Sapor di elisir non di cicuta


Sapor di elisir non di cicuta

Ho da sempre cercato

L’orgasmo dell’anima

La sua libidine

Il suo coito

La sua copula

Il suo amplesso

Convesso

In ogni dove

In ogni come

Complesso

Ottuso

Colluso

Concavo

Della mia carne e spirito

Cavo

Nella mia vita

E non li ho trovati

Li ho soltanto

Sentiti

Avvertiti

Patiti

Bramati

Desiderati

Agognati

Or so che esistono

Or so che insistono

Tali languori

Sapori

Odori

Quel battito

Quel tocco

Del fiocco

Di furore

D’amore

Di purezza

Di sensuale richiamo

Rimpallo

Rimando

Di entusiasmo sballo

Sono tutti sospiri

Respiri

Causa ed effetti

Che scorrono

Dentro e fuori

La mia pelle

Imbelle

Con palpitanti affetti

Abitano nella musica

Colonna sonora del tempo

Che rende il mio corpo

Il suo tempio

Che eccita

Educe

La poesia

Dell’essenza mia

Mi rende viva

Vivace

Vitale

Appaga

Il mio spirito

Fatale

Evviva

La mia sfiancante

Ricerca costante

E’ finita

Terminata

Compiuta

Ormai è

Sapor di elisir

Non

Di cicuta

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Informazioni su Rosanna Marani

@RosannaMarani Per sapere chi sono stata http://it.wikipedia.org/wiki/Rosanna_Marani http://www.storiaradiotv.it/ROSANNA MARANI.htm Per sapere chi sono...chiedimelo Il mio motto Possiedo da spendere la sola moneta del mio sono. Ho investito il mio ero e non so se il mio sarò, potrà fruttarmi l'interesse ad essere.
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33 risposte a Sapor di elisir non di cicuta

  1. …..semplicemente……meravigliosamente……”Rosanna!!!”
    CHE DIRE DI PIU’!!!!?????

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  2. MagdalaDi ha detto:

    Esattamente sapor di elisir. Finalmente. Per noi del: o tutto o niente. L’arrivo appaga più del viaggio perchè un’altro viaggio ci aspetta.

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  3. abbaschia ha detto:

    Quando della natura, il peso il corpo sente, “mentre momento di tuberi amari se ne ciba” e di tutto il verde e il fiore fa veleno; sentirsi annebbiata mente, tossico il momento, e, ancor mancare
    l’aria dentro il pneumo,fallito il pulsar di spinta al cuore, non si sa più cosa pensare: se altre verdi vallate visitare o stare col ricordo appeso al filo e di nutrire quello,or, come di cordone in placenta sistemato, pronto a nutrire e prestar nuovo sconosciuto stesso affetto.
    Ora che chiusa in assi di Cartesio ,or che ti vedi in costante o rete che sale e scende come fa l’economia e la borsa detta qual momento; è l’esistenza che viene messa in mostra; allora, l’analizzi, e nulla te costa, tranne che vagliare proprio vita: e vizi, dolci d’essa o foss’anche amari. Quando vomito vien su col tal parole grevi di scurrilità che cerchi scatenarti d’inventarti qual non sei presentandoti sì chiara nel linguaggio come fosse questo a tal liberatorio da riempirti tutta e d’inondazione tratta per esser stata ,forse,sì, tanto maltratta:abbattendo quanto il Petrarca e il Dante ebber da dire verso colei che tanto onesta pare.Or mi vien voglia lesto consolare con mia parola che forse sa d’intruso nel voler stare in un che loco mio non è, perchè sconosco,ma, per esser a volte io invogliato d’alone puro che ne fa l’affetto; perchè, quello che cerco,sento io in mano, come oro, come pepite,che solite, esse giaccion lontan da me e non so dove che a me dan ricchezza dentro l’alma mia e cuore e dar tale richezza sentimento poi ad altri senza alcun compenso ma solo per amor al,car,prossimo voluto, come virtuale, e sconosciuto approccio di corpo o coito empatico goduto senza nulla condizione stesa e scritta, quando per mani assieme stese in altri ameni luoghi fiori fan ricerca a farne intingoli, licor ed elisir, perchè ruffiani si prontano al traghettar dal vero al sogno e al pianto..per affetto.

