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Lo specchio


Lo specchio

Lo specchio

Si aspira a diventare chi si è

Ma non si può diventare chi si è

Se non si sa chi si vuole diventare

E per diventare chi si è

Ma non si sa di essere chi si è

Qualcuno

Lo specchio

Deve riflettere chi si vuole diventare

Per essere chi si è

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Prefazione Recensione di Enrico Nascimbeni per la mia poesia


Un dono. Ecco, un dono la Prefazione Recensione di Enrico Nascimbeni per la mia poesia.

E’ meravigliosamente maschia, virile, donna, femminile!

Una recensione simile è prefazione dell’intero libro della poesia della mia essenza.

Grazie Enrico.

Enrico Nascimbeni

Rosanna Marani

Prefazione Recensione di Enrico Nascimbeni per la mia poesia

Rosanna Marani è un poeta.

Rosanna è fuoco.

Trasgressione.

Dolce violenza.

Carezza.

Una gran bella scopata di versi in un letto di rose e spine.

Una donna.

Un foglio di carta da leggere.

E’ il giorno e la notte.

E’ una sberla.

Un pugno.

Una vita.

Un cielo.

Due cieli.

Un urlo.

Una scansione.

Un punto e virgola messo nel punto giusto al momento giusto.

Ho scritto tante prefazioni, recensioni.

Non amo le lungaggini.

Conosco Rosanna da tanti anni.

E’ bella.

E dico bella nel senso maschilista del termine.

Ed è poeta.

Grande poeta.

Io per strada a spiare di notte le vetrate del Red Bar di via Procaccini a Milano.

Mio padre che parlava con lei per delle ore.

Rosanna Marani non è che merita di essere letta.

Va letta.

E’ un poeta.

Vero.

