANCESCA AMENDOLA 9 NOVEMBRE 2017

Tornano Fabio Volo e Bruno Vespa insieme a narrativa di attualità, noir, spiritualità e sessualità

Fabio Volo Quando tutto inizia (Mondadori, 19€, 180 pagine): storia di un amore che sembra che ci capisca senza sforzo, ed è subito incanto. Fino a quando però arriva il momento di chiedersi se le persone che incontriamo servono a capire chi dovremo diventare e se ciò che è importante inizia quando sembra finito tutto.

Rosanna Marani Po(s)sesso (L’Infernale Edizioni, 13€, 108 pagine): Un viaggio di poesie alla scoperta della donna attraverso la sessualità. Po(s)sesso di Rosanna Marani è al PRIMO POSTO DEI BESTSELLER DI POESIA SU AMAZONL’INTERVISTA.

Bruno Vespa Soli al comando (Mondadori, 20€, 516 pagine): Kennedy-Trump, Renzi-De Gasperi, Mussolini-Berlusconi, Hitler-Grillo, differenze, statisti e politiche analizzate dal giornalista conduttore tv in 28 ritratti di leader di oggi e di ieri.

Roberto Capasso L’innominabile attuale (Adelphi, 20€, 192 pagine): un romanzo attuale, sul mondo nel nuovo millennio con confronti su un passato recente, che l’autore individua come età dell’inconsistenza.

Fumio Sasaki Fai spazio nella tua vita. Come trovare la felicità con l’arte dell’essenziale (Bur, 12€, 288 pagine): è un caso editoriale internazionale il testo di questo autore che ci accompagna nel ridimensionare i nostri spazi e a ripulire i nostri luoghi da oggetti e pensieri e a “liberarci da zavorre”, recuperando energia e vincere la pigrizia.

Paola Nicoletti Raccontami il mare che hai dentro. Vivere con figlio autistico (Pendragon, 12€, 95 pagine): l’emozionante diario di una madre e del suo amore per il figlio autistico, che aiuta a saperne di più.

Silvia Ronchey La cattedrale sommersa. Alla ricerca del sacro perduto (Rizzoli, 19€, 258 pagine): l’autrice ci illustra simboli di spiritualità, tra Occidente e Oriente.

Alessia Gazzola Arabesque (Longanesi, 17,60€, 350 pagine): dall’autrice de L’Allieva, ora la protagonista è diventata specialista in medicina legale e, di nuovo single, conoscerà un uomo mentre un nuovo caso la porta a investigare all’interno della Scala, nel competitivo mondo del balletto.

See more at: http://www.stravizzi.it/2017/11/09/libri-novita-in-circolazione-guida-2/

Grazie ad Antonella Durazzo e al direttore di Stravizzi Francesco Serviente, per questa splendida intervista che delinea, anche nei minimi particolari, il mio carattere “ibrido.”

Rosanna Marani Po(s)sesso Un viaggio di poesie alla scoperta della donna attraverso la sessualità

AUTORE: ANTONELLA DURAZZO 6 NOVEMBRE 2017

Il primo libro di una trilogia nel quale la poesia è palpito

Tutto questo è sicuramente disdicevole” dice Rosanna Marani, e ci ride su. Di cuore. Perché ci vuole una certa sfacciataggine, oggi, a dare alle stampe una merce poco vendibile come la poesia. E se poi si tratta di poesie erotiche e l’autore non solo è una donna, ma ha anche raggiunto le 71 primavere allora non c’è dubbio, è tutta una questione di amoreAmore per la parola scritta.

L’autoironia di Rosanna Marani è qualcosa di contagioso e raro, straniante in questi tempi di autoproclamati artisti. Ma lei liquida con una battuta l’accenno ad ogni complimento, scegliendo di navigare sotto traccia, di proporsi con leggerezza, riluttante a prendersi troppo sul serio. Se vogliamo è l’ennesimo modo per andare contro corrente.

Niente di strano, questione connaturata «ho imparato dire ‘No’ prima ancora di pronunciare la parola mamma», ammette Rosanna Marani. E questo spiega come sia avvezza reggere gli urti, o come riuscita a sopravvivere, anzi, ad uscire vincente, da quel mondo del giornalismo sportivo che negli anni ’70 era esclusivo regno maschile.

Rosanna Marani è stata la prima cronista sportiva d’Europa, con una carriera alla “Gazza” e in tv costellata da scoop, straordinarie interviste e allori. Da pioniera ha aperto una strada a quel giornalismo sportivo al femminile, che pur essendo diventato una realtà, ancora oggi è osservato con qualche riserva.

