Da L’anima del Palio 2° novella LA DIVERSITÀ


LA DIVERSITÀ

La Flora in Palio rimescolava le carte nel 1962. Tutto doveva essere pronto per la grande cavalcata che finalmente avrebbe premiato gli investimenti di tempo, denaro e fatica della Contrada.

E storia: la vittoria dai capelli fluenti e lucidi si lasciava corteggiare, dava speranza, faceva intravedere le cosce nude e abbarbicata sui tacchi a spillo si lasciava oscenamente palpare dai Cavalieri delle altre Contrade, regalandosi poi per un paio di calze di seta o per una trousse, all’offerente più rapace e svelto di garretti. «Quest’anno è l’anno buono», si sentiva ripetere davanti al camino nelle sere che si avvolgevano l’una all’altra e che facevano sfumare i rigori di gennaio nei tepori di aprile.

lacopo Lendo il Capitano, ci faceva una malattia. Era stato in Maremma per la selezione del cavallo. Lui sapeva parlare la lingua equina. Conosceva le tonalità dei nitriti, le ritrosie delle puledre, lo scalpiccio delle ambizioni, la mansuetudine degli sguardi, il guizzo dello stile. Per cui, fiutava a distanza il talento e la propensione alla supremazia del purosangue sul ronzino.

Eppure la labilità del successo che da sempre sfugge alle mosse decise, programmate, previste, forgiate a tavolino per appartenere alla spudoratezza della volubilità, era una variabile impazzita di ogni stagione, di ogni impresa da Palio.

Proteus comunque era stato prescelto per accontentare Olio, un fantino raggrumato dalle sferzate della povertà, incupito dagli sforzi per ergersi nella statura del vincitore, lui piccolo come un pollice di pigmeo.

Olio aveva deciso che Proteus avrebbe sopportato meravigliosamente bene il suo non peso e che avrebbe reagito senza ribellarsi troppo, alla sua frusta, nascondendo le stille di sangue nei suoi colori rossastri.

Per snervare gli avversari, la frusta cela punte acuminate che incidono la pelle e provocano la bizzarria dello slancio in dirittura d’arrivo, sul filo del traguardo.

Poi, il tempo medica le ferite, mentre i nome resta scolpito nell’album d’onore.

Ma chiedetelo al cavallo, quando sente odor di Palio, come gioisce!

Si sgrolla di dosso il marchio della bistecca, carne rossa, si snellisce fino a diventare agile, superbo destriero e freme dilatando le narici per superare il vento che blocca il suo anelito.

Quando poi l’alito caldo dei colleghi diventa bollente, il cavallo s’inarca e affida il suo profilo allo scultore che lo cristallizza in perenne tensione agonistica.

Proteus aveva detto tutto questo a Olio che l’aveva riferito a Iacopo. Non c’era stata discussione di prezzo. Il proprietario accortosi dell’interesse aveva alzato l’asta, ma senza scalfire la volontà di possesso del Priore.

Proteus si incanalò nella prassi degli allenamenti, promettendo ogni giorno l’apoteosi della sia classe.

Tutti felici, tutti straripanti nei propri panni, Olio come ogni fantino, vista la lunga coabitazione con i cavalli sapeva di selvatico.

L’odore acre delle stalle per lui era ossigeno. Le donne gli stavano lontano perché nessuna doccia riusciva a sciogliere la crosta odorosa di paglia e avena sul suo collo.

Per amore dunque restava sgombra solo la strada dell’accoppiamento e null’altro. Né Olio si dannava alla a compagna o moglie che gli rendesse meno freddo il giaciglio.

Certo aveva dei fremiti, non era più casto avendo perso la verginità quando ancora il borotalco o l’acqua di colonia lo profumavano

Ma contava sulle dita di una mano sola, le sue avventure.

Né freddo, nostalgia, né rimpianti.

Si beava di osservare le cavalle con la vagina immensa e umida e i cavalli dal pene rosso smisurato, ma si sentiva asessuato, lontano mille e mille leghe erotiche dal coinvolgimento.

Fino a quando conobbe Tommy, un sedicenne ragazzetto ingrugnito da una adolescenza feroce, piatta ed emarginata da qualsiasi tipo d’affetto. Orfano e tirato su tra pecore e mucche, fino a quando si liberò un posto di aiutante stalliere in città e uno zio analfabeta e ignorante riuscì a piazzarlo, prendendosi la metà dello stipendio già esageratamente basso.

Vitto e alloggio? Nella stalla, una ciotola di pastone.

Più bestia che uomo, Tommy era disincantato e stupefacente. Aveva un fascino curioso.

S’intuiva una innocenza incontaminata, un talento brutale per la sopravvivenza, quasi che a far quadrare i conti suoi, avesse imparato prima di tutto a coniugare la prosa con la poesia e viceversa, da autodidatta per non farsi scoppiare il cuore.

Olio cominciò a preoccuparsi di Tommy. Lo portò in osteria, gli regalò, a lui che non sapeva cosa fosse una attenzione, una cura, pantaloni, jeans per l’esattezza, e scarpe da ginnastica e un pullover di lana irlandese. Insomma, Tommy si ritrovò prima figlio come non sapeva si potesse essere, poi amico come non credeva possibile ed infine amante come non avrebbe mai immaginato supporre.

Olio s’innamorò di Tommy e Tommy, a modo suo, si innamorò di Olio. Tommy, piccolo anche lui, e predestinato a diventare fantino, fu improvvisamente convocato da una Contrada avversaria, a corto di Cavaliere da gara.

All’ultimo momento, dato che si sapeva in giro della sua abilità a trattare con i cavalli, avendo avuto inoltre Olio come maestro, Tommy fu iscritto per partecipare, con Folgore Blu, al Palio.

E ancora una volta la Flora in Palio rimase in Palio. Tommy e Olio avevano stretto un patto, Proteus e Folgore Blu invece si ignoravano bellamente.

Come avrebbe potuto il Gran Priore spezzare quell’amore ancestrale, brutale e tenerissimo che legava i due fantini, nemici per una gara? Non aveva chanches.

Tommy rimase indietro di un giro per lasciare via libera a Olio. Olio si buttò a terra fingendo una rovinosa caduta per lasciare via libera a Tommy. Nessuno dei due vinse: tra i due amorosi, generosi “litiganti” il terzo godette.

Mentre lacopo Lando si strappava ad uno ad uno quei pochi capelli che gli rimanevano testa.

Prima di ingurgitare il veleno che gli avrebbe finalmente donato la pace.


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Informazioni su Rosanna Marani

@RosannaMarani Per sapere chi sono stata http://it.wikipedia.org/wiki/Rosanna_Marani http://www.storiaradiotv.it/ROSANNA MARANI.htm Per sapere chi sono...chiedimelo Il mio motto Possiedo da spendere la sola moneta del mio sono. Ho investito il mio ero e non so se il mio sarò, potrà fruttarmi l'interesse ad essere.
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