Enrico Nascimbeni

http://it.wikipedia.org/wiki/Enrico_Nascimbeni

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Aforismi di Rosanna Marani


Rosanna Marani

Aforismi di Rosanna Marani

  • L’aforisma è una scheggia di intelletto che deve la sua acutezza proprio nella sua concisione. E’ un riassunto di intelligenza, un pensiero prêt à penser.
  • Quando nasci dalla parte sbagliata del mondo hai solo rovesci e non diritti.
  • Io non perdono. Semmai condono.
  • Ha fatto un’ottima carriera. Se la è demeritata tutta.
  • E’ preferibile la compagnia di una assenza presente ad una presenza assente.
  • Di questi tempi è un attimo passare da deputato a imputato e da imputato a deputato.
  • Molto più facile oggi imbattersi nell’amorale che nella morale.
  • Noi siamo il risultato di addizioni di attimi, di sottrazioni di errori, di moltiplicazioni di illusioni e di divisioni di emozioni.
  • Slego l’ego dall’io, e diventa tutto un gioco, vivere l’alba nel mio tramonto.
  • Si vive nell’ordinario in attesa dello straordinario.
  • Si esiste solo se si resiste.
  • Far l’amore, amando, è ricreare lo stato fetale di cui non abbiamo coscienza, ma di cui conserviamo memoria, per rivivere la stessa beatitudine con consapevolezza.
  • L’inazione comporta una conseguenza irrimediabile, il rimpianto.
  • Meglio convivere con il complesso di polpa che quello di colpa.
  • Fidarsi è bene ma non confidarsi è meglio.
  • Meglio uscire di seno che di senno.
  • Il caso non è mai occasionale.
  • L’animale è puro. Perché non ha il pregiudizio di sé.
  • Voglio diventare quella meravigliosa creatura che il mio cane crede io sia.
  • Inutile lamentarsi se l’indignazione non diventa azione.
  • La sola parte del corpo deputata a replicare a chi sparla dietro le spalle, è il didietro.
  • L’unica virtù che amo è la virtù che sa peccare e che non si pente affatto di avere peccato.
  • Pensavo di aver incontrato una aquila. Invece era solo un gallo.
  • Oggi l’innocenza dei politici è double face. Si indossa un lato o l’altro, a seconda dell’immunità che tira.
  • La parola è un amo. Il pensiero la lenza. L’emozione la preda.
  • Chi confonde l’autorevolezza con l’autorità, confonde il galantuomo con il cialtrone. L’autorevolezza è una conquista sul campo. L’autorità e un campo di conquista.
  • Bisogna avere la responsabilità del proprio talento e praticarlo con costante disciplina.
  • Il libero pensiero è dedotto. Il pensiero libero è indotto. Ma in entrambi i casi, il pensiero non sarà mai libero di liberarsi, né dagli schemi assimilati dall’esterno, né dal pregiudizio di sé. Pensiero formato è sempre pensiero deformato, poiché informato.
  • Perché sono atea? Perché la pietra su cui è fondata la religione scritta da uomini descritta da uomini imposta da uomini porta inciso questo inganno: io (d)io.
  • La tenerezza è per l’amore quello che la paglia è per la nespola. Matura.
  • Quando si smette di imparare, si smette di vivere. La vita è un errore che tentiamo di correggere ogni giorno con quello che impariamo dall’errore.
  • Noi non conosciamo il significato precipuo delle parole. Noi non facciamo caso alle differenze alle sfumature dei vocaboli della nostra meravigliosa ricchissima lingua. Siamo troppo boriosi per ammetterlo ma vedere non è guardare sentire non è ascoltare. E amare non è desiderare.
  • No, non sono democratica, né mi presto ad un (in)civile confronto con gli idioti. Li ghigliottino. Ovvero li banno, un click e zacchete, spariscono. Così la visione del mio mondo migliora. Eccome.
  • L’ombra scende come un peplo sulla giornata. Il nostro passato prossimo che domani sarà passato remoto. E nulla potrà più mutarlo. Né rimpianti, né rimorsi.
  • Se smetti di perseguire il tuo sogno, il tuo sogno diventerà la tua prigione.
  • Ahimè, nel tragico naufragio de La Concordia, è naufragata anche la decenza.
  • Sono convinta che nasciamo senza difetti e senza virtù ma con inclinazioni. Saranno le scelte che formeranno o deformeranno la nostra coscienza. E il nostro carattere sarà il risultato della trasformazione di quelle inclinazioni.
  • Nel pieno possesso delle mie facoltà psichiche e fisiche affermo il mio convincimento succo della mia esperienza in rete che tutto svela, che tutto rivela: l’umanità si divide in due mondi ben distinti, separati, lontanissimi tra loro e assolutamente inconciliabili. Da una parte operano individui che elaborano pensiero e dall’altra tubi digerenti che elaborano aria. Prosit!
  • Il potere del volere è il volere del potere.
  • Si è dannatamente soli, sia quando si vince, sia quando si perde. Quando vinci guardi la corte dei miracoli che hai attorno in perenne genuflessione. Quando perdi ti guardi attorno e non vedi più alcuno mentre in precaria genuflessione, speri tu in un miracolo corto.
