Pensare


Pensare

Pensare

Pensare

Assidera

Di sole

I singhiozzi

Di sangue pallido

Pensare

Inietta

Di inchiostro

Gli schizzi

Di umore vitreo

Pensare

Scalmana

Di gelo

I respiri

Di sopore rancido

Pensare

Tracima

Di rime

Le armonie

Di righe spaiate

Pensare

Occlude

Di angoli

Le fitte

Di resa subita

Pensare

E’ penare

Di linfa nera

Pensare

E’ dipanare

Residui

Di vita a colori

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Informazioni su Rosanna Marani

@RosannaMarani Per sapere chi sono stata http://it.wikipedia.org/wiki/Rosanna_Marani http://www.storiaradiotv.it/ROSANNA MARANI.htm Per sapere chi sono...chiedimelo Il mio motto Voglio essere ieri fino a quando non saprò chi sarò domani, mentre imparo chi sono oggi!
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3 risposte a Pensare

  1. “Assidera, inietta, scalmana, tracima, occlude…”

    “Pensare” per Rosanna non è una passeggiata: non solo richede impegno, ma anche dolore, pena, fatica.
    Un concetto originale e profondamente filosofico, espresso in un linguaggio poetico unico e inimitabile. L’ispirazione di questa Autrice è istintiva, lei lo afferma sempre con decisione, anche di fronte a letture critiche assai più dense delle mie, ma paradossalmente, a mio avviso, è del tutto scientifica, mi si consenta il termine, sia dal punto di vista della forma che del contenuto, sempre legati da una condizione di necessità che si trova raramente in giro, a parte ovviamente i Grandi.
    Mi riferisco anche a figure retoriche e metafore arditissime, come “respiri di sopore rancido” (sic) oppure “occlude di angoli”, dove è evidente il conflitto tra attrazioni semantiche da scrittura automatica e immagini evocate come in una tela informale, non riproduttive di una realtà ma realtà esse stesse, tattili e concrete. E’ il superamento della metafora come forma poetica, per proporre la parola come elemento concreto di comunicazione. Lo stesso processo con cui una tela di Mondrian non si propone di “rappresentare” ma di “essere” ciò che suscita l’emozione. Colori e gesto dell’Artista, alla pari con la grana del supporto, l’impasto delle vernici, che compongono un oggetto che costituisce una esperienza conoscitiva in sé.
    Rosanna, del tutto istintivamente e soprattutto del tutto esente da intellettualismi, propone la stessa operazione artistica ai suoi lettori. Altri poeti, anche grandi beninteso, raffigurano, descrivono, alludono, dipingono, fotografano. Lei sbozza un “oggetto”, come uno scultore della parola, che è il soggetto stesso della sua comunicazione.
    Esemplare, in questo senso, la bella chiusa:

    Pensare
    E’ penare
    Di linfa nera
    Pensare
    E’ dipanare
    Residui
    Di vita a colori

    Questi versi non “raffigurano nulla”. Fanno vibrare la percezione con un gioco sapiente di figure irrelate, di assonanze e contrasti visivi, di simmetrie e rispecchiamenti (penare/dipanare, linfa nera/vita a colori). In una parola “sono” soggetto e oggetto dell’opera.

    Un abbraccio

    Marianna

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    • Rosanna Marani ha detto:

      Cara Marianna, se tu ora potessi vedermi, noteresti il mio sorriso soddisfatto. Come quello di una scolara che interrogata all’improvviso, torna al banco con un rotondo 8. E se la gode compiaciuta di aver fatto comunque una bella figura. Grazie.

      Mi piace

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