Sabato si celebra la Giornata Mondiale Vegetariana


E’ l’ora di vivere in pace con la propria coscienza, è l’ora di rispettare il mondo, l’ambiente e la vita di ogni creatura.

E l’ora dell’empatia. E’ l’ora della civiltà.

Sabato si celebra la Giornata Mondiale Vegetariana

Circa cinque milioni i vegetariani in Italia, trend in aumento. Lo 0,4 è vegan

Da ottobre il marchio ‘100% vegetale’ promosso dalla Lega anti vivisezione (Lav) e dall’Istituto per la certificazione etica e ambientale (Icea) per garantire che un prodotto non contiene nè è stato trattato con proteine animali 

Roma, 28 set. (Adnkronos/Adnkronos Salute) – “Secondo il rapporto Eurispes 2011 sono circa 5 milioni gli italiani vegetariani. E lo 0,4% ha optato per una decisione ancor più drastica, escludendo dalla dieta anche latte e uova, e diventando vegan”.

Questa la ‘fotografia’ del fenomeno illustrata all’Adnkronos Salute da Leonardo Pinelli, vicepresidente della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana, alla vigilia della Giornata Mondiale dei vegetariani che si celebrerà il prossimo sabato 1 ottobre. Scelgono la dieta verde soprattutto le donne: il 7,2% contro il 5,3% degli uomini; mentre le vegane sono lo 0,5% contro lo 0,3% dei maschi.

Anche il 13,5% di giovanissimi, tra i 18 e i 24 anni, e persino il 9,3% degli over 65, predilige diete senza carne. “Per circa la metà dei vegetariani – prosegue Pinelli – questa opzione dipende dalla convinzione, scientificamente ben fondata, che mangiare soprattutto frutta e verdura arrechi benefici alla salute. Molto alta, poi, la percentuale di coloro che sono mossi verso questa decisone da ideologie animaliste (44%)”.”Infine, in aumento costante coloro che scelgono la dieta verde per ragioni di tipo ambientalista: è provato che questo tipo di dieta – prosegue il medico – comporti un minore spreco di risorse e provochi meno danni all’ambiente.

Nel giugno 2011 un’indagine Unep, Programma delle Nazioni Unite sull’Inquinamento, ha rivelato che il 18% delle emissioni di Co2 nell’atmosfera derivano dalla fermentazione dei mangimi all’interno dell’intestino degli animali allevati dall’uomo.

Allevare animali da destinare all’alimentazione umana inquina quindi ben più, ad esempio, del trasporto su gomma in tutto il mondo”. “Il saldo totale delle risorse alimentari destinabili all’uomo, poi – spiega ancora Pinelli – è pesantemente intaccato dalla destinazione di risorse vegetali all’alimentazione degli animali da allevamento: se la maggior parte della popolazione mondiale divenisse vegetariana, e si riservassero così all’alimentazione umana le estensioni a latifondo oggi appannaggio della produzione di foraggi, potremmo arrivare a sfamare ben 11 miliardi di persone, ben più dell’attuale popolazione mondiale”.

Da Pinelli consigli vegetariani anche per i bimbi: “Considerato che in Italia un bambino su 3 risulta in sovrappeso, direi che il minor apporto calorico garantito dalla dieta verde è uno dei principali benefici che i genitori, attraverso la scelta vegetariana, possono assicurare ai propri figli”.

“Per quanto riguarda l’apporto di tutte le sostanze nutrienti necessarie alla crescita – riferisce ancora Pinelli all’Adnkronos Salute – la dieta vegetariana non comporta alcun rischio. Direi, al contrario, che anche un accrescimento più equilibrato è garantito dalla dieta verde: i bambini italiani, infatti, hanno spesso troppa massa grassa. L’unica attenzione va riservata ai piccoli vegani, i quali hanno bisogno d’integrare, attraverso appositi prodotti, la vitamina B12”.

Infine Pinelli rivolge un monito a medici e genitori: “L’unico consiglio è quello di affidarsi, sin dai primi giorni di vita del bambino, a un pediatra esperto in nutrizione. Accade spesso che genitori vegetariani, intenzionati a educare alla dieta verde anche i propri figli, incontrino le resistenze del pediatra: allora, convinti della propria scelta ma privi del supporto del medico, si trovano costretti a una dieta ‘fai da te’, sovente non pianificata e quindi poco equilibrata. L’auspicio, quindi, è duplice: che i genitori si preoccupino di cercare pediatri più aggiornati – che abbiano approfondito le proprie conoscenze sulle scienze nutrizionali – e che sempre più medici dei bambini s’informino sui benefici della dieta vegetariana”.

