P’ossessione Prefazione di Gian Paolo Serino


Buon giorno … Credete alle coincidenze? …

Io si … perché le coincidenze … coincidono con le svolte del … destino …

Allora pubblico come fosse ex novo.. questo post datato originariamente 15 giugno 2013

Gian Paolo Serino

P’ossessione Prefazione  di Gian Paolo Serino

Rosanna Marani non scrive poesie, le vive.

Le vive con la mente e con il corpo di chi, come tanti di noi, comprende di essere una “emigrante della risata coi chiodi negli occhi”.

Rosanna Marani non scrive versi, li abita.

Come in una veste che vorrebbe indossare ad un galà che omaggi la bellezza della sua anima e al contempo con la forza di chi quelle vesti le di…struggerebbe.

E’ una poetessa che, se potesse, reciterebbe nuda, sulla passerella di carta della vita, con la risata che la contraddistingue, unica nel panorama lirico italiano, a comprenderne l’ironia della potenza della sua lirica.

Che diventa voce, canto: e non è scritta per i posteri, ma per i postumi.

Perché Rosanna Marani sa perfettamente, e la si sente perfettamente quando accende i fari del palcoscenico della sua vita di carta: lei sa, che gli unici ad essere nudi, davanti alle sue poesie, sono i lettori.

Leggete e ascoltate Rosanna Marani.

Qualche volta proverete freddo, ma capirete che la vera rivoluzione della poesia comincia davanti allo specchio.

Gian Paolo Serino Critico Letterario Libero   Radio 101, Direttore Satisfiction

……….

Su suggerimento di Gian Paolo Serino e in accordo con il mio editore Vincenzo Ursini, abbiamo pubblicato la Prefazione di Giovanni Brera in P’ossessione, per rendergli omaggio e per testimoniare le mie … origini … di ancella della parola…..

Prefazione di Gianni Brera
Sono privilegiata ad avere avuto la prefazione scritta dal mitico Brera. Ai miei esordi come giornalista sportiva e al mio primo libro.

E proprio ora che mi accingo a pubblicare il mio primo libro di liriche P’ossessione con Vincenzo Ursini Edizioni, con la prefazione anche di Gian Paolo Serino pervenutami ieri, che ringrazio dal profondo del mio io, l’accadimento ha una valenza emozionale per me, incredibile.

Ovvero il significato …  il succo delle parole di questi due mostri … .della acutezza mentale, sigla, autografa la mia vita. Indelebilmente …

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Da Una donna in campo (primo libro – Sansoni-Agielle, 1975)

Prefazione di Gianni Brera

IN DOLCE VAMPIRIASI, RIFATTI I CONNOTATI AI NOSTRI ACHILLI

La Rosanna Marani è l’ultimo buon acquisto del giornalismo sportivo italiano. Viene dalle Romagne, che sono molte, ma la sua Romagna è diversa da tutte, precisamente come e quanto è diversa lei dalle romagnole, donne fiere ed estroverse, diciamo pure brulle per schiettezza di toni e robustezza di forme. Lei, la Rosanna, evoca a prima vista un titolo dell’Amalia Guglieminetti. I suoi occhi sono grandi e languidi. Il visino è delicato, d’un pallore che intriga a illazioni ingenue fino al sospetto.

Ora, nessuna astuzia è raffinata come questa di apparire debole e indifesa. La Rosanna deve averlo capito dalla nascita. Il suo istinto è della gatta trepidante e schiva. Mentre ti chini a tentare una carezza, lei ti applica vampiretti metallici nei punti migliori, e ti sugge sangue e sentimento con impercettibili moti delle labbra, battiti di ciglia lunghe e molli, sorrisi così timidi da farti impettire nel medesimo istante in cui ti gioca.

Non è, si badi, la donnetta che mena il torrone per gabola. E’ così squisitamente femmina che si lascia soltanto indovinare. E per intravedere la minima piega della sua anima, ti garbi o no, devi mettere a nudo tutto te stesso. Avrete notato che i campioni da lei intervistati le danno tutti del tu. Bene, questa è perfidia autentica. Sotto la più comune battuta di dialogo è la sua vera invenzione.

Eccomi inerme e docile a portata delle tue sgrinfie. Avanti, mettile fuori e di botto mi coglierai come un tenero uccellino. Tu esegui (jam dixi) e lei facilmente constata se queste famose sgrinfie le possiedi per davvero.

Sembra nulla. E’ la prima offerta, magari accompagnata da teneri sospiri di donna – tutta – immersa – nella – professione – che adora. Le è venuto il ticchio, un certo giorno, e ci s’è provata.

