Grazie a Fabrizio Caramagna


Grazie a Fabrizio Caramagna, autore della prefazione di Ti do la mia parola, il mio ultimo libro.

PREFAZIONE

Secondo un detto orientale, l’aforisma è “l’universo in un granello di senape”, il massimo di senso con il minimo di parole, la totalità concentrata in uno spazio brevissimo.

L’aforisma è anche una definizione. L’etimologia di aforisma deriva dal greco “aphorizein” che significa confine, delimitazione e, appunto, definizione. Dentro di noi abbiamo un pensiero sfocato, uno stato d’animo indefinito, e l’aforisma lo estrae, gli dà determinatezza e direzione di pensiero, al punto che il lettore improvvisamente pensa: “ecco, è proprio così. L’avevo immaginato anche io, ma non con queste parole”.

Quanti di noi hanno pensato che là fuori, nel mondo, è pieno di persone che, anziché vivere la vita nella sua pienezza, si limitano a sopravvivere, lasciando scorrere il tempo in modo passivo.

Ma solo Oscar Wilde riesce a definire in modo esatto questa nostra sensazione: “Vivere è la cosa più rara al mondo. La maggior parte della gente esiste, e questo è tutto”.

Tornando all’etimologia greca di aforisma, la parola “aphorizein” significa non solo “definizione”, ma anche “orizzonte”. L’aforisma è un cambiamento di orizzonte, non ama i luoghi comuni, gli stereotipi, gli schemi. L’aforisma è, come scrive Oscar Wilde, uno “scuotitore di certezze”. O anche, come aggiunge un altro autore, “un filo intermentale” che, con i suoi paradossi, pulisce la mente dalle incrostazioni logore del pensare comune e gli restituisce freschezza e pulizia.

In questo libro di pensieri brevi e aforismi, intitolato “Ti do la mia parola”, Rosanna Marani usa con sapienza le tre caratteristiche sopra menzionate: brevità, senso della definizione e gusto per il paradosso. Detto in un altro modo, l’autrice concentra l’universo in poche parole, definisce (e “riflette”) con una pennellata veloce qualcosa che era sfocato e indefinito e soprattutto – attraverso un uso sapiente della parola – capovolge il nostro orizzonte e ci dà un punto di vista inedito attraverso cui guardare il mondo.

Il paradosso, il capovolgimento, la capriola, la rottura degli schemi, la “pointe” è sicuramente una delle forme più amate da Rosanna Marani. Come scrive bene l’autrice nel primo aforisma del libro, “Il pregiudizio è la ragnatela del pensiero in cui resta impigliata l’intelligenza”.

Compito dell’aforisma sarà allora quello rompere questa ragnatela di pregiudizi, convenzioni e frasi fatte (e anche di verbosità), andando controcorrente, rompendo le catene concettuali e linguistiche, facendo fare al pensiero “un doppio salto mortale”, “appeso al trapezio della parola”.

Il filo conduttore del libro diventa così il gioco di parole (calembour per i francesi, witz, per tedeschi), un gioco dell’ironia e della intelligenza, dove con una minima variazione (a volte basta anche una vocale, una virgola) le parole si scuotono, si illuminano, acquistano un senso e una verità nuova, al di là della logica e degli abituali e logori schemi della nostra realtà. Rosanna Marani ha una mente elastica (che è il benefico contrario delle menti rigide) con cui costruisce magnifici e brevissimi artefatti verbali che spiazzano, sorprendono, fanno meditare. Scompone e ricompone il linguaggio in un ripetersi di accostamenti paradossali e cortocircuiti linguistici dove le parole, riordinate, rivelano qualcosa di diverso.

Cito solo alcuni calembour lasciando al lettore il piacere della scoperta degli altri:

“Felicità: fare il tutto esaudito”.

“Ci sono uomini tutti d’un pezzo e uomini tutti d’un prezzo”.

“Elezioni: e anche oggi noi cittadini, abbiamo portato la nostra croce. (Al seggio)”.

“Non mi fido affatto della vita. Mi vuole morta”.

 “Dobbiamo capirli questi politici, sempre al lavoro, senza tregua. Ogni giorno si fanno una mazzetta così”.

“Relazione social: essere nel post giusto”.

 “Ho smesso di desiderare, a tempo pieno, di essere la donna della vita di qualcuno, quando ho deciso di occuparmi, a tempo pieno, di essere la donna della mia vita”.

“Per sentirsi qualcuno, qualcuno si accontenta di diventare chiunque”.

“Credo che sia più necessario un lifting estatico per l’anima, di un lifting estetico per il corpo”.

