GIÙ IL VELO I TABÙ NON SI DIFENDONO


marani

http://www.piazzolanotizia.it/gi-il-velo-i-tab-non-si-difendono-N628.html

GIÙ IL VELO I TABÙ NON SI DIFENDONO

Velo

di Rosanna Marani – Nei giorni scorsi, dove si continua a parlare di politica e poi ancora di politica…. abbiamo visto passare di sfuggita questa notizia:
“Vuoi lavoro? Togliti il velo”, ragazza fa ricorso
Sara è una studentessa 21enne nata a Milano e indossa il velo islamico per motivi religiosi. Respinta dalle aziende che per assumerla le chiedono di toglierlo.

Ci sia concesso di ragionarci un po’ su. 
Il ricorso lo dovremmo fare noi donne. Dissento totalmente dall’uso della parola che questa ragazza e il suo avvocato adoperano nel ricorso che hanno presentato.
Discriminazione.
La nostra verso di lei.
No, è questa signorina che discrimina noi donne italiane.
Italiane come lei, nata a Milano. Forse per un errore del destino.
Se vado nel paese dove la donna è considerata poco più che una appendice maschile, ho l’obbligo di indossare la palandrana per coprire la mia presunta vergogna di essere nata donna.
Per soggiornare, per cercare lavoro. Ammesso che desideri ripiombare nel Medioevo dove donna era sinonimo di strega. E se era un essere, era un immondo essere.
Bon, nell’ipotesi di un mio soggiorno in territorio che considero retrogrado ed ostile, mi adeguerei ai costumi locali per educazione.
Per dovere di ospitalità.
Non esibirei neppure uno straccetto di crocifisso per testimoniare la mia appartenenza ad una religione.
La religione mi pare, sia una scelta ed un fatto privato. Intimo.
Dunque perché devo accettare un compromesso con una persona di sesso femminile che è nata o è venuta in Italia per viverci, che non si adegua al nostro modo di manifestare la nostra civiltà?
I nostri figli, i nostri clienti potrebbero manifestare paura, imbarazzo, disagio ad essere accolti da persone paludate che offrono con il loro abbigliamento, una palese sottomissione a idee di convivenza tra uomo e donna lontano un abisso dalle nostre idee.
Noi donne, da sottomesse ad antichi tabù, vilipese da una eternità, ci siamo liberate dalla repressione, mettendoci la faccia e le battaglie e le sconfitte e la tenacia per ottenere pari dignità.
Dignità che col nostro esempio, siamo liete di offrire a quelle donne che desiderano affrancarsi.
Non a chi insiste nel portare una maschera di velo ed ha la pretesa di essere nel giusto.
La Rosa Scarlatta, qui nella nostra patria, l’abbiamo scucita dalle camice di forza della disuguaglianza con cui ci teneva in ostaggio, il maschilismo.
E non abbiamo intenzione di chiudere un occhio.
Il buonismo lo abbiamo sepolto sotto la croce che ci siamo tolte dalle spalle.
E allora nasci o decidi di abitare l’Italia?
Attieniti alle regole del paese che ti offre ospitalità.
Qui, i tabù, non hanno ospitalità.

Rosanna Marani ©2013

Piazzolanotizia – Riproduzione Riservata

15 APRILE

Fonte : http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/lombardia/articoli/1090260/vuoi-lavoro-togliti-il-velo-ragazza-fa-ricorso.shtml

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Informazioni su Rosanna Marani

@RosannaMarani Per sapere chi sono stata http://it.wikipedia.org/wiki/Rosanna_Marani http://www.storiaradiotv.it/ROSANNA MARANI.htm Per sapere chi sono...chiedimelo Il mio motto Voglio essere ieri fino a quando non saprò chi sarò domani, mentre imparo chi sono oggi!
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8 risposte a GIÙ IL VELO I TABÙ NON SI DIFENDONO

  1. Sai che ti dico, Rosanna?

    Che sono d’accordo con te PAROLA PER PAROLA!

    Da donna, da persona, da libera pensante!

    Assolutamente!

    Marianna

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  2. akycom ha detto:

    Pienamente d’accordo. E non per malcelato o preteso razzismo a detta dei nuovi pensatori della totale intregazione dei popoli, ma perché le leggi e gli usi e costumi del paese in cui si vive vanno rispettate e condivise.

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  3. Paola ha detto:

    Ciao Rosanna, Condivido. Un forte abbraccio e tanti complimenti per la meritata vittoria. Paola pingi

    Inviato da iPad

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  4. rosanna g. ha detto:

    Non credo alla buona fede di questa ragazza; credo abbia sfruttato un momento, uno dei tanti di facile popolarità. Nella richiesta per il lavoro proposto, era presente la condizione di una chioma fluente…forse per pubblicizzare uno dei tanti prodotti per capelli. Quindi, di che discriminazione andava parlando?

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