Letto sfatto


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Letto sfatto
Dio di onice
A
Dea di alabastro
Scalpella
Fremiti
Di ritmo
Scolpisce
Tremiti
Di sudore
Accorda
Respiri
Di violino
Batte
Sussulti
Di tamburo
Pigia
Grida
Di pianoforte
Concede
Singulti
Di oboe
Mentre guaisce
La pelle
Mentre strina
Il piacere
Mentre musica
Il senso
Mentre annusa
L’amore
Nel
Letto sfatto
Di appartenenza
Dentro la
Stessa
Radice
Di
Assenza
Dentro la
Stessa
Sinfonia
Di
Essenza

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Informazioni su Rosanna Marani

@RosannaMarani Per sapere chi sono stata http://it.wikipedia.org/wiki/Rosanna_Marani http://www.storiaradiotv.it/ROSANNA MARANI.htm Per sapere chi sono...chiedimelo Il mio motto Voglio essere ieri fino a quando non saprò chi sarò domani, mentre imparo chi sono oggi!
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5 risposte a Letto sfatto

  1. Invece a me, stranamente, di primo acchito non mi ha convinta…
    Non come tante altre composizioni di Rosanna. Altre che in alcuni casi mi hanno addirittura entusiasmata.
    Non è MAI facile avvicinarsi a una composizione di Rosanna, se VERAMENTE se ne vuole comprendere il senso, l’essenza, il valore emotivo e di comunicazione. Ma in questo caso c’era qualcosa che mi sfuggiva, qualcosa che non riuscivo a cogliere.
    Troppo corrusco, “sfatto” appunto, mi sembrava questo “letto sfatto”. Mi ci sono arrampicata, non senza qualche fatica, su quei gradini di parole, tutte maiuscolate, all’inglese, come se fossero lapidi incise.
    Ho trovato molto legno (violino, tamburo, pianoforte, oboe), ma tutto pareva pietrificato.
    Pazienza, mi sono detta, non sempre ci si può trovare in sintonia con un autore… Ricordo le mie incomprensioni – più frequenti di quanto non possa sembrare – con certi testi di Dickinson, o le vere e proprie arrabbiature con certe liriche di Sylvia Plath, con tanto di volume scagliato contro il muro dall’altra parte della stanza.

    Eppure, diavolo, ci doveva essere una chiave. Forse, mi sono detta, proprio questa è l’intenzione dell’Autrice, qui, quella di tenerci il più lontani possibile dal senso, da ogni senso.
    Le parole mi sembravano scolpite una per una, non era un mobile caleidoscopio – come altre volte – da girare e rigirare e spiarne i cangianti colori: era proprio un’incisione rupestre, immodificabile, primitiva, in apparenza, multiforme, destrutturata.
    E allora ho riletto. E riletto. E riletto ancora…
    E piano piano, ho iniziato a “sentire”. Dapprima il ritmo:

    “Batte
    Sussulti
    Di tamburo
    Pigia
    Grida…

    poi sentii emergere un tessuto melodico, se pur del tutto atonale, ancestrale:

    “Mentre guaisce
    La pelle
    Mentre strina
    Il piacere
    Mentre musica
    Il senso
    Mentre annusa
    L’amore…”

    e finalmente iniziai a comprendere l’armonia, monodica, assolutamente non polifonica, come un canto ellenistico:

    “…Nel
    Letto sfatto
    Di appartenenza
    Dentro la
    Stessa
    Radice
    Di
    Assenza
    Dentro la
    Stessa
    Sinfonia
    Di
    Essenza”

    Capii che qui il tentativo – se riuscito o meno si potrà poi discutere – non è un lavoro sulla “parola”, com’è usuale in Poesia, e ancor più in Rosanna, ma sulla Musica!
    Il violino, il tamburo, il pianoforte, l’oboe suonano come in una partitura di Webern, non si incontrano mai, sono oggetti prima che strumenti. Non è il loro suono che conta, ma il loro rapporto dialettico.
    Alla radice di tutto questo, però, il rapporto sempre teso e conteso di Rosanna, della Donna Rosanna, con l’amore, esperienza di confine tra mistico e fisico per lei più che in chiunque altra, tra le scrittrici che conosco.

    Detto questo, posso dire ora che questa composizione mi piace, come lettrice?
    No, non possso dirlo.
    Ma certo questo non incide sul valore dell’opera in sè, che porta avanti un progetto di percorso estetico ardito, e coraggioso, come sempre, ma qui più dichiarato e scoperto.
    Per questo vale la pena, anche per chi come me non la sente “piacevole”, di leggerlo. E consiglio di farlo ad alta voce…

    Un abbraccio, Maestra e amica!

    Tua
    Marianna

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  2. Rosanna Marani ha detto:

    Buongiorno Marianna. Come sempre carpisci il mio…umore poetico… Questa lirica é … o perlomeno lo é nella mia intenzione, una epigrafe. Una lapide di gioia … troppo potente per sdolcinarla… Un dipinto, uno stralcio cristallizzato … di lembi di carne che si fondono con lembi di carne. Ho desiderato fissare la melodia cruda come appare, ma per me melodiosa, dell’amplesso … sul pentagramma del ricordo … per lasciarlo descritto … crocifisso nelle emozioni. Perchè Letto sfatto, è la emozione superba dell’amore compiuto di due anime che sono una unica essenza… Affinchè il ricordo non possa diventare … dinamico, ne struggente… ne amplificato dalla nostalgia… Perchè resti … immortale nella mia percezione …Grazie come sempre.

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    • Perfetto, Rosanna cara:
      l’intenzione corrisponde al risultato, non temere.
      Io lo avevo intuito quasi esattamente, e infatti avevo parlato di “pietrificazione”, e di ieraticità epigrafica…
      Però io sento, in mezzo a quelle parole chiuse come sbarre, dibattersi una tensione irresistibile e disperata al movimento. E’ la tua sensualità che cerca nonostante tutto di ribellarsi al tuo Pensiero Forte?
      In ogni caso, beninteso, un’opera non deve piacere per forza per essere un’opera d’arte. E soprattutto non sempre e non a tutti. E di converso, può capitare che un’opera inizialmente non compresa, gradualmente si avvicini a noi. Quando capita – come con una donna (o un uomo) che ci è antipatica a un primo aproccio, e poi pian piano, man mano che “scopriamo” meglio la persona ce ne innamoriamo – sono forse gli incontri più importanti della vita. Già, dopo le tue spiegazioni, sento più attrazione per questa tua creatura…

      Ti ringrazio, anche per aver accettato una mia “osservazione” critica con tanto fair play e buon gusto.

      Grazie infinite Rosanna!

      Tua
      Marianna

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  3. Rosanna Marani ha detto:

    Parti dalla prima pietra.. tra di noi… dove c’è inciso: io ti adoro. Punto. Puoi dirmi tutto. Due punti….Perchè quel che ..scrivi qui da me.. è oro..che mi irrora. Si infatti, è così.. dentro le sbarre di questo ricordo che voglio come scultura inamovibile e spaventosa nella sua possanza…si dibatte la mia sensualità.. Sto cercando ora di scriverne….di riprendere il mio filo.. che ho annodato ad un Letto sfatto!!!! Grazie… per come sei e per quel che sei….

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  4. Rosanna Marani ha detto:

    Poesia Letto sfatto

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