Ti do la mia parola


Lavori in corso. Ecco la copertina del mio prossimo libro: Ti do la mia parola, raccolta di aforismi, calembour, giochidiparole, riflessioni, dedicato a mia figlia Giulia, realizzata da Virago347, che avrà la prefazione, nientepopodimeno, del Maestro Fabrizio Caramagna, scrittore e studioso di aforismi, fondatore del sito Aforisticamente e della collana editoriale Aforisticamente, edito da Ferdinando De Martino per L’Infernale Edizioni.

Grazie è davvero poco ma non trovo un sinonimo più adeguato, a @Fabrizio Caramagna a @Virago347, un artista che mi regala la seconda copertina di un mio libro, a @Ferdinando De Martino, infaticabile paladino della bellezza, della cultura e dell’arte e a mia figlia @Giulia Celentano che mi ha spronato a lasciarle il mio… testamento, prima che fosse troppo tardi!

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Informazioni su Rosanna Marani

@RosannaMarani Per sapere chi sono stata http://it.wikipedia.org/wiki/Rosanna_Marani http://www.storiaradiotv.it/ROSANNA MARANI.htm Per sapere chi sono...chiedimelo Il mio motto Possiedo da spendere la sola moneta del mio sono. Ho investito il mio ero e non so se il mio sarò, potrà fruttarmi l'interesse ad essere.
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4 risposte a Ti do la mia parola

  1. doria.luciano ha detto:

    Un caro saluto con tutto il cuore, in bocca al lupo per questa nuova opera..Luciano Doria.Inviato da smartphone Samsung Galaxy.

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  2. “Ti do la mia parola”

    Ma per un attimo, la prendo io, la parola.
    Non ho ancora avuto il piacere di avere tra le mani questo prezioso volumetto, ma sicuramente accadrà presto, non appena sarà disponibile, forse questione di giorni.
    Dunque a rigore non dovrei poterne parlare ancora, tuttavia ho seguito qui “in rete”, fin dall’inizio, l’apparizione di queste scintille di pensiero, pubblicate senza interruzione né il minimo segno di stanchezza dall’infaticabile Rosanna. Per cui posso dire se non di “conoscere” puntualmente il contenuto del libro, almeno di sapere ciò che mi (ci) aspetta. Comunque abbastanza da poterne fare già una mini-recensione, che può aiutare chi avesse già la felice intuizione di lasciarsi invogliare a procurarsi questoe mi sbilancio subito, pregevolissimo lavoro.

    Rosanna, che io ho il privilegio di considerare un’amica, prima che un’artista, ha vissuto di scrittura e di parola per la sua intera esistenza, esplorandone quasi ogni territorio, dal giornalismo, all’intervista, al racconto, alla poesia. Io l’ho conosciuta prima di tutto come poeta (non mi piace il termine “poetessa”, che purtroppo possiede ancora un qualcosa di diminutivo), di cui ho il piccolo orgoglio di aver subito saputo apprezzare la grandissima originalità di intonazione, la sua totale indipendenza di stile, lontana da correnti o mode letterarie: Marani, in ogni suo testo in versi, è riconoscibilissima, inimitabile, e unica. Può suscitare entusiasmo o repulsione, ma MAI indifferenza. É lontana dalla “poesia ufficiale”, con i suoi riti e i suoi miti, ma è più lontana ancora dalla poesia amatoriale e dilettantesca che affolla oggi la rete, i blog, e i “concorsi” di settore.
    Io mi sono convinta che sia una tra le voci più interessanti della poesia contemporanea, anche se ancora, proprio per la sua connotazione del tutto indipendente, sottostimata, una voce che finirà per emergere, prima o poi, all’attenzione anche dei “letterati laureati” (per parafrasare il “poeta laureato” Italiano per eccellenza, Montale).