  • Ah, ho capito il suo significato: hai il do del suo inizio nelle tue mani.
  • Alla faccia dei condizionali, potrei vorrei desidererei e degli avverbi condizionati, poi se quando ma forse e del magari. Sono i condizionali e i condizionati, gli onanismi in cui affogano gli esseri umani senza sostanza. Ma per crescere uomini con sostanza, date retta a me, tenete a mente due regole basi che ho adottato per i miei figli: “la mammella della mamma è secca”, e “non ho tempo per gli imbecilli”. Il risultato ? Tre individui autonomi, autosufficienti e liberi. Liberi di provare a sbagliare nel tempo indicativo presente. Nell’incondizionabile ora di adesso.
  • Il viaggio dell’amore? Dura un attimo. Dalla partenza, stazione cuore, con bagaglio e sogni. Alla fermata, uscita fegato con bagagli e calcoli.
  • L’appetito delizia il palato della vita col suo invito al piacere di sbocconcellare. La fame lo devasta con la sua urgenza del bisogno di divorare.
  • Non esiste altro accadimento che la morte di una persona nota che celebri con tanto clamore la sua vita. Per una bufera di tempo pubblico. Poi, potrà riposare in silenzio nel soffio di un ricordo privato.
  • Belare è più semplice che ruggire.
  • Ho il coraggio delle mie delazioni.
  • Troppa comunicazione ci rende incomunicabili.
  • Noi siamo meno solitari mentre rimaniamo più soli.
  • Se mi togli il dolore mi togli la conoscenza. Se mi togli la conoscenza mi togli l’amore. Se mi togli l’amore mi togli la vita. Che è la trasformazione del dolore in conoscenza d’amore.
  • L’invidia è la plateale manifestazione plateale dell’incapacità umana e dell’ammissione della propria inferiorità. Il braccio armato dell’invidia è sempre la calunnia. Corrode chi la prova e loda chi la riceve.
  • Ho infinita misericordia per coloro che nascono da un parto anale. Non si riprenderanno mai più nel corso della loro meschina vita. Mi spiace solo di non aver potuto creare un album di foto. Troppa scelta mi ha mandato in confusione!
  • La rete ti offre notorietà ti regala migliaia di contatti ma non ti offre spessore né ti regala personalità. Se sei meschino e vacuo, presuntuoso e arrogante resti quel che sei circondato da altrettanti dello stesso scarso valore. Anche gli sciocchi hanno bisogno di un Re Travicello per avere buona compagnia.
  • Il bello e il brutto della parola è che ognuno l’accoglie a seconda delle sue sensazioni. Quelle che prova in quel momento. La parola fruga dentro di noi è si appiglia a quello che trova dentro di noi.
  • Praticare la compassione, cum patior, è difficile ma non impossibile. Basta lasciar cadere il pregiudizio di sé che inganna sempre. La pietà è attributo della arroganza, la carità la sua mancia. La vera comunicazione con l’altro essere vivente è solo la compassione.
  • La misura del tempo è la foto. La sola misura che riesca ad ingabbiarlo. Per quel momento che testimonia la nostra esistenza, il passaggio che trapassa il nostro tempo e lo ferma.
  • La foto cattura l’essenza. Niente di meno, niente di più. Né l’età, né i tratti somatici, ma l’attimo in cui l’essenza si rivela.
  • L’uomo marito, è spesso il risultato delle addizioni e della sottrazioni dei conti in sospeso che la donna moglie, ha con se stessa.
  • Gli anaffettivi sono quelli che ti trattano da sveltina intellettuale, bontà loro, per arroventarti con problemi esistenziali, con spremute di solitudine maldigerite e richiesta di consiglio che non seguiranno mai, solo quando sono nella melma. Quelli che, poi dopo, manco sanno chi sei.
  • Il senso della vita parte dalla curiosità che genera desiderio, attesa ricerca, scoperta della bellezza, che è bontà, che è amore, che è vita. Con un senso.
  • Amore è due anime più una e in una, l’anima del noi.
  • Voglio essere ieri, fino a quando non saprò chi sarò domani, mentre imparo chi sono, oggi.
  • La bellezza ha un canone etico non estetico.
  • Più che rifatte oggi le donne sono disfatte.
  • Mai aiutare qualcuno senza prima avergli offerto strumenti per essere aiutato.
  • Se la vita osa darti uno schiaffo, tu rispondile con un calcio ai coglioni. Vedrai come ti si inchina ai tuoi piedi, sentirai come guaisce.
  • Ad ognuno di noi spetta uno spicchio di bellezza, un libro, una musica un quadro, una scultura, una poesia dove trovare il proprio anelito e ricreare l’io primitivo. Ne sono certa.
  • Ma in fondo cosa è mai il carisma? Dono di grazia, di fascino. E la grazia e il fascino sono verità. Si, verità, la verità vera che ognuno si porta dentro. La verità della propria stagione.
  • Quando si è quel che si sente di essere, si manifesta ogni stralcio di età che si è salvata. Ovvero si conserva l’innocenza della fanciullezza, l’entusiasmo della giovinezza, la consapevolezza della maturità.
