Da L’Anima del Palio 12° novella LA GALLINELLA


LA GALLINELLA

Nel 1972 fu organizzata una mostra itinerante del Palio.

I cimeli, le pergamene, le foto, gli aneddoti presero vita per testimoniare che ogni azione è un fatto che non si disperde ma resta patrimonio, incatenandosi alle reazioni che provoca, della comunità.

Tutti rimangono colpiti dalla luce o dalla ombra che proietta e nessuna azione è mai fine a se stessa ma genera i comportamenti altrui.

Insomma si cercò, ammirando e studiando quei frammenti, di capire come mai la Contrada Flora fosse ripetente nella sconfitta.

Era un destino perdere?

Cioè succede solo quello che deve succedere oppure il destino si crea e si distrugge?

Quello che decidiamo lo decidiamo di testa nostra o siamo ispirati da una vocazione che ci guida verso quell’accadimento senza che noi possiamo ribellarci, decidere?

La Contrada Flora poteva mettere in preventivo che la vittoria sfuggisse per un soffio, il respiro della sfida. Come mai vincevano allora soltanto le altre Contrade, considerate alla pari e non superiori per merito e per tenacia?

Silvio Caremoli, il Capitano, smaniava. Aveva avuto tutto, voleva lo stendardo del 1972.

Era disposto a chiudere un occhio sulla correttezza estrema pur di ottenere il suo scopo.

Si mise a spulciare nella mostra itinerante che esaltava le gesta del Palio, i particolari delle vittorie altrui.

Con la lente di ingrandimento dell’ingordigia per far suo un segreto che, lui non lo sapeva, sarebbe sempre rimasto tale.

Non poteva scoprire che niente motiva la caduta del fulmine su quell’albero e che tuttavia l’acquazzone lo prepara, che chi è estratto a sorte per morire riesce a rimandare l’appuntamento solo perché non si sveglia in tempo.

Silvio Caremoli aveva dedotto che si può colpire cento volte lo stesso bersaglio facendo diventare abitudine la mossa che lo centra al cuore.

Il cavallo che doveva concorrere era una furia, indomita espressione della libertà, seppur appesa alle briglie del fantino.

Era Revival un puledro giovane e molto sicuro di sé. Con un solo vizio, la sua migliore amica non era una capretta, ma una gallinella di nome Chiorina.

Senza di lei rasentava come tutte le intelligenze pure, la follia. S

i guardava attorno smarrito, nitriva di disappunto, dilatava le froge e scalciava disarticolatamente.

Chiorina era una gallinella sciocca e spiccia. Non particolarmente toccata dall’attenzione di Revival, gli stava vicino quando e se ne aveva voglia.

Non ricambiava affatto le attenzioni e l’amicizia del cavallo.

Stupida, beccava i grani delle pannocchie che il Mangino le faceva trovare sempre croccanti.

Appena poteva però, uncinava il muso di Revival per fissarlo, vacua, negli occhi, senza però fargli male.

Pareva studiarlo, lui così maestoso, lei così piccola. Se ne tornava intontita a terra dopo aver svolazzato sulla groppa per far vedere che se voleva, le ali le apriva anche lei.

Revival doveva vedere Chiorina anche con la coda dell’occhio. Determinato in questo inutile amore, non avvertiva la sua superiorità fisica e mentale, di razza e di carriera, dì sensibilità e di carattere, nei confronti della Chiorina.

Silvio Caremoli coccolava più la Chorina di Revival.

Aveva capito di poter ricattare Revival e lo blandiva accarezzandolo e avvicinandosi a lui con Chiorina in braccio.

Se non avesse fatto il bravo, avrebbe tirato il collo a Chiorina, se lo doveva mettere bene in mente!

Revival passava pigramente le ore d’attesa del Palio.

Rassicurato dalla presenza della gallinella, che aveva assunto un atteggiamento quasi arrogante, trovandosi, senza capire, al centro di tanti interessi, il cavallo aveva placato la sua inquietudine, mostrando una paciosa negligenza ai clamori delle prove.

Silvio commise una azione che segnò l’indirizzo della sua fine.

Decise di mettere come si dice, le puntine da disegno sotto il sedere, di cospargere di sale le ferite, insomma di far salire la pressione a Revival che soddisfatto ormai dalla routine non ne voleva sapere di scatenarsi.

Silvio fece appello a tutta la sua maestria per risvegliare dal torpore Revival. Minacce e blandizie a bordo campo, durante il giro di ricognizione.

Niente da fare, il cavallo diventò mulo.

Allora Silvio disperato, offeso, esasperato acchiappò Chiorina per il collo e glielo tirò, scagliando la carcassa addosso a Revival.

Il cavallo roteò gli occhi, inarcò la schiena, si alzò sui garretti fasciati e nitrì, un sibilo lungo di dolore che lo schiantò, come un pianto squassa il petto e rabbuia lo sguardo che si fissa nel niente per non vedere.

Revival si sganciò dalle briglia, prese la rincorsa e rovinò su Silvio che aveva tentato un accenno di fuga.

Caddero morti stecchiti, Revival d’infarto, Silvio schiacciato dalla mole del cavallo che aveva preferito coltivare l’illusione di un amore incredibile ed impossibile, piuttosto che dedicarsi alla sua missione: correre per vincere.


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Informazioni su Rosanna Marani

@RosannaMarani Per sapere chi sono stata http://it.wikipedia.org/wiki/Rosanna_Marani http://www.storiaradiotv.it/ROSANNA MARANI.htm Per sapere chi sono...chiedimelo Il mio motto Voglio essere ieri fino a quando non saprò chi sarò domani, mentre imparo chi sono oggi!
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