Tesi di Laurea di Fanny Xhajanka 8


 Ringrazio Fanny Xhajanka che ha voluto ricordarmi nella sua Tesi di Laurea.

     6.1.1 PARTE DELLA PRESENTAZIONE DI GIANNI BRERA NEL LIBRO “UNA   DONNA IN CAMPO” di Rosanna Marani

Gianni Brera, uno dei giornalisti sportivi più importanti, cura la presentazione di “Una donna in campo” e scrive: “La Rosanna Marani è l’ultimo buon acquisto del giornalismo sportivo italiano. Viene dalle Romagne, che sono molte, ma la sua Romagna è diversa da tutte, precisamente come e quanto è diversa lei dalle romagnole, donne fiere ed estroverse, diciamo pure brulle per schiettezza di toni e robustezza di forme. Lei,la Rosanna, evoca a prima vista un titolo dell’Amalia Guglielminetti. I suoi occhi sono grandi e languidi. Il visino è delicato, d’un pallore che intriga a illazioni ingenue fino al sospetto. Ora,nessuna astuzia è raffinata come questa di apparire debole e indifesa. La Rosanna deve averlo capito dalla nascita. Il suo istinto è della gatta trepidante e schiva. Mentre ti chini a tentare una carezza, lei ti applica vampiretti metallici nei punti migliori, e ti sugge sangue e sentimento con impercettibili moti delle labbra, battiti di ciglia lunghe e molli, sorrisi così timidi da farti impettire nel medesimo istante in cui ti gioca. Non è, si badi, la donnetta che mena il torrone per gabola. È così squisitamente femmina che si lascia soltanto indovinare. E per intravedere la minima piega della sua anima, ti garbi o no, devi metterea nudo tutto te stesso. Avrete notato che i campioni da lei intervistati le danno tutti del tu. Bene, questa è perfidia. Sotto la più comune battuta di dialogo è la sua vera invenzione. Eccomi inerme e docile a portata delle tue grinfie.
Avanti, mettile fuori e di botto mi coglierai come un tenero uccellino. Tu esegui (jam dixi) e lei facilmente constata se queste famose sgrinfie le possiedi per davvero.

Sembra nulla. È la prima offerta, magari accompagnata da teneri sospiri di donna tutta immersa nella professione che adora. Le è venuto il ticchio, un certo giorno, e ci s’è provata. Niente di sulfureo. Ritrattini innocenti, inviti a denudarsi come sentimento comanda (“se mettre à nu” era l’imperativo categorico e insieme la civetteria dei romantici veri): intanto la memoria annota secondo fantasia e imponenza di verità. Non una frase forzata fuor dalla comune concinnitas di un dialogo alla buona. Chi le resiste è un perverso, un frigido prevenuto, insomma, qualcosa che somiglia pochissimo a un uomo.
Dio mio, si può mai rimanere indifferenti di fronte a così fragile creatura? Ha il registratore, questo è vero: ma lo porta con sé per non tradire le tue parole: avanti, fa’ che non girino a vuoto le rotelle dei nastri. Il sorriso è più timido che invitante. Proprio in questi attimi ella ti applica i vampiretti alle tempie, al costato, dovunque pulsi più celere e
copioso il sangue. Non appena te ne accorgi, nonché ritrarti, abbassi le corna ad ariete. Non valgono sospetti, non ritrosie. Ti ha giocato, senti: e da che sei in ballo decidi di ballare. Così, non conosco uno solo che abbia saputo difendersi in decenza”.39 6.1.2 PRIMO ARTICOLO DI ROSANNA MARANI NE “LA GAZZETTA DELLO SPORTIntervista esclusiva a Gianni Rivera, capitano del Milan, in silenzio stampa da 6 mesi. La Gazzetta dello Sport, domenica 18 novembre 1973 Il calciatore si è tappato la bocca, parla l´uomoRIVERA, E LE DONNE?Se vuol sapere dell´amore, anzi del mio amore nei confronti della donna, l´accontento subito. Adesso così come sto, mi sembra di stare bene. Anche perché quando si è innamorati si perde di lucidità.Non ho problemi di convivenza con una compagna che per me potrebbe esistere o potrebbe anche non nascere mai. Se penso alle donne in generale mi sento in uno stato di grazia. Mi piacciono e non ho alcuna difficoltà ad ammetterlo.Chissà come sarei stato in un harem se fossi nato maomettano.Non ho ancora sentito prepotente il desiderio di legarmi soltanto a una donna.Non mi sono ritrovato né specchiato