Pareri discordanti sulla mia carriera da Tesi di Laurea di Xhajanka


Ringrazio Fanny Xhajanka che ha voluto ricordarmi nella sua Tesi di Laurea.

Dalla Tesi di Laurea di Fanny Xhajanka

DARWIN PASTORIN
La giornalista Rosanna Marani, nella mia intervista, afferma che i colleghi maschi fanno gruppo e si aiutano tra loro, mentre le donne vanno in solitario come un cane sciolto e si “abbaiano ” a vicenda. Cosa ne pensa di questa affermazione?
“Conosco da anni Rosanna Marani. Una straordinaria narratrice di fatti sportivi. E´ vero: gli uomini amano fare gruppo, ma non sono d´accordo sulle donne che si “abbaiano” a vicenda. Anche le donne, adesso, fanno gruppo: senza invidie”.

ENRICA SPERONI
Com´è cambiato il ruolo della donna nel giornalismo sportivo dal primo articolo di Rosanna Marani ne “La Gazzetta dello Sport” ad oggi?
“Mondi diversi. La presenza di Rosanna Marani, a metà degli Anni 70, aveva l´impatto del meteorite e non erano mancati incidenti di percorso. Per motivi più diversi: la sua bellezza, l´invidia per l´intervista esclusiva a Rivera da mesi in silenzio stampa, l´affermazione dell´allora direttore Giorgio Mottana che dichiarava un aumento delle vendite da quando aveva cominciato a scrivere lei, il suo disinteresse per il lavoro interno e improvvisi malori quando doveva chiudere le pagine in tipografia… Non fu un incontro sereno, la redazione ebbe una sorta di rigetto tanto che Gino Palumbo, storico direttore, un giorno disse la famosa frase: “Basta donne”. Trent´anni dopo abbiamo 1 giornalista vicecaporedattore nell´ufficio centrale del giornale, abbiamo 2 capidesk, inviate di calcio, F.1, sci, vela, volley… (nel calcio cronaca e pagelle, non solo il pezzo di colore)”.*

IRMA D´ALESSANDRO
Come descriverebbe l´evoluzione del ruolo della donna come giornalista sportiva dal primo articolo di Rosanna Marani ne “La Gazzetta dello Sport”?
“Rosanna Marani scriveva come una donna, ora è richiesta molta “tecnica” e ti è richiesto di “scrivere come un uomo” se vuoi essere tra le firme top della tua redazione”.**

XAVIER JACOBELLI
“Venti anni fa erano poche le donne che si occupavano di calcio anche per questo. Una delle mosche bianche che ha lottato con le unghie è Rosanna Marani, giornalista bravissima che lavorava alla “Gazzetta dello Sport”. Nonostante le sue qualità fossero superiori anche a quelle di tanti colleghi uomini, inizialmente il suo spazio era molto limitato. Un´altra giornalista che ha bruciato le tappe è Marina Sbardella. Quando era a Telemontecarlo era sola in una “tribù” di uomini, ma ha saputo farsi valere. Ancora oggi, però, nonostante la crescita del movimento femminile nel mondo del calcio, le donne devono ancora lottare contro pregiudizi stupidi e assurdi. Ritengo che ci siano croniste bravissime”.

Dal libro Maledetti giornalisti di GIANNI DE FELICE

….I giornalisti milanesi ricordano che  una delle prime a scendere in trincea con noi, a fare vera cronaca sportiva, ad inseguire notizie e giocatori fu la Rosanna Marani. Una bella ragazza col pallino dei giornali, del calcio, del Milan. Arrivò nella scia di Gino Sansoni, ideatore e primo curatore della rivista Forza Milan. Rosanna scriveva ritratti di personaggi assai ben costruiti e intuii che ci poteva essere posto per una giornalista del suo talento. La Gazzetta stava cambiando editore e direttore , verso la metà degli anni settanta e la Marani riuscì a farsi assumere;  benché l’arrivo di una donna per di più giovane e bella, costituisse quasi uno choch per un giornale declinato esclusivamente al maschile ( salvo l’eccezione tecnica della Gabrie), come la rigorosa e super specializzata  Gazzetta di quei tempi. Ma la breccia era a aperta: e Rosanna Marani – che oggi è una bravissima giornalista televisiva -seppe adattarsi con professionale dedizione anche al pesante lavoro di preparazione redazionale e impaginazione tipografica. Alla pari di quei colleghi maschi che ne avevano guardato con tanto sospetto l’arrivo.

La breve storia di Rosanna Marani, un popolare volto del video……

..