  • Abbiamo la abitudine di pretendere che altri interpretino le parti che non ci prefiguriamo. A domanda, risposta. Quella che vogliamo ci sia data. Noi, che non sappiamo neppure quale sia la nostra parte nel copione che la vita ci scrive ogni giorno.
  • Un solo sostantivo racchiude la parte migliore di noi: rispetto. Nel rispetto c’è amore, onestà, lealtà, affidabilità, empatia, gentilezza, cortesia, affabilità, educazione, sensibilità, altruismo. Basta aggiungere bontà d’animo. E dunque, bellezza.
  • Il rispetto è il primo gradino della scala dei valori. Si, di quelli perduti.
  • Credo che sia più necessario un lifting estatico per l’anima, di un lifting estetico per il corpo.
  • Alle corte, tra il dono della fede e il dono del pensiero, dovendo scegliere, preferisco il secondo.
  • Non decidere significa prendere una decisione.
  • Ognuno tocca la profondità del sentimento che sceglie di esplorare. Dipende, credo, dal tempo in cui il pensiero può restare in apnea.
  • La poesia come ogni forma espressiva è liberatoria. Una voce soffusa, a volte e un grido, altre. Poiché è sempre ribellione. E allora considero poetico anche un sano, armonico, melodioso rock, il vaffa ad ogni velleità in cui si inciampa quotidianamente ovvero ad azioni solo abbozzate e poi abortite, quando la metrica della giornata è affastellata da incontri inopportuni e cialtroni.
  • Leggendo i risultati delle votazione dei Partiti, più che di elezione politica, mi pare si tratti di erezione di un grande ego.
  • La poesia è la preghiera dell’anima, la musica il suo breviario. L’arte il suo vangelo.
  • Quanto tempo ho da spendere? Conto le mie monete di attimi, tra un ancora e un domani, tra un chissà e un forse, tra un se e un ma, del tempo che mi è stato regalato e mi accontento delle mie monete di attimi già spese. Non posso acquistarne altre. Il tempo non è in vendita.
  • Credo che prima di domandare scusa agli altri, dovremmo domandare scusa a noi stessi, per ogni volta che abbiamo detto quel si stanco e menzognero, al fine di compiacere l’altrui esistenza, smettendo di piacere alla nostra sostanza.
  • La meschinità è semplicemente la manifestazione palese della arroganza della propria inferiorità.
  • La libertà? E’ un pensiero che rispetta la lealtà di se stesso prima di diventare azione. Punto.
  • Amare è accogliere quelle sensazioni complici, appaiate e reversibili. Quei moti , quegli stati di grazia tra due sentire identici, muti e non sordi, che si intersecano tra loro, come una serpentina che scoppia di silenzio.
  • In fondo noi che siamo? Un ricordo. Sempre e solo un ricordo che attraversa un tempo e uno spazio che non esistono e che si lasciano soltanto sfiorare dalla nostra effimera presenza. Si, noi esistiamo soltanto nel ricordo di noi, nel pensiero degli altri.
  • L’uomo crea opere per guadagnarsi l’immortalità della vita. La donna semplicemente la partorisce.
  • Noi, nella società non siamo davvero noi, ma solo la facente funzione del ruolo che occupiamo. Ovvero una esibizione della nostra apparenza. Non della nostra identità.
  • Credo che, anche se in preda alla rabbia, anche se invasati dalla collera, anche se spintonati dall’ira, perché non si trasformi in risentimento, non si debba mai commettere l’atto impuro di sporcare l’amore con il rancore.
  • I poeti spremono la polpa della vita e sputano i semi per berne il succo puro.
  • Il vero lusso della essenzialità, è proprio della consapevolezza di aver esaudito ogni sogno di gloria e risiede nella tenacia nel perseguire la gloria di un sogno solo. Vivere.
  • Non c’è amore che non sia amaro amare.
  • Quando muore un poeta, il cielo sputa acqua come il lama la saliva.
  • Se rispondi ad un idiota lo legittimi.
  • Riesci a salire sul predellino del treno in corsa e ad afferrare la maniglia del vagone, quando e se realizzi che potrebbe essere la tua ultima occasione di essere.
  • Lei donna ama lui uomo, quando riconosce come propria la sua identità d’eccellenza maschile. Lui uomo ama lei donna, quando riconosce come propria la sua identità d’eccellenza femminile. Lei è lui. Lui è lei. Due integrità che si mutano in un solo io. Il noi.
  • La destinazione della nostra vita, è il recapito autorizzato del nostro destino. Raccomandata con ricevuta di (non) ritorno.
  • Complice dell’abitudine è il complesso di colpa. Una zavorra che frena la vita e che induce poi al rancore. Ed è la moneta che si spende per sopravvivere dimenticando che la vita è fondamentalmente lealtà e l’assunzione della sua responsabilità verso se stessi e gli altri. Per il quieto vivere, ma in effetti si dovrebbe chiamare inquieto vivere. Anzi inquieto sopravvivere.
  • Il no, dire il no, è una conquista, un traguardo che si raggiunge con molta fatica. Il percorso può durare una vita intera. Dire no, quel no che sentiamo forte dentro di noi ma che non riesce ad arrivare alle labbra, nasconde la paura di sbagliare ancora. I rischio di ferire e di perdere ciò che si ha, per l’ignoto. Allora finiamo per compiacere gli altri e per dispiacere a noi. Io festeggio da due anni, l’anniversario del mio no.