Niente di sulfureo. Ritrattini innocenti, inviti a denudarsi come sentimento comanda (« se mettre à nu» era l’imperativo categorico e insieme la civetteria dei romantici veri): intanto la memoria annota secondo fantasia e impotenza di verità. Non una frase forzata fuor dalla comune concinnitas di un dialogo alla buona. Chi le resiste è un perverso, un frigido prevenuto, insomma qualcuno che somiglia pochissimo a un uomo.

Dio mio, si può mai rimanere indifferenti di fronte a così fragile creatura? Ha il registratore, questo è vero: ma lo porta con sé per non tradire le tue parole: avanti, fa’ che non girino a vuoto le rotelle dei nastri. Il sorriso è più timido che invitante. Proprio in questi attimi ella ti applica i vampiretti alle tempie, al costato, dovunque pulsi più celere e copioso il sangue. Non appena te ne accorgi, nonché ritrarti, abbassi le corna ad ariete.

Non valgono sospetti, non ritrosie. Ti ha giocato, senti: e dato che sei in ballo decidi di ballare. Così, non conosco uno solo che abbia saputo difendersi in decenza.

Brera

Nota:  Alle persone gentili che mi hanno chiesto dove prenotare P’ossessione e acquistarlo … rispondo che possono rivolgersi al mio editore … Vincenzo Ursini. Grazie.

http://www.ursiniedizioni.it/

Ursini Edizioni

Via Sicilia, 26/A – 88060 Santa Maria di Catanzaro.

tel +39.0961.782928

fax+39.0961.782980

e-mail: ursiniedizioni@libero.it

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Informazioni su Rosanna Marani

@RosannaMarani Per sapere chi sono stata http://it.wikipedia.org/wiki/Rosanna_Marani http://www.storiaradiotv.it/ROSANNA MARANI.htm Per sapere chi sono...chiedimelo Il mio motto Possiedo da spendere la sola moneta del mio sono. Ho investito il mio ero e non so se il mio sarò, potrà fruttarmi l'interesse ad essere.
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2 risposte a P’ossessione Prefazione di Gian Paolo Serino

  1. Ma, diavolo, diavolaccio! Io non vorrei, giuro, sono sincera, davvero non vorrei intervenire sempre, anche se tu dici, Rosanna, protesti che ti fa piacere…
    Sì, perché sembra quasi che io sia una fan sfegatata, senza ritegno, e invece io ritegno ne ho eccome, sono rarissime le persone di cui mi innamoro, più rare ancora tra quelle del mondo dello spettacolo, dell’arte, del giornalismo. Di natura non sono una “fan”, no, mai andata a caccia di autografi o di copie firmate…
    Però io qui mi sento tirata per i capelli, a dire la mia. Perché in questa donna meravigliosa, meravigliosa poi nel ritratto che ne fa Brera, io mi rispecchio, o meglio, mi sento così irresistibilmente attratta, come una narcisetta alla fonte, per vedermici dentro, e dirmi: ma io infondo un po’ così, sono… Quanto meno… sono donna, sono “fragile” e con un “visino delicato” femminilmente ingannevole… Mi ci vedo, illudo almeno di vedermici, anche perché nel fondo c’é comunque questa passionaccia che ci accomuna – per carità, io tanto tanto più lontana di lei dalla vetta, anzi, appena ferma al “campo base” chiusa nella mia tenda di versetti crepuscolarini da dilettante, però, insomma, quasta malattia l’abbiamo entrambe, in qualche modo, nel sangue.
    Acc… Ma che sto facendo, parlo di me? Che maleducazione! È di lei che volevo/dovevo parlare, e in traluce vedo me… Ma fa parte di ogni amore rispecchiarsi in chi amiamo, no?
    Ma sopratutto, qui, oltre alla stupenda prefazione di Gian Paolo Serino, bravissimo… mamma mia, che bella, che bella la prosa di Brera, davvero, che lingua fantastica, creativa, e fulminante nel descrivere immagini e figure con pochi tocchi netti di penna, come un Picasso prima maniera!
    Un tempo il Giornalismo italiano (vedete, lo metto con la G maiuscola) aveva campioni di scrittori formidabili, inarrivabili, come lui, e ovviamente il Principe Montanelli, e Buzzati, e Saviane, e Biagi, e Fallaci, e Cederna, e Flaiano… Ragazze, che nomi. E, sapete, mi sa che la nostra piccola fragile ragazza Marani, in quella stirpe di semidei ha le sue radici!

    Semplicemente
    Marianna

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  2. Rosanna Marani ha detto:

    Buongiorno Marianna cara. Sono felice di riflettere la tua delicatezza..E di avere la stessa malattia tua…. Ho avuto la ventura e la fortuna di convivere con quella genia di .. mostri sacri della penna. In comune? La passione senza dubbio.. con ovviamente le differenze note di bravura! Ma sono certa di aver dato come loro.. tutta me stessa.. alla parola. E ne sono appagata..A te? Sempre grazie….

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