Diario di bordo per navigazione a vista di un ufo tumore


Oggi terza applicazione di radioterapia.

Sara una addetta alla macchinona sparaustioni, è dolcissima.

Ieri mi ha sgridato perché mi è scappata una lacrimuccia come dice lei, (era un torrente),  e oggi mi ha pregato di stare tranquilla, cercando di trasmettermi la sua serenità.

Non parlo della prima seduta al centro abbronzante dell’Istituto dei Tumori. Ero atterrita.

Un niente  di pelle e occhi chiusi dalla maschera di Hannibal the Cannibal, pompato da un cuore che andava a mille, che rimbombava nelle tempie e nelle vene del collo, che pulsava nel petto con tale turbinio da sembrare voler prendere il volo e scappare da quel corpo malato.

Eccola la chiave, io ho un corpo malato.

E non me ne faccio una ragione.

Lo detesto il mio corpo, sono incavolata nera con i l mio corpo. Mi ha tradito, biecamente per anni, formando la massa tumorale senza che me ne accorgessi e ci facessi magari, l’abitudine.

L’ho detto alla mia dottoressa Anna Di Russo. Calma e serafica nel suo camice immacolato,

(il malato vede il dottore come un arcangelo e si aspetta tutto il bene possibile da lui, si aspetta insomma indipendentemente dall’età che gli faccia da…mamma), dopo avermi spiegato che il collo gonfio che mi ritrovo non può, secondo le statistiche, essere effetto della radioterapia, mi fa: “Scusi lei non ha mai i cinque minuti? Beh, anche il suo corpo può averli. E allora non si arrabbi con lui, ma lo capisca.”

Devo essere indulgente. Mi studio, mi ausculto, mi seziono, mi palpo in attesa dei maledetti effetti collaterali.

Potete capire cosa prova un essere umano sdraiato su quel letto mentre aspetta la luce bionica che lo salverà ma che nello stesso tempo lo brucerà?

Pazzesco. Devo far finta di essermi esposta troppo al sole e curare le vescicole e le ulcerazioni che mi verranno in bocca e la pelle del viso arrossata.

Caspiterina, devo convincermi: sono in vacanza al mare e e invece di girare e rigirare le dita nel tentativo di stringere un’immaginario fiocco sul collo del tumore, prillo (prillo: voce del verbo romagnolo prillare, girare intorno) devo riuscire a rilassarmi sulla sedia a sdraio al meno 2 blocco A dell’Istituto dei Tumori di Milano.

Per 18 giorni week end esclusi.

Annunci

Informazioni su Rosanna Marani

@RosannaMarani Per sapere chi sono stata http://it.wikipedia.org/wiki/Rosanna_Marani http://www.storiaradiotv.it/ROSANNA MARANI.htm Per sapere chi sono...chiedimelo Il mio motto Possiedo da spendere la sola moneta del mio sono. Ho investito il mio ero e non so se il mio sarò, potrà fruttarmi l'interesse ad essere.
Questa voce è stata pubblicata in Annotazioni, Diario, Divulgazione, Riflessioni, Salute e Benessere, Segnalazione, Tumore e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...