Ma se per il passato c’è Wikipedia ( HTTPS://IT.WIKIPEDIA.ORG/WIKI/ROSANNA_MARANI ) per il presente, a dirci come la scrittura sia un male cronico, ci sono un blog: L’ORTO DI ROSANNA  e “Pos(s)esso”, primo volume fresco di stampa di una trilogia poetica dai “disdicevoli” sviluppi, pubblicata da “L’Infernale Edizioni.

Poesia per continuare ad andare contro corrente, potrebbe essere un’affermazione giusta?

Rosanna Marani “Poesia per superare le regole, la tradizione. Ognuno di noi può modificare il circostante e cambiare. È difficile, è doloroso, ma se hai imparato a stare sott’acqua prolunghi l’apnea, dici “No” e fai attenzione a dosare i “” per quando è il caso.

La cronista sportiva scriveva già poesie?

Rosanna Marani “Dalla palla…alla pelle (ride). La verità è che amo le parole e, come credo tutti, ho cominciato a scrivere poesie all’età di dieci anni, poi ho continuato. Ne scrivevo anche quando ero alla Gazzetta, per poi riporre tutto in un cassetto.”

In tempi più recenti è arrivato il blog, con gli aforismi fulminanti, e ovviamente poesie. Si percepisce passione

Rosanna Marani “Un blog non troppo seguito, eh sì non sono una influencer, non amo fare guru, ce ne sono già troppi di (para)guru in questo mondo.”

Di fatto le poesie sono volate dalla rete o dai cassetti e sono finite in un libro

Rosanna Marani “Prima sono passate da un concorso “1000 voci per Alda” dove un giovane amico mi aveva iscritto. Un giorno mi arriva una lettera, avevo vinto, mi chiedono altre poesie, le invio, e si apre una strada, per me che non mi considero una poetessa…”

Non sarà una poetessa ma sa bene che cosa è la poesia

Rosanna Marani “La poesia? È un animale selvatico che non può essere addomesticato dall’autore, ma che, docile, si accuccia ai piedi del lettore. È fatta di emozioni non definite, sempre diverse, che si adattano al vissuto di chi legge. Se qualcuno mi dice hai trovato le parole che cercavo, il successo è raggiunto.”

C’è qualcosa di ingovernabile in questo, una sorta di magia che sfugge al creatore

Rosanna Marani “La poesia è palpito. Il tempo ordinario è fatto di attimi, il tempo straordinario di battiti…dei battiti del cuoreCoriandoli, aquiloni, palloncini: la poesia nasce dall’immaginazione ma è foriera di pensiero, il pensiero che plasma la frase, che è una nuvola.

Insomma, la poesia cresce nell’impalpabile ma è anche cosa assai concreta

Rosanna Marani “I limiti del nostro mondo sono nel nostro LINGUAGGIO. Se non conosciamo la parola igloo e definiamo “casa” quella capanna di ghiaccio diciamo qualcosa di impreciso. Chi non ha proprietà di linguaggio è come se vivesse in Cina parlando solo russo, non può vivere bene.”

Torniamo alla nascita del libro, eravamo rimaste al concorso “1000 voci per Alda”

Rosanna Marani “Successivamente ho incontrato uno spettacolo di editore, Ferdinando De Martino, un giovane che crede nella cultura, nella forza della parola, così è nato “Pos(s)esso.

Una raccolta coraggiosa

Rosanna Marani “Siamo andati contro ogni schema. Sono anziana, mi sento alla finestra della vita ed alla mia età è difficile accettare la femminilità, la sensualità, la sessualità. Ma è proprio da qui che nasce la trilogia, un viaggio alla scoperta della donna attraverso la sessualità, che è il filo rosso di “Pos(s)esso”, della sensualità e della femminilità che sono i temi dei libri che arriveranno.”

Torniamo al “disdicevole” dunque

Rosanna Marani “Sono tutte immagini nelle quali fluisce la passione, e l’amore, nella maniera più animale possibile, inteso come desiderio primario all’unità. Senza la volgarità di ciò che la società o la religione vorrebbero fosse il sesso, senza la spocchia di questo mondo che vieta a scuola l’educazione sentimentale. La verità è che la società vuole guardare dal buco della serratura e se fai l’amore tre volte al giorno sei una poco di buono. Da qui le angherie, verso le donne, verso gli omosessuali, verso chi non si omologa.”