    Ora però Rosanna Marani riesce ancora a sorprenderci e, spiazzandoci, si presenta non con una nuova raccolta di poesie, ma con qualcosa di completamente nuovo e diverso: una raccolta dei suoi (per molti di noi già “famosi”) aforismi. In realtà non così sorprendente però quanto a prima vista potrebbe apparire, come vedremo.
    Certamente, lo stile poetico di Rosanna è iconico, icastico, totalmente oggettivo, tanto che una volta lo definii “informale”, con riferimento alla corrente artistica omonima (Burri, Fontana, Novelli, de Kooning…); ora lo chiamerei piuttosto “atonale” o “post-tonale”, con una metafora musicale che assai più si attaglia a questa scrittrice, con riferimento a certa musica contemporanea, da Berio a Nono a Stockhausen, a Cage, in cui il “suono” (la Parola) non “rappresenta” più nulla, nemmeno emozionalmente, ma “afferma”, si oggettivizza. Ebbene, questo stile ci appare quanto di più lontano sia immaginabile da questo “genere” di scrittura, l’aforisma, dove tutto il gioco pare consistere nell’allontanarsi dal “significante” e invece concentrarsi sul “significato”, sul “logos”, sulla battuta, sull’abile calembour.
    E invece probabilmente, senza la lunga pratica poetica e di scrittura dell’autrice, non potrebbe spiegarsi la fulminante densità di questi “giochi di parole”, che in realtà del gioco hanno soltanto l’apparenza.
    Rosanna ha affinato una abilità virtuosistica, anche tecnica, di maneggiare lo strumento “parola”, combinata da una capacità di sintesi comunicativa strepitosa, derivata probabilmente, questa, dalla sua lunga attività giornalistica, e proprio in questo libretto ne dà una straordinaria prova. Occorre conoscere a fondo la Parola, il suo peso specifico, la sua ambiguità e insieme unicità, per poter scoccare queste straordinarie “scintille” di intuizione, queste frizioni di pietra focaia di senso e controsenso che sono per definizione – quando davvero riusciti – gli aforismi.
    E non a caso la produzione aforistica è caratteristica comune a molti tra i più grandi poeti moderni e contemporanei, da Goethe a Ungaretti, a Merini… quando addirittura non diventa essa stessa “stile” di una produzione poetica vera e propria.
    Rosanna all’aforisma semplicemente affida quella carica esplosiva di narrazione, comunicazione, ironia corrosiva e profonda malinconia che sente di non poter veicolare a pieno nella sua produzione poetica più strettamente “lirica”, non perché tutto ciò non possa farne parte (perché invece tutti questi sono caratteri evidentissimi e qualificanti, sempre, nelle sue liriche), ma perché ritiene che in certi casi la fucilata vada mirata direttamente al bersaglio, per essere efficace, per ottenere ciò cui davvero ogni espressione poetica e di parola, se autentica, è idealmente destinata: cambiare la realtà.

    Per concludere, direi che questo libro “Ti do la mia parola”, contiene, come uno scrigno segreto, uno dei risultati in assoluto più alti della Marani, perché gioca in un terreno per lei assolutamente, completamente congeniale, per certi versi perfino più della stessa poesia in senso stretto. Come accennavo prima, la sua ironia, la sua vis polemica, la sua capacità di mettere a nudo e graffiare la mediocrità, l’imbecillità, e l’ignoranza colpevole che oggi paiono dilagare senza freno nella nostra società, trovano qui un veicolo di trasmissione diretto, efficacissimo, tagliente come un coltello, un dardo che scocca e colpisce in pieno petto. E nello stesso tempo ha modo di trovare espressione quella profonda malinconia di fondo, quel dolore sottotraccia, trattenuto ma proprio per questo più sconvolgente, che è forse la chiave più segreta – e per questo più preziosa – di questa artista, e donna, straordinaria.

    Oh, sì, lo leggerò questo libro! E lo consiglio senz’altro con tutto il cuore a tutte le amiche e gli amici che mi conoscono e stimano. Perché, come in pochi altri testi, qui ci si può divertire, davvero, e tanto. Ma, quasi senza accorgersi, si riflette, positivamente, sulla vita.

    Marianna Piani

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  3. Rosanna Marani ha detto:

    Grazie Marianna, come al solito mi lascia stupefatta. Le tue parole sono gocce di miele che assaporo centellinandole. Onorata della tua amicizia e della tua stima.

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