negli occhi di una partner.Cosa aspetto? Forse aspetto soltanto di avere maggiore conoscenza delle mie esigenze e più tempo disponibile. E´ decisamente insinuante. Non ti aggredisce, ma ti obbliga quasi a seguire le sue evoluzioni dialettiche. E di Gianni Rivera viene fuori quello che lui vuole lasciare uscire. E´ impossibile disorientarlo, fargli perdere il filo del discorso anche a costo di violentarlo. Lo sguardo fermo, che può confondere la voce pacata che delinea con volontà ferrea i limiti oltre i quali non si può andare. Un protagonista sospeso sul filo della sua intelligenza, umanità, sensibilità e forza.      ____________________39 Rosanna Marani, Una donna in campo, Edizioni Sansoni, 1975, prefazioneQualità che spesso e volentieri si ritorcono proprio contro lui. Non esiste ombra di cattiveria nel suo reiterato diniego a lasciarsi intervistare in questo periodo. Solo un legittimo desiderio di rimanere un attimo fuori dal giro, protetto, in una torre di silenzio ad osservare le eterna lotte e polemiche che in fondo danno il gusto alla vita. Ed è vero che ogni tanto si deve recuperare il senso della misura, ogni tanto ci si deve isolare per avere il tempo di pensare, valutare magari migliorarsi.Pure per qualche ragione che esula dagli schemi prefissi, che sfugge al controllo della logica (giusto, perché in fondo essere intelligenti significa anche sapere ritornare sui propri passi e concedersi secondo le esigenze del momento), il Rivera nazionale, con me ha parlato. Chiacchiere da salotto, annotazioni, critiche e pensieri che al calciatore non tolgono nulla, ma che invece  accrescono e delineano un Gianni-uomo che forse pochi conoscono. Fortuna? Fatalità? Coincidenze? Ma, l´intervista col Gianni si è “avverata” probabilmente per una felice combinazione di momenti. Un interscambio che fin dalle prime battute ha definito uno stato d´animo molto preciso: desiderio di poter parlare per essere finalmente ascoltato senza dovere pesare, una per una, e parole. Non sono un oracolo “Non sono un oracolo. Sono stanco di sentire, anzi di leggere, dichiarazioni fraintese se non false del tutto. Ci sono cose molto più importanti e piacevoli da fare al mondo che utilizzare le mie affermazioni per accendere focolai. Come per esempio chiacchierare o instaurare un dialogo per conoscere meglio il nostro prossimo più prossimo. Siamo talmente egoisti che non ci accorgiamo nemmeno di quello che ci capita intorno. Purché non ci tocchi nel particolare, beninteso. E così ci limitiamo a vivere fra estranei che diciamo poi di conoscere, creiamo situazioni ipocrite che non ci soddisfano, ci offriamo un mucchio di formalità per ricevere in cambio una moneta simile. E alla fine ci lamentiamo perché non riusciamo a trovare il filo del discorso con noi stessi.”“Ma per trovare questo filo, come ti comporti tu?”.“Mi critico, mi ascolto, mi “guardo” vivere, mi accetto, e qualche volta mi fermo a sorridere. Di cosa? Ma di tutto, anche per sdrammatizzare problemi, polemiche, lotte sterili e fasulle che danneggiano il fegato e ti tolgono il gusto del giorno dopo. Non dimentico poi di darmi molto e poco allo stesso tempo, diciamo con la misura che di volta in volta mi suggerisco, a chi mi sta vicino o a chi voglio stare vicino. Insomma, scelgo e mi formo delle opinioni cercando di non rinnegare mai la mia esperienza. Cioè accettando a priori il dato di fatto che “errare è umano”, non mi dispero e non mi esalto.Può anche darsi però che questa serenità raggiunta dopo il tempo delle crisi che capitano a tutti, mi tolga qualcosa. Non so, uno slancio maggiore, un entusiasmo più bruciante, una disperazione più cruda quando va male. Ma mi offre poi come contropartita una emozione più intensa, una sicurezza più equilibrata. E il conto torna. Diciamo che due più due fa sempre quattro, ma lascio un minimo di margine alla possibilità che possa fare anche cinque”.“E´ la maturità che ti fa parlare così?”.