D’altronde, l’amore, quello che si fa, non può essere che bene. Scrive Rosanna Marani:

«Fare all’amore, non fare l’amore. Il ritmo armonico, straziante, avviluppante, coinvolgente del fare all’amore, è il rapimento totale dell’io, il coraggio purissimo di vincere l’ego, che educe una ridda di emozioni che si liberano dentro il , nel profondo gorgo di anima, di mente, di cuore, di carne e dei sensi, tutti i sensi che celebrano l’offerta della propria essenza».

Pos(s)esso, il libro di poesie erotiche di Rosanna Marani si può acquistare in versione cartacea su Amazon – Po(s)sesso:  https://www.amazon.it/dp/197311089X/ref=cm_sw_r_wa_awdb_D.E7zb9V00N4R

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Alta marea


Alta marea Di lombi Disambigui Placati Nella risacca Della pace

L'Orto di Rosanna

Alta marea

Vergato

Il Monte

Di Venere

Dalla gloria

Di lingua

Nel calanco

Dell’inguine

Scarpinano

I polpastrelli

Come plettro

In sonorità

Digitale

Di piacere

Sul tuo

Espugnato

Feudo

Vagola

Disgregata

La mia

Memoria

Ipnotizzata

Dallo schiocco

Del tuo

Gusto

Pulsa

Il turgore

Del sangue

Che scandisce

Il rossore

Del desiderio

E l’onda

Dei nostri

Corpi

Si frange

È

Alta marea

Di lombi

Disambigui

Placati

Nella risacca

Della pace

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Rosanna Marani Po(s)sesso Un viaggio di poesie alla scoperta della donna attraverso la sessualità


Grazie ad Antonella Durazzo e al direttore di Stravizzi Francesco Serviente, per questa splendida intervista che delinea, anche nei minimi particolari, il mio carattere “ibrido.”

Rosanna Marani Po(s)sesso Un viaggio di poesie alla scoperta della donna attraverso la sessualità

AUTORE: ANTONELLA DURAZZO 6 NOVEMBRE 2017

Il primo libro di una trilogia nel quale la poesia è palpito

Tutto questo è sicuramente disdicevole” dice Rosanna Marani, e ci ride su. Di cuore. Perché ci vuole una certa sfacciataggine, oggi, a dare alle stampe una merce poco vendibile come la poesia. E se poi si tratta di poesie erotiche e l’autore non solo è una donna, ma ha anche raggiunto le 71 primavere allora non c’è dubbio, è tutta una questione di amoreAmore per la parola scritta.

L’autoironia di Rosanna Marani è qualcosa di contagioso e raro, straniante in questi tempi di autoproclamati artisti. Ma lei liquida con una battuta l’accenno ad ogni complimento, scegliendo di navigare sotto traccia, di proporsi con leggerezza, riluttante a prendersi troppo sul serio. Se vogliamo è l’ennesimo modo per andare contro corrente.

Niente di strano, questione connaturata «ho imparato dire ‘No’ prima ancora di pronunciare la parola mamma», ammette Rosanna Marani. E questo spiega come sia avvezza reggere gli urti, o come riuscita a sopravvivere, anzi, ad uscire vincente, da quel mondo del giornalismo sportivo che negli anni ’70 era esclusivo regno maschile.

Rosanna Marani è stata la prima cronista sportiva d’Europa, con una carriera alla “Gazza” e in tv costellata da scoop, straordinarie interviste e allori. Da pioniera ha aperto una strada a quel giornalismo sportivo al femminile, che pur essendo diventato una realtà, ancora oggi è osservato con qualche riserva.

Ma se per il passato c’è Wikipedia ( HTTPS://IT.WIKIPEDIA.ORG/WIKI/ROSANNA_MARANI ) per il presente, a dirci come la scrittura sia un male cronico, ci sono un blog: L’ORTO DI ROSANNA  e “Pos(s)esso”, primo volume fresco di stampa di una trilogia poetica dai “disdicevoli” sviluppi, pubblicata da “L’Infernale Edizioni.

Poesia per continuare ad andare contro corrente, potrebbe essere un’affermazione giusta?

Rosanna Marani “Poesia per superare le regole, la tradizione. Ognuno di noi può modificare il circostante e cambiare. È difficile, è doloroso, ma se hai imparato a stare sott’acqua prolunghi l’apnea, dici “No” e fai attenzione a dosare i “” per quando è il caso.

La cronista sportiva scriveva già poesie?

Rosanna Marani “Dalla palla…alla pelle (ride). La verità è che amo le parole e, come credo tutti, ho cominciato a scrivere poesie all’età di dieci anni, poi ho continuato. Ne scrivevo anche quando ero alla Gazzetta, per poi riporre tutto in un cassetto.”

