Tesi di Laurea di Fanny Xhajanka 7


Ringrazio Fanny Xhajanka che ha voluto ricordarmi nella sua Tesi di Laurea.

6. LE GIORNALISTE CHE RACCONTANO LO SPORT

 

L’affermato giornalista Italo Cucci nella sua lunga carriera dirige il settimanale “Autosprint”, il mensile “Master”, il “Guerin Sportivo”, “Stadio – Corriere dello Sport”, il “Quotidiano Nazionale” e collabora con la Rai e Rai International.

Nell’articolo seguente descrive alcune giornaliste sportive che incontra e che scopre professionalmente come, per esempio, Rosanna Marani che è la prima donna a diventare giornalista professionista sportiva nel 1976 oppure Simonetta Martellini, radiocronista della pallavolo azzurra e figlia della Grande Voce del calcio Nando Martellini.

Tra le giornaliste sportive che stima nomina Donatella Scarnati ed Emanuela Audisio.

La prima viene apprezzata perché conosce il mestiere, è seria, affidabile, quindi ricercata: “a lei non si nega un’intervista che farà ricco il Tg e l’intervistato” scrive il giornalista Italo Cucci.

Mentre la seconda viene riconosciuta come eccellente giornalista e al tempo stesso ottima scrittrice: “come del resto tutte le sue pagine sono quanto di meglio oggi si può leggere. Non solo di sport”.

 

DA “L’INDIPENDENTE” del 7 marzo 2007

 

“CHE DONNA QUEL CRONISTA”

 

di ITALO CUCCI

“Aveva  già fatto le prove con successo ma domenica sera 4 marzo Tiziana Alla, redattrice sportiva di Rai International, ha fatto il grande balzo nella telecronaca di alto livello raccontando ai telespettatori della “Grande Giostra del Gol” (il programma sportivo più visto del mondo, in onda dal Canada all’Asia) la spettacolare vittoria della Juventus sul Piacenza, con tre-gol-tre del Divino Alex Del Piero, oggi il più amato dagli italiani. Era il passo che mancava alla Giornalista Sportiva già presente in tutti i media di settore, libri, giornali, radio, tivù, internet e affini. Come se l’è cavata? Bene.

Intanto – va chiarito subito – telecronaca asessuata: nessuno le ha chiesto – né lei ci sarebbe stata – di raccontare il calcio, prodotto maschilista per eccellenza, “al femminile”. E tuttavia ci ha messo del suo per far notare la differenza non aggiungendo –

salvo una particolare gradevolezza della voce – molto togliendo alla narrazione abitudinaria dei telecronisti più affermati, i quali non possono fare a meno di abbondare in tecnicismi (quattrottrettre e via così, sull’onda del sacchismo) spesso inintelligibili ai più. La competenza – sicura – è stata esibita con leggerezza, là dove serviva quel tanto di spiegazione dei momenti di gioco; la competenza piace, ma non deve essere perentoria, assiomatica, deve anzi suscitare la concorrenza del telespettatore spesso erudito in materia al punto di poter contestare «quel fortunato che può dir la sua alla tivù, alla radio o sui giornali».

Ho seguito quest’ esordio con piacere non solo perché faccio parte anch’io della banda dei giostrai ma perché è toccato a me, nel 1973, mettere al mondo la prima cronista sportiva, Rosanna Marani, sulle pagine del Resto del Carlino.“- Pierino, quando guardi le stelle a cosa pensi?”: la domanda Rosanna la pose a Pierino Prati, già bomber del Milan e, in quella stagione, della Roma. E lui – che veniva soprannominato “Pierino la Peste”, restò fulminato.

Basito, avrebbe detto un’altra cronista sportiva di grande qualità, Licia Granello di Repubblica, presentatasi più tardi sulla scena pallonara con una forte competenza e un linguaggio nuovo, aggressivo, accattivante, tale da mettere in crisi i colleghi masculi: quando, più tardi, Licia capì l’aria che tirava, fuggì in altre pagine del giornale e oggi racconta saporite storie a sfondo gastronomico/enologico.

Anche Rosanna Marani fece presto a liberarsi del repertorio romantico molto femminile e finì addirittura a far domande negli spogliatoi del dopopartita, e si deve forse a lei se i pedatori illustri e meschini persero l’abitudine, un bel giorno, di porgersi ignudi e gocciolanti ai poveri cronisti costretti ad aggirarsi fra docce e lettini negli stanzoni fumanti dov’era già apparso – va detto – il tè così caro agli intervalli di Fabio Caressa.

La grande disponibilità di Rosanna (detto per inciso: una gran bella ragazza) le procurò anche i soliti fastidi: quando si trasferì con me al Guerin Sportivo, titolare di una rubrica a dir poco ammiccante (“Io li vedo nudi”) s’imbatté in un famoso presidente deciso a barattare un’intervista esclusiva con le sue grazie.

Il mio intervento – piuttosto duro – smontò la penosa vicenda e d’allora Rosanna fu sempre più sicura, come narra la sua biografia in Wikipedia: («E’ stata la prima donna a diventare giornalista professionista sportiva nel 1976, e per questo è stata insignita dell’onorificenza di Cavaliere della Repubblica, dall’ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, con la motivazione che si adatta bene alle pioniere, l’aver aperto una strada prettamente ed ottusamente maschile alle donne»).

