Chiazze di poesia… Duello sentimentale


Duello sentimentale

Chiazze di poesia… Duello sentimentale

L’amore … un duello sentimentale, il nostro, in punta di fioretto.

Libero da padrini poiché libero da noi.

Noi, simili se non identici, nell’accezione della passione, non consumata nella ovvietà del baratto, nella banalità della assuefazione.

Una passione senza possesso, ma possessiva nel fluire dentro il suo senso, dentro il suo significato.

Una passione contraria alla convivenza, alla connivenza, il solo movente abitudinario messo in gioco dalle coppie, per turlupinare la solitudine dell’anima.

Una passione fiera e indistruttibile, sulle macerie della vita.

Una passione che è, nella sua nobiltà, semplice corteggiamento e fusione di essenze.

Che si cercano, che si riflettono, per divenire magma di luce.

Una passione, non alimentata né da prevaricazione, né da arroganza.

Poiché proprio la nostra libertà del desiderio reciproco, è la sua supremazia.

Eppure è un duello.

Un meraviglioso, avvincente duello sentimentale, il nostro, in punta di fioretto.

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Informazioni su Rosanna Marani

@RosannaMarani Per sapere chi sono stata http://it.wikipedia.org/wiki/Rosanna_Marani http://www.storiaradiotv.it/ROSANNA MARANI.htm Per sapere chi sono...chiedimelo Il mio motto Voglio essere ieri fino a quando non saprò chi sarò domani, mentre imparo chi sono oggi!
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3 risposte a Chiazze di poesia… Duello sentimentale

  1. Rosanna Marani ha detto:

    Chiazze di poesia Duello sentimentale

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  2. “Una passione, non alimentata né da prevaricazione, né da arroganza.”

    Come chiamarlo questo pezzo, cara Rosanna?
    Un “piccolo poema in prosa” (Per citare Baudelaire: “Petits Poèmes en prose”), direi, senz’altro.
    Sei maestra nel verso/parola, e di quando in quando ci sorprendi con queste riflessioni, tra lo “stream of consciousness” e l’enunciato Whitmanniano, che non sono certo semplice prosa, ma aspirano piuttosto alla pregnanza metaforica della poesia (vedi ad esempio la metafora, lungo tutto il poemetto, del “duello al fioretto”).
    E’ il tuo modo di concepire l’amore, lo so, questo lungo “gioco” di stoccate, schivate, parate, sempre in cerca di colpire il punto più sensibile, il cuore. Un gioco che ti travolge come una vertigine, in cui ti abbandoni, così come ti sei abbandonata nella scrittura di quest’opera.

    Se mi permetti, cara, una divagazione molto intima e personale, ma ormai da te mi sento come a casa, non vedo perché celare dietro falsi pudori il mio pensiero.
    Questo “duello” di cui parli, questo dialogo in punta di spada che è l’amore, ha una valenza sottile ma greve di “dominio e sopraffazione” che milioni di anni di storia hanno caricato sul rapporto d’amore inteso come sessuale, tra la Donna e l’Uomo. Occorre lavorare molto, assieme, per superare questa eredità “genetica”, per trovare un equilibrio ideale, un territorio dove lo “scontro” (il “duello” appunto) dei sessi da violento e annichilente diventi davvero uno scambio, un “incontro”. Penso alla chiara metafora del fallo/spada e della penetrazione/vulnus.
    Quando questo rapporto riesce pienamente, è una esperienza davvero di grandissima emozione.
    Ma anche così si tratta di un procedere sul filo del rasoio, basta un nulla per far precipitare indietro la situazione, per ritrovarsi addosso il maschio pesante, forte, guerriero e tutto concentrato nel suo piacere tanto da scordare la donna che è sotto di lui in quanto donna, in quanto essere umano, che diviene soltanto un buco da violare, un vaso da riempire, e subito dopo lasciare.
    Ho convissuto cinque anni con un ragazzo peraltro dolcissimo, eppure nell’atto d’amore io molte volte mi trovavo a soffrire, per questo “prendermi” che sconfinava (involontariamente, certo) nell’usarmi, nel violare la mia essenza femminile.
    Quello che posso dire invece, da omosessuale, è che il rapporto d’amore con una donna per me ha invece sempre avuto una tale carica emotiva, una tale sensualità e passione istintiva, una tale dolcezza che coinvolge tutto il corpo (non solo una parte di esso), da avvicinarsi spontaneamente e naturalmente a quell’ideale di cui parli, e che ho citato nella prima riga di questo commento.
    In quasi tutti i capoversi di questo poemetto trovo l’amore che provo nel mio rapporto con la mia compagna ora, ad esempio, perché le donne sono per propria natura sensuali e tenere, non necessitano in questo di alcuno sforzo.

    In ogni caso, cara, concludo dicendo che alla fine ciò che conta è solo ed esclusivamente l’amore, che semplicemente un qualcosa che accade tra due persone, che trascende i sessi e ci fa ascendere a una dimensione “divina”.
    E, come ho sempre detto, “divina è la Passione”.

    Un abbraccio
    Marianna

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    • Rosanna Marani ha detto:

      Cara Marianna, la sola penetrazione permessa agli amanti, e’ quella che scava l’essenza dell’amato e dell’amata, per trovare il punto focale dell’appartenenza reciproca. Il nocciolo indistruttibile che resta, dopo avere divorato la polpa della pesca. Questo per me, e’ l’amore.

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