Tra un calembour e l’altro, il lettore scopre di guardare il mondo da una finestra sorprendente (una finestra che si apre all’improvviso e in cui ogni cosa, proprio perché scombinata e destrutturata e rivoltata, sembra finalmente stare al posto giusto) e scopre anche che – in mezzo a queste parole che “giocano a nascondino” tra di loro, scambiandosi sonorità e significati – si nasconde un tesoro insospettato, dove una logica completamente diversa rompe lo schema binario, mostrando gioielli inaspettati.

Ovviamente questo libro non è fatto solo di calembour e giochi di parole. Come scrivevo sopra, l’aforisma è anche uno specchio che “riflette”, una lampada che illumina stati d’animo che giacciono dentro di noi in forma indistinta. Ed ecco che allora – tra un gioco di parole e l’altro- si snodano dei pensieri più lunghi, più “speculativi”, più “riflessivi”, anche più malinconici, dove il lettore si specchia e vede se stesso più nitidamente. Sono frasi che destano un’immagine che da molto tempo era pronta in noi, e la portano alla chiarezza che le permette di stagliarsi. Sono frasi che scriviamo nei nostri appunti segreti, in fogli colorati, in taccuini tutti nostri, sono frasi che sottolineiamo con un colore diverso. Sono riflessioni dove il lettore entra in contatto con la vita, il tempo che scorre, le emozioni e dove scopre parti di se stesso.

“I nostri figli sono il nostro arto fantasma. Anche quando se ne vanno, resta tattile, la loro presenza nella nostra percezione”.

“Invecchiare non è rassegnarsi, ma evolversi buttando a mare la zavorra del superfluo e lasciare galleggiare l’incanto dell’essenziale”.

“Siamo apolidi dell’esistenza fino a quando non accettiamo la cittadinanza dell’amore. E colui, colei che amiamo, diviene la nostra patria”.

“La sola religione che l’uomo dovrebbe professare, è l’umanità. Il solo credo la compassione. La sola fede l’empatia”.

In un altro suo aforisma “riflessivo” Rosanna Marani scrive: “Per amarti devi perdonare chi eri, accettare chi sei, immaginare chi sarai”.

In una sorta di percorso circolare, l’autrice torna alle origini dell’aforisma, al famoso γνῶθι σαυτόν dell’oracolo di Delfi (“conosci te stesso”), invitando il lettore (personificato dalla figlia Giulia, a cui è rivolto il libro) a conoscere se stesso, a entrare nei meandri e nei labirinti della propria psiche, perdonando il passato, accettando il presente e immaginando il futuro.

Con il libro “Ti do la mia parola”, Rosanna Marani ci restituisce la parola, di nuovo libera e luminosa, senza più le incrostazioni del senso comune, e – insieme alla parola – ci dona uno strumento indispensabile: una lente di ingrandimento per guardare dentro la nostra interiorità per avere “risposte sulla vita”.

Come scrive bene Montesquieu “Quando si scrive, non si tratta solo di far leggere, ma di far pensare”.

Ed è quello che fa bene Rosanna Marani, regalandoci pensieri che fanno pensare, che mettono continuamente in movimento la nostra mente, che ci accompagnano – quasi come un genitore – nel lungo e complesso viaggio della vita.

FABRIZIO CARAMAGNA

Fabrizio Caramagna è scrittore e studioso di aforismi. È fondatore del sito Aforisticamente, e della collana editoriale Aforisticamente presso cui ha curato la pubblicazione di alcuni dei più importanti autori contemporanei di aforismi nel mondo. È anche uno dei soci fondatori della Associazione Italiana per l’Aforisma ed è nella giuria del Premio Internazionale per l’Aforisma, Torino in Sintesi, il premio più importante in Italia sulle forme brevi.

I suoi aforismi sono apparsi su diverse riviste e antologie internazionali e sono stati tradotti in undici lingue tra cui inglese, francese, spagnolo, serbo, polacco, romeno, albanese, bulgaro, macedone, russo e arabo.

Nel 2019 ha pubblicato con Mondadori “Il numero più grande è due “, un romanzo poetico composto esclusivamente di aforismi e poesie brevi.

See more at: https://lortodirosanna.wordpress.com/2019/10/01/ti-do-la-mia-parola-2/

Nota

Per acquistare il libro, qui la pagina Amazon: https://www.amazon.it/dp/169447237X/ref=cm_sw_r_tw_dp_U_x_WCTVDbKTM6078

 

 

Informazioni su Rosanna Marani

@RosannaMarani Per sapere chi sono stata http://it.wikipedia.org/wiki/Rosanna_Marani http://www.storiaradiotv.it/ROSANNA MARANI.htm Per sapere chi sono...chiedimelo Il mio motto Possiedo da spendere la sola moneta del mio sono. Ho investito il mio ero e non so se il mio sarò, potrà fruttarmi l'interesse ad essere.
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