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  4. ombreflessuose ha detto:

    Cara Rosanna, finalmente la tua amarezza si ubriaca di dolcezza.
    Un abbraccio
    Mistral

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  5. abbaschia ha detto:

    Sono volatile come fumo di spirito, e cirri celesti vedo e colgo come indicar bel tempo e nuova primavera, e richiamo e risposta ed echi sento vibrar , e faccio miei perchè quanto m’è dolce ch’io non sappia dire.E allor mi tieni già fermo nel verbo che fuori esce libero al pensier, già mi stringi palmo, a buona conoscenza, già m’hai patteggiato con la tua penna ;e io comprendo quanto bella sia anche se triste or anima tua.
    Ma valgo tanto poco, e non son io quel che me presento al quadro ch’io espongo.Disparo son per stelle nato, anco se mio cuor da supernova stella, il genere mi tien non son fin quando.Giusto tu sappia , quanto ad altre piaggie legato a costa ,quanto io lo sia,!! Anche se io chiedo quando al navigar varco, almen di canto di sirena che n’namori,a giusto consolar anima gnuda con quel gran desio che spira core.Paura non fan le tue parole m’addolciscono qual fossero viole,me chiedo allor che fare e la cosa più certa che incontro vien ed è di certa d”inganno regalar non m’è concessa ma pura confidenza ed amicizia come se foss’io amante e solo al volo prestar tuo sentimento e poi sparire perch’io al vero non esisto, e niente mi fa che non sia fantasma schietto.
    Ma tu dimmi,sì, che tu sei Musa,perchè il tuo vagar,cosa ricerchi che ti spinge?Vedro intra tramezzo quanto sdegna sia, sento quanto occorre a te per tua esistenza, perchè mi mi,chiedo comunque così ,poi.cotanta spinta,ebben son quì per far di nostra conoscenza la vicinanza che tanto v’è richiesta e insiem concessa.

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  6. Manola ha detto:

    Forte ,molto penetrante ,questo elesir ,il corpo lo agogna ma se l’anima è chiusa non saprà mai il vero valore , una volta capito con il tempo è questo l’elesir per la vita .

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  7. Rosanna Marani ha detto:

    Verissimo, prima il volo dell’anima poi, a seguire l’abbraccio del corpo a quel volo!

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  8. abbaschia ha detto:

    Rondinotto ,proprio proprio, or or, volato, lunga la corda del suo primo volo, anche se freddo e stanco per le poche piume, s’allieta nel sentir che l’aria contra è forte e calda, che gli si scalda anche forte il core.

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  9. Rosanna Marani ha detto:

    Si… ora posso volare lontano e dentro al mio cuore, senza sentir ne peso ne dolore

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  10. abbaschia ha detto:

    Oh!! meraviglia quanto sentir il caldo nelle mani, saper di dentro cosa ch’or tu stringi,cosa; non vedi, ma tu, qualcuno,o l’emission d’un fiato a vela d’onda che lenta pacata a calma come in bonaccia ferma, natante, dondolarsi quando già procella stanca. L’anima sua trovar e del suo cor ch’aperto, a don l’omaggia .

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    • Rosanna Marani ha detto:

      Si all’amor l’omaggia,
      questa è parola molto saggia.
      ma solo all’amor sincero,
      quello vero
      che nasce dentro
      il proprio dentro
      e che fa il tuo esistere contento.
      Solo per quell’amor totale
      vale l’attimo e la pena
      di respirare,
      fiatare,
      essere spirito e carne
      e carne e spirito
      mescolati insieme
      avvinghiati
      fusi e conclusi
      senza distanza alcuna
      senza spazio ne tempo
      sospinti soltanto dal vento
      tra il sè e l’altro da te
      che è il nodo della radice
      di cui non puoi fare senza
      quella radice tua
      che ti lega
      a lui o a lei
      d’appartenenza

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  11. Noemi Confortini ha detto:

    questo Elisir è stupendo Rosanna, ma voi siete tutti dei meravigliosi poeti!!!!! Ma che ci faccio io in mezzo ai voi che avete il dono di scrivere quello che avete nel cuore attraverso i versi!!!!!!