  • Per alcuni la solitudine è uno stato di grazia, per altri uno stato di disgrazia.
  • Non ho mai capito e mai capirò come mai un idiota senta impellente la necessità di dimostrare quanto è idiota.
  • Noi siamo il pensiero che ricorda le emozioni che altri ci suscitano
  • Ogni associazione no profit, ogni volontario, ogni fondazione onlus, è la prova provata della inefficienza, indifferenza, inadeguatezza, indecenza della politica, del governo, dello stato.
  • La spiritualità dell’uomo è insita nella percezione che egli ha dell’amore e dato che l’amore è libertà e la libertà è rispetto verso l’altro, la spiritualità è la tutela della diversità che rende uguali, noi creature viventi, di fronte al diritto a vivere la vita che ci viene concessa.
  • Rispondo ad una domanda privata, in pubblico. No, non mi considero una paranoica, estremista, faziosa, aggressiva, fascista. Per cui dico a te, carnivoro al quale non impongo né la mia prospettiva, né il mio sguardo sul mondo e i suoi abitanti. Ti chiedo solo una certa onestà intellettuale, non domandarti: “cosa mangio oggi?.. ma “chi mangio oggi?” O meglio :”chi hanno ucciso oggi per farmi mangiare?” Ecco, a me basta questo. Che tu sappia di sbocconcellare, di ingoiare l’ultimo respiro di una vita farcita con tutte le sue emozioni , cucinata in casseruola con patate e carote. Prosit!
  • Nel web devi essere come sei nelle relazioni sociali. Se svuoti i tuoi malumori e le tue frustrazioni come in un confessionale e ti ergi su un palchetto che ti viene negato per palesi tue carenze nel reale, ti metti a capo di una orda paritetica che stupidamente va all’assalto  della volgarità, pur di dimostrare di essere qualcosa. Non qualcuno beninteso. E nessun cretino è tanto cretino da averne consapevolezza.
  • A volte è meraviglioso pensare di non pensare di pensare.
  • Quattro sono le prime parole da insegnare ai propri figli: per favore, grazie, scusami, perdonami. Quando piccini, crescono in casa tua. Quattro sono le ultime parole da pronunciare ai propri figli: per favore, grazie, scusami, perdonami. Quando cresciuti, escono da casa tua.
  • L’uomo? E’ la sua parola d’onore.
  • La luce entra anche nella più piccola feritoia che l’ignoranza lascia indifesa. Ecco, io, con il mio impegno quotidiano nelle battaglie di civiltà, miro ad entrare in quel varco per sentirmi utile, e sono contenta, soddisfatta, quando viene riconosciuto il mio piccolissimo contributo offerto alla riflessione di quella luce.
  • Amare le proprie cicatrici di errori, come amare le proprie rughe di emozioni, avvertirle come sfumature della propria sensibilità, come parte dei propri raggi di sorrisi e delle proprie fiumane di lacrime, permette di morire e di rinascere. Permette di essere. Ed essere è quello conta.
  • Noi siamo causa ed affetto di noi stessi.
  • Sbagliare in proprio è decisamente meglio che sbagliare per conto terzi.
  • Non ho parole per le parole per dirlo. Ammutolita perché nel silenzio vibri il pensiero che possa bucare il coma indotto dell’intelligenza, del logico susseguirsi, dai fatti all’analisi. Fino all’opinione che produce indignazione. Che porta all’azione per riappropriarsi della propria, non negoziabile dignità. Di persona.
  • Cosa siamo diventati? Tubi digerenti che digeriscono, con un rutto, anche l’anima.
  • Nel nulla c’è speranza? O nella speranza c’è il nulla?
  • Voglio il tempo del tuo desiderio che offre tempo al mio tempo di desiderarti.
  • Tu, uomo, sei ombroso come un cavallo allo stato brado, ma io donna, so scalciare come una puledra ribelle.
  • Ogni donna, anche se non lo sa, appartiene al mistero di un uomo. Uno solo. Ogni uomo, anche se non lo sa, appartiene al mistero di una donna. Una sola.
  • Mi piace testimoniare il sottile filo di luce di tutte le emozioni di spirito e carne che permeano noi, uomini e donne, all’assalto della vita.
  • I poeti vivono la stessa vita delle persone comuni. Ma spremono la vita per trovare il suo succo, il suo significato.
  • L’età? E’ solo un pulviscolo sulle spalle. Con una mano la si spolvera via.
  • Gli anni non si portano addosso. Si indossano.
  • Si può invecchiare senza dimenticarsi.
  • Il corpo è l’abito stretto, largo, stazzonato, alla moda, striminzito, fuori taglia, classico, ridicolo, chiazzato, sgualcito, inamidato, vaporoso, colorato, immacolato che indossiamo ogni giorno e che scegliamo dal guardaroba del nostro umore.
  • Il tempo è una brace nel camino della nostra esistenza. Se aliti ispirazione, si riaccende nella fiamma. Se soffi aridità, si estingue nella cenere.
  • Siamo apolidi dell’esistenza fino a quando non accettiamo la cittadinanza dell’amore. E colui, colei che amiamo, diviene la nostra patria.
