Oblio


Oblio

Oblio

Caverna

Di graffiti

Graffiati

Dondolo

Di ricordi

Scordati

Ponte

Di tossine

Tossite

Antro

Di nebbia

Annebbiata

Schermo

Di occhiate

Sottecchi

Orbita

Di cave

Scavate

Fauci

Di denti

Sdentati

Lume

Di colla

Incollata

Dedalo

Di strade

Estradate

Oblio

Inobliato

Del non pensarmi

Per tessere

Un essere

Dall’essere

Per intessere

L’essere

In essere

 

Annunci

Informazioni su Rosanna Marani

@RosannaMarani Per sapere chi sono stata http://it.wikipedia.org/wiki/Rosanna_Marani http://www.storiaradiotv.it/ROSANNA MARANI.htm Per sapere chi sono...chiedimelo Il mio motto Voglio essere ieri fino a quando non saprò chi sarò domani, mentre imparo chi sono oggi!
Questa voce è stata pubblicata in Divulgazione, Emozioni, Intrattenimento, Poesia, Segnalazione e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

15 risposte a Oblio

  1. piccoleparole ha detto:

    Io adoro questa Donna!
    Splendida poesia.
    Ricca di assonanze: non faccio che ascoltarla da quando l’hai condivisa con me…
    Posso provare a decantarla anch’io?

    Liked by 1 persona

  2. piccoleparole ha detto:

    L’ha ribloggato su Piccole Parolee ha commentato:
    Io Adoro questa Donna!

    Liked by 1 persona

  3. Ho atteso, ho atteso un tempo che mi è parso infinito, il tuo ritorno su queste pagine Rosanna.

    Ed eccoti qui, sei sempre tu, più che mai, ma questo è così banale dirlo, che quasi me ne vergogno. Come potresti essere diversa? La vita, la sofferenza, trascorre attraverso il filtro della tua sensibilità, e arricchisce il tuo tesoro di emozioni, di sensazioni, che ti urge trasmettere a chi ha la fortuna (come Paola ad esempio) di leggerti in profondità, con partecipazione.

    In altre occasioni ho espresso la mia opinione, che tu avessi praticamente “inventato” dal nulla una forma poetica e prosodica, tutta tua. Qualcuno potrebbe accostarla alla poesia del verso/parola di Ungaretti, altri possono trovare uno sviluppo del verso libero più zampillante del vicino novecento. Ma si tratta di un eloquio, il tuo, che secondo me possiede il dono di una originalità assoluta.
    Il tuo scavare nella singola parola, il tuo mutare frammenti di frase concatenati come perle da un lungo filo che si richiude a circolo dietro il collo, come una collana finita/infinita, è qualcosa che in tutte le mie varie letture (che non sono poche, tutto sommato) non ho mai incontrato, in forma così esatta, pura, dichiarata.
    Tu, ti crei con la scrittura una struttura, tutta e solo tua, una struttura invisibile per così dire, ma solida, precisa come un postulato matematico.
    Questa composizione del tuo (folgorante) ritorno, è assolutamente perfetta, in questo senso, basta vedere come il ritmo è scandito in “strofe invisibili”, che sono chiaramente terzine (qui mi permetto di evidenziarle in modo “tradizionale”, perdonami Rosanna):

    Caverna
    Di graffiti
    Graffiati

    Dondolo
    Di ricordi
    Scordati

    . . .

    E così via fino alla fine.
    E poi tutto giocato, come giustamente osserva qui Paola, su una catena “necessaria” di assonanze ed allitterazioni che finiscono per creare un “mantra” emotivo profondo, attorno al tema primario, dell’Oblio. È evidente l’intenzione precisa di avvolgere il lettore in questo fumo, in questa nebbia di significanti che sono in pratica suoni, musica distillata in parola, per creare un senso di straniamento che sconfina nell’inebriamento. La solita maga Rosanna, insomma, che ci ipnotizza con le sue formule esoteriche…
    Ciò che sorprende di di più, te lo dirò qui “in segreto”, è che questa scrittura venga da una donna, e da una donna così donna (se mi permetti l’iperbole) come sei tu. La prima definizione che mi viene alla lettura è infatti “maschia”, una scrittura maschia, asciutta, senza sdilinquimenti o cedimenti all’affettività, alla emotività. Ma poi mi rendo conto che basta lasciare la superficie – la forma, la prosodia, tutte queste bazzecole che so, ti fanno sorridere con quel tuo inconfondibile sorriso ironico, un poco di sguincio, illuminato dagli occhi fiammanti – basta andare un pochino in profondità, per trovare tutta la bellezza e la forza della tua unica visione femminile del mondo.

    Solo una donna, un poeta donna, avrebbe potuto concludere, ad esempio, questo gioiello, chiuderlo dietro il collo con un fermaglio perfetto, d’oro bianco, come questa doppia terzina (o meglio, sestina ripartita, l’unica del brano):

    Per tessere
    Un essere
    Dall’essere
    Per intessere
    L’essere
    In essere

    Solo una donna (da Penelope in avanti!) conosce il vero profondo senso del tessere, dell’intessere, contrapposto all’Oblio, appunto, alla mancanza, all’abbandono.

    Perfetto! Un piccolo capolavoro, Rossanna, se mi permetti.
    Solo il Tempo poi ci potrà dire se piccolo o grande…

    Tua
    Marianna

    Liked by 1 persona

  4. WOWWWWWWWWWWW…un like dopo così tanto tempo ;)))
    Gentilissima ❤️

    Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...