“Beh, a trent´anni l´uomo, o meglio il suo processo evolutivo, è quasi arrivato a metà del suo cammino. Se non mi sentissi maturo, per la mia concezione particolare (nel senso di personale) che ho della vita, sarei quasi un fallimento. Ed è vero che uscendo di casa prima, anche in senso mentale, si cresce con una maggiore rapidità. Sempre che si abbia la voglia di crescere. Perché in fondo formarsi ad una coerenza pratica e non teorica delle vicende che ci coinvolgono o che scegliamo per essere coinvolti, costa una grande fatica”. Una sana speranza “E´ un lavoro di ricerca, una volontà di cambiare la bandiera morale per la quale ci eravamo battuti con tutta la nostra idealità, appena ci accorgiamo che la bandiera è ridotta a brandelli o si è scolorita, una evoluzione in tutti i sensi che ci toglie sempre qualche illusione, con dolore e non con rimpianto. Ma fino a quando c´è una sana speranza di non buttare via quello che viviamo, beh, la vita vale la pena di essere vissuta. Fino in fondo. Non è forse vero che abbiamo quello che ci siamo meritati? Non è forse vero che portiamo due sacche appresso, quella del bene e quella del male e che dobbiamo sapere elargire a turno questo e l´altro?”.“Sei arido? Freddo? Oppure un buono che tira fuori le unghiette per difendere il suo posto al sole, quindi un buono con beneficio di inventario?”.“Arido no, nella maniera più assoluta. Freddo neppure. Sono semplicemente un uomo in mezzo agli uomini. E credo anche di sapere dare. Certo è che do quello che voglio. Non sono un santo votato al bene dell´umanità. Se aiuto gli altri è perché il fatto aiuta me. Mi dona dimensioni mai statiche, mi porta un senso di soddisfazione che posso paragonare quasi all´innocenza di un bambino. Spontanea e disinteressata. Dio santo, se non ci ricreiamo uno spazio pulito dentro il quale vivere con tutta la nostra parte migliore al di sopra dei giochi diplomatici o strategici, beh, potremmo davvero chiuderci gli occhi, tapparci le orecchie e imbavagliarci la lingua”.“Allora ammetti l´esistenza di uno stato di continua difesa da parte nostra nei confronti degli altri?”.“Non posso offrire da buon samaritano l´altra guancia. Ma da buon cristiano posso evitare di pestare i piedi a qualcuno. Questa è la differenza fra un uomo e una carogna d´uomo. Si vive così poco, perché avvelenarsi il sangue con parole grosse, litigi inutili e cattiverie gratuite? E´ semplice andare d´accordo. Basta avere dentro di sé ben saldi i principi della dignità che può essere ferita e piegata fino ad un certo punto, ma mai calpestata e del rispetto che dobbiamo e che vogliamo. Una certa dose di comprensione e il gioco è fatto. Stare sempre in agguato per emergere a danno e discapito di un tuo simile è addirittura animalesco oltre che sporco. Non voglio dire che non ci si debba difendere, ma solo che si dovrebbe evitare di arrivare a questo”. La scintilla dell´amore “Che cosa ti manca per essere un Gianni al cento per cento?”.“Poco, o forse tanto. Se vuoi sapere dell´amore, anzi del mio amore nei confronti della donna, ti accontento subito. Adesso così come sto, mi sembra di stare bene. Anche perché quando si è innamorati si perde la lucidità. E si dovrebbe invece essere sempre padroni di se stessi. Non ho problemi di convivenza con una compagna che per me potrebbe esistere o potrebbe anche non nascere mai. Cioè se penso alle donne in generale, mi sento in uno stato di grazia. Mi piacciono e non ho alcuna difficoltà ad ammetterlo. Chissà come sarei stato in un harem se fossi nato maomettano! Ma a parte il generale, io non ho ancora sentito prepotente il desiderio di fermarmi vicino ad una donna. Non mi sono ritrovato né specchiato negli occhi di una partner. La scintilla, se scoppierà, potrà scoppiare in un qualsiasi momento perché sono disponibile anche ad innamorarmi. Ma non è detto che il cambio di situazione mi faccia essere più completo o mi soddisfi maggiormente.Mi spiego meglio. L´uomo, come binomio perfetto, deve avere la sua donna, metà o non metà che sia. Questa metà io non l´ho ancora