Si può scherzare sul (proprio) tumore?


Certo che si può, anzi si deve.

Personalmente mi è stato di gande conforto e di grande aiuto tenere sul mio blog un diario, dove annotavo le emozioni tante e contrastanti che vivevo giorno dopo giorno.

E le fasi e l’evoluzione dal terrore alla rabbia. Dal rifiuto alla accettazione, dalla confusione all’ordine. 

Una lotta serrata contro l’ufo tumore.

Ora in buona vita tra un esame di controllo e l’altro, mi aspetto solo di continuare a..farcela.

Voglio morire sana.



Corriere della Sera

Testata

Samantha Kittle

MAG 18

Dice Samantha: “i tumori al cervello sono buffi ma non divertenti”

Si può scherzare sul (proprio) tumore?

di Stefania Ulivi

Samantha ha 26 anni, vuole fare l’attrice e, intanto, lavora in una clinica.

Quando, l’anno scorso, ha scoperto di avere un tumore al cervello, ha aperto il suo blog ,

rubando il titolo –  A lie of the mind – a una pièce di Sam Shepard  che ha interpretato in teatro.

Lo spirito è riassunto nella frase: “Brain tumors are funny, but they’re not hilarious”,

ovvero

tumori al cervello sono buffi ma non divertenti.

Samantha scrive quello che le passa per la testa, letteralmente:

i pensieri, i dolori, le ferite dell’operazione, le sofferenze della chemioterapia,

i capelli che vanno e vengono, gli amici, la musica, il teatro, gli effetti della radioterapia.

L’ultimo  post è proprio sulla radio: “Quello  che i dottori non mi avevano detto

è che con le radiazioni avrei avuto anche un’abbronzatura gratis.

Che bisogno c’è di abbronzarsi quando puoi avere il miglior colorito della città?”

C’è una sola cosa che Samantha (qui sopra con la spada della principessa She Rah,

ricevuta in regalo) non riesce a fare: smettere di essere se stessa. 

Buffa, divertente, vitale, feroce, irriverente, coraggiosa. Né migliore,

né peggiore di prima della malattia.

Quando io ho scoperto di avere un tumore al seno – quattro anni fa, di questi tempi–

mi sono ritrovata a fare i conti, oltre con la realtà della malattia,

con la retorica che l’accompagna, almeno da noi.

Retorica che si basa su un assunto: la malattia rende le persone migliori,

più buone. Ma perché? Ma chi l’ha detto?

E’ come se la diagnosi di tumore, una parola che continua a far paura

(vogliamo parlare di quante volte anche sui giornali si preferisce

la formula feroce e, per fortuna, imprecisa,  “malattia incurabile”?),

ti trasformasse improvvisamente nell’icona del “paziente”,

che cerca, eroico e rassegnato, di abbozzare un sorriso quando riceve la visita di non malato

e si tiene tutta per sé la sofferenza.

E invece no.

Parlo per me, ovviamente, non mi permetto di generalizzare.

Ma tra tutti gli stati d’animo di questi anni, la pazienza non è compresa.

Una diagnosi di tumore – anche quando tutto va bene –

chiama in causa, tra le tante cose, il tuo rapporto con il tempo:

riguarda tutti, certo, ma, insomma, che c’è una data di scadenza all’orizzonte lo capisci bene.

Dunque, pazienza e rassegnazione proprio no.

Meglio essere quel che si è sempre stati, come Samantha, come le cancer blogger

 raccolte nel gruppo weboltreilcancro:

 julia, anna staccato lisa, camden, widepeak, e molte altre

(anche qualche altro, ma sono soprattuto donne).

Persone tutte diverse tra loro, a cui il cancro non ha cancellato

il senso dell’umorismo (e non l’ha fatto venire se non ne erano dotate).

 ”La prossima volta che sento ripetere che la cellulite è

una malattia spacco il televisore, giuro”, scrive una di loro.

Io ho avuto l’enorme fortuna -, oltre ad essere circondata da persone fantastiche,

loro sì pazienti, che, volendomi bene, sapevano che io lo sarei stata assai poco –

di condividere il periodo delle cure e della chemioterapia con un’amica,

da allora diventata una sorella. 

La mia chemical sister. Io tumore al seno, lei linfoma.

Un po’ sceme (scusa sister) tutte e due. Avessero intercettato

le nostre telefonate

ci avrebbero ricoverate non all’Istituto Tumori o all’Ieo,

ma in un reparto psichiatrico. Si può scherzare sul proprio tumore?

Io (ma, ripeto, parlo per me) penso di sì. Ridere fino alle lacrime e

piangere fino a ridere.

Quello che non si può fare, visto che siamo in argomento,

è nominare il tumore per offendere: il cancro della democrazia?

Quella è una metastasi? Significa dare un calcio in faccia a tutti i malati.

E pure a chi non lo è.

Ultima cosa, questo è l’indirizzo per firmare la petizione per Alaina,

http://www.change.org/petitions/do-not-allow-nc-judge-to-take-alaina-giordanos-children-just-because-she-has-cancer

la donna a cui la giustizia Usa vuole togliere i figli “perché ha il cancro”,

di cui ha scritto Alessandra Farkas sul “Corriere della sera” e sul suo blog.

http://route66.corriere.it/2011/05/le_tolgono_i_figli_perche_ha_i.html

Buona parte delle cancer blogger è madre, mica per altro:

parte di chi si ammala ha figli, anche se ai giudici americani non piace.

Quando ho saputo di essermi ammalata il primo pensiero

è stato come dirlo a mio figlio.

Mi ha aiutato la mia frequentazione con il cinema e i fumetti

 e un’avvertimento che mi aveva dato l’oncologo:

mi disse di non spaventarmi perché dopo

la chemio avrei fatto la pipì rosso fuoco (per via di un farmaco).

A otto anni gli è sembrato assolutamente normale che la mamma

sarebbe stata per un po’ una specie di Incredibile Hulk, pipì rossa

(bel particolare splatter da raccontare agli amici),

 cranio pelato preceduto da un taglio manga a cui ha contribuito anche lui,

salvo poi tornare più bella che mai (vabbé, si fa per dire…).

QUALCHE LINK DEL MIO DIARIO

https://lortodirosanna.wordpress.com/2006/09/

https://lortodirosanna.wordpress.com/2006/10/

https://lortodirosanna.wordpress.com/2006/11/

https://lortodirosanna.wordpress.com/2006/12/

https://lortodirosanna.wordpress.com/2007/01/

https://lortodirosanna.wordpress.com/2007/02/

https://lortodirosanna.wordpress.com/2007/03/

https://lortodirosanna.wordpress.com/2007/04/

https://lortodirosanna.wordpress.com/2007/05/

https://lortodirosanna.wordpress.com/2007/06/

Annunci

Informazioni su Rosanna Marani

@RosannaMarani Per sapere chi sono stata http://it.wikipedia.org/wiki/Rosanna_Marani http://www.storiaradiotv.it/ROSANNA MARANI.htm Per sapere chi sono...chiedimelo Il mio motto Voglio essere ieri fino a quando non saprò chi sarò domani, mentre imparo chi sono oggi!
Questa voce è stata pubblicata in Annotazioni, Articoli, Diario, Riflessioni, Salute e Benessere, Tumore e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...