LO STATO E LA SPOSA BAMBINA


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marani

LO STATO  E LA SPOSA BAMBINA

Ma che meraviglia

di RosannaMarani – Ma che meraviglia! Importiamo usi e costumi malsani come se non ne avessimo a sufficienza di quelli… nostrani.
L’Italia, il paese buonista che apre le sue braccia al mondo. Bene! Brava! Generosa! Il paese del Bengodi!
Qua vige la regola (ma che non diventi arma a doppio taglio, please!) del vivi e lascia vivere.
Ecco, lascia vivere.
Se lo dovrebbero ricordare, tenere a mente coloro che hanno bisogno dei dindi italiani per sopravvivere, coloro che accorrono in massa nella nostra patria, terra dove si è raggiunto a suon di lacrime sudore e sangue, un briciolo di civiltà! Dove le donne sono esseri umani e non schiave del maschio padrone o di un dio intollerante nascosto nelle tasche di un caftano!
Noi donne italiane, camminiamo a fianco dell’uomo che ci scegliamo, anzi del partner che ci scegliamo! Non due passi indietro. Chiaro?
Noi donne italiane, abbiamo la libertà del pensiero. Il nostro. Chiaro?
E dunque che facciamo? Tolleriamo che davanti ai nostri occhi per un ibrido senso che diamo alla parola razzismo, accadano stupri? Violenze sessuali? Figlicidi da parte di persone che (e chi se ne frega se mi arriveranno strali sulla testa!) senza alcuna vergogna o pudore io chiamo retrogradi, che pretendono di dettare la loro legge a noi?
No! Basta!
Poi si fanno titoloni e inchieste se le famiglie ritirano i figli dalle classi formate per la maggioranza da extracomunitari!
Diamine, se lo Stato non interviene e duramente ad affermare che qua si fa come siamo abituati a fare, il cittadino impaurito dal dilagare da usanze tribali (posso sottolineare che in giro c’è qualche concittadino che ha “imparato” ad usare l’acido per vendicarsi di una fidanzata che lo ha lasciato????), pone rimedio facendo a modo suo. Generalizzando magari, ma come si dice, fidarsi è bene e non fidarsi è meglio!
Mi interessa imparare la diversità culturale partorita dall’intelletto. Rigetto la bieca, oscura, ristrettezza mentale.
Quella no. La combatterò con ogni forza del mio disprezzo.
Sicura che per progredire si deve allargare l’orizzonte del pensiero.
Non mettergli il paraocchi e la mordacchia.
Come ha fatto il pubblico ministero Francesco Tonon, nella cronaca che riporto, al quale va il mio bravo! E coltivo la speranza che il cosiddetto padre che ha umiliato la figlia, padre lo diventi davvero dopo la lezione, dura, che mi auguro, subirà!

(leggi qui)

http://mattinopadova.gelocal.it/padova/cronaca/2014/07/02/news/padre-e-cugino-condannati-per-la-bimba-sposa-stuprata-1.9525982

rosanna marani

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12 SETTEMBRE

 

 

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Informazioni su Rosanna Marani

@RosannaMarani Per sapere chi sono stata http://it.wikipedia.org/wiki/Rosanna_Marani http://www.storiaradiotv.it/ROSANNA MARANI.htm Per sapere chi sono...chiedimelo Il mio motto Possiedo da spendere la sola moneta del mio sono. Ho investito il mio ero e non so se il mio sarò, potrà fruttarmi l'interesse ad essere.
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2 risposte a LO STATO E LA SPOSA BAMBINA

  1. Io, Marianna Piani, di Milano, cittadina del mondo, donna quarantenne, sono, e sempre sarò, con Rosanna, parola per parola, e razzista, sì, ad alta voce come lei: razzista della idiozia, anche quella travestita da “progressista” ma che cela o una profonda vigliaccheria culturale, oppure un mal sopito revanscismo antifemminile (nota, cara, che ho scritto “antifemminile” e non “antifemminista”, e tu sai bene dare il peso alle parole).
    Come a lei non m’importa un fico secco del colore della pelle, della nazionalità o della “cultura”: un imbecille, o un criminale, tale lo è e basta. Chi infrange l’habeas corpus – legge umana fondamentale e u-ni-ver-sa-le – specialmente nei confronti dei deboli e dei sottomessi, come ancora in troppe troppissime culture sono le donne – non ha diritto a chiamarsi “uomo”.

    Evviva infine alla capacità di dire pane al pane e vino al vino, alla mancanza di ipocrisia e di timore, al coraggio della parola, della mente e del pensiero di cui ci rende sempre esempio Rosanna!
    Questo coraggio è donna, e ha il nome di Libertà.

    Grazie Rosanna!
    Io sono con te, noi tutte siamo con te!

    Marianna

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