LETTERA PER GABRIELE


LETTERA AI MIEI FIGLI

PER GABRIELE

 Natale 2003                     

Caro giovane uomo, è la tua ora, il tuo momento. Hai la pienezza della vita nelle tue mani, nei tuoi occhi, nel tuo cuore.

Noi ci amiamo e non ci sono santi a santificare il nostro amore, non servono, solo qualche fante a metterlo alla prova. Ma le lame d’offesa, spuntate, hanno inciso superficialmente la pelle, un vulnus poco profondo, neanche un punto di sutura.

Sei un giovanotto meraviglioso, una scappato di casa, dai capelli a crestone di gallo,  che mi incanta da sempre e, spero, per sempre.

Hai saputo sconfiggere le sofferenze che il  tuo destino combinato con il mio, ti ha inflitto Come un guanto hai rovesciato le ingiurie e le hai fatte diventare parte integrante della tua forza.

Ho un figliolo da leccarsi i baffi e i gomiti. Uhm…. che sapore morbido hai, avvolgente come quello del cioccolato che si scioglie in bocca e ti fa acquolina.

Se ne ha sempre voglia.

Tutto in attimo: mi diventi marito e padre. Da perdere la testa, da sentirsi inutile, scartata dal tempo inesorabile che travolge pelle liscia, fascino malandrino, gonna corta e belle gambe (le mie). Lascio i tacchi trampoli da vamp per le pianelle da nonna, tanto le vene varicose non le ho ancora!!!

Saprò essere una nonna migliore della madre con tante lacune che ti è capitata in sorte? Allora avevo l’immortalità dei miei ventidue anni che mi rendeva presuntuosa, ora dovrebbero, la saggezza e l’equilibrio dei miei cinquantasette anni, portarmi a sbagliare meno.

Ho detto dovrebbero, non devono.

Parlerò a Giacomo di suo padre, io lo conosco bene e gli svelerò il tuo tallone d’Achille.

Potrò darti ancora amore attraverso l’amore di tuo figlio. Che gioia nel rinnovarsi della vita, che gioia perfetta, sottile e penetrante!

Gli dirò, a Giacomo dell’anima buona di Gabriele, delle sberle che ha preso e che non gli ho evitato. Gli racconterò poche favole illusorie, gli insegnerò i miei errori cosicché non li ripeta, ma possa semmai  inventarsene degli altri, originali, nuovi, diversi.

E il finale delle favole che mi inventerò, non sarà sempre lieto.

Perché tutto potrai chiedermi ma non di insegnarli a porgere l’altra guancia. Col cavolo!

Ecco goditi questi ultimi attimi di individualismo dai ritmi conosciuti, dalle abitudini consacrate.

Tra poco il tuo universo sarà squassato da un meteorite che frantumerà le tue certezze e il botto ti lascerà sopraffatto da un boato di emozioni che ti frastornerà.

Poi, quando dominerai la commozione per il miracolo della vita che prende vita in una nuova vita, saprai di non essere più, per tutta la tua vita, mai più, solo.

Ti voglio bene. Ti voglio tanto bene.

Mamma

Ps Poi la vita ti ha fatto un altro dono, Gaia …

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Informazioni su Rosanna Marani

@RosannaMarani Per sapere chi sono stata http://it.wikipedia.org/wiki/Rosanna_Marani http://www.storiaradiotv.it/ROSANNA MARANI.htm Per sapere chi sono...chiedimelo Il mio motto Voglio essere ieri fino a quando non saprò chi sarò domani, mentre imparo chi sono oggi!
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Una risposta a LETTERA PER GABRIELE

  1. Rosanna Marani ha detto:

    Lettera per Gabriele

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