Si diventa grandi quando tua mamma torna bambina


Straziante. Mia madre è stata bambina verso i 70 anni, colpita dall’Alzheimer e quando l’andavo a trovare, da Milano, mia residenza a Bologna, dove aveva voluto cocciutamente rimanere a vivere e a declinare, ogni sabato, già tolta dalla sua casa poichè incapace ormai di badare a se stessa, salvata dall’esser preda di badanti delinquenti e ricoverata in una struttura amica, mi chiedeva (se era in sé), di strapparle qualche peletto dal mento.

Con una vocina flebile ma imperiosa. Non sempre l’accontentavo in questa sua fissa, oggi diventata la mia maledizione che continuamente mi tocco la bazza,  per sentire se raspa e per correre ai ripari con la pinzetta. Strappo la lanugine superflua e penso a mia madre.

E mi maltratto per non averle sempre ubbidito. Un rimpianto che nasconde il mio senso di colpa per non aver concesso una piccola soddisfazione a mia madre, tornata bambina, poco prima di morire.

Chissà se mia madre bambina mi avrà perdonato. Io ancora non ci riesco!

http://27esimaora.corriere.it/articolo/si-diventa-grandi-quandotua-mamma-torna-bambina/

(Laura Ronchi)
MAG 02
E ora nessuno ti dice più: “Come sei sciupata”

Si diventa grandi quando tua mamma torna bambina

di Paola Di Caro

Per ognuno è diverso. Ma di uguale c’è che è impossibile dimenticare quando, e come, e perché è accaduto.

Io sono diventata grande il 23 gennaio del 2010. Non è stato il giorno in cui ho compiuto 18 anni, nè quello in cui ho partorito,  nemmeno  quello in cui ho iniziato a lavorare.

No, in quella notte gelida e ventosa, ho passato il confine che separa il tempo in cui si è ancora – anche – bambine che quando serve chiedono aiuto alla mamma , da quello in cui è tua madre ad avere un infinito, costante, disperato, perfino fanciullesco bisogno di te.

Mia mamma era ancora attiva e fresca e piena di vita quando uno sbalzo pressorio le ha provocato un’emorragia cerebrale che l’ha portata a un lungo coma, e magari di quello che succede a chi resta al di là del vetro della Rianimazione per giorni e giorni e giorni torneremo a parlare. Lei ne è uscita, ma non ha più alcuna autonomia fisica, deve essere accudita in tutto, il sorriso bello che la illuminava  fatica a stendersi ancora sul suo viso contratto. Ma parla, riconosce, c’è. Come una bambina, alla quale devi dare conforto e attenzione, con la quale non puoi arrabbiarti se ti ripete per sette volte in un’ora la stessa domanda, che ti fa perfino ridere perchè dice quello che le passa per la testa, senza più freni inibitori.

Diventi grande quando ti scopri a parlare con lei con lo stesso tono cantilenante e dolce con cui lei parlava a te quando eri molto piccola. Lo diventi quando ti arrabbi perchè un ascensore è troppo strettoo anche per la più minuscola delle sedie a rotelle, e una salita è troppo ripida anche per il corpo possente e salvifico di quella donna venuta da lontano che è la nostra àncora di salvezza e che chiamiamo badante. E sei grande quando realizzi  che mai più nessuno ti guarderà con quello sguardo un po’ critico () un po’ preoccupato () e sempre  perdutamente innamorato che prima ti dava ai nervi e che adesso Dio sa che daresti per riavere puntato addosso. Adesso che sei tu che vuoi goderti certi momenti con lei più ancora di quanto lei si renda conto che li sta passando con te.

La vita gira senza avvertirti ed è inutile arrabbiarsi, fa sempre così. Per questo, in fondo, lo sappiamo da sempre che diventare grandi  ha un prezzo. Ma impariamo solo crescendo che non si fa credito, e che dobbiamo pagarlo.

 E voi, quando siete diventati grandi davvero?

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Informazioni su Rosanna Marani

@RosannaMarani Per sapere chi sono stata http://it.wikipedia.org/wiki/Rosanna_Marani http://www.storiaradiotv.it/ROSANNA MARANI.htm Per sapere chi sono...chiedimelo Il mio motto Voglio essere ieri fino a quando non saprò chi sarò domani, mentre imparo chi sono oggi!
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2 risposte a Si diventa grandi quando tua mamma torna bambina

  1. Mr.Loto ha detto:

    Personalemte ho notato che le persone di una certa età, indipendentemente dall’avvento di malattie più o meno gravi, tendono ad avere comportamenti tipici dei bambini. Probabilmente questo fatto è dovuto alla consapevolezza sempre più tangibile del fatto che il corpo diventa più fragile ogni giorno che passa e con essa aumentano paure ed insicurezze.

    Un saluto

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  2. Rosanna Marani ha detto:

    E’ vero. Credo sentano maggiore necessità di tenerezza, di consolazione, di protezione

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