  • Un grazie muto. Perché un grazie muto, così ogni tanto rivolto a chi ci ha preceduto, a chi ha lottato per offrirci la libertà con cui oggi ci esponiamo e di cui abusiamo è doveroso.
  • L’emozione è come il sole che abbacina. Elude le sbarre della gabbia del nostro vivere e ci rende liberi.
  • La sensibilità è l’intelligenza dell’anima. L’intelligenza è la sensibilità della mente. L’intelligenza sensibile e la sensibilità intelligente sono la nostra bellezza.
  • Oh cielo! Mi accorgo di avere finito le desinenze in ore. Quelle che fanno rima con cuore, amore, languore. Me ne sono avanzate invece un tot, di quelle che fanno rima con mulo.
  • La collera furiosa verso il mondo, è la trincea di filo spinato dietro cui si barrica, per proteggersi, chi non si ama, per cui non si sente amato.
  • Gentili politici, pardon politicanti, arraffoni, cialtroni, maleducati, ignoranti, opportunisti, bugiardi, indagati, imputati, denunciati, collusi, ingordi, pregiudicati, prescritti, con le chiappe incollate agli scranni, vi comunico che, personalmente, mi avete rotto i coglioni.
  • Anche oggi scorrendo i titoli che narrano il nostro paese, ho annotato che chi si è parato le chiappe, non è stato il cittadino, il comune morale ma il furbo, il comune immorale. L’Italia è una macellonia di cialtroneria, di ingiustizia, di impudicizia, di indecenza.
  • Chi l’ha detto che non bisogna dare perle ai porci? Meglio non darle a taluni uomini. Ci sono maiali molto più sensibili alla bellezza dei sentimenti di certi maschi.
  • Riflettendo, qualcuno crede di indossare una cravatta e non si accorge che è un cappio.
  • Le fedi al dito? Manette ai polsi. Catene alle caviglie. Collare e guinzaglio di una coppia che scoppia di convivenza forzata, che non ha la forza ne il coraggio per liberarsi dai cerchi concentrici della paura della solitudine.
  • Chi tiene il piede in due scarpe, finisce per perdere entrambe le scarpe ed è costretto a camminare scalzo. Si, ma sui carboni ardenti del suo opportunismo.
  • La condizione migliore di vita? Conquistare una serenità inquieta e una inquietudine serena.
  • Spesso il proprio punto di vista è un punto e virgola di svista.
  • L’attimo frulla nel suo volo. Ha due ali, ora e una coda, mai più.
  • La vita è un contratto a tempo determinato che sottoscriviamo senza possibilità alcuna di rinnovo. Prendere o lasciare.
  • Si scrive immunità, si legge impunità.
  • Chi gode si accontenta.
  • Finché c’è speranza c’è vita.
  • Non c’è spina senza rosa.
  • E’ tempo perso quello che le comparse impiegano ad affannarsi per diventare protagonisti. I numero zero non potranno mai essere numeri uno. Lo dice la matematica.
  • Chi ha il perché, trova il come, il dove e il quando. Sempre.
  • Noi non possiamo possedere alcunché. Ma siamo posseduti dalla possessione del desiderio di possesso.
  • Cercando te ho trovato me.
  • Siamo la culla e la tomba di chi amiamo.
  • Quanta impazienza occorre nella vita per viverla!
  • Preferisco essere sorpresa dagli affetti speciali piuttosto che dagli effetti speciali.
  • Ricordarti di portarti sempre con te in qualsiasi viaggio tu abbia desiderio di intraprendere.
  • Per chi ti trascura, ascolta me, neppur del tuo pensier, vale la cura.
  • Nel corso della vita attraversi due fasi. Nella prima cerchi i complimenti. Nella seconda cerchi i complementi.
  • Si ammira negli altri quel che si è poiché si ha la capacità di riconoscerlo. Si invidia negli altri quel che non si è poiché si ha l’incapacità di riconoscerlo.
  • Dilemma in bilico: coraggio o buona reputazione? Il coraggio crea una buona reputazione. Una buona reputazione non crea il coraggio.
  • La fotografia è la presenza di una assenza.
  • Ho imparato che per gli uomini noi donne siamo divise in due categorie. O valiamo il pene o valiamo la pena.
  • L’equilibrio ottimale per godere di una gratificante vivacità si colloca tra un sogno pensante ed un pensiero sognante.
  • Gli abilitati alla cattedra si definiscono insegnanti, gli abilitati alla cucina si definiscono cuochi, gli abilitati alla medicina si definiscono medici.  Uomini portatori di vita. Gli abilitati alla uccisione si definiscono cacciatori. Uomini (?) portatori di morte.
  • Corre l’obbligo di essere sempre all’altezza della propria nomea. Per non ripiombare nell’anonimato. Forse è per questo che l’imbecille mostra tanta coerenza e perseveranza nel continuare ad esserlo.
  • Più che le affinità elettive, meglio privilegiare le affinità selettive.
  • Siamo tutti diversamente labili.
  • L’equilibrio ottimale per godere di una gratificante vivacità mentale si colloca tra un sogno pensante ed un pensiero sognante.
  • Fino a che c’è speranza, c’è vita.
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Le belle parole


