LE DISPONIBILI SUL MERCATO


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marani

LE DISPONIBILI SUL MERCATO

Santanchè, lei viene?” “Battute che potete fare a quelle disponibili sul mercato”

Questi sono i fatti, anzi, leggiamo il Fatto Quotidiano poi, di seguito, se mi permettete, ciò che penso io sul verbo venire.

http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/02/21/santanche-lei-viene-battute-che-si-fanno-a-quelle-disponibili-sul-mercato/222068/

Il 18 febbraio Angela Bruno, la dipendente della Green Power travolta dai doppi sensi di Silvio Berlusconi (“Lei viene? Quante volte?”), ha rotto il silenzio rivolgendosi a chi, di quel siparietto, aveva riso: “Cosa avreste fatto se quelle domande le avessero rivolte a voi o a vostra figlia?”.

Oggi a Milano, alcune note esponenti del Pdl hanno deciso di dare un segnale, al grido di “Siamo donne, non siamo bambole”, slogan di un programma in otto punti dedicato proprio alle donne.

Ad officiare la presentazione al Circolo della Stampa è Daniela Santanchè: “Noi non chiediamo le quote rosa, ce le prendiamo”, dichiara attaccando il centrosinistra e in particolare Pierluigi Bersani, che in campagna elettorale aveva detto che il Cavaliere tratta le donne come “bambole gonfiabili”. ”Quella sì, una battuta maschilista e qualunquista”, puntualizza Mariastella Gelmini, altra promotrice del manifesto delle donne. Insomma, nessuna autocritica.

Anzi, “se c’è uno che non ha mai svilito le donne è Berlusconi – sentenzia la Santanchè – poi, anche lui deve lottare con il maschilismo che c’è in tutti i partiti, anche nel Pdl”. Però, continua, “noi non abbiamo mai avuto motivo di vergognarci di essere donne del Popolo della libertà”. La parola passa ai giornalisti presenti.

Azzardiamo una citazione: “Lei viene? Quante volte?”, domandiamo alla pasionaria.

Le signore in sala sbottano. “Sicuramente più di lei”, grida una.

Ma la Santanchè ha qualcosa da dire: “Anche a lei sarà capitato di fare delle battute, ma lei le sue battute le fa a quelle donne che sono disponibili sul mercato”.

E ancora: “Tocca a noi donne far capire che non si è disponibili sul mercato”. Tutto qui. Nel femminismo in salsa Pdl la difesa della dignità della donna si riduce a una questione di disponibilità a “stare sul mercato”.

L’uomo è uomo. Se poi si chiama Berlusconi e, come ricorda l’ex ministro Gelmini, “ha il gusto della battuta”, non possiamo fargliene una colpa.

Cosa avrebbe fatto Daniela Santanchè al posto di Angela Bruno? “Mi sarei fatta una risata”.

Fin qui la cronaca riportata. Che ne pensate?

Io dico che spesso…

Le peggior nemiche delle donne sono le donne.

Vero. Verissimo. Le peggior nemiche delle donne sono le donne.

Certe donne che di donna hanno assimilato solo l’aspetto esteriore più deleterio.

Quello plastificato. Quello con tacco 15.

Quello con minigonne e pelliccia addosso di creature straziate per la loro insulsa vanità.

Per sentirsi gnocche.

Quelle donne con la coscienza plastificata, come d’altronde è plastificato lo spessore della loro anima.

All’asta per il miglior offerente.

Quelle che appartengono ideologicamente (si fa per dire, che per loro l’ideologia è uno scambio di favori e si compra e si vende al mercato del do ut des), all’harem di un padrone maschio che fa del peggior sessismo da trivio, la sua abitudine.

Mi riferisco al maschio che non avrebbe mai concesso il diritto di voto alla donna, quello che le vede, le donne, sempre in posizione orizzontale, quello che solo la selezione naturale eradicherà, quello anziano che non si dà per perso e che ha perso il senso di sé e del ridicolo.

Quelle donne che l’etica la confondono con la cotica. Quelle donne dalla morale umorale.

Quelle donne che pretendono ed offrono rispetto giudicando in base agli interessi maturati in banca.

Quelle donne per intenderci, che danno a tutto un costo, a nulla un valore. Quelle donne che ti guardano obliquamente e che se non sei griffata persino nelle mutande, sei una nullità, uno zero assoluto.

Quelle donne che ti perforano con altezzosità, brandendo la fede dell’arroganza come religione assoluta e assolutista. Quelle donne schiave del proprio narcisismo.

Quelle donne che interrogano lo specchio per controllare se la ruga è da botoxizzare, mentre non si accorgono di essere loboto(x)mizzate dentro.

Quelle donne che partecipano al mercimonio della dignità. Quelle donne che non conoscono la purezza, l’innocenza della donna, tanto dissimile da loro, quella donna che è portatrice di vita.

Quella donna che ama ogni creatura del mondo intero e che si batte per la sua tutela. Compreso la loro.

Perché loro sopravvivono aridamente.

Incapaci di vivere e di rispondere al loro cuore che chiede amore, empatia, carità, pietà, sorellanza e che invece ottiene indifferenza.

L’indifferenza alla propria essenza femminile.

Rosanna Marani

©2013 Piazzolanotizia – Riproduzione Riservata

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Informazioni su Rosanna Marani

@RosannaMarani Per sapere chi sono stata http://it.wikipedia.org/wiki/Rosanna_Marani http://www.storiaradiotv.it/ROSANNA MARANI.htm Per sapere chi sono...chiedimelo Il mio motto Voglio essere ieri fino a quando non saprò chi sarò domani, mentre imparo chi sono oggi!
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