I consumatori vegetariani sono sempre più numerosi e rappresentano circa il 9% della popolazione italiana e il 6% di quella mondiale. Ancora più numerosi, l’86% secondo la Doxa, gli italiani propensi ad acquistare prodotti realizzati senza utilizzo di prodotti animali, certificati da enti indipendenti e identificati da un marchio.

E’ per questo motivo che la Lega anti vivisezione (Lav) e l’Istituto per la certificazione etica e ambientale (Icea) lanceranno da ottobre il marchio ‘100% vegetale’, che garantirà che un prodotto non contiene nè è stato trattato con proteine animali. Vegetariani per scelta, ma anche per necessità.

Eliminare la carne dal piatto è quasi un dovere per l’oncologo Umberto Veronesi, illustre paladino della ‘dieta verde’. “Il vegetarianesimo non è soltanto una scelta alimentare, ma una filosofia di vita – spiega lo scienziato all’Adnkronos Salute – Anzi, io penso che l’essere vegetariani da scelta si stia trasformando in necessità”, precisa l’ex ministro della Sanità. “Credo che siamo destinati ad un’alimentazione vegetariana per ragioni etiche, ambientali e di salute”, afferma Veronesi.

Questa la sua analisi: “La tolleranza e il rispetto sono principi che si applicano oggi ai rapporti tra tutti gli esseri viventi. Sempre più persone amano gli animali, li ritengono una componente essenziale dell’armonia del pianeta e per questo si rifiutano di ucciderli e di mangiarli”. Al contempo “si sta anche diffondendo il concetto di alimentazione responsabile. Ci si rende conto che il consumo di carne gioca un ruolo importante nell’assurda ingiustizia alimentare che fa sì che una parte del mondo muore di fame e soffre di denutrizione e un’altra parte si ammala e muore per eccesso di cibo”.

Il problema è che “i prodotti agricoli a livello mondiale sarebbero in realtà sufficienti a sfamare tutti se venissero equamente divisi, e soprattutto se non fossero in gran parte utilizzati per alimentare gli animali da allevamento”.

Da qui la “necessità” di rivedere le abitudini in cucina. Il direttore scientifico dell’Istituto europeo di oncologia di Milano, sostenitore del motto “vegetariani si può, vegetariani si deve” e co-autore insieme al giornalista Mario Pappagallo del libro ‘Verso la scelta vegetariana’ (Giunti editore), ricorda poi i benefici di questa filosofia alimentare per la salute.

“Ridurre la carne fa anche bene”, insiste Veronesi: “I vegetariani vivono più sani e più a lungo”, assicura l’oncologo. “E’ scientificamente provata una correlazione tra diete ricche di grassi saturi (provenienti da fonti animali) e molte malattie gravi, tra cui alcuni tumori”, mentre “frutta e verdura, oltre a contaminarci molto meno degli altri alimenti – conclude lo scienziato – sono scrigni di preziose sostanze come vitamine, antiossidanti e così via. Non solo quindi non sono dannose, ma hanno un effetto protettivo”.

“Benché nella storia non manchino vegetariani per scelta e persino vegetariani per costrizione, come purtroppo accade tutt’oggi in alcune aree povere del mondo, l’uomo andrebbe comunque definito un animale onnivoro”.

Questa la posizione di fondo espressa da Pietro Antonio Migliaccio, presidente della Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione. Migliaccio si dice contrario a ogni forma di “fanatismo, soprattutto quando la pubblicità e la popolarità di certe abitudini alimentari si trasformano addirittura in paradossali forme di proselitismo”.

Migliaccio suggerisce di mangiare quel che si preferisce, purché si rispettino le indicazioni fornite dai nutrizionisti, “la cui consulenza non dovrebbe mai mancare, nè ai vegetariani, nè agli onnivori: tanto più che i cosiddetti lacto-ovo-vegetariani – precisa Migliaccio – non corrono alcun rischio di squilibri nell’apporto di sostanze nutrienti”.

