Immigrati, basta con l’alibi della religione che calpesta la nostra libertà


Immigrati, basta con l’alibi della religione che calpesta la nostra libertà

21 Jul 2016 · 0 Commenti

immigrati-centro

di ROSANNA MARANI

Riflessione a mente calda ed arrabbiata, anzi incollerita. Gli immigrati non hanno solo diritti, hanno anche doveri. Accettare le regole del decoro e sottostare alle leggi che regolano la nostra società. Non possono fare l’amore, espletare le loro funzioni corporali per strada, ed effettuare le loro abluzioni nelle nostre fontane. Non possono assaltare una donna perché la loro pessima cultura sessista di sopraffazione la considera una cosa da prendere e buttare.

Non possono infiltrarsi nel nostro tessuto sociale per affermare il loro oscurantismo e distruggere la nostra pace.

Non possono chiamarci infedeli ed ucciderci!

Noi non possiamo tollerare che vadano in scena l’orrore, il terrore, l’abiezione del fanatismo di chi si professa uomo, ma è solo un misero, fetido scarto di carne.

L’Europa non c’è, c’è il diritto alla privacy e il diritto alla libertà individuale e il diritto a manifestare la propria religione.

Ma quando la propria privacy, la propria libertà individuale, la libertà di manifestare la propria religione nascondono la morte, sarebbe auspicabile porre delle limitazioni o perlomeno delle postille a queste sacrosante regole che diventano profane. L’odio, la violenza e la crudeltà si combattono con l’educazione al rispetto e al sentimento, fino dalla tenera età. I governi hanno l’obbligo di pretendere adeguamento da ogni immigrato che sceglie e decide di essere europeo di adozione. Chi non si adegua non merita né comprensione, né asilo, né accoglienza.

Le schegge impazzite che si professano islamiste, impregnate di odio, di psicopatia pseudo religiosa che piombano in Europa, minano la nostra libertà, immergendoci in uno stato di panico quotidiano.

Il cordoglio e le sue parole leggere espresse dopo le stragi, non possono fronteggiare il peso del piombo che stermina.

Parole che sono solo la veste contrita professate durante la loro consueta passerella del lutto in tv, delle istituzioni ipocrite, che promettono durezza e fermezza e rimpatri e maggiore controllo alle frontiere, contro la guerra del nemico, davanti a microfoni avidi di particolari di truculenta cronaca nera.

Le vittime meritano silenzio e un mea culpa collettivo, soprattutto un dannato complesso di colpa da parte dei politici che non ci tutelano, che ci lasciano alla mercé di delinquenti, di criminali. Ed è inutile cercare il lato umano di un criminale. Non c’è, perché un criminale non è un uomo. È’ un criminale. E come tale va trattato.

Noi ci meriteremmo di poter vivere quello che ci resta da vivere, senza essere tormentati dal pensiero, ogni volta che usciamo di casa, di essere vittime designate di una imminente tragedia.

Voluta per di più da un Dio mostruoso. Il Dio, l’entità superiore alla quale si rivolgono gli uomini credenti nella loro religione, ci tramandano, ha creato l’uomo a sua immagine e somiglianza. L’uomo Adamo ha preso alla lettera il teorema, dalla sua nascita e si è sentito divino. Ovvero in grado di arrogarsi qualsiasi diritto di prepotenza nei confronti di ogni altra creatura vivente sul pianeta.

È da questa presunzione, ritengo, che nascono i mali del mondo, le diseguaglianze, le crudeltà, le porcherie commesse sulle creature reputate diverse dal carnefice e dal suo credo e dunque destinate ad essere vittime, causa la loro alterità.

La violenza dell’omicida, votato al sacrificio di sé, perché è solo un assassino, portatore insano di ideologia fanatica e non martire umano di una causa spirituale, diventa assuefazione per lui, suicida, il suo corpo, tempio del terrore, che offre al suo Totem, il sangue di creature innocenti, l’elisir di una follia spaventosa, di una cultura di morte inaccettabile, incomprensibile e ingiustificabile.

Ma quale Dio può essere senza pietà, senza misericordia, senza amore?

Quale religione può essere foriera di disperazione e di raccapriccio?

Non possiamo accettare di vivere costernati nella crudeltà quotidiana, che sempre è la manifestazione della ottusa, feroce, vigliaccheria di aborti di uomini, espressa a parole e con azioni riprovevoli verso chi non può difendersi mentre ci pare che la giustizia sia latitante o addirittura assente.

La nostra realtà dovrebbe, invece, essere foriera di esempi di pena rapida ed applicata con rigore, per insegnare a coloro che non la praticano, la convivenza civile.

Basta con l’alibi della religione che non concede coscienza all’uomo né solletica la sua spiritualità, né gli concede punti di riferimento morali.

La verità è che la sola religione che l’uomo dovrebbe professare, è l’umanità. Il solo credo la compassione. La sola fede l’empatia.

Basta con la tolleranza, basta con le mezze misure. Solidarietà sì, ma a doppio flusso.

 

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Informazioni su Rosanna Marani

@RosannaMarani Per sapere chi sono stata http://it.wikipedia.org/wiki/Rosanna_Marani http://www.storiaradiotv.it/ROSANNA MARANI.htm Per sapere chi sono...chiedimelo Il mio motto Possiedo da spendere la sola moneta del mio sono. Ho investito il mio ero e non so se il mio sarò, potrà fruttarmi l'interesse ad essere.
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