http://www.nelcuore.org/blog/il-blog-di-rosanna-marani/item/le-belle-parole.html?category_id=24

Blog di Rosanna Marani

Le belle parole

Parliamo, diciamo, ci esprimiamo senza dare alcun significato alla parola. Comunichiamo solo i concetti virtuali che più ci aggradano, nascondendo la testa e il cuore sotto la sabbia della ignoranza.

Un breve excursus , una  scorribanda disordinata, negli articoli dei giornali e con gli occhi chiusi, le orecchie tese ad ascoltare la tv,  in un giorno qualsiasi, basta ed avanza per rabbrividire dall’orrore.

Orgoglio venatorio!  Uccidere ha orgoglio?

Etica della caccia! La morte provocata per diletto, è etica?

Mangia questo tonno pescato nel rispetto del mare. E si ingoia anche il rispetto per la vita del  tonno?

Bevi il latte che ti fa bene! Certo!! Rubare il nutrimento ad un cucciolo a chi non farebbe bene?

Mangia magro, pollo wrustel, tacchino, una delizia senza grassi!  Mangiare un animale morto non ingrassa chi lo mangia ma forse chi lo vende, no?

Una carne così non l’hai vista mai, te la consiglia la mamma! Mai che ci si domandi se una carne depredata  ad una creatura senziente  e non consenziente ce l’abbia  una mamma?

Abbattimento di capi di bestiame! Sono pedine di un domino di morte o vite queste che si uccidono?

Selezione di fauna selvatica! Ah già, è giusto selezionare la morte di animali?

Sperimentazione animale, la  ricerca medica! Aprire  corpi , squartare membra  e segnare sul diario convulsioni ed altre atrocità dell’iter è ricerca?

Questa pelliccia ti fa bella, è morbida ed avvolgente! Oh cielo ma i rivoli di sangue e le urla  di quelle povere bestie straziate saranno nascoste in tasca o scolorite dalla vanità?

Carne rossa di prima qualità fa sangue! Certo il sangue di quel povero cavallo lo puoi sentire nitrire mentre lo ingolli o sei assordato?

Il pesce contiene gli Omega 3 e il fosforo che tanto bene fanno al cervello! Uhm che gusto  dimenticarsi di sapere che muore il pesce soffocato per asfissia mentre inghiotti la sua agonia vero?

Sushi fresco in tavola! Lo vedi , mangiatore di brividi  nelle striscioline di  quel corpo che si dibatte nel tuo piatto, il boccone della  tua crudeltà?

Cotolettina di vitello tenerissima! La tenerissima vita di una creatura allevata al buio perché il suo sangue sia privo di piastrine, la digerisci senza fatica?

Fegato d’oca sopraffino! Figata da ricchi, da gourmet che in effetti è steatosi epatica. In soldoni, fegato scoppiato a furia di ingozzare le oche, ma che ti frega no, è così buono?

Prosciuttino DOC,  solo San Daniele, perché sai dove nasce! Mangi una fetta di sgozzamento, il maiale appeso a testa in giù in uno scannatoio, si dissangua in piena coscienza ma il dove nasce la tua fetta di ingordigia, non riesce a far rimordere la tua coscienza vero, commensale ridanciano?

Uova strapazzate!  La gallina è obbligata a covare  notte e giorno a luci accese nei capannoni e tu  sai che è gallina ma non sai vero,  che i pulcini maschi, i maschietti delle galline ovaiole, inutili alla produzione di uova, sono frullati, triturati vivi proprio perché non servono?

Porceddu allo spiedo, una squisitezza! Cuccioli, lattanti: la immagini i la scena, una rasoiata alla gola e uno schidione infilato dall’ano alla bocca per farlo arrostisce sulla brace e far godere la tua gola insaziabile?

Costolettine di agnello impanate, è la tradizione cristiana pasquale! Acciberdolina, sarà sgozzato con carità religiosa?

Gustoso castrato ha un sapore maschio per il tuo palato! Tagliare i testicoli senza anestesia ad una bestiolina è pratica quotidiana permessa ad un uomo o ad un sadico?

Divani e poltrone in vera pelle! Pelle. Pelle. Pelle? Ah scuoiare una carogna e farne lembi vanitosi per il tuo didietro è accettabile?

Basta, io mi fermo qui, non senza ricordare che allevamento intensivo significa barbarie, che zoo significa schiavitù, che rodeo significa oscenità, che corrida  significa abominio, che delfinario significa prigione, che botticelle significa sfruttamento,  che i richiami vivi significano barbarie, che la pesca significa mattanza, che  la caccia significa distruzione, che il trasporto di animali vivi significa lager itinerante, che macelleria significa camera mortuaria e che macellaio significa becchino.

E che uccisione di cervi, daini, piccioni, cinghiali, bufalotti, delfini, balene, cuccioli di foca, tigri, elefanti, rinoceronti, orsi, lupi,  leoni , aquile, scoiattoli, volpi, furetti, ghiri, nutrie,  gazzelle, coccodrilli, leopardi, conigli, mucche, tori, e….

Insomma l’uccisione di ogni creatura che popola la terra, è strage.

E’ animalicidio, un delitto maledetto dall’Universo velato dalla ipocrisia della parola.