Qualche rischio, allora, potrebbero correrlo i vegani, ma Migliaccio si mostra sereno anche su quest’argomento: “Io suggerisco ai vegani l’assunzione di vitamina B12, della quale sarebbero del tutto carenti, attraverso la somministrazione settimanale di un integratore sintetico”. Un monito va però ai genitori che volessero educare alla dieta verde i propri figli sin dai primi anni di vita: “Calcio, ferro, vitamina D e determinati aminoacidi essenziali nella fase dell’accrescimento sono senza dubbio carenti nella dieta di un bambino vegano – precisa Migliaccio – Se non si vuol ricorrere alla famosa ‘bistecca dei poveri’, fatta di pasta e legumi a volontà, nè si è disposti a rinunciare alla propria scelta ‘vegan’, il ricorso a qualche integratore diventa indispensabile”.

“La scelta del vegetarianesimo circa 20 anni fa è stata spontanea e dettata essenzialmente dal mio amore per gli animali. E’ qualcosa di spaventoso solo pensare di poter mangiare un animale mite e dolce come una mucca”, lo dice all’Adnkronos Dacia Maraini, a proposito della giornata mondiale del vegetarianesimo del primo ottobre, che inoltre sottolinea come anche senza mangiare carne si possa vivere benissimo anche perché “le proteine vegetali come quelle che si trovano nei legumi”.

La scrittrice, fa notare anche come solo l’idea dell’allevamento intensivo sia mostruoso: “non è umanamente possibile permettere ad un animale di rimanere in una gabbia tutta la vita – continua – per sfruttarlo prima per il latte o le uova e poi per la carne. Nel mondo occidentale ne mangiamo troppa – conclude – e questo crea non solo problemi agli animali ma anche all’ambiente, dato che l’allevamento è causa anche di disboscamento”.

Dieta verde anche per Margherita Hack. “Sono nata vegetariana perché provengo da una famiglia che aveva abbracciato la teosofia. In questi anni ho vissuto benissimo lo stesso senza le proteine animali tanto che da giovane sono stata addirittura un’atleta”. L’astrofisica fiorentina trova la carne superflua per una buona alimentazione: “le proteine vegetali vanno benissimo: io – conclude – in 89 anni di vita non ho mai sentito il bisogno di quelle animali, anche perché sia la carne che il pesce non mi invogliano”.

Meno possibilità di ammalarsi di cancro e di altre malattie come diabete, trombosi, osteoporosi, artrite, oltre ad un impatto ambientale ridotto dato che per mantenere gli allevamenti, il 26% della superficie terrestre, occorrono 15mila litri di acqua per produrre un chilo di carne mentre ne occorrono appena 2mila per ottenere la stessa quantita’ di grano.Questi i benefici di un’alimentazione senza carne descritti da Ilaria Ferri, direttore scientifico dell’Ente nazionale protezione animali (Enpa), in occasione della giornata mondiale del vegetarianismo del primo ottobre, convinta che questa scelta “allunghi la vita e ne migliori la qualità”.

“A molti può sembrare strano ma la carne può essere un nemico della nostra salute – aggiunge Ferri – ma sono numerosi gli studi che hanno dimostrato l’esistenza di una stretta correlazione tra un regime alimentare a forte contenuto di grassi saturi di origine animale e molte patologie, tra cui il cancro. La dieta vegetariana, inoltre, contribuisce a mantenere pulite le nostre coronarie – conclude e, di conseguenza, a prevenire il 97% delle cardiopatie”.

Questo è un assaggio di quale crudeltà l’uomo è capace

http://www.lacoscienzadeglianimali.it/index.php/forum/3-i-nostri-amici-animali/2064-e-tempo-di-sognaree-tempo-di-cambiare?limit=6&start=12

