Stilla


Corda

Stilla

Stilla

Oppressa

Avanzo

Di vetro

Rigato

Da pietre

Di minuti

Che lapidano

L’attesa

Vergine

Impura

Immolata

Sull’ara

Pudica

Della frenesia

Stilla

Oppressa

Sfilaccio

Di corda

Sdrucita

Da uncinetto

Di secondi

Che trivella

Il costato

Nudo

Infilzato

Nel sangue

Brinato

Impillaccherato

Sul filo

Della risposta

Paralizzata

Del dubbio

Smorfia

Nel sorriso

Ieri

Divaricato

In pieghe

Oggi

Rappreso

In piaghe

Informazioni su Rosanna Marani

@RosannaMarani Per sapere chi sono stata http://it.wikipedia.org/wiki/Rosanna_Marani http://www.storiaradiotv.it/ROSANNA MARANI.htm Per sapere chi sono...chiedimelo Il mio motto Possiedo da spendere la sola moneta del mio sono. Ho investito il mio ero e non so se il mio sarò, potrà fruttarmi l'interesse ad essere.
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3 risposte a Stilla


  1. Per me visitare l’Orto di Rosanna non è “facile” come prendere la porta sul retro, con un cappellaccio in testa, un paio di stivali di gomma, e andare a vedere a che grado di maturazione sono i pachini ciliegini sui loro rami… O meglio, la porticina sul retro c’è, e anche il cappellaccio e gli stivali, ma la porta si apre inondandomi con una vampata di luce abbagliante, come si vede in certi film fantasy, e rivela un mondo senza confini, dove a ogni passo si incontrano sì pomodorini, fioridizucca, fragole – e incongrue fulgide rose – …ma sono frutti o gioielli? E qui mie care ci si addentra – sempre, ma sempre – con il cuore in gola.
    E non è una passeggiata, credetemi!
    Come in questa composizione, dove Rosanna sembra si trasfiguri: dov’è la donna elegante, dolcissima, dai meravigliiosi occhi di cristallo, dal viso che sfida il tempo con quella sua bellezza mozzafiato, sempre magicamente intatta? Dov’è la poetessa dal pensiero tenero, avvolgente, insinuante, che conosciamo ed amiamo alla follia?
    Qui c’è un vigore, una sensualità che ci assale come un’onda, o come un getto di lava, ogni parola ci punta e ci punge, e ci taglia, ci risveglia dal nostro dolce torpore, ci fa capire che passione, la vera passione, è dolore, è ferita, è piaga!

    Ma, vi prego, rileggete con me soltanto questa chiusa, che pare il transetto che traversa, chiudendola, la cattedrale:

    «…Nel sorriso
    Ieri
    Divaricato
    In pieghe
    Oggi
    Rappreso
    In piaghe»

    Questa è una lama di Toledo che ci taglia in due l’anima, altroché. Non c’è donna al mondo, credo, che non possa trovare sè stessa in questa frase!

    Maestra, Amica, grazie, sempre!

    Tua
    Marianna

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  2. Rosanna Marani ha detto:

    E come sempre… mia adorata Marianna… GRAZIE…

    "Mi piace"

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