In tempi più recenti è arrivato il blog, con gli aforismi fulminanti, e ovviamente poesie. Si percepisce passione

Rosanna Marani “Un blog non troppo seguito, eh sì non sono una influencer, non amo fare guru, ce ne sono già troppi di (para)guru in questo mondo.”

Di fatto le poesie sono volate dalla rete o dai cassetti e sono finite in un libro

Rosanna Marani “Prima sono passate da un concorso “1000 voci per Alda” dove un giovane amico mi aveva iscritto. Un giorno mi arriva una lettera, avevo vinto, mi chiedono altre poesie, le invio, e si apre una strada, per me che non mi considero una poetessa…”

Non sarà una poetessa ma sa bene che cosa è la poesia

Rosanna Marani “La poesia? È un animale selvatico che non può essere addomesticato dall’autore, ma che, docile, si accuccia ai piedi del lettore. È fatta di emozioni non definite, sempre diverse, che si adattano al vissuto di chi legge. Se qualcuno mi dice hai trovato le parole che cercavo, il successo è raggiunto.”

C’è qualcosa di ingovernabile in questo, una sorta di magia che sfugge al creatore

Rosanna Marani “La poesia è palpito. Il tempo ordinario è fatto di attimi, il tempo straordinario di battiti…dei battiti del cuoreCoriandoli, aquiloni, palloncini: la poesia nasce dall’immaginazione ma è foriera di pensiero, il pensiero che plasma la frase, che è una nuvola.

Insomma, la poesia cresce nell’impalpabile ma è anche cosa assai concreta

Rosanna Marani “I limiti del nostro mondo sono nel nostro LINGUAGGIO. Se non conosciamo la parola igloo e definiamo “casa” quella capanna di ghiaccio diciamo qualcosa di impreciso. Chi non ha proprietà di linguaggio è come se vivesse in Cina parlando solo russo, non può vivere bene.”

Torniamo alla nascita del libro, eravamo rimaste al concorso “1000 voci per Alda”

Rosanna Marani “Successivamente ho incontrato uno spettacolo di editore, Ferdinando De Martino, un giovane che crede nella cultura, nella forza della parola, così è nato “Pos(s)esso.

Una raccolta coraggiosa

Rosanna Marani “Siamo andati contro ogni schema. Sono anziana, mi sento alla finestra della vita ed alla mia età è difficile accettare la femminilità, la sensualità, la sessualità. Ma è proprio da qui che nasce la trilogia, un viaggio alla scoperta della donna attraverso la sessualità, che è il filo rosso di “Pos(s)esso”, della sensualità e della femminilità che sono i temi dei libri che arriveranno.”

Torniamo al “disdicevole” dunque

Rosanna Marani “Sono tutte immagini nelle quali fluisce la passione, e l’amore, nella maniera più animale possibile, inteso come desiderio primario all’unità. Senza la volgarità di ciò che la società o la religione vorrebbero fosse il sesso, senza la spocchia di questo mondo che vieta a scuola l’educazione sentimentale. La verità è che la società vuole guardare dal buco della serratura e se fai l’amore tre volte al giorno sei una poco di buono. Da qui le angherie, verso le donne, verso gli omosessuali, verso chi non si omologa.”

D’altronde, l’amore, quello che si fa, non può essere che bene. Scrive Rosanna Marani:

«Fare all’amore, non fare l’amore. Il ritmo armonico, straziante, avviluppante, coinvolgente del fare all’amore, è il rapimento totale dell’io, il coraggio purissimo di vincere l’ego, che educe una ridda di emozioni che si liberano dentro il , nel profondo gorgo di anima, di mente, di cuore, di carne e dei sensi, tutti i sensi che celebrano l’offerta della propria essenza».

Pos(s)esso, il libro di poesie erotiche di Rosanna Marani si può acquistare in versione cartacea su Amazon – Po(s)sesso:  https://www.amazon.it/dp/197311089X/ref=cm_sw_r_wa_awdb_D.E7zb9V00N4R