*Rispondo a Enrica Speroni: Quando usci il mio primo articolo su La Gazzetta, arrivò una marea di lettere a sostegno della cronista donna. Il giornale vendette davvero  un numero maggiore di copie perchè fu un evento per il quotidiano sportivo, tanto chiuso, tanto misogino, tanto maschio. Mi soccorsero le femministe dell’epoca e mi scrutarono gli uomini curiosi , lettori ma soprattutto colleghi leggermente preoccupati di mantenere le distanze con “sta donna, machevuoletornicasaafarelaalza!” Un record il mio, che pagai a caro prezzo come riportato dal libro Atleta al femminile di GIAN MARIA MADELLA . Dopo avermi spremuta come un limone, illusa e delusa, La Gazzetta voleva disfarsi me e mi offrì una ingente somma perchè me ne andassi, dichiarandosi inoltre disposta a firmare il mio praticantato perchè potessi sostenere l’esame di stato e diventare professionista. Il dottor GRASSI venne addirittura a casa mia per convincermi a mollare il colpo. Nel frattempo LUIGI MARINATTO dell’Associazione Giornalisti Milanesi, mi aveva iscritto d’ufficio come praticante permettendoni così di diventare professionista con il suo intervento umano e riparatorio.Ovviamente risposi picche al dottor GRASSI, feci causa sostenuta dall’ottimo avvocato LUCA BONESCHI  che provò e comprovò tutto il mio lavoro di redattore nella cucina della redazione, i miei turni diurni e notturni, e il mio lavoro di inviata sui campi. Vinsi la causa e La Gazzetta, obtorto collo, mi dovette reintegrare, ma attenzione, invece che alla rubrica Calcio, provò a sfiancarmi offrendomi prima la rubrica Bocce, poi relegandoni alla rubrica Tennis, dove mi firmai per un breve periodo LINDA TERROR. Fino a quando, esasperata per essere quotidianamente mobbizzata, tirata per i capelli, schernita, lasciata sola, umiliata nella mia privacy ( se avevo la gonna, ero mestruata, se avevo i pantaloni volevo far vedere le mie curve, se ottenevo una altra esclusiva ero andata a letto con l’intervistato, e via facezie di questo genere), ebbi un collasso in tipografia e fui ricoverata in ospedale. Il direttore, GINO PALUMBO , da poco insediatosi, si occupò del mio caso e mi ridiede il mio posto al Calcio.
La famosa frase che la signora ricorda, va corretta: non “Basta donne a La Gazzetta!”, ma “Basta Primedonne a La Gazzetta!”, riferita ovviamente a qualcuno leggermente trombone e dichiaratamente superbo, ma assolutamente di sesso maschile.
Credo di aver preso sberle e sberleffi in quantità oversize e reputo che la mia solitaria lotta, visti i risultati attuali, sia stata utile anche per facilitare la strada a lei e a quelle che sono venute dopo di lei.
L’incontro sereno con la redazione, l’avrà avuto lei, arrivata all’epoca delle mie dimissioni dopo i miei 14 anni di rosea,considerato che è stata responsabile per molto tempo dello spazio che segnalava quotidianamente lo sport nei progammi televisivi.Un incarico che non faceva ombra a nessuno.
Pittoresca la sua similitudine usata per definire il mio ingresso in Gazzetta: l’impattodi una meteorite.
Evidentemente la mia scia luminosa è servita a rendere meno scuro un mondo piuttosto buio per le donne. Almeno fino a quel momento.
Da Wikipedia: Una meteorite è un oggetto extraterrestre relativamente piccolo caduto sulla superficie della Terra dopo aver attraversato la sua atmosfera. Quando si trovano nello spazio, questi oggetti vengono chiamati meteoroidi (“piccoli” asteroidi, della grandezza di un masso o più piccoli, che sono generalmente frammenti risultati dalla collisione tra due o più asteroidi). Quando entrano nell’atmosfera, l’attrito con l’aria li riscalda, finché non emettono luce, formando così una scia luminosa chiamata meteora, bolide o stella cadente.
**Rispondo a Irma D’Alessandro: ” D’accordo, essendo una donna scrivevo e scrivo come una donna, così come un collega uomo scrive come un uomo essendo un uomo. Guai a scimmiottare qualcuno, guai mutuare linguaggi imparati a memoria e non corrispondenti al proprio lessico!. Se sono riuscita a farmi capire a a farmi leggere volentieri è proprio perchè volevo essere considerata una giornalista e non una brutta copia di un giornalista.Ma questo ovviamente è un mio parere personale.
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Informazioni su Rosanna Marani

@RosannaMarani Per sapere chi sono stata http://it.wikipedia.org/wiki/Rosanna_Marani http://www.storiaradiotv.it/ROSANNA MARANI.htm Per sapere chi sono...chiedimelo Il mio motto Voglio essere ieri fino a quando non saprò chi sarò domani, mentre imparo chi sono oggi!
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