 Vitelli da carne bianca altresì detto vitello sanato o lattone

In ambito tecnico è definito l’allevamento che permette di ottenere da grandi quantità di cibo ricco di proteine ad alto valore biologico piccole quantità di cibo povero di proteine a basso valore biologico. Dal punto di vista salutare ed economico (da un punto di vista globale) è una perdita di risorse nutritive. Nell’allevamento del vitello a carne bianca , detto anche vitella, vitello sanato o lattone, a seconda delle regioni, gli animali sono rinchiusi in stalle individuali o gabbie molto strette (60 cm di larghezza per 160 cm di lunghezza),
legati ad una catena di circa 30 cm, impossibilitati nei movimenti che non siano quelli di coricarsi ed alzarsi.
Non possono accudire a se stessi (toelettarsi, ossia leccarsi e sistemarsi il pelo), non possono avere attività di interscambio con gli altri animali, sono privati della possibilità di soddisfare i loro bisogni etologici e fisiologici. Vengono alimentati solo con latte liofilizzato o un particolare “latte” chiamato “latte senza latte” costituito da ingredienti che quasi nulla hanno a che fare con il latte, mentre il vitello sarebbe già in grado di iniziare a nutrirsi di
erba dopo 15-20 giorni di età.
La quasi totale immobilità e l’alimentazione carente di ferro sono indispensabili per mantenere anemiche, cioè pallide, le carni dei vitelli. Le loro “carceri” sono costruite in legno o plastica per evitare che leccando materiale metallico possano così sopperire alla mancanza di ferro nella loro alimentazione che andrebbe a modificare il colore della loro carne rendendola rossa andando così contro le richiesta di mercato. La loro vita dura circa sei mesi, quelli che intercorrono tra l’introduzione nella stalla e l’avviamento al
macello. Le condizioni di continuo stress, dovuto all’impossibilità di soddisfare i propri bisogni fisiologici ed etologici, l’affollamento e le carenze alimentari rendono indispensabili l’uso massiccio di farmaci per evitare forme patologiche. Per ottenere innaturali incrementi di peso i vitelli sono sottoposti a trattamenti con promotori di crescita quali ormoni e beta agonisti.
I residui di questi trattamenti possono restare nella carne e causare danni al consumatore.
La carne ottenuta da questo tipo di allevamento rappresenta il 18% dei consumi di carne bovina in Italia. E’ preferita per bambini ed anziani per una sua presunta qualità superiore (cosa non veritiera).

Non presenta infatti nessun vantaggio nutrizionale anzi presenta carenza di ferro, una ragione in più per fare a meno della sua produzione e del suo consumo.
Le aziende interessate sono circa 2.000 ed allevano 1.500.000 vitelli dei quali
1.000.000 importati dall’estero. Il metodo di allevamento attuale pregiudica gravemente lo stato psicofisico degli animali per più motivi.
Innanzitutto sono tenuti in uno stato di estrema carenza di spazio. Se si considera che crescendo gli animali giungono ad essere alti al garrese (parte alta della spalla) fino a 90 cm ne consegue che essi non possono più coricarsi allungando le gambe neanche per dormire.
Tutti gli animali per dormire profondamente devono potersi adagiare sul fianco e allungare completamente gli arti. Ai vitelli da ingrasso da carne bianca questa possibilità è negata.

Questo genera uno stress continuo (come è naturale pensare).
Poiché l’animale non pensa e non ragiona (tale è in sunto il preconcetto ideologico), non può reagire al variare delle condizioni.
In verità (come dimostrato da studi di etologia) l’animale non è un automa, ma un essere vivente dotato di una sua complessità e che reagisce al variare delle condizioni esterne anche con un cambiamento delle sue risposte e reagisce agli stimoli negativi con la sofferenza e con l’alterazione del proprio comportamento.
Molti sono i comportamenti dei vitelli indicatori del loro malessere: leccare
ripetutamente il pelo o le parti metalliche dei box, estrema facilità a reagire scalciando a qualsiasi elemento estraneo, movimenti ripetuti e ossessivi non finalizzati ad uno scopo preciso, ecc. Inoltre le condizioni igieniche spesso sono disastrose.
Urine a feci scorrono nei canali a loro sottostanti così vengono tagliate le code per evitare che il pelo sulla punta della coda posso inzupparsi. In tal modo negano ai vitelli la possibilità di scacciare con più facilità le mosche (attirate dalle sporcizia) che li torturano durante i sei mesi di vita. Alla produzione di carne bianca sono destinati tutti i vitelli di sesso maschile delle razze da latte più le vitelle scartate dalla rimonta aziendale…”

Fonte: (www.oltrelaspecie.org/download/la-realta…amenti-intensivi.pdf)

“C’è una ricetta per non consumare il mondo: impatto ambientale, etico e sociale degli allevamenti intensivi. Le proposte della LAV”
Roberta Bartocci

“La violenza sugli animali umani e quella sugli animali non umani sono radicalmente correlate”
Annamaria Manzoni

“Alimentazione vegetariana: la sola strada per bambini sani in ambiente sano”
Leonardo Pinelli

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Informazioni su Rosanna Marani

@RosannaMarani Per sapere chi sono stata http://it.wikipedia.org/wiki/Rosanna_Marani http://www.storiaradiotv.it/ROSANNA MARANI.htm Per sapere chi sono...chiedimelo Il mio motto Voglio essere ieri fino a quando non saprò chi sarò domani, mentre imparo chi sono oggi!
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