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Nell’incontro


Nell’incontro Che vale Una scheggia Di saliva Di vita

L'Orto di Rosanna

Nell’incontro

Nell’incontro

Nell’incontro

Che vale

Una scheggia

Di saliva

Di vita

Guizzante

Martellante

Stagione di attesa

Infinita

Finita

Nell’incontro

Che accade

Che non scade

La speranza

Che non ricade

La fede

Nel bene

Nell’incontro

Che liquefa

Un corpo

Di miele

Di desiderio

Nell’anima

Imperiosa

Prepotente

Nell’incontro

Che pianta

Radici

Di casa

Roccia

Vetro

Nel cuore

L’incontro

È concatenazione

Muta

Cieca

Non sorda

Di silenzio

Nel silenzio

Tattile

Di pelle

Perfezione

Di natura

Compimento

Dei sensi

Appuntamento

Magnete

Attratto

Di paura

Di coraggio

Per amore

D’amore

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Dimenticanza


È Delusa realtà Dissolta Nel cupo sapore Della dimenticanza

L'Orto di Rosanna

Dimenticanza

Eco otturata

Da scorie

Di ricordi annegati

Nella baia della memoria

Quel suono

Quel tono di voce

È

Spiraglio di schegge

Impazzite

È

Cuneo di lampi

Oscuri

È

Amaca di battiti

Forsennata

È

Delusa realtà

Dissolta

Nel cupo sapore

Della dimenticanza

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Il cerchio di noi


I nostri corpi Obliqui sfiancati assuefatti Dimenticano

L'Orto di Rosanna

Il cerchio di noi

Il cerchio di noi

Il cerchio di noi

Distillato dal filtro

Di smagliante ombra

Si annoda

Negli anfratti infossati

Dell’animo

Che bisbiglia

Stridii di comunanza

Cieche

Le palpebre della mente

Vedono

I trabalzi del cuore

Mentre

I nostri corpi

Obliqui sfiancati assuefatti

Dimenticano

Il tempo della loro età invecchiata

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Ombra


Resta La brace Fioca Nell’istante Vivido Che si smorza

L'Orto di Rosanna

Ombra

Ombra

Flebile

Chiaroscura

Ombra

Spino

Sul mio seno

Erano dita

Frenetiche

Morbide

A succhiare

La mia pelle

Struggente

Schizzo

Tra le labbra

Singhiozza

Ricordo

Che non afferro

Fugge

Fiammella

Stridula

Nell’eco

Nera

Del buio

E’ grinfia

Deturpante

Ruvida

A corrugare

La mia pelle

Palese

Scarabocchio

Nell’ora

Balbetta

Privazione

Che stringo

Resta

La brace

Fioca

Nell’istante

Vivido

Che si smorza

Di te

Che si appicca

Da te

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Grazie a Barbara Ruggiero per questa bella e veritiera intervista


Grazie a Barbara Ruggiero per questa bella e veritiera intervista per La Città di Salerno.
È consolante, essere ricordate!
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Il cerchio


Le labbra baciano Il pensiero Polpa D’aria Di te

L'Orto di Rosanna

Il cerchio

Il cerchio

Di afflato

Trottola

L’abbandono

Lievitazione

Del corpo

Le labbra baciano

Il pensiero

Polpa

D’aria

Di te

Lo sguardo

Non vede

Dai miei occhi

E’ nei tuoi

Nelle mie ciglia

Azzurre

Ti dondoli

Quando

Le mie palpebre

Sbattono

Voli

Di desiderio

Del tuo viso

Sentono

Chiuse

Intimorite

Il tocco

Rigato

Della tua mano

Sulla mia nuca

E allora

Io sono

Vapore

Di grandine

Sulla vampa

Della pelle

Che ti riconosce

Cieca

Nel fiordo

Del sapore

Della memoria

Dove l’ombelico

Sorgente di nascita

Di amore

È in equilibrio

Sulle dune

Della carne

Dell’anima

Pulsione

Di passione

Di vita

Sincrona

Abbarbicata

Sulla schiena

Arco

Del trionfo

Di noi

Distanti

Seppur

Dentro

L’identico confine

L’uguale orizzonte

L’indistinguibile destino

Insieme

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Nuda


Quella veste bianca Dell’amore Che non indosserà mai Il mio abbandono

L'Orto di Rosanna

Nuda

Per indossare

La veste bianca

Dell’amore

Nuda

Si sveste

La rabbia

Nuda

Si sveste

L’avidità

Nuda

Si sveste

L’ipocrisia

Nuda

Si sveste

La pelle

Dal buio cieco

Dell’abisso

Afferro

Con le mani

Che sanguinano paura

Con le gambe

Che scalciano dolore

Il ciuffo dell’onda

Di un mare azzurro mare

Per annodarlo

Al singhiozzo

A riva volto le spalle

Al tempo

Quello che non si deve

Ricordare

Neppure menzionare

E mi incanto

A rimirare

La veste bianca

Dell’amore

Appesa

Al paravento di cielo

Quella veste bianca

Dell’amore

Che non indosserà mai

Il mio abbandono

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