Anteprima del mio primo libro di liriche P’ossessione


Copertina P'ossessione

Anteprima del mio primo libro di liriche P’ossessione

Ci siamo. Ci siamo quasi.

Ecco l’anteprima del mio primo libro di liriche P’ossessione.

E’ in stampa.

E’ in uscita, entro la fine di ottobre!

Grazie a Vincenzo Ursini! Grazie a Gustavo Daniel Acosta, per la copertina!

Ho appena finito di correggere le bozze.

Sono dentro ad un oceano di emozioni!!!

Oggi è una domenica speciale!!!!

Grazie a Gian Paolo Serino per la prefazione superba e a Stefania Piazzo per la presentazione meravigliosa.

E anche grazie alla miriade dei miei lettori che mi hanno voluto accompagnare in questa avventura … serotina della mia vita con le loro parole di incoraggiamento, i miei cari, i miei amici e le mie amiche, i miei colleghi giornalisti, scrittori, poeti e potesse, a cui è riservata una parte del libro.

Beh, un regalo di compleanno più bello non avrei potuto mai sperare di riceverlo.

Sono felice.

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P’ossessione Prefazione  di Gian Paolo Serino

Rosanna Marani non scrive poesie, le vive.

Le vive con la mente e con il corpo di chi, come tanti di noi, comprende di essere una “emigrante della risata coi chiodi negli occhi”.

Rosanna Marani non scrive versi, li abita.

Come in una veste che vorrebbe indossare ad un galà che omaggi la bellezza della sua anima e al contempo con la forza di chi quelle vesti le di…struggerebbe.

E’ una poetessa che, se potesse, reciterebbe nuda, sulla passerella di carta della vita, con la risata che la contraddistingue, unica nel panorama lirico italiano, a comprenderne l’ironia della potenza della sua lirica.

Che diventa voce, canto: e non è scritta per i posteri, ma per i postumi.

Perché Rosanna Marani sa perfettamente, e la si sente perfettamente quando accende i fari del palcoscenico della sua vita di carta: lei sa, che gli unici ad essere nudi, davanti alle sue poesie, sono i lettori.

Leggete e ascoltate Rosanna Marani.

Qualche volta proverete freddo, ma capirete che la vera rivoluzione della poesia comincia davanti allo specchio.

Gian Paolo Serino Critico Letterario Libero   Radio 101, Direttore Satisfiction

 

Stefania Piazzo

P’ossessione Presentazione di Stefania Piazzo

Pronto? Sono la Marani.

Riattacco, devo scrivere la presentazione al suo primo libro di poesia.

Bella gatta da pelare, perché non sono poesie, non sono racconto, non sono prosa.

Allora te la butto lì, Marani: è proesia, ma l’accento mettilo sulla è.

Riscriviamolo insieme, così: proèsia.

Sembra qualcosa tra il greco e il tragico, suona bene, come in fin dei conti è la metrica sincopata delle tue non rime, delle frasi che si ragionano una dietro l’altra.

E che nascono dalla tua finestra su Milano, la pizzeria sotto casa, il non parcheggio di fronte al tuo portone, dove i taxi girano come l’acqua che va giù dal lavandino.

L’unico luogo fermo, in cui si può parcheggiare nella tua casa e nella mente delle tue poesie è lo sportello del frigorifero, i suoi magneti che ripercorrono i viaggi di qualcuno, il “guarda che bello lo prendo” e il senso del freddo che si ha quando si aprono alcune porte.

La metafora della proèsia di Rosanna è nella cucina della redazione nobile della scrittura, la non rima, magnetica, la non poesia, un’istantanea con ricordo, come la parola che esce strozzata per il dolore e la vita con le sue esperienze.

Un logopedista se ascoltasse le persone, tutte le persone, dovrebbe insegnare a tutti  a scrivere per vedere proiettato nero su bianco questo spartito di esperienze, questo elettrocardiogramma che oscilla e vaga, i vagiti e gli ultimi strazi.

Rosanna lo sa, perché dello scrivere ne ha fatto il suo lavoro e nessuno, come un giornalista, che raccatta tutte le notizie per la strada e le segue facendo finta di niente, sa come spenderle dopo che hanno smesso di rimbombare dentro la testa.

Si può essere poeti e non giornalisti, si può essere giornalisti e anche poeti.

Si è più cinici e meno eroi, c’è meno spleen nel sapere che domani è un altro giorno e c’è altro da scrivere, uno spleen tira l’altro ma hai la certezza che non sarà mai come quello di prima.

Ah che meraviglia fare la proèsia senza poi il calcolo delle battute, senza preoccuparsi del titolo se lo capiranno o no.

E a quel paese la rima, l’importante è che suoni bene.

Non siamo tragici, non siamo coreuti, ma il teatro lo vediamo in ogni cosa, e non sappiamo ancora adesso se arrivò prima l’accento della musica o quello della poesia.

Sì, Marani, la disputa che ci trasciniamo dai greci e dai romani, e poi dai teorici della musica ai cantanti di oggi, è sempre la stessa.

Dove va l’accento, quale ha preminenza?

Si deve adattare la tua poesia o è la musica che si conforma?

Scuole di pensiero si sono fatte la guerra e si sono dichiarate duello e sangue per la primazia dell’una o dell’altra.

Quando era la parola a trasformarsi in segno musicale, quando erano le lettere dell’alfabeto prese e spezzate, ruotate, capovolte a costruire le prime scale di otto suoni e di altri otto ancora per raccontare le differenze dei popoli, e da loro prendere nome, così da dirci se il modo fosse dorico, o frigio, o lidio o misolidio, e inquadrarci subito l’estensione, il colore, il sapore della loro diversa melodia, quando il tono per fortuna era anche semitono e quarto di tono, e tutto aveva il sapore del suono in natura, quando tutto era questo magma più vasto e degno del suono in natura, e la parola si piegava alla volontà di un suono fermato nello spazio, avevamo l’Inno al Sole, l’epitaffio di Sicilo, gli inni delfici.

Era la lava incandescente della musica che eruttava dal centro del mondo.

E così, la proèsia somiglia a questo quarto di tono, alle sfumature ritrovate di 5mila anni fa,  le parole spezzate e sospese e incalzanti sono come le note fenice rotte, spezzate, ruotate, capovolte per fare più scale dei suoni.

Marani, sul frigorifero manca una Lira, quattro corde e poi la musica è finita.

Stefania Piazzo Direttore piazzolanotizia.it

 

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Informazioni su Rosanna Marani

@RosannaMarani Per sapere chi sono stata http://it.wikipedia.org/wiki/Rosanna_Marani http://www.storiaradiotv.it/ROSANNA MARANI.htm Per sapere chi sono...chiedimelo Il mio motto Possiedo da spendere la sola moneta del mio sono. Ho investito il mio ero e non so se il mio sarò, potrà fruttarmi l'interesse ad essere.
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4 risposte a Anteprima del mio primo libro di liriche P’ossessione

  1. Anna Del Frate ha detto:

    Brava, ma soprattutto tanto brava e tanto buona nell’aiutare le creature di Dio, i nostri cari amici pelosetti, che purtroppo soffrono tanto e muoiono, in questo mondo infame! Sempre grande!

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  2. mikelasav ha detto:

    ……sono d’accordo!
    Perla rara……. onorata di esserti amica!

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