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  12. Rosanna Marani ha detto:

    Ci fai ci fai…
    qui bene ci stai
    e sai perchè?
    Perchè
    questo nostro stesso comune linguaggio
    parli
    ed il tuo cuore ha della poesia
    non i i tarli
    ma il suo sublime lignaggio

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  13. abbaschia ha detto:

    Smile
    love of love
    nascosta figura che conoscenza rendi, oltre non rinunci ad assapor lingua che frusta la parola amore come di batterista su tamburo quando scivola accordo e tintinnio ,che musica cosa che vola, in sal di danza ,ed or si sposa ,che unisce, non solo vesti bianche o d’esse seta, ma cuor che bolle e batte, come sia grancassa o tambur tonante, e desio di calma cerca, per sentir pagato quanto regna.

    http://t2.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQ4tBA6rxMA0zex2kHDE6z-ExWopwGTzMbZo0DE18gFbc-ZOMQZqQ

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  14. Rosanna Marani ha detto:

    Tutto quel
    Che ho scritto
    Ho detto
    Confermo
    Or qui mi fermo
    Esausta sfinita
    Felice contenta
    Di sentire esausta e sfinita
    La mia essenza
    Perchè anche questa
    Estenuante stanchezza
    Tale a spirosa brezza
    Fa parte del resto di vita
    Vissuta
    Grazie
    A te
    Che hai riempito
    Della grazia dei tuoi versi
    E del fraseggio
    Me ne hai regalato
    Omaggio
    Questo mio oggi

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  15. abbaschia ha detto:

    Passo doppio
    ho preteso troppo, se l’ora di veduta sera or galoppa , ti lascio alla bisogna e al tuo riposo.Anco se ai fianchi tuoi oggi son poggiato io ringraziar te devo; quanto cara vorrei esser flyante e te trovare ma son solo fantasma e in loco stare e li parlar d’amore tanto, non posso io volare fino a te, anche se mia fantasia ti ha avuta a dire e sentirti più d’ognaltra cosa che nel cuor .Ti lascio allor ai tuoi sogni belli e alla serata che ti ruban quel tuo cuor caldo,nei pressi romanticare d’un camino e un pò di vino a raccontarti un pò del tuo passato(sperando anch’io d’esser portato quale ricordo di una buona notte a te augurato e di sentirti presto o di vederti anche nel sogno ma con tanto effetto).Buona notte, sei meravigliosa, non parli tanto, me, basta dica solo una parola,che tempo non sentivo, chiamasi amore.

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  16. mikelagavi ha detto:

    ……………………..sempre sconvolgente….
    e l’anima si appaga!!!!

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  17. Ciao Miki. Si, serve appagamento totale, altrimenti è scarso, scarno. Non vale!

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  18. abbaschia ha detto:

    All’angolo disteso,giù dal passo,riparato per il forte freddo,sento investirmi caldo che vien su pel cielo;
    da Riccioli D’or, ch’han meraviglia, mi soffian su fosse primavera, e l’alito a sentir fossero baci. Che far allor me chiedo, ora posso anch’io fantasticare? di fate ch’ancor arrivano in me dentro? Sento d’essere investito dal calore amore, che quasi a brivido per schiena me si trafigge, come sentir d’un corpo a lato caldo. Come in talamo grande a ricompensa dove ogni minuto si spende conro l’altro e mai si vorrebber lasciar di belgiacere e considerarsi tutto d’uno con tutti i suoi rumori e anche umori con i colori l’ansie all’anse prese senza dimenticar quanto del gusto ungere le parti a pinzimonio grasse, sentirne il profumo, uguale a notte mentre luna cala ciglia e dà riposo.
    Questo mi commenteri come pagazio non scarno ma gonfio ancor per fine arrivare a quel totale che poi vale,M’ora il tutto in mio pugno stare.Lontano dal reale ma ch’aizza core,come nubi nere fan tempesta.. ma il Sol della ragione vaniscenza porta seco lontano a l’orizzonte e tutte l’acque sue, ferventi voglie, nasconde al suo sparir con suo calor lontano dentro l’onde.