Rosanna Marani

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Alienazione


Alienazione

Alienazione

Alienazione

Dell’io

Torbida

Riottosa

Fuga

Eretta

Imposizione

Affermazione

Arrogante

Di una vita

Sorda

Solipsistica

Blandita

Dalla supremazia

Del sé

In superfice

Ora

Esulta

Affondata

Dentro

L’ego

Che annega

Nella

Alienazione

Dell’io

Alchimia

Magma

Amalgama

Di trasformazione

Compimento

Nel pugno

D’acqua

Che

Conforta

Il cuore

Dedalo

In noi

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Pos(S)esso


Pos(S)esso

Pos(S)esso

Fremiti

Braccati

Sulla pelle

Raggrinzita

Dalle nostre pupille

Accecate

Prima di implodere

Nel parto

Magnetico

Di noi

Le nostre dita

Divaricano

Il desiderio

Violento

Di vita

Che ribolle

Che pulsa

Nel

Pos(S)esso

Dei nostri lombi

Avvinghiati

Dall’istinto

Animale

Dalla voglia

Essenziale

Dalla brama

Feroce

Dal languore

Annusato

Nell’odore

Di sesso

Delle nostre bocche

Voraci

E’ resa

Incondizionata

E’ respiro

Devastato

Sul tuo ventre

E mi azzanna

Rapace

La pazzia

Nel tuo

Pos(S)esso

Per mutare

La mia anima

Con la tua

E’ resa

Incondizionata

E’ respiro

Devastato

Sul mio ventre

E ti azzanna

Rapace

La pazzia

Nel mio

Pos(S)esso

Per mutare

La tua anima

Con la mia

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Dove sono finiti


Dove sono finiti

Dove sono finiti

Dove sono finiti i gentiluomini che ti corteggiano con delicata ma insistente galanteria … a mazzi di fiori … scatole di Marron glacé o di Boeri alla ciliegia?

Quelli che sono pronti a subire e … a rendere  … la schermaglia amorosa?

Quelli che telefonano preannunciandoti una visita perché … “sai ero di passaggio e allora!”…?

Quelli che gentili… appassionati … dicono una cosa e la fanno … perché hanno conservato il senso della meraviglia?

Quelli che percorrono la strada della seduzione … a piedi nudi … camminando sui carboni ardenti dell’attesa … infischiandosene delle … ustioni?

Quelli che hanno per caso due biglietti per il week end per Parigi … proprio in tasca quando ti incontrano… ed hanno già prenotato un Hotel con Spa?…

Ah … sono scomparsi!

Oggi i … tacchinatori (perché corteggiatori no… non lo sono) … ti invadono la posta di cuoricini … smiles e foto di fiori …

O se ti va di lusso addirittura con un filmatino sdolcinato… o un file registrato… e sospirato

Ti cercano in Skype … ti WhatsAppano … ti Tuitterano … ti Googleplussano … ti Linkedinano

E per cosa?

Per una sveltina virtuale!

Ma per favore …

Personalmente non amo i tromboni …

Sono incantata … ancora alla mia età … dal …  primo violino …

In legno … corde e archetto …

Da suonare con … trepidante … ispirata … mano! …

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La fune


La fune

La fune

Il limite della fune tollerante … tirata … dal disagio dell’anima …

In combutta con la frusta … del nostro divenire …

Lo so …

E’ il cedimento del pensiero …

Che diventa sfilaccio di … malattia di un corpo che si abbandona …

Che si arrende …

Già … preferiamo essere masochisti piuttosto che sinceri …

La menzogna … ci fa stare … bene … nel male …

Vittime di noi stessi …

Carnefici di noi stessi …

Per carità … che ci profana …

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Algia


Algia

Algia

Crepa

Sberciata

Nel groviglio

Di sguardo

Ottuso

Piega

Sgualcita

Nella barricata

Di pensiero

Abbottonato

Nicchia

Ispida

Nel paradigma

Di grido

Confuso

Saliva

Incollata

Nella mestizia

Di attimo

Sfuso

Unghiata

Ritorta

Nel sentore

Di abbraccio

Palpitante

Struggimento

Deglutito

Nel respiro

Di odore

Sfiatato

Annunciazione

Squillata

Nella speranza

Di volontà

Tenace

Algia

Fessura

Di mancanza

Algia

Sbrego

Di amore

Algia

Convocazione

Di te

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Chiazze di poesia … Non c’è molta differenza


Non c'è molta differenza

Chiazze di poesia … Non c’è molta differenza

Non c’è molta differenza tra un animale …

Che fugge dal suo territorio …

Che si smarrisce …

Che vaga sconsolato … impaurito in luoghi sconosciuti …

Che riceve calci … rifiuti … dalla crudeltà …

Carezze … cibo … dalla consolazione …

Ma che imperterrito …

Seguendo l’olfatto del ricordo …

Cerca la via del ritorno a casa …

E noi …

Anche noi smarriamo le nostre origini …

Circumnavighiamo la vita … inquieti …

Siamo scacciati a volte e a volte accettati …

Rinveniamo la strada che ci porta a casa …

Alla fine del peregrinare …

Come l’animale che non demorde …

Imboccando a fiuto … a odore …

La direzione giusta per il ritorno alla base …

Alle radici di quell’amore …

Che ci ha allevato … sorretto … guidato …

E protetto …

Per essere noi stessi …

Pane d’amore …

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