trovata e nemmeno sto facendo qualcosa per cercarla. Non mi sento poi così vuoto o solo per desiderare di essere capito., aiutato o consigliato da una “lei” precisa. A volte penso di non avere nel cuore un posto ideale per una donna. Oppure potrebbe essere che il mio non tenda ad autoaffermarsi attraverso una famiglia, attraverso un amore di questo tipo. E poi è più importante dare o ricevere? Io penso che il dare sia molto bello, molto più entusiasmante che ricevere. A patto naturalmente di non aspettarsi nulla in cambio, neanche moralmente parlando. Perché non c´è alcun interesse sottinteso, nessun doppio senso che ti guida.Posso desiderare di stare assieme ad una donna che abbia un nome che io conosco, posso darle dolcezza e sentimento o cosa diavolo lei si aspetta da un uomo come me, ma posso anche stare, e bene, per quindici giorni senza vedere quella donna. E non per questo mio modo di sentire il rapporto, io sminuisco o svilisco le qualità di quella persona. Forse dentro di me si agitano tali e tanti interessi che la mancanza di quello che si ritiene un rapporto fondamentale per il completamento di un uomo, cioè l´abdicazione dal singolo per diventare coppia o nucleo, non mi fa passare notti agitate o insonni”. Dolcezza calcolata “Caro mio, ho l´impressione che tu non ti voglia concedere e magari per paura di essere usato. Il tuo personaggio ti ha fatto perdere di vista questo fattore così importante. L´amore con la A maiuscola. Vero è che, come ammetti, non hai trovato ancora la scintilla giusta che ti ha fatto cadere l´armatura dentro la quale ti muovi e forse a disagio. Ma anche ammettendo che tu possa trovare una donna ad hoc, credo che tu ti comporteresti con lucidità e freddezza, anzi con dolcezza calcolata. E solo per abitudine. Il che è pure peggio. Insomma, ti verrebbe magari di chiedere, mentre una emozione ti dovrebbe invece far perdere la bussola, se per caso lei ha un fondotinta che ti può sporcare la camicia fresca di bucato. Pensa al caso contrario, cioè se una donna in attesa del primo bacio dovesse chiedere all´uomo che le sta di fronte: “Caro, ma te li sei lavati i denti?”. Ecco, ti ci vorrebbe una donna tanto abile quanto furba, tanto fredda quanto calcolatrice. Allora forse attraverso una lotta pari potreste ritrovare il gusto dell´amore, ma a quale prezzo! Nega se puoi!”“E´ vero che fino ad ora mi sono concesso più per volontà di farlo che per slancio, più per desiderio di provare ad essere innamorato che per trasporto autentico. Ma questo non significa che io sia la specie d´uomo che hai descritto. Non è colpa mia se l´amore non mi ha toccato fino in fondo. Posso anche io avere le mie paure, i miei dubbi. E´ tanto atroce?”. “No. Perché tutto sommato le donne, e tu ne puoi “avere” a carrellate, magari ti avvicinano perché rimangono incantate dal mito che ti fa vivere nella leggenda. Ma a te sapere scegliere, a te sapere distinguere la donna interessata e la donna vera, a te saper discernere un interessamento per le grandezze del Rivera e uno slancio pulito per i limiti e la poesia (se ce l’hai) del Gianni. In fondo in ogni storia che lega due persone c’è sempre un briciolo di interesse. In ogni senso. Per cui eccoci arrivati a quello che ti manca: la volontà di regalare, quando ne vale la pena e solo tu lo puoi sapere, la tua tenerezza, la tua sensibilità e quel resto che ti fa essere quello che sai di essere quando smetti le mutande bianche e la maglia rossonera e indossi i pantaloni lunghi da uomo. Giusto?”