Più tardi, continuando a cercare con il Guerino nuovi talenti e linguaggi, arruolai altre donne che riuscirono spesso a specializzarsi e a contribuire alla crescita di sport emergenti: così è stato con Simonetta Martellini, “voce” della pallavolo azzurra che anni fa ebbe la felicità di gridare il nome dell’Italvolley Campione del Mondo tre volte, com’era capitato nell’Ottantadue a suo padre Nando, la Grande Voce del calcio.

Oggi le giornaliste sportive sono numerose, quasi tutte omologate allo stile corrente che, come ho avuto modo di dire, ha perduto molto del “favoloso” presente nella narrazione tradizionale. Resistono impavide all’invasione di nuove “firme” ambosessi Donatella Scarnati e Emanuela Audisio. Donatella, voce e volto del Tg1, si è affermata per la capacità di proporre scoop che le riescono non solo perché conosce il mestiere ma perché è seria, affidabile, quindi ricercata: a lei non si nega un’intervista che farà ricco il Tg e l’intervistato.

Emanuela Audisio è a sua volta riuscita nell’impresa non facile di essere al tempo stesso eccellente giornalista e ottima scrittrice. Grande inviata alle Olimpiadi e ai Mondiali di calcio, autrice di reportage che rievocano il giornalismo d’inchiesta d’antan, ama raccontare soprattutto la boxe: le sue cronache dal ring e i ritratti di pugili – come del resto tutte le sue pagine – sono quanto di meglio oggi si può leggere.

Non solo di sport”.

 

6.1 La prima donna giornalista sportiva professionista: ROSANNA MARANI

“La Gazzetta dello Sport” è il quotidiano più venduto e conosciuto in Italia per quanto riguarda i lettori appassionati di sport. La sua nascita avviene nel 1896, ma solo dopo quasi un secolo, nel 1973, la giornalista Rosanna Marani pubblica il primo articolo scritto da una donna nella rosea.

Rosanna Marani nasce a Imola il 12 Ottobre 1946.

Prima di approdare a “La Gazzetta dello Sport”, collabora con “Il Resto del Carlino” sotto la guida di Gualtiero Vecchietti e di Italo Cucci.

Il 18 Novembre 1973 è la prima firma “femminile” de “La Gazzetta dello Sport” con un´intervista a Gianni Rivera in silenzio stampa da 6 mesi.

E´ la prima donna a diventare giornalista professionista sportiva nel 1976 e, per questo,

viene insignita dell´onorificenza di Cavaliere della Repubblica, dal Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, con la motivazione di aver aperto una strada prettamente maschile alle donne. Paga sulla sua pelle di essere la sola donna inviata sui campi di calcio a quell´epoca.Collabora con “Amica”, “Grazia”, “Il Guerin Sportivo”, “Il Resto del Carlino”, “Tempo”, “Momento Sera”.

Diversifica la sua carriera in tv passando da “Giorni d´Europa”, “7 giorni al Parlamento”, con Gianluca Di Schiena a “E´ quasi goal”, “Il processo del Lunedì”, “tv7″,”TG3 Telesogni” con Claudio Ferretti. A Mediaset, quando Silvio Berlusconi tenta i primi esperimenti di tv privata con Telemilano è inviata di Buongiorno Italia, delle news, di Wiva le donne, di Record, di Superflash e de Gli speciali. Mike Bongiorno e Ludovico Peregrini sono maestri severi ma molto importanti, le insegnano il ritmo e il taglio televisivo.

Per un breve periodo a Tmc con Luigi Colombo, è inviata di Sport Show, del Tg e di Mondocalcio, trasmissione in cui rivela tutta la sua vena ironica. Prendendo spunto dalla cronaca sportiva, traveste i calciatori, li fa recitare come possono e spazia su tutti i temi d´attualità. Negli anni ´70 è la prima donna a condurre un talk show sportivo: a Telenorditalia non le manda a dire ai suoi ospiti, suscitando polemiche, nella trasmissione Bar Sport. Negli anni ´90, Roberto Tumbarello viene chiamata ad Odeon tv per “Forza Italia”. Rosanna Marani è invitata a Canale 31 e replica dissacrando il mondo del calcio in Number one in number two.

A Telelombardia, negli anni ´90, fa il botto in “Novantesimo donna” condotta da Eliana Jotta, nel corso della sua rubrica fissa, in cui assegna voti di merito e demerito ai comportamenti sportivi.

A Telenova come inviata di “Fax 13” mantiene il suo stile, come ad Antenna 3: è inviata di “Non solo bici”, “Antenna tredici”, “Visti a San Siro”, “Speciali cronaca e politica” e intervista i politici tifosi. Collabora con numerose emittenti radiofoniche fra le quali Radiomontecarlo, Radio Milano International, Rai Stereouno, Radionova e Radiojukebox.

Ha tre figli ed è stata sposata due volte.

Scrive “Una donna in campo” edizioni Sansoni, “La testa nel pallone” edizioni Mursia e “L´anima del Palio” edizioni NCS.38

 

 

 

     

 

 

 

 

 

 

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38 Dal sito www.wikipedia.org

 

 

 

 

 

   

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Informazioni su Rosanna Marani

@RosannaMarani Per sapere chi sono stata http://it.wikipedia.org/wiki/Rosanna_Marani http://www.storiaradiotv.it/ROSANNA MARANI.htm Per sapere chi sono...chiedimelo Il mio motto Possiedo da spendere la sola moneta del mio sono. Ho investito il mio ero e non so se il mio sarò, potrà fruttarmi l'interesse ad essere.
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