La stato italiano della sposa bambina


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Ultima Voce
In un momento storico così particolare per il nostro Paese, in cui i media non fanno altro che alimentare odio verso quelli che molti chiamano kaka wa bahari, risulta strana la scarsa diffusione del caso di “sposa bambina” avvenuto a Camposampiero. Noi la riportiamo attraverso la riflessione di Rosanna Marani.
A proposito, kaka wa bahari significa fratello del mare in swahili, e nel caso in cui volessi condividere sui social la tua idea, opinione o testimonianza legata a un fratello del mare usa l’ hashtag ‪#‎KakaWaBahari

La stato italiano della sposa bambina

Posted on luglio 11, 2016 da Ultima Voce in Attualità, Guest Author // Nessun commento

Rosanna Marani

Di Rosanna Marani

La Tanzania ha una nuova legge sul matrimonio. Ora, sposarsi prima del diciottesimo anno di età è considerato illegale. Finalmente e spero che la battaglia mondiale intrapresa dalle Associazioni per i diritti delle donne, sconfigga ovunque, questa macroscopica ingiustizia.

Mi sovviene un fatto accaduto qualche mese fa, qui, da noi. Il pubblico ministero Francesco Tonon, al quale va il mio bravo, ha condannato a Camposampiero un cosiddetto padre, (residente con famiglia in Italia), che voleva costringere la giovanissima figlia, appena tredicenne, ad un matrimonio orrendo, fortunatamente scongiurato, con un cugino proveniente dal Bangladesh, previo stupro e maltrattamento da parte dell’amoroso promesso sposo, condannato anche lui ad una pena pesante, che mi auguro sia stata salutare per entrambi.

Una considerazione spicciola. Ma che meraviglia! Importiamo usi e costumi malsani come se non ne avessimo a sufficienza di quelli nostrani.
L’Italia, il paese buonista che apre le sue braccia al mondo. Bene! Brava! Generosa! Il paese del Bengodi!
Qua vige la regola (ma che non diventi arma a doppio taglio, please!) del vivi e lascia vivere.
Ecco, lascia vivere.
Se lo dovrebbero ricordare, tenere a mente coloro che hanno bisogno dei dindi italiani per sopravvivere, coloro che accorrono in massa nella nostra patria, terra dove si è raggiunto a suon di lacrime sudore e sangue, un briciolo di civiltà! Dove le donne sono esseri umani e non schiave del maschio padrone o di un dio intollerante nascosto nelle tasche di un caftano!
Noi donne italiane, camminiamo a fianco dell’uomo che ci scegliamo, anzi del partner che ci scegliamo! Non due passi indietro. Chiaro?
Noi donne italiane, abbiamo la libertà del pensiero. Il nostro. Chiaro?
E dunque che facciamo? Tolleriamo che davanti ai nostri occhi per un ibrido senso che diamo alla parola razzismo, accadano stupri? Violenze sessuali? Figlicidi da parte di persone che (e chi se ne frega se mi arriveranno strali sulla testa!) senza alcuna vergogna o pudore io chiamo retrogradi, che pretendono di dettare la loro legge, la loro incultura, il loro oscurantismo, le loro barbare tradizioni, a noi?
No! Basta!
Poi si fanno titoloni e inchieste se le famiglie ritirano i figli dalle classi formate per la maggioranza da extracomunitari!
Diamine, se lo Stato non interviene e duramente ad affermare che qua si fa come siamo abituati a fare, il cittadino impaurito dal dilagare da usanze tribali (posso sottolineare che in giro c’è qualche concittadino che ha “imparato” ad usare l’acido per vendicarsi di una fidanzata che lo ha lasciato?), pone rimedio facendo a modo suo. Generalizzando magari, ma come si dice, fidarsi è bene e non fidarsi è meglio!
Mi interessa imparare la diversità culturale partorita dall’intelletto. Rigetto la bieca, oscena, ristrettezza mentale.
Quella no. La combatterò con ogni forza del mio disprezzo e della mia indignazione.
Sicura che per progredire si deve allargare l’orizzonte del pensiero, non restringerlo. Altrimenti non si chiama progresso, ma regresso, altrimenti non si chiama evoluzione, ma involuzione.
Non dobbiamo permettere di mettere il paraocchi e la mordacchia alla civiltà.
Ne va del nostro destino di persone, della nostra dignità di esseri umani, della nostra integrità di donne.

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Informazioni su Rosanna Marani

@RosannaMarani Per sapere chi sono stata http://it.wikipedia.org/wiki/Rosanna_Marani http://www.storiaradiotv.it/ROSANNA MARANI.htm Per sapere chi sono...chiedimelo Il mio motto Possiedo da spendere la sola moneta del mio sono. Ho investito il mio ero e non so se il mio sarò, potrà fruttarmi l'interesse ad essere.
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2 risposte a La stato italiano della sposa bambina

  1. Perdio Rosanna!
    Posso dire che condivido in pieno la tua opinione?
    Posso dire che non potevi espimerti con maggiore chiarezza e limpidezza di spirito?
    Possibile che vi siano in giro tanti sordi e ciechi che non riescono né vogliono capire un concetto così semplice e piano?

    Da una parte i biechi e tristi razzisti di casa nostra, quelli che vivono del pregiudizio e da questo ciucciano odio come veleno dai capezzoli di un demone, perché non saprebbero come altrimenti giustificare la povertà e imbecillità della propria vita.
    Dall’altro le “anime belle”, accecate da opposta ideologia, e se non per odio, almeno per imbecillità alla pari con quei primi. Un tempo si parlava di “opposti estremismi”, tu Rosanna certamente oggi le chiameresti “opposte idiozie”.

    Io ti conosco bene Rosanna, e so che tu sei incapace di pregiudizio, e quindi il tuo discorso è del tutto estraneo a ogni razzismo.
    Da parte mia è lo stesso, io sono mezza ebrea, lesbica e mezza comunista, proprio nessuno può darmi lezione di tolleranza e di antirazzismo.
    Però il fatto che l’accoglienza, la disponibilità ad apprendere dalle diverse culture,la tolleranza nei confronti di tutte le espressioni umane non debbe significare abdicazione dai propri proncipi (che sono, guarda caso, proprio questi stessi) e cedimento alla barbarie – da qualsiasi ideologia, religione o “etnia” giustificata – su questo sono così fermamente certa che mi sento pronta a sacrificare se occorresse la vita per la salvaguardia di questi principi, alcuni dei quali (in particolare quelli di noi donne) qui così ben sintetizzati da te.

    Abbiamo compiuto, lottando, conquiste essenziali, e non lo abbiamo fatto in nome di questo o altro ordinamento sociale, di questa o altra religione, lo abbiamo fatto per l’Umanità.
    Sono conquiste che noi non solo dobbiamo difendere, ma anche sperare che possano un giorno estendersi al di fuori dei confini del nostro ristretto mondo occidentale.
    Ma quello che è certo è che non possiamo tollerare, con la forza della persuasione e della legge, che invece la barbarie si riprenda, anche surrettiziamente, parte dello spazio che questi secoli di lotte di civiltà sono riuscite a togliergli.
    Per me un verme fascista dietro il paravento (peggiorativo, altro che giustificativo) del futilissimo motivo calcistico pesti a morte un uomo di colore fa ribrezzo, schifo, e me ne vergogno perché mi tocca di essere concittadina di costui.
    E altrettanto schifo e ribrezzo mi fa il fanatico, il mentecatto che sulla base di una sedicente credenza “religiosa” stupra una bimba, per di più pretendendo di essere nel giusto. E mi fanno schifo questi due individui, e con loro tutti quelli che li sostengono, li giustificano, li incoraggiano.

    Come sempre Rosanna tu parli chiaro:
    essere liberi, antirazzisti, privi di pregiudizi NON significa cedere alla barbarie, ma al contrario, RESISTERE ad essa.
    E RESISTERE con tutte le proprie forze alla barbarie non significa rinunciare alla tolleranza, alla accoglienza, alla conoscenza priva di pregiudizi del diverso, al contrario, significa affermare con più forza ancora questi princìpi.
    La fierezza di essere figlia di questa cultura, non significa disprezzo nei confronti delle altre, la disponibilità a comprendere, accogliere e assimilare non significa cedere e rinunciare al proprio primato morale e ideale.

    Perché i vermi dell’una e dell’altra parte, se nei loro gangli nervosi (mi rifiuto di pensare che abbiano un “cervello” propriamente detto) riesce a formularsi un pensiero, è proprio quello di cercare di erodere e distruggere questi stessi princìpi. Questo è il loro fine ultimo, se ce n’è uno, così come il fine ultimo di uno streptococco e invadere un organismo, moltiplicarsi e distruggerlo, pazienza se questa distruzione coincide con la loro stessa distruzione.

    Grazie cara Rosanna per avermi dato modo di accostare il mio pensiero al tuo.

    Marianna

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    • Rosanna Marani ha detto:

      Cara Marianna, potrei risponderti con un mio aforisma: Si, lo confesso, sono razzista. Disprezzo profondamente la razza dei razzisti, razza disumana eccitata dal delirio di impotenza, l’impotenza di accettare la pochezza, anzi la nullità di sé. E aggiungerne un altro: Colui che ha l’anima vuota la riempie dell’odio che prova verso gli altri e se stesso e di cui si ciba, colui che ha l’anima piena la svuota dell’amore di se stesso che offre agli altri e di cui si nutre. Ma preferisco dirti che sottoscrivo ogni tua parola. Grazie cara.

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