“Analizzando una persona è possibile che venga a galla anche quello che la persona stessa sa ma non vuole sapere. Comunque ripeto, non ho ancora evidentemente trovato la donna giusta e capace di misurare queste mie possibilità, diciamo romantiche, ammesso che le possieda. Se no a quest´ora invece di essere scapolo, avrei la fede al dito. E magari non solo al dito quella fede lì. Non sono assolutamente contrario al matrimonio e ai legami sentimentali. Credo anch’io alla validità di un “creare qualcosa insieme”, perché quando sopraggiunge l’età dei ricordi è magari meglio ripercorrere certe strade, rivivere certi affiati, risentire una particolare linfa scorrere dentro, evocare determinate sensazioni negli occhi di chi ti ha aiutato ad esternare qual groviglio di emozioni che formano la tua parte più vitale. Ma non è un delitto cacciarsi con volontà cieca in strade senza uscita, solo per volere una cosa a tutti i costi? Preferisco aspettare”.Cosa? Di riconoscerla, la tua “lei” a prima vista? Che ti salti addosso la voglia di amare? Oppure che una donna ti scelga con ferrea premeditazione e che ti marchi stretto, da vicino?”.“No. Niente di tutto questo. Forse aspetto soltanto di avere maggiore conoscenza delle mie esigenze, di avere più tempo a disposizione. E’ difficile, tra l’altro trovare una dimensione, uno spazio, il posto giusto per riuscire a far vivere e a far crescere un sentimento così fondamentale”.“Il tuo lavoro ti assorbe fino a tale punto? E allora in quale dimensione normalmente e comunemente umana, ti ritrovi?”.“Nell’amicizia. Nel senso di solidarietà, di scambio di vedute con persone che mi vogliono bene anche per i miei difetti. In questo campo sono stato molto fortunato. Ho trovato dei veri amici che non mi hanno mai tradito e che non tradirò mai”.“Eccola la contraddizione. Il dare per dare è importante, ma lo vedi che è altrettanto importante il ricevere? Tu non li tradirai (o tradiresti) questi amici perché è una tua logica o perché loro, a loro volta non ti hanno mai tradito?”.“In questo caso è difficile rispondere. Voglio bene ad un amico e mi comporto di conseguenza. D’accordo è un dare e avere. Per cui posso parlare solo di quello che ho vissuto fino ad ora. Ma è anche una mia logica, perché gli amici di cui parlo non hanno mai pensato, neppure per un attimo, di colpirmi alle spalle. E se dovesse capitare, non parlerei più di un amico, ma di uno che mi era tale”.“Come vivi?”.“Accettando il giorno anche dentro di me. Sentendo la differenza che c’è tra il momento in cui parlo e il secondo che ho appena vissuto. In continua evoluzione per provare fino in fondo la sensazione di crescere, cambiare, invecchiare. Per gustare fino al limite l’arricchimento della mia esperienza. Una tematica di base che mi porta alla coerenza del mio carattere ma che lascia aperto qualsiasi spiraglio a tutto ciò che ancora mi dovrà accadere”. “Come reagisci alle delusioni?”“Evitando di rimanere deluso fino in fondo. Scarto la parte negativa della faccenda ed incamero i ricordi positivi. Seppellisco i cocci sotto la sabbia, metto una croce con la data ben precisa nella mia memoria, cerco di capire i motivi che mi spingono a considerarmi deluso e finisco con l’accettare anche le mie responsabilità di parte. Cioè valuto le mie colpe. Poi faccio in modo che mi passi pensando che domani è pur sempre un altro giorno”. Personalità magnetica L’ora delle confidenze è già passata, ma la voglia di scavare dentro a quest´uomo dalla personalità così prepotentemente magnetica, dal modo di essere così dolcemente forte, non si è esaurita. Meglio però non abusare, anche per non avere sorprese. E’ difficile e faticoso, tutto sommato, chiacchierare con un Rivera e con un Gianni mescolati insieme, senza ritrovarsi sospesi in una altalena di parole che spesso e volentieri ti mette con le spalle al muro. E a questo punto non riescono più ad aiutarmi né le mie risorse professionali, né tantomeno quelle prettamente femminili. Non è dunque più saggio alzarsi da tavola con un pò d´appetito?40
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Informazioni su Rosanna Marani

@RosannaMarani Per sapere chi sono stata http://it.wikipedia.org/wiki/Rosanna_Marani http://www.storiaradiotv.it/ROSANNA MARANI.htm Per sapere chi sono...chiedimelo Il mio motto Possiedo da spendere la sola moneta del mio sono. Ho investito il mio ero e non so se il mio sarò, potrà fruttarmi l'interesse ad essere.
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