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  19. E’ oggi ora
    in quest’attimo
    primavera
    ch’arrivò ieri
    sul far della
    beata sera
    quando stanca sfinita
    di frenesia finita
    prima di chiudere gli occhi
    delle tue parole
    rilessi i rintocchi
    mi han tenuto
    la notte compagnia
    come nenia malia
    ch’ho bevuto il senso
    io penso
    ch’ho saputo
    sentito
    il suo chiaro e nascosto
    amato
    gradito
    significato
    tale magnifico libero
    natante tonno
    prima di sprofondare
    nel mio sonno

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  20. abbaschia ha detto:

    Ricciolo d’oro

    Sano loco
    riparo
    intemperia sfugge,
    quando il salve arriva; voce
    di donna subito cara,
    per foga di senso.
    Causa,
    della bisogna mia sentirla.
    Sentire cosa scorre rosso suo
    quel suo calore
    che addolcisce mio
    che libera di briglie mio cavallo
    donando fantasie e sogni ancor
    quando suo trotto bizzarro
    a corsa verso valle verde
    ognor lui và.
    Praterie, riserve,
    che secche rigermoglio danno
    per lacrima cosparsa al manto e
    copiosa al pianto
    donando
    nuovo fiore e nuovo amor.

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  21. Rosanna Marani ha detto:

    Rinascere
    come nuovo fior
    o nuovo amor
    della vita sa
    di gustoso sapor
    che insito in sé ha
    e ogni giorno
    ogni secondo attimo
    di essere battito
    porta bagliore di luce
    che al cor sangue conduce
    al nuovo riluce
    di seme piantato
    nella emozione
    di terra germogliato
    e ancora non colto
    appare sembrato
    perché la piccola gemma
    che sboccia
    prima di fare bisboccia
    detta la sua condizione

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  22. abbaschia ha detto:

    Pensi che profumi abbian barriere..?.. vanno su per le narici invadono e occupano lo spazio loro, prurificano, piacciono.Amano silenti.

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    • Rosanna Marani ha detto:

      No i profumi
      non hanno barriere
      nè muri se sono puri
      Il mio profumo sa di vaniglia
      la mia pelle scompiglia
      una goccia sui polsi
      una goccia sulla nuca
      una goccia sulla fronte
      e un chicco d’ombelico
      perchè te lo dico
      che al mio passaggio
      si intuisca l’assaggio
      che sui miei passi lasci
      una scia delicata
      di profumo di donna
      che vuol essere amata

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  23. Noemi Confortini ha detto:

    Voglio guardare la
    dove sorge il sole
    sperare che la notte
    non possa spegnere la luce.

    Profumi del giorno nuovo
    certezze
    le tue carezze.

    Voglio guardare dove sorge il sole
    prima di dormire
    il fresco della luna
    cullare i sogni
    che nessuno può rubare
    pensarti
    Voglio guardare la
    dove sorge il sole
    sperare che la notte
    non possa spegnere la luce.

    Profumi del giorno nuovo
    certezze
    le tue carezze.

    Mi piace

  24. Che delicatissima poesia Noemi! Brava… e grazie di essere scesa nell’agone, in questa singolar di poesia, tenzone!

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  25. Noemi Confortini ha detto:

    da voi imparo! Grazie Rosanna

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  26. Ecco, è così che si fa……

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  27. Rosanna Marani ha detto:

    Poesia Sapor di elisir non di cicuta

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  28. abbaschia ha detto:

    Ancor m’è nero
    quel passaggio caro
    poi che striato di polvere le stelle
    lasciatomi tuo d’intriso umore,
    qual nebulosa “d’astri”,
    ch’ora si mira qual lontana stare
    e quei puntini
    fosser dei quarzo quanto suo brillio.
    Lungi quant’abbia
    di mio pensar pretesa
    d’arrecar travaglio in
    seno a dolce mente pura
    onde l’elaborare
    le vien meno e mal sicura
    e di suo core apporto
    lacrima a paura.
    E poi di tanto ancora un sol parlare
    come un cullar che ingiovanisce il core,
    Quinci,allora,perchè,dell’ombra mia?
    Forse per un dirlo arrivederci,o
    forse più che non si può dire?.
    Manch’io posso svelar
    tal mio segreto perchè
    lontano sosta all’antro
    ove sogna il core,tanto
    ch’io lo stesso smarrirmi,vado a dire.
    Forse un risentire tal lamento
    quando nell’erba cotta
    veleno fa scalpore;
    quando nel mio intra follia
    tarda la fiamma a stare,
    come per fine,
    s’agita lei non più sicura
    lingua a voler dir di me;
    qual sia l’aspetto e il nero
    ch’è nel cielo,tal sensazione
    di quanto sia
    quel gelo
    duro e buio.

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