La nostra amaca di luna


Se non si conosce la paura, non si può conoscere il coraggio.

L'Orto di Rosanna

La nostra amaca di luna

Indosso asterischi di note

Indosso vocali e consonanti di parole

Indosso folate di vento

Indosso flutti di mare

Indosso squarci di cielo

Indosso pepli di fuoco

Indosso gleba di terra

Per aspettarti

Nuda

Di paura

Nella fratta

Dove

La nostra amaca di luna

E’ legata alle querce

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Informazioni su Rosanna Marani

@RosannaMarani Per sapere chi sono stata http://it.wikipedia.org/wiki/Rosanna_Marani http://www.storiaradiotv.it/ROSANNA MARANI.htm Per sapere chi sono...chiedimelo Il mio motto Possiedo da spendere la sola moneta del mio sono. Ho investito il mio ero e non so se il mio sarò, potrà fruttarmi l'interesse ad essere.
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4 risposte a La nostra amaca di luna

  1. Rosanna Marani ha detto:

    Poesia La nostra amaca di luna

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  2. Pingback: La nostra amaca di luna | MAXIMUSOPTIMUSDOMINUS

  3. Bene, mi sono detta, andiamo a respirare un po’ d’aria pura nell’Orto di Rosanna…

    E ho incontrato questa bella, breve ma densa e adorabile poesia, la cui prima composizione risale a qualche anno fa, e che è riproposta oggi con una postilla che è un segnale inquietante, così accostata proprio a questo brano.
    Ma di ciò parlerò tra un attimo.
    Prima voglio andare a questa composizione quale è, dove Rosanna racconta di una donna (di sé) che apre il suo guardaroba, e sceglie qualcosa da indossare, non abiti, ma sensazioni, ed emozioni.

    Ogni donna lo sa: indossare abiti come emozioni, ed emozioni come abiti, ne accennavo giorni fa in una mia pubblicazione, è un privilegio squisitamente femminile, così come lo è il piacere di mostrarsi nuda, fisicamente e metaforicamente, conscia che il corpo femminile – così come l’anima – possiede una bellezza intrinseca, che travalica le forme, ma esprime un archetipo, di curve, rette, rapporti, proporzioni, volumi, da sempre modello di una armonia trascendente.

    Questa splendida descrizione di un “coprirsi” di capi, abiti, accessori, del tutto incorporei, subliminali, cogliendo bellezza (folate di vento, flutti di mare), eleganza (asterischi di note, vocali di parole), splendore (squarci di cielo, pepli di fuoco) e fattura (gleba di terra) è commovente, davvero commovente, alla luce dei versi, appassionatissimi, che chiudono il brano. Questo attendere, “aspettarti / nuda / di paura”, che coglie in una espressione concentratissima tutto il senso che ogni donna affida all’amore, la confidenza, la fiducia, il senso caldo e accogliente del sentirsi protetta!
    Ho parlato di scrittura al femminile in senso di carattere distintivo, di specificità, di nobiltà di genere: questa lo è, non c’è dubbio, da cima a fondo.

    E alla fine, questa immagine secondo me bellissima, in chiusura:

    “Nella fratta
    Dove
    La nostra amaca di luna
    E’ legata alle querce”

    Qui non abbiamo la Rosanna forte, intensa e definitiva delle sue poesie maggiori, dallo stile inconfondibile e scultoreo, dichiaratamente extraromantico, fino a sconfinare nell’informale e nella musica pura.
    Qui “scopriamo” la Rosanna più fragile e in certo senso indifesa, la donna ferita e violata, insicura e disperatamente assetata di affetto, di completezza, di comprensione, un nucleo caldo rosso-intenso celato e custodito nel più profondo e intimo cantuccio di un grande e forte cuore.
    Per questo questa clausola con cui questa, proprio questa poesia viene riedita oggi, proprio oggi:

    “Se non si conosce la paura, non si può conoscere il coraggio.”

    ha il valore nitido di una dichiarazione d’orgoglio, d’un grido, di una remissione di dolore, che getta una luce intensissima, abbagliante, su tutta la composizione, e la rinnova, la lancia come un eco in una valle deserta, la rende attuale e senza tempo.

    Per questo da ora terrò con me questa breve poesia come una delle composizioni più belle e da me più amate in assoluto di questa poetessa formidabile e inimitabile.

    Un abbraccio

    Marianna

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    • Rosanna Marani ha detto:

      Vero, Marianna. Quando l’ho scritta, avevo deposto la spada. Quella spada che oggi ho rinfoderato, e che difficilmente lascerò ancora … al guardaroba. Seppur vero che la nostra forza, risiede nella nostra fragilità, è altrettanto vero che offrirla in pasto agli sguardi di chi non riesce a guardare è … suicidio sentimentale. Lieta però di averla scritta e pubblicata. La tua interpretazione è la chiosa perfetta, a quello spicchio della mia anima … nuda di paura. Ne è valsa la pena